A colloquio con lo Chef Ambassador Massimo Bottura su Expo, Refettorio e scuola

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Non finiranno nella pattumiera le derrate alimentari non utilizzate durante l’Expo perché dal 26 maggio c’è la cucina allestita nella Parrocchia di San Martino in Greco, nel quartiere Greco di Milano, pronta ad utilizzarle. Qui, il 25 maggio, sarà aperto il Refettorio Ambrosiano ideato dallo chef Massimo Bottura e dall’ex presidente della Triennale Davide Rampello, siciliano di Raffadali cresciuto però nelle campagne venete prima di approdare nel capoluogo lombardo per fare il regista televisivo e l’operatore culturale con l’allestimento di grandi mostre d’arte, e realizzato dalla Caritas Ambrosiana. A confermare la data di apertura di una mensa che proporrà pasti preparati da cuochi ad alto livello a prezzi minimi perché destinati a persone in difficoltà, è lo stesso Bottura che abbiamo intervistato nel ristorante allestito da Identità Golose in uno dei luoghi più strategici del sito Expo. E, qui, ancora una volta Bottura ha orgogliosamente ed ampiamente  parlato di questo refettorio che lo immagina come quelli che nel 1500 brulicavano di gente coperta solo di cenci, alla ricerca di un piatto caldo o, comunque, di qualcosa da mangiare.

“Il nostro darà un refettorio per i poveri e per quanti improvvisamente sono diventati tali: gente con molta dignità, insomma – dice il patron dell’Osteria Francescana di Modena -; per questo con Davide e l’Arcivescovo Angelo Scola abbiamo deciso di non creare un ambiente troppo spartano, per non deprimere ulteriormente chi è in difficoltà. Così abbiamo coinvolto un po’ di amici che sono anche grandi designer che hanno creato mobili e arredi appositamente per noi,  e artisti che si sono detti orgogliosi di donare qualcosa da esporre nella casa che darà un po’ di sollievo a chi si trova in difficoltà”.

Siccome ci troviamo nel cuore della grande kermesse che secondo gli organizzatori dovrebbe fare arrivare a Milano almeno 20 milioni di visitatori, l’intervista va subito sui temi di Expo. Lo chef modenese era certo che sarebbe stato un successo. E l’aveva detto pubblicamente, paragonando il cantiere alla confusione e all’agitazione che spesso c’è in cucina prima di un ricevimento importante. Poi va tutto bene. “Hai visto la bellezza che c’è attorno? La voglia di abbracciarsi di gente diversa, che parla lingue incomprensibili? La capacità di mischiare culture di tutto il mondo? Ecco cosa è stato capace di fare l’Italia. Questo conta. Il resto sono solo chiacchiere”. E, aggiunge: “straordinario anche il messaggio di questo Expo: Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Ha fatto bene Renzi a ricordarsi di Letizia Moratti”.

Ma ha dimenticato Romano Prodi, però.

“Può essere una semplice svista –dice Bottura -. Personalmente sono sempre stato convinto che il perno dell’Expo deve essere il sindaco di Milano e la Moratti si è impegnata, tanto che insieme a Carlin Petrini, hanno trovato il fantastico slogan per il messaggio che dovrebbe dare Expo”.

Siccome Renzi si è fermato a colazione da lui, dopo la cerimonia di inaugurazione dell’esposizione universale, abbiamo chiesto a Bottura di cosa hanno parlato. “Mi sono complimentato per lo straordinario messaggio che ha trasmesso al Paese . E della voglia di scegliere il meglio del passato in particolare quello che può essere utile per accompagnare l’Italia verso il futuro”. Complimenti che Renzi, da pavone collaudato, ha gradito molto, secondo qualcuno che ha partecipato alla tavolata del Primo Maggio. E, aggiunge Bottura: “ne ho approfittato per parlare di scuola. Cioè di dire a Renzi che solo ripartendo dalla scuola si può ammodernare l’Italia. La buona scuola ti prepara e ti apre alla conoscenza e, conseguentemente, ti porta a diventare più responsabile. Così diventi una risorsa positiva per il Paese. Per svegliare l’Italia abbiamo bisogno di risorse positive”.

E il Presidente del consiglio cosa ha detto?

“Che ho ragione, e che anche lui è convinto dell’importanza di avere una scuola capace di trasmettere conoscenze ai giovani per proiettare l’Italia nel futuro”.

Tra una parola e l’altra, cosa ha portato da mangiare ai coniugi Renzi?

“Qualche piatto del menu che ho preparato per i primi tre giorni di Expo – confida Bottura -. E, cioè, una ciotola di “tagliolini primavera in astratto” fatti con uova e soia e il dessert “il pane è oro”. Non hanno voluto il secondo,  a base di cotechino e non hanno bevuto vino. Poi Renzi me lo sono trovato in cucina dove, in piedi e quasi di corsa, ha gustato i “tortellini in brodo di tutto” forse per ricambiare il mio convinto incitamento ad andare avanti”.

Da Bottura, sabato è passato anche il ministro dell’economia Giancarlo Padoan che, si può dire, si è leccato i baffi con la grande cucina che il “mostro” dell’Osteria Francescana  ha portato ad Expo.

Michele Pizzillo

 

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