MUSEO DI PATAN Kathmandu Nepal Namsal Siedlecki Mvah Cha

Namsal Siedlecki

Mvah Cha

mostra a cura di Marcello Smarrelli

nell’ambito del progetto Crisalidi

MUSEO DI PATAN

Kathmandu, Nepal

Giovedì 16 gennaio 2020 inaugura Mvah Cha, mostra personale di Namsal Siedlecki, a cura di Marcello Smarrelli, presso il Museo di Patan (Kathmandu, Nepal), promossa dalla Fondazione Pastificio Cerere in collaborazione con la Siddhartha Arts Foundation.

Il nucleo centrale della mostra e` costituito da una serie di sculture in bronzo realizzate dall’artista durante diversi periodi di residenza a Kathmandu in collaborazione con le fonderie locali. Le opere nascono dalle matrici utilizzate dagli artigiani per la fusione a cera persa delle statue votive legate ai culti religiosi nepalesi.

La mostra è parte del progetto Crisalidi, vincitore della sesta edizione del bando Italian Council 2019, concorso ideato dalla Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo, oltre che incrementare le collezioni pubbliche con nuove produzioni.

“La scelta di invitare Namsal Siedlecki – dichiara Marcello Smarrelli – nasce dal grande apprezzamento e dalla lunga familiarità con la sua ricerca artistica, caratterizzata da un interesse scientifico e antropologico per i fenomeni, e dall’approccio quasi alchemico alla materia e ai suoi “passaggi di stato”: molti dei suoi lavori, infatti, riflettono sulla trasformazione dei materiali, decostruendo le opere fino a portarle al loro stadio embrionale”.

Con Mvah Cha l’artista sperimenta e approfondisce la tecnica della fusione a cera persa che si è sviluppata in maniera differente nelle diverse epoche e culture a causa di vari fattori, primo fra tutti le materie prime a disposizione degli artigiani. A differenza del procedimento diffusosi in Occidente, in cui nelle fasi di preparazione si impiega mattone triturato e gesso, in Nepal si utilizza il Mva? Chauna malta ottenuta impastando argilla, sterco di vacca e pula, l’involucro dei chicchi di riso.

Siedlecki e` rimasto particolarmente affascinato dal passaggio che precede la fusione, il momento in cui il modello in cera viene ricoperto da strati e strati di Mva? Cha, formando un involucro così spesso da nascondere la forma originale.

Lavorando a stretto contatto con gli artigiani nepalesi, l’artista ha tramutato in opere questi manufatti che, seppur necessari alla realizzazione delle sculture, non lo sarebbero mai diventati in quanto questi devono essere distrutti per portare a termine il processo di fusione.

Ne risultano oggetti dalle masse indefinite, dei non finiti, forme dall’espressivita` forte e primitiva, libere da canoni proporzionali, da precisi riferimenti anatomici, che tuttavia conservano una sottile relazione con l’iconografia religiosa induista e buddista, e ricordano allo stesso tempo l’estetica arcaicista della scultura del primo Novecento.

La ripresa di antiche tecniche tradizionali e l’uso di forme primordiali danno vita a questa serie di sculture che mettono in dialogo passato e presente, oriente e occidente, sottolineando come la fascinazione per l’ignoto e per lo spirituale accompagni da sempre l’uomo, indipendentemente dalle epoche e dalle latitudini.

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato sarà il destinatario finale delle opere realizzate nell’ambito del progetto. “Sono molto felice che le opere di Namsal Siedlecki entrino nella nostra collezione grazie all’Italian Council”, dichiara la direttrice Cristiana Perrella, che prosegue “Crisalidi manifesta non solo una sensibilità rara nella riflessione su materia, tecniche, e processi della scultura ma anche un interesse al confronto con tradizioni e pratiche artistiche di altre culture che rende questi lavori molto rappresentativi della nostra idea di museo: aperto all’interazione tra linguaggi diversi della creatività, in grado di accogliere voci, culture e punti di vista differenti e di metterli in dialogo”.

Dopo la mostra al Museo di Patan, è previsto un ricco calendario di appuntamenti sia in ambito nazionale che all’estero per presentare il progetto:

–        Istituto Italiano di Cultura di Londra (Regno Unito), 26 febbraio 2020;

–        Kronika, Bytom (Polonia), 28 febbraio 2020;

–        In Extenso, Clermont-Ferrand (Francia), aprile 2020.

Sono previste inoltre una serie di lecture dell’artista nelle Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze e Carrara e un incontro aperto alla cittadinanza in collaborazione con il CAP – Centro Arti Plastiche di Carrara.

Sarà organizzato inoltre un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Caravaggio di Roma nell’ambito del progetto “Collezione di Classe” a febbraio 2020.

A giugno 2020 le sculture, ulteriormente elaborate, saranno in mostra presso la Fondazione Pastificio Cerere e in quell’occasione sarà presentato un libro sul progetto, edito da Nero.

Biografia di Namsal Siedlecki

Namsal Siedlecki e` nato a Greenfield (USA) nel 1986. Vive e lavora a Seggiano (GR). Nel 2015 ha vinto la quarta edizione del Premio Moroso e il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts presso l’American Academy in Rome; nel 2019 vince il Club Gamec Prize e il Premio Cairo. Negli ultimi anni ha esposto il proprio lavoro presso numerose istituzioni nazionali ed internazionali tra cui: In Extenso, Clermont-Ferrand; MAXXI, Roma; Villa Medici, Roma; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Galeria Boavista, Lisbona; Villa Romana, Firenze; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 6 Moscow International Biennale for Young Art, Mosca; Chertludde, Berlino; Magazzino, Roma; American Academy in Rome; Museo Apparente, Napoli; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Antinori Art Project, Bargino; Galeria Madragoa, Lisbona; Frankfurt am Main, Berlino; Cripta747, Torino. Dal 2008 al 2013 ha gestito lo spazio indipendente GUM studio, prima a Carrara e poi a Torino.

www.namsalsiedlecki.com

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