Milano Food City: l’omaggio Pop a Leonardo

Al Circolo del Commercio di Confcommercio Milano l’evento
“I piatti di Leonardo”: 100 chef provenienti da oltre 40 Paesi a Milano
per la Giornata mondiale delle cucine italiane
Milano Food City: l’omaggio Pop a Leonardo
A Palazzo Bovara il piatto da portata rinascimentale
Il Circolo del Commercio in corso Venezia 51, Confcommercio Milano celebra il “Genio
di Leonardo”, con “I piatti di Leonardo” e la presenza di 100 chef provenienti da oltre
40 Paesi a Milano per la Giornata mondiale delle cucine italiane e il lancio del progetto
MELIUS – il network dei Best e Leading ristoranti italiani – che associa e promuove le
migliori espressioni della ristorazione italiana nel mondo. E’ un evento all’interno del
programma di iniziative per Milano Food City, realizzato in collaborazione con Camera
di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, TuttoFood Fiera Milano e Melius, con il
supporto di Apci – Associazione Professionale Cuochi Italiani.
Proprio in occasione della Giornata mondiale delle cucine italiane, nel cortile di
Palazzo Bovara, gli chef domani preparano la zuppa di ceci secondo la ricetta del
“Brodo de ciceri” (brodo di ceci) del Maestro Martino da Como (c. 1430 – c. 1500),
“celebrity chef” ai tempi di Leonardo: piatto che, contemporaneamente, sar
cucinato in centinaia di ristoranti nel mondo.
Ma il clou dell’evento sarà un simbolico omaggio Pop a Leonardo con la ricreazione
di un piatto da portata rinascimentale per un grande banchetto contenente 10
elementi, tra cui un involtino d’acciuga in cima a una rondella di rapa scolpita a mo’
di rana; un’altra acciuga avvolta attorno a un broccolo; un petto d’uccello; un uovo di
pavoncella; un testicolo di pecora con panna (freddo); una zampa di rana su una foglia
di tarassaco e uno stinco di pecora cotto, con l’osso, interpretato da grandi chef
stellati come Marco Bottega (Aminta, Genazzano RM*), Davide Caranchini (Materia,
Como*), Heros De Agostinis (Beck at Brown’s*, London); Felice Lo Basso (Felix,
Milano*); Angelo Sabatelli (Angelo Sabatelli, Putignano, Bari*), Tano Simonato (Tano
passami l’olio, Milano*) e Luigi Taglienti (Lume, Milano*), oltre a Nicola Cavallaro (Un
posto a Milano); Armando Codispoti (Osteria Rossini, Beirut, Lebanon) e Donato De
Santis (Cucina Paradiso, Buenos Aires).
Ognuno dei cuochi interpreterà uno degli elementi, in maniera soggettiva, ma anche
in linea con il pensiero di Leonardo e, soprattutto, con i valori della cucina italiana
emersi negli ultimi cinque secoli.
La giornalista e scrittrice Marina Migliavacca Marazza domani interviene all’evento
raccontando aneddoti sulla vita di Leonardo. Alle ore 15, sempre a Palazzo Bovara,
presenterà il suo libro “L’ombra di Caterina” dedicata alla mamma del Maestro.
Inoltre sarà distribuita la Foody-bag antispreco di Milano Food City, realizzata da
Rebox e Edenred con i partner di Milano Food City: Confcommercio e Camera di
Commercio di Milano, Coldiretti, Fiera Milano, Fondazione Umberto Veronesi e
Fondazione Feltrinelli e il patrocinio di Comune di Milano e Regione Lombardia. Foodbag quest’anno in edizione speciale dal titolo “Genio e Creatività” con un richiamo a
tutti gli eventi del palinsesto leonardesco milanese.
Leonardo e le rime del “viver bene”
E per Milano Food City 2019, la settimana dedicata al cibo sano e alla lotta agli sprechi,
val la pena ricordare delle rime che compaiono negli scritti vinciani. Una breve poesia
che lui ha raccolto e immortalato, nella quale compare una sintesi pragmatica di uno
“stile di vita” a misura d’uomo e di natura.
Leonardo – LA RICETTA DEL VIVER BENE
(foglio 213 verso Codice Atlantico):
“Se vuoi star sano, osserva questa norma:
Non mangiar senza voglia e cena lieve,
Mastica bene e quel che in te riceve
Sia ben cotto e di semplice forma.
Chi medicina piglia, mal s’informa.
Guarti dall’ira e fuggi l’aria greve;
Su diritto sta, quando da mensa leve;
Di mezzogiorno fa’ che tu non dorma.
El vin sia temperato, poco e spesso,
Non fuor di pasto né a stomaco vuoto.
Non aspettar, né indugiare il cesso.
Se fai esercizio, sia di picciol moto.
Col ventre resuppino e col capo depresso non star,
E sta coperto ben di notte.
El capo ti posa e tien la mente lieta.
Fuggi lussuria e attieniti alla dieta.”
Sono in molti a sostenere che Leonardo fosse un vegetariano, basandosi soprattutto
su alcune sue osservazioni seminate nei suoi scritti sul rispetto per gli esseri viventi e
sull’aneddotica alimentata dal Vasari che mostra il genio del Rinascimento acquistare
uccelli in gabbia dai venditori per liberarli in un gesto fortemente simbolico.
Che Leonardo rispettasse molto ogni forma di vita, è certo; sapeva benissimo che
anche l’uomo altro non è che un animale. Che davvero non toccasse carne non è dato
saperlo. Al contrario, nelle sue liste della spesa la carne compare, con la selvaggina e
il pesce. Può darsi che la facesse acquistare per darla ai suoi lavoranti di bottega.

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