OPEN HOUSE MILANO
XI EDIZIONE – SABATO 23 e DOMENICA 24 MAGGIO 2026
MILANO DALL’ALTO
Progetto grafico About Studio
Open House Milano inaugura il suo secondo decennio guardando la città da una nuova prospettiva: Milano dall’alto, viva, connessa, in continua trasformazione.
Un programma di aperture straordinarie e visite guidate gratuite trasforma l’architettura in uno strumento di conoscenza, partecipazione e ascolto della città contemporanea.
Sabato 23 e domenica 24 maggio torna Open House Milano, il weekend di aperture straordinarie che ogni anno invita il pubblico a scoprire la città attraverso i suoi spazi, le sue architetture e le trasformazioni che ne ridefiniscono il paesaggio urbano.
Con l’XI edizione si apre per Open House Milano una nuova fase.
Dopo dieci edizioni che hanno progressivamente costruito una delle esperienze culturali più partecipate e riconoscibili della città, la manifestazione è oggi parte del palinsesto delle iniziative più attese di Milano: un progetto “della città per la città”, capace negli anni di ampliare il modo di osservare, attraversare e conoscere il territorio urbano, tracciando nuove rotte di esplorazione e nuove forme di relazione con lo spazio contemporaneo.
La formula delle aperture straordinarie e delle visite guidate nasce nel 1992 con Open House London, ideato da Victoria Thornton fondatrice del format diffusosi negli anni in 55 città del mondo, con l’obiettivo di rendere l’architettura accessibile a tutti attraverso l’esperienza diretta dei luoghi.
Open House Milano ne raccoglie e rinnova questa eredità, trasformando “la visita” in una pratica collettiva di conoscenza: non soltanto un’occasione per entrare in spazi normalmente chiusi al pubblico, ma un vero e proprio strumento per leggere la città, comprenderne le trasformazioni e costruire nuove forme di consapevolezza urbana.
Dalla sua nascita, OHM ha aperto centinaia di luoghi normalmente non accessibili, ma soprattutto ha costruito un diverso tempo della visita. Un tempo più lento, attento, consapevole. In una città sempre più veloce e performativa, Open House continua infatti a creare uno spazio di ascolto e di esperienza diretta, dove l’architettura non è soltanto elemento da osservare, ma uno strumento attraverso cui comprendere i cambiamenti sociali, culturali e urbani che attraversano Milano.
Il tema dell’edizione 2026, MILANO DALL’ALTO, nasce proprio da questo desiderio di cambiare prospettiva. Sollevare lo sguardo per leggere Milano come un organismo vivo, dinamico e interconnesso, dove skyline, infrastrutture, cortili, torri, spazi pubblici e dimensioni private compongono un unico paesaggio urbano in continua evoluzione.
Dall’alto emergono connessioni che nella quotidianità spesso sfuggono: il rapporto tra centro e periferie, tra memoria e innovazione, tra densità urbana e qualità dell’abitare. Milano si rivela così come una città collettiva, fatta di relazioni, tensioni e trasformazioni che l’architettura rende visibili.
Attraverso un programma di aperture straordinarie e visite guidate gratuite, Open House Milano accompagna il pubblico dentro architetture iconiche costruendo un racconto corale che attraversa epoche, linguaggi e scale progettuali differenti.
Perché conoscere la città significa prima di tutto imparare a viverla con maggiore attenzione.
“In una città spesso attraversata da iniziative ipertrofiche e consumate rapidamente, Open House Milano continua a essere uno spazio di ascolto, scoperta e attenzione. Un progetto che invita a rallentare e a leggere Milano attraverso i suoi spazi, come un libro aperto fatto di architetture, storie e visioni. Dalle case private ai grandi luoghi della trasformazione urbana, OHM continua a custodire una dimensione autentica della meraviglia e della conoscenza condivisa della città.”
Lucia Mannella, co-direttore Open House Milano
“Condividere l’architettura: è questo il principio alla base del progetto Open House. Condividere storie, conoscenze e valori significa promuovere occasioni di scambio reciproco capaci di arricchire tutti i protagonisti coinvolti tra gestori, volontari e pubblico. Questo è il senso e la forza di Open House: un progetto partecipato che riconosce ogni parte come protagonista attiva dell’iniziativa e invita a riflettere sulla progettazione, sul significato e sulla funzione dei luoghi visitati.”
Maya Plata, co-direttore Open House Milano
Il programma 2026
Gli 80 luoghi visitabili di Open House Milano 2026 compongono una geografia eterogenea della città contemporanea: architetture iconiche, spazi privati, sedi istituzionali, luoghi del lavoro, nuovi landmark urbani e siti normalmente non accessibili costruiscono un racconto diffuso che attraversa Milano nelle sue molteplici identità.
Il programma, consultabile e prenotabile su openhousemilano.org, nasce da una rete sempre più ampia di collaborazioni, partecipazioni spontanee e sinergie progettuali che ogni anno arricchiscono il palinsesto della manifestazione. Le aperture si distribuiscono nei sei sestieri storici della città — Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina — e si intrecciano a itinerari tematici che permettono di leggere l’evoluzione urbana, sociale e culturale di Milano attraverso i suoi spazi.
Partner di Open House 2026, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti inaugura la manifestazione con Nel Paese delle Ombre, progetto performativo e installativo ospitato presso Centro Artistico Alik Cavaliere in occasione del centenario della nascita dell’artista. Liberamente ispirata a La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki Murakami, l’opera di Matteo Manzitti su libretto di Daniela Morelli costruisce una narrazione immersiva sospesa tra dimensione onirica e riflessione sull’identità, coinvolgendo attivamente il pubblico all’interno dello spazio scenico. Il progetto nasce da un lavoro interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti dei Trienni in Scenografia e in Fashion Design e dell’Area Media Design and New Technologies di NABA: scenografie, costumi, contenuti video e sonori dialogano con gli ambienti del Centro Alik Cavaliere, trasformando la visita in un’esperienza performativa diffusa. La rappresentazione teatrale sarà presentata in anteprima venerdì 22 maggio con la direzione musicale di Pilar Bravo e la regia di Fred Santambrogio, mentre installazioni e contenuti multimediali resteranno visitabili per tutta la durata della manifestazione. “Siamo particolarmente entusiasti di inaugurare l’11ª edizione di Open House Milano con “Nel Paese delle Ombre”, un progetto straordinario che unisce arte, teatro, costume e linguaggi multimediali. Gli studenti e le studentesse delle Aree Set Design, Fashion Design e Media Design and New Technologies di NABA hanno avuto la possibilità di lasciarsi ispirare dal lavoro di Alik Cavaliere nel suo atelier, proprio nel centenario della sua nascita, e di collaborare confrontandosi in un progetto corale che ha unito diverse discipline artistiche affrontate nei corsi della nostra Accademia: dalla realizzazione degli elementi di scena ai costumi, confrontandosi con musicisti, coristi e attori, fino al racconto multimediale della rappresentazione dell’opera per il pubblico di Open House Milano, tramite i linguaggi della fotografia e delle nuove tecnologie” commenta Guido Tattoni, Direttore di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti
Prosegue la collaborazione con ABITARE, magazine di riferimento per il mondo del design, dell’arte e dell’architettura, che anche per il 2026 propone uno sguardo critico sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo e sui nuovi scenari urbani che stanno ridefinendo Milano. I percorsi curati insieme al magazine diventano così occasioni per leggere la città attraverso i suoi progetti più significativi, intercettando temi come tutela del patrimonio architettonico, riqualificazione e modelli abitativi emergenti. Per questa edizione, ABITARE accompagna il pubblico alla scoperta di Aparto Giovenale, studentato progettato da Carmody Groarke con Calzoni Architetti per il gruppo Savills, tra gli interventi più interessanti realizzati recentemente in città per qualità architettonica e generosità degli spazi. In una Milano dove la domanda di housing universitario continua a crescere e l’offerta resta ancora insufficiente, Aparto rappresenta un caso significativo: un progetto che supera la rigidità tipica di molte residenze studentesche contemporanee, trasformando lo studentato in un luogo aperto, espressivo e capace di interpretare in modo nuovo il tema dell’abitare condiviso.
Open House Milano 2026 ospita la pubblicazione Milano Città Giardino, a cura di LAMPOON Magazine, distribuita all’interno di una selezione di siti del programma di aperture straordinarie. Edito da Edizioni Bignami, il tascabile si presenta come un manifesto civile che invita a ripensare il rapporto tra persone, natura e spazio urbano, intrecciando riflessioni sul verde, esempi virtuosi di rigenerazione e racconti quotidiani di una Milano più lenta, respirabile e condivisa. Più che una semplice pubblicazione, Milano Città Giardino diventa uno strumento di lettura della città contemporanea: uno sguardo critico ma profondamente ottimista che attraversa alberature, piazze, quartieri e paesaggi urbani per interrogarsi su quale idea di futuro Milano stia costruendo. Un invito a immaginare una città dove qualità della vita, spazio pubblico e senso di appartenenza tornino al centro del discorso urbano.
Dopo anni in cui il racconto di Open House Milano ha intercettato grandi masterplan urbani, operazioni di rigenerazione e nuove centralità cittadine, l’edizione 2026 cambia prospettiva e riporta l’attenzione sulla dimensione quotidiana dell’abitare, in un’alternanza di scale progettuali. Il focus si sposta sugli spazi vissuti: case private in tutte le loro declinazioni – dalle case-galleria ai progetti di interior design alle “case manifesto” – nuove forme di residenzialità condivisa, hospitality contemporanea, luoghi del lavoro, studi di progettazione e spazi culturali che raccontano una Milano più intima, porosa e reale. Un’indagine ravvicinata sui modi in cui oggi si abita, si lavora, si produce cultura e si costruiscono nuove comunità urbane. Ecco 10 siti che rappresentano la varie categorie sopracitate:
La società di architettura, ingegneria e consulenza per il real estate Lombardini22 partecipa per la prima volta a Open House Milano aprendo al pubblico il proprio headquarter di via Lombardini, uno spazio che interpreta il luogo di lavoro come ambiente relazionale, dinamico e orientato al benessere delle persone. Coerentemente con l’approccio multidisciplinare dello studio, che integra Design Thinking, workplace strategy e applicazione delle neuroscienze all’architettura, gli spazi sono progettati per incentivare collaborazione, interazione e qualità dell’esperienza quotidiana per gli oltre 500 professionisti del gruppo. A pochi passi dall’headquarter si trova anche Hub Lombardini22, spazio dedicato a eventi, coworking e progettualità culturali: un ambiente flessibile e riconfigurabile che ospita workshop, mostre e appuntamenti legati all’architettura, al design e ai nuovi scenari del contemporaneo, confermando il ruolo dello studio come piattaforma aperta di ricerca e confronto sulla città.
“Pensiamo all’architettura come a uno strumento capace di connettere persone e luoghi, e di attivare processi di miglioramento per il territorio. Gli interventi che realizziamo nascono dalla volontà di contribuire a una città più accessibile, inclusiva e attenta al bene comune, dove la comunità diventa parte attiva della trasformazione. Per noi di Lombardini22, innovare significa generare valore condiviso e duraturo, mettendo le persone al centro di ogni progetto” afferma Franco Guidi, CEO e Founder di Lombardini22.
MULINO Factory e MuaMua Hotel fanno parte dello stesso complesso architettonico ma raccontano due differenti modi di interpretare oggi il tema dell’abitare collettivo e dell’ospitalità contemporanea a Milano.
Da un lato, MULINO Factory, ex pastificio realizzato con la collaborazione di Gio Ponti, esplora il concetto di nuova comunità abitativa attraverso uno spazio ibrido che mette in relazione residenza, creatività e produzione culturale, dando vita a un ecosistema dove atelier, spazi condivisi e ambienti privati convivono in una dimensione fluida e collaborativa. Un progetto che interpreta l’abitare come pratica collettiva e interdisciplinare, capace di ridefinire il rapporto tra vita privata, lavoro creativo e comunità urbana.
Dall’altro, MuaMua Hotel traduce il tema dell’hospitality in un’esperienza immersiva e fortemente identitaria, dove il progetto degli interni diventa elemento narrativo centrale. L’hotel, con l’allestimento firmato da Tom Dixon, costruisce infatti un immaginario scenografico che intreccia design e atmosfera trasformando lo spazio ricettivo in un ambiente esperienziale capace di ridefinire il rapporto tra ospitalità, estetica e vita urbana contemporanea.
Ludovica Virga, la fondatrice del nuovo complesso creativo descrive così il mood dei due luoghi: “Mulino Factory è un progetto nato da poco. Si colloca a metà tra la Factory di Andy Warhol e il condominio di Friends. Mulino è molto grato di essere tenuto a battesimo da Open House. Anche se, in fondo, è un bambino che compirà 100 anni tra tre anni. Disegnato da Chiodi e Ponti nel 1929, è nato per produrre farina ed è rinato per produrre idee. Qui convivono artisti, lavorano creativi, c’è un’artist residency e una galleria condominiale. Tutti si adorano, ma è imperfetto, incasinato, un po’ circo. E per me il circo è meglio del circolino.”
Casa De Pas è una casa-progetto che restituisce a Milano una straordinaria testimonianza della cultura progettuale e dell’interior design degli anni Settanta. All’interno della Casa Fronte Parco, edificio progettato tra il 1950 e il 1951 da Pietro Lingeri e affacciato sull’Arena Civica e sulla Torre Branca, il designer Jonathan De Pas realizzò per la propria abitazione un intervento radicale e visionario, trasformando l’impianto originario in un grande open space fluido e permeabile, fondato sulla continuità visiva, sulla flessibilità degli ambienti e sull’integrazione totale tra architettura, arredi e vita quotidiana. Recentemente restaurato dal figlio Martino De Pas insieme agli architetti Carlo Masera e Alessandro Ferrari, l’appartamento apre eccezionalmente al pubblico offrendo la possibilità di riscoprire uno degli esempi più significativi della sperimentazione domestica milanese del secondo Novecento.
Tra le realtà che ridefiniscono il confine tra abitare, cultura e progettazione, The AP.Art.Ment occupa una posizione unica nel panorama milanese. Nato da un’idea di Pasqualina Lepore e Andrea Villa, il progetto trasforma un appartamento degli anni Venti in una home gallery dove arte contemporanea, collectible design e ospitalità convivono all’interno di una dimensione autenticamente domestica. Più che uno spazio espositivo, The AP.Art.Ment è un interno vissuto, stratificato, in continua evoluzione: un luogo dove opere, arredi e oggetti dialogano con la quotidianità, dissolvendo il confine tra residenza privata e piattaforma culturale. Lontano dalla neutralità del white cube, il visitatore è invitato a entrare in uno spazio intimo e immersivo, dove memoria, estetica e architettura si intrecciano in una narrazione fluida e profondamente personale. Un progetto che interpreta la casa come esperienza curatoriale e l’abitare come gesto culturale.
Il programma introduce novità anche tra gli spazi della cultura con l’apertura di Leonardo3 Museum, museo dedicato al pensiero, alle invenzioni e alle visioni di Leonardo da Vinci situato all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore monumentale di Milano. Nato dall’attività del Centro Studi Leonardo3, il museo costruisce un’esperienza immersiva dove ricostruzioni funzionanti delle macchine leonardesche, ambienti interattivi e tecnologie digitali accompagnano il visitatore dentro l’universo progettuale di Leonardo, trasformando la visita in un attraversamento continuo tra immaginazione, ingegno e sperimentazione. In occasione di Open House Milano 2026, il museo presenta un itinerario speciale ispirato alla celebre veduta a volo d’uccello della città contenuta nel Codice Atlantico, creando un dialogo diretto con il tema Milano dall’alto. Un percorso che invita il pubblico a rileggere la Milano ducale attraverso studi, macchine e visioni leonardesche, culminando nella ricostruzione della macchina volante progettata tra il 1490 e il 1495: simbolo dell’ambizione di osservare la città da una prospettiva nuova, sospesa tra intuizione scientifica e desiderio di volo.
Si sale in alto, in uno dei landmark più significativi di Milano, la Torre Velasca per varcare le porte di Signiture, un marchio di IWG (International Workplace Group), e conoscere un nuovo spazio del lavoro. Situato nella Torre Velasca, il centro si sviluppa su tre piani, dal settimo al nono, con vista sulla città. Lo spazio rappresenta un intervento in dialogo con l’architettura originale. Gli spazi comprendono 52 uffici, due sale meeting e una lounge. Nel rispetto del valore storico dell’edificio, sono stati mantenuti la struttura e pavimenti originari; il progetto ha puntato su planimetria e luce naturale: pareti vetrate e trasparenze tra ascensori e piani amplificano la percezione dello spazio, rendendolo luminoso e aperto.
Un progetto di interior che lavora sul colore come linguaggio spaziale e dispositivo emotivo: Blu Milano reinterpreta un appartamento affacciato sulla Torre Velasca all’interno di Palazzo dei Bersaglieri, confrontandosi con i vincoli storici dell’edificio senza rinunciare a una visione fortemente contemporanea. Nel rispetto dell’impianto originario tutelato dalla Soprintendenza, il progetto trasforma gli spazi attraverso contrasti cromatici, texture e giochi di luce che costruiscono ambienti intimi, immersivi e scenografici. Più che una semplice abitazione, Blu Milano si configura come una vera e propria casa-manifesto: un interno narrativo dove memoria, sperimentazione e percezione emotiva dello spazio convivono in equilibrio.
Nel cuore di Brera, Banca Investis apre eccezionalmente al pubblico gli spazi di Casa Girola, elegante edificio tra Otto e Novecento rielaborato da Piero Portaluppi negli anni della trasformazione moderna di Milano. Affacciata su via Broletto, la palazzina intreccia suggestioni eclettiche e dettagli liberty in un equilibrio raffinato che restituisce tutta la stratificazione architettonica della città storica. Oggi, grazie a un accurato intervento di restauro conservativo, Casa Girola torna a vivere come sede contemporanea della banca, trasformandosi in un luogo dove memoria, rappresentanza e progetto dialogano con naturalezza. Un’apertura che permette di entrare dentro una Milano normalmente invisibile, fatta di architetture riservate, interni storici e nuove funzioni urbane.
Dietro la facciata discreta di CPM Music Institute si apre un vero e proprio ecosistema dedicato alla musica, alla formazione e alla produzione culturale contemporanea. La sede milanese, sviluppata su quattro livelli per oltre 2500 mq, ospita aule, studi, spazi performativi e un teatro completamente attrezzato con palco, luci e sistemi audio-video e streaming, configurandosi come una macchina creativa pensata per la pratica, la sperimentazione e la condivisione musicale. Fondato nel 1984 da Franco Mussida, il CPM rappresenta oggi una delle realtà formative più influenti nel panorama musicale italiano, capace di intrecciare didattica, ricerca artistica e impegno sociale. Dai suoi spazi sono passati alcuni dei protagonisti della scena musicale contemporanea, mentre parallelamente l’istituto continua a promuovere progetti dedicati ai contesti di fragilità e disagio sociale, portando la musica dentro comunità e istituti penitenziari italiani come strumento di relazione, espressione e trasformazione personale.
Il programma prosegue, proseguendo sull’onda culturale con l’apertura del Conservatorio di Musica G.Verdi, Teatro Filodrammatici, l’Auditorium di Milano tra palchi e platee, in attesa di nuove programmazioni, e “dietro le quinte” misteriosi e affascinanti da scoprire durante la visita ai Laboratori del Teatro alla Scala per conoscere dove nascono i costumi e le scenografie del tempio milanese della lirica. Immancabile il Centro produzione TV RAI Milano per visitare lo storico Palazzo della Radio di corso Sempione, da sempre luogo di interesse storico ed artistico.
Il tour si snoda attraverso le gallerie d’arte, tra cui Assab One, le case museo come Casa Museo Mangini Bonomi, Atelier Mazot e Casa del Petrarca e le collezioni private come Collezione Giuseppe Iannacone in Torre Snia Viscosa.
Aperture straordinarie coinvolgeranno alcune architetture iconiche che caratterizzano lo skyline milanese, come la Diamond Tower, imponente struttura architettonica si erge con maestosità nel panorama urbano di Milano, incarnando l’eccellenza dell’ingegneria moderna; Palazzina INA, Collegio di Milano, Torre Arcobaleno e Casa Rustici.
Tra le dimore private aprirà Casa Aricò, Casa Cicca Museum, Casa degli archi ritrovati, Loft in Via Legnone e Spazio Vito Nesta. Arricchisce il circuito una marketing suite all’interno del progetto LivingUp situata al 18° piano di una delle torri del quartiere SeiMilano, il progetto di rigenerazione urbana firmato da Mario Cucinella Architects.
Dagli showroom di design come Archiproduct Milano e Cassina Store Milano agli spazi della progettazione come lo studio Barreca&LaVarra, Oneworks Hedquarter e ACE – Integrated Design Company all’interno di Palazzo Archinto, il palinsesto si snoda attraverso stili e linguaggi differenti.
L’ospitalità contraddistingue una città sempre in movimento come Milano e non potevano mancare all’interno del programma alcuni hotel contemporanei o altri più storici come Il Grand Hotel et de Milan, il green hotel eco-sostenibile Hotel Concorde, lo spazio multifunzionale di arte, design e moda Nhow Milano e CX Milan Bicocca Campus & Hotel, un esempio perfetto di hybrid hospitality, molto più di un semplice campus universitario e di un semplice hotel, è la casa di una community giovane ed internazionale, nato dal progetto di riconversione dell’ex Manifattura Tabacchi.
Open House Milano 2026 è realizzata con il patrocinio di Senato della Repubblica, Comune di Milano, Rai Lombardia e Ordine degli Architetti di Milano.
Open House Milano è anche l’omonima associazione culturale, promotrice e organizzatrice dell’evento nata nel 2015 all’interno dell’associazione PLEF e che si è sviluppata grazie alla volontà di un gruppo di professionisti provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della comunicazione oltre ad esperti di sviluppo sostenibile.