Blooming Imperfection – Relationships in Progress Portanuova | Milano Design Week | 16–26 aprile
Andrea Olivari – Trittico
In occasione della Milano Design Week, il quartiere Portanuova si trasforma in un laboratorio a cielo aperto di riflessione, dialogo e condivisione con Blooming Imperfection – Relationships in Progress, un progetto che invita il pubblico a interrogarsi sul significato delle relazioni umane nella società contemporanea.
Al centro dell’esperienza c’è il concetto di “Essere Progetto”: accettare che il percorso conti più del risultato, che l’incompiuto e l’errore non siano fallimenti ma parti essenziali dell’atto creativo e, più in generale, della costruzione di legami autentici. Blooming Imperfection – Relationships in Progress nasce come uno spazio introspettivo e collettivo, in cui il design diventa strumento di narrazione emotiva e di consapevolezza.
Protagoniste del progetto sono le opere dell’artista e designer Andrea Olivari, noto per la sua ricerca visiva che unisce tecnologia, intelligenza artificiale e immaginari simbolici legati alla sfera emotiva e relazionale. Portanuova darà vita per la prima volta alle sue opere che prendono forma nello spazio fisico attraverso installazioni monumentali, che traducono in materia una poetica solitamente confinata allo schermo.
L’itinerario artistico per le strade del quartiere si sviluppa a partire da un trittico raffigurante tre organi umani, simbolo delle dimensioni fisiche ed emotive dell’essere umano, da cui si dirama un tracciato a terra che guida i visitatori verso le singole opere posizionate in Portanuova. Le installazioni dialogano con l’ambiente urbano, invitando il pubblico a rallentare, osservare e mettersi in relazione con lo spazio e con gli altri.
Avvicinandosi alle opere principali, si possono ascoltare le narrazioni prodotte da Gabriele Agostinelli, Autore e Responsabile Editoriale del podcast Bazar Atomico, un voice over emozionale per rendere l’esperienza ancora più immersiva.
Poiché le emozioni sono prima di tutto personali, inquadrando il QR CODE accanto ad ogni installazione, i visitatori potranno generare in pochi secondi una versione personalizzata delle opere, creando un ponte tra fisico e digitale per esprimere i propri valori e sentimenti.
Il pubblico potrà interagire anche attraverso i corner fotografici: due installazioni a forma di bersaglio sul concetto di fallimento in Via Capelli, una frase iconica galleggerà su una zattera nella fontana in Piazza Gae Aulenti e un set fotografico balneare in Piazza Luigi Einaudi 5.
Gli aspetti valoriali di Blooming Imperfection – Relationships in Progress vengono approfonditi in un palinsesto di talk realizzato in collaborazione con Chora Media. Ogni giorno, nell’agorà creata tra le installazioni di Andrea Olivari in Piazza Gae Aulenti (tra IBM e Pandenus), esperti del settore si confrontano su dinamiche comportamentali e relazionali della società contemporanea, affrontando temi come il benessere mentale, la fragilità emotiva e la comunicazione interpersonale.
Tra gli ospiti confermati: Andrea Olivari intervistato da Camilla Ferrario, Gabriele Agostinelli intervistato da Ilaria Ferraresi, Alessandro Cattelan, Prof. Umberto Galimberti – filosofo, psicologo e psichiatra, Riccardo Haupt – CEO Chora&Will Media, la giornalista Chiara Piotto, i content creator Cronache di Spogliatoio, Silvia Bombino Head of News Content di Chora&Will e Camilla Ferrario, autrice di di Chora&Will.
Un altro luogo iconico del progetto é il Flower Bar in Piazza Alvar Aalto, un concept store creato appositamente per Blooming Imperfection – Relationships in Progress dove saranno esposte alcune riproduzioni in miniatura delle installazioni a tema floreale di Andrea Olivari
Il Flower Bar ospiterà il temporary restaurant di Casaburi dal 16 al 26 aprile, aperto a pranzo e a cena, portando avanti il concetto di relazione attraverso il suo celebre social table: un’unica tavola conviviale che invita a trasformare il pasto in un momento di dialogo e condivisione, in continuità con il percorso emotivo del progetto.
Sempre nello stesso spazio, Fiuri completa l’esperienza con un allestimento che interpreta il mondo floreale in stile contemporaneo, trasformando il fiore in un elemento di racconto. Qui i fiori, al centro della dimensione simbolica dell’intero progetto, verranno inseriti in una speciale flower bag, un omaggio pensato per tutti i visitatori prenotabile gratuitamente sull’app Portanuova Milano [LINK]
L’arredo del flower bar è curato da Alea (Società Benefit), azienda specializzata nell’arredo ufficio e contract già presente nel quartiere Portanuova con lo showroom in Via Tocqueville 12 che propone un design ricercato, essenziale e sostenibile. Le sedute Alfa, i pouf Shodo, gli sgabelli Lunettes, i tavoli Rendez-Vous e Urban sono stati selezionati per valorizzare al meglio il contesto floreale.
In questo scenario, Portanuova si conferma luogo di incontro e confronto non solo fisico ma anche culturale e sociale, trasformando i temi intimi del progetto in un’esperienza condivisa, dove arte, design e parole diventano strumenti di relazione.
Blooming Imperfection – Relationships in Progress invita a riconoscere la vulnerabilità come risorsa e a considerare le relazioni come processi in continua evoluzione, riscoprendo il valore del prendersi cura di sé e degli altri.
PALINSESTO TALK
Giovedì 16 aprile ore 18.30 – L’arte che rende visibili le emozioni
Andrea Olivari, Artista e Designer – intervistato da Camilla Ferrario, autrice e content creator di di Chora&Will
Martedì 21 aprile ore 18.30 – La psicologia dei leader tech
Riccardo Haupt, CEO di Chora&Will – intervistato da Riccardo Bassetto, co-host del podcast Actually di Chora&Will
Mercoledì 22 aprile ore 18.30- Come restare umani
Prof. Umberto Galimberti, psicologo, saggista, psicoanalista e giornalista – intervistato da Silvia Bombino, Head of News Content di Chora&Will
Giovedì 23 aprile ore 18.30- Questione di distanza: odio online e nuove fratture nelle relazioni
Chiara Piotto, giornalista, voce e volto di The Essential e Nessuno Escluso di Chora&Willl – intervistata da Camilla Ferrario, autrice e content creator di Will&Chora
Venerdì 24 aprile ore 18.30- Dal salotto al pubblico: cronache di un’amicizia maschile in diretta
Giulio Incagli, Cronache di Spogliatoio – con Fontata di Trevi: Giuseppe Pastore, Fernando Siani e Riccardo Trevisani
Sabato 25 aprile ore 18.30- Swipe, match, ghosting: come le dating app ci hanno insegnato ad amare male
Gabriele Agostinelli, Content Creator – intervistato da Ilaria Ferraresi, giornalista e autrice di Chora&Will
Domenica 26 aprile ore 18.30- Relazioni on e off line
Alessandro Cattelan, Conduttore televisivo e radiofonico – intervistato da Carlo Notarpietro, autore politica di Chora&Will
Portanuova
Primo quartiere al mondo a ottenere la doppia certificazione di sostenibilità LEED® e WELL® for Community, Portanuova rappresenta un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile e partecipata, focalizzata sulla sostenibilità ambientale, la resilienza degli spazi, il benessere delle persone, la creazione di una community inclusiva e in grado di creare impatto.
Nata da una delle più grandi riqualificazioni urbane mai realizzate in Europa in un centro storico, Portanuova ha trasformato culturalmente il modo di sviluppare le città, fissando nuovi standard di progettazione e di qualità architettonica attraverso edifici iconici e innovativi che adottano tecnologie a basso impatto ambientale, come il Bosco Verticale e Torre UniCredit. Portanuova rappresenta un modello di quartiere in grado di creare impatto ambientale e sociale, attraverso tre direttrici: l’attivazione di una comunità consapevole, attraverso eventi e un programma culturale inclusivo; una piattaforma digitale in grado di comunicare con le persone e offrire servizi improntati alla sostenibilità; un’esperienza retail esperienziale e responsabile nei processi e nei prodotti, che garantisce ai visitatori uno shopping sostenibile. Cuore verde e di attivazione della comunità è BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto della Fondazione Riccardo Catella e primo parco pubblico in Italia a gestione privata animato da iniziative culturali gratuite per la cittadinanza.
Premiata nel 2018 come miglior progetto al mondo di rigenerazione urbana, Portanuova è un progetto co-investito, co-sviluppato e gestito da COIMA, gruppo specializzato nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari italiani per conto di investitori istituzionali, con un approccio integrato di impatto ESG.
Addendum Opere di Andrea Olivari per Portanuova
Blooming Imperfection – Relationships in Progress
Your Brain When You Believe in Yourself
L’opera Your Brain When You Believe in Yourself si inserisce nel filone dei “Cervelli del corpo umano”, ponendo il cervello come protagonista assoluto di una riflessione che intreccia dimensione interiore, consapevolezza e relazione con la natura. L’installazione, di grandi dimensioni, si impone nello spazio con una presenza monumentale: non solo per la scala, ma per la forza simbolica che emana.
Il cervello, tradizionalmente associato alla razionalità, al controllo e alla struttura, viene qui trasformato in un organismo vivo e fertile. Dalla sua superficie emergono fiori spontanei, colorati, vitali, che crescono come manifestazione visibile di un processo invisibile: l’atto del credere in sé stessi. La fioritura diventa metafora di un potenziale che si attiva nel momento in cui l’individuo riconosce le proprie capacità e sceglie di affidarsi ad esse.
Il dialogo tra anatomia umana e natura è diretto e senza mediazioni. I fiori non decorano il cervello: ne fanno parte, ne sono la conseguenza. La natura si afferma così come elemento primario della vita, forza generativa che abita l’essere umano e che può emergere solo attraverso un atto di fiducia interiore. In questo senso, l’opera suggerisce che la crescita personale non è un processo artificiale o imposto, ma un fenomeno organico, naturale, che sboccia quando le condizioni interiori lo permettono.
Your Brain When You Believe in Yourself invita lo spettatore a ripensare il cervello non come semplice sede del pensiero, ma come terreno fertile: un luogo in cui convinzioni, emozioni e visione di sé possono generare vita, bellezza e trasformazione. Crederci diventa così un gesto radicale, capace di cambiare la materia stessa del nostro essere.
My Stomach When I’m With You
L’opera My Stomach When I’m With You appartiene al filone dei “Cervelli del corpo umano”, una ricerca che indaga gli organi come luoghi simbolici dell’esperienza emotiva e percettiva. In questo caso, il protagonista è lo stomaco: sede dell’istinto, della reazione immediata, di ciò che precede e spesso supera la razionalità.
L’installazione si presenta come una forma monumentale, imponente, che occupa lo spazio con una presenza silenziosa ma intensa. La superficie dello stomaco è attraversata e ricoperta da una moltitudine di farfalle, elemento naturale e fragile, che introduce un contrasto visivo e concettuale con la solidità della struttura anatomica. Le farfalle, con i loro colori vibranti e il loro movimento, diventano il segno visibile di uno stato interiore: l’innamoramento.
L’opera si ispira direttamente all’espressione “avere le farfalle nello stomaco”, traducendola in una forma concreta e tangibile. Quella sensazione di vuoto, di leggerezza e di formicolio che si manifesta quando si è in presenza della persona amata viene qui amplificata e resa permanente. Lo stomaco, parte viscerale e primordiale del corpo umano, prende il controllo: l’amore non nasce nel pensiero, ma nel corpo, in una risposta istintiva che sfugge a ogni logica.
Il dialogo tra uomo e natura è centrale. Le farfalle non sono un semplice ornamento, ma l’elemento vitale che anima l’opera, trasformando l’organo in un luogo pulsante, vivo. La natura diventa linguaggio emotivo, capace di dare forma a ciò che è invisibile, di raccontare sentimenti universali attraverso simboli semplici e immediati.
My Stomach When I’m With You può essere letto anche come una riflessione sull’amore per sé stessi: quella stessa vibrazione, quel senso di apertura e di possibilità, può nascere nel momento in cui si entra in connessione profonda con il proprio corpo e le proprie emozioni.
L’opera invita lo spettatore a riconoscere l’innamoramento come esperienza totale, che attraversa la carne prima ancora della mente, e che rende l’essere umano vulnerabile, vivo, profondamente naturale.
It’s Okay to Be Fragile
L’opera It’s Okay to Be Fragile si inserisce nel filone dei “Cervelli del corpo umano”, concentrando questa volta l’attenzione sul cuore, inteso non solo come organo vitale ma come spazio simbolico delle emozioni, della vulnerabilità e dell’esperienza affettiva.
L’installazione, di grandi dimensioni, si impone nello spazio con una presenza solenne e silenziosa, invitando lo spettatore a un confronto diretto con una delle parti più esposte e sensibili dell’essere umano.
Il cuore è realizzato simulando la ceramica, materiale che per sua natura richiama la delicatezza e il rischio costante della rottura. La superficie, simile a quella di una tazza di porcellana, presenta crepe visibili che attraversano la forma anatomica, rendendo tangibile la fragilità emotiva che l’opera intende raccontare. Queste fratture non vengono però nascoste né negate: al contrario, sono enfatizzate e rese parte integrante dell’identità dell’opera.
Le crepe sono tenute insieme da interventi ispirati alla tecnica giapponese del kintsugi, in cui le fratture vengono ricomposte attraverso linee dorate. Questo gesto simbolico trasforma la ferita in valore, la rottura in memoria, suggerendo che ciò che si è spezzato non deve essere cancellato ma accolto. Il cuore non torna a essere “come prima”: diventa altro, più consapevole, più forte nella sua nuova forma.
L’opera si pone come una presa di posizione rispetto a una società che richiede costantemente performance, forza e perfezione. It’s Okay to Be Fragile ribalta questa narrazione, normalizzando la fragilità come condizione umana inevitabile e necessaria. Il cuore fragile non è un cuore debole, ma un cuore che ha vissuto, che si è esposto, che ha rischiato.
In questo senso, l’installazione diventa un invito a riconoscere il diritto alla vulnerabilità, senza paura di giudizi o aspettative esterne. La possibilità di ricostruirsi, di ricucire le proprie fratture e di ripartire, nonostante tutto, emerge come atto di resistenza e di autenticità. Il cuore in ceramica, pur segnato, continua a esistere e a occupare lo spazio: fragile, sì, ma irrimediabilmente vivo.