Nouvelles Richesses ? Padiglione francese Biennale di Venezia

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La 15a Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – si svolgerà dal 28 maggio al 27 novembre 2016 (giornate professionali il 26 e il 27 maggio) nei Giardini e all’Arsenale, nonché nel centro storico della città.

Il Padiglione francese A seguito di un invito a presentare progetti lanciato dall’Istituto francese, operatore del Padiglione francese, il Ministero degli Affari esteri e dello Sviluppo internazionale assieme al Ministero della Cultura e della Comunicazione, hanno scelto il progetto Nouvelles Richesses ? proposto dall’equipe Obras-Frédéric Bonnet e dal Collettivo AJAP14. Questo progetto si inserisce appieno nel tema Reporting from the front, del Curatore della Biennale, l’architetto cileno Alejandro Aravena, vincitore del premio Prix Pritzker 2016.

Il Curatore spiega così la sua scelta: “Ci sono ancora molte battaglie da vincere e molte frontiere che occorre ancora espandere per poter migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, la qualità di vita delle persone. Sono sempre di più le persone sul pianeta alla ricerca di un luogo decente in cui poter vivere e le condizioni per raggiungere tale scopo si fanno di ora in ora sempre più ardue. Reporting from the front si propone di mostrare a un pubblico più vasto cosa significa migliorare la qualità della vita mentre si lavora al limite, in circostanze difficili (…). Vorremmo imparare da quelle architetture che, nonostante la scarsità di mezzi, esaltano ciò che è disponibile invece di protestare per ciò che manca“. Alejandro Aravena propone di valorizzare “alcuni successi che meritano di essere raccontati, casi esemplari che vale la pena condividere e in cui l’architettura ha fatto, sta facendo e dove farà la differenza in queste battaglie e per queste frontiere“.

Nouvelles Richesses

Il progetto Nouvelles Richesses ? sviluppato nel Padiglione francese dall’equipe Obras-Frédéric Bonnet e dal Collettivo AJAP14 apporta un contributo singolare a questo dibattito e si presenta come un vero e proprio impegno di tutti i giorni per un ambiente di vita di qualità. Il progetto mostra in che modo, ovunque in Francia, nascano nuove organizzazioni e si ridefiniscano le potenzialità dei territori, in particolare quelli rurali e periurbani. Testimonia anche la vitalità dell’architettura francese, la sua esperienza e la sua capacità di rispondere ai problemi emergenti.

L’approccio degli architetti è decisamente ottimista: “Noi non crediamo alla vertigine della concorrenza dei territori, noi crediamo invece che vi siano ovunque immense risorse, complementarietà, valori latenti che basterà mobilitare, rivelare, fertilizzare“. L’architetto, qui, non disegna un grande edificio emblematico, ma rivolge piuttosto la sua attenzione verso edifici più ordinari, valorizzando l’architettura della vita di ogni giorno, al servizio di tutti. Il suo ruolo non si ferma a quello di costruttore, è il testimone impegnato nella trasformazione del territorio, dove molti altri – politici, cittadini, imprese – sono coinvolti.

La scenografia

La proposta per il Padiglione francese si basa su una forte presenza locale ricorrendo ai contributi delle Scuole nazionali superiori di architettura, dei Consigli di architettura, urbanistica e ambiente (CAUE), della rete delle Maisons dell’architettura e della consulenza architettonica dello Stato, con l’intento di valorizzare l’abbondanza e la varietà delle realizzazioni su tutto il territorio nazionale. La scenografia è al servizio della ricchezza del contenuto. Prende forma attorno a un discorso esteso al territorio e non solo attraverso un’esposizione di architettura in senso tradizionale. Per allestire il progetto, l’equipe decide per un impianto in due grandi parti. La sala centrale presenta situazioni ordinarie, trasformate da un intervento architettonico: è la banalità accentuata. I siti raggruppano dieci progetti selezionati dalla Commissione e fotografie selezionate dal Collettivo France(s) Territoire Liquide. Le sale periferiche declinano tre temi trasversali, riproducendo le sperimentazioni e i cambiamenti in atto: l’ambiente sociale come humus del progetto di architettura; le filiere costruttive, l’emozione del ben edificato, il know-how; il vivaio che, restituendo le numerose testimonianze delle Scuole, delle Maisons di architettura e degli architetti consultati, rivela la diversità della struttura di questi approcci, l’estensione del “fronte“ su tutto il territorio

Il progetto editoriale Il catalogo prende la forma di un libro-oggetto, un carnet di viaggio che fornisce un inventario della trasformazione del quotidiano operata dall’architettura. Il libro è pubblicato dalla casa editrice Fourre-Tout, a Liegi (Belgio).

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