BIT 2015, conferenza stampa di apertura “Marche dentro Expo e Fuori Expo”

“C’è una rinnovata fiducia e un’aria di speranza verso il nostro Paese, un clima che sta cambiando in maniera anticiclica e che si respira anche qui al Bit di Milano. Una ritrovata attenzione anche internazionale e una curiosità verso le proposte originali delle regioni. Tutti ci aspettiamo un recupero di prestigio del nostro Paese e che dai sette anni di durissima crisi, di cui quattro di recessione, si entri finalmente nella ripresa, augurandoci che l’Esposizione Universale di Milano significhi il rilancio del profilo nazionale e una nuova espansione. Questo è lo spirito con cui le Marche partecipano a Expo 2015, con leale collaborazione con il governo nazionale e un forte senso di rinascita, perché si costruisca un nuovo Rinascimento, di cui le Marche sono state protagoniste nella storia”. Così il presidente della Regione Gian Mario Spacca, nella giornata inaugurale di BIT 2015, ha introdotto la conferenza stampa “Le Marche a Expo e fuori Expo” a cui hanno preso parte Raimondo Orsetti, dirigente regionale del servizio Internazionalizzazione, Aldo Bonomi, sociologo e incaricato insieme a Giuseppe De Rita di collegare i rapporti tra il Padiglione Italia e i territori italiani  e Mina, responsabile  delle Relazioni Esterne di Expo 2015. Presenti i titolari di alcune delle 15 aziende testimonial: Vincenzo Spinosi, Francesca Fileni, Silvano Lattanzi e Orietta Varnelli, mentre Angela Velenosi, Enrico Loccioni, Iginio Straffi e Adolfo Guzzini hanno inviato i loro rappresentanti. “La ricchezza delle Marche – ha aggiunto il presidente Spacca – è fatta di capitale umano e imprenditoriale molto forte, che sarà rappresentato a Expo dai testimonial, esempi di un modello diffuso e integrato allo stesso tempo. Vogliamo trasmettere il messaggio che nelle Marche ogni attività, da quella culturale a quella strettamente economica, è ispirata da amore, attenzione al dettaglio, autenticità e passione che si riassume in un concetto: alta qualità. La stessa che vogliamo offrire al turista. Il profumo che oggi emana dallo stand regionale si chiama l’Infinito, come la poesia più amata del nostro Leopardi ed è una delle tante suggestioni profonde che si possono vivere nella nostra regione, dall’arte al paesaggio inconfondibile, all’accoglienza fatta da persone straordinarie. Un invito, dunque, a godere la grande bellezza che possediamo. Ogni esigenza di vacanza ha una risposta nei sei cluster (dal mare all’enogastronomia, passando per la cultura e il turismo religioso: Mare. Le Marche in blu; Cultura. The Genius of Marche; Dolci colline e antichi borghi; Parchi e natura attiva; Made in Marche. Gusto a km. 0 e shopping di qualità; Spiritualità e meditazione) e nei sette network di prodotto, privilegiando anche un rapporto diretto sul web e sui più frequentati social network”. Raimondo Orsetti ha ricordato che le Marche – con compiti di coordinamento delle regioni italiane e che lavorano già da un anno in previsione di Expo – si propongono come sistema e con un’unica identità, arricchita dalle più preziose peculiarità ed eccellenze dei nostri territori”. Gli stessi testimonial regionali infatti, sono aziende, in prevalenza dell’agroalimentare, che raccontano una storia di impresa sul territorio che verrà circuitata sul web magazine di Padiglione Italia. Accanto a loro ci sono poi gli “ambassador” dell’Expo, personaggi importanti nei loro settori di provenienza che saranno gli illustri portavoce del messaggio dell’evento “Nutrire il Pianeta”. Per le Marche, Expo ne ha selezionati tre: Moreno Cedroni, Elisa Di Francisca e Raphael Gualazzi. A Milano, nel quartiere Brera, uno spazio di 300 mq diventerà una vetrina per le Marche. La novità di oggi è che si è raggiunto l’accordo con la Pinacoteca di Brera che custodisce molte opere “marchigiane” provenienti dalla spoliazione napoleonica e che saranno “segnalate”, in modo da costruire un percorso espositivo delle “Marche disperse”, a marcatura di un territorio ricco di storia e fascino. Ma Expo continuerà nelle Marche con molte iniziative locali e per questo si stanno potenziando servizi e strutture. Alberto Mina ha ringraziato le Marche, la tenacia e il lavoro paziente del presidente Spacca nel perseguire gli obiettivi di Expo in linea con quella che è la strategia comunicativa: la partecipazione attiva dei territori, ma sotto una regia unica e centrale, perché il messaggio sia efficace. “L’Orgoglio Italia” – ha detto – non è retorica celebrativa, è realtà. E proprio dalle Marche abbiamo raccolto l’identità e l’essenza dei contenuti, per rendere credibile una narrazione in cui ritrovarsi. Le Marche narrano una storia che è l’Italia, quella dei saperi e del saper fare e che dal passato traggono insegnamento per il futuro”. Aldo Bonomi ha detto di avere un debito di riconoscenza verso le Marche, “perché qui, un anno fa, grazie alla determinazione e al lavoro costante del presidente Spacca e di Orsetti, ho capito che si poteva partire per mettere insieme i contenuti. Merito anche di un territorio che ha saputo tenere assieme lo scheletro contadino e metalmezzadro, senza il quale non ci sarebbe bellezza e non sarebbe stato possibile nemmeno quel concetto di prospettiva, sia artistica che qui è nata con Piero della Francesca, e filosofica come idea di futuro. Lo stesso significato che si distilla nella longevità attiva, come regione dove si vive a lungo perché la qualità del cibo è ancora un valore essenziale ed espressione della qualità della vita e del saper fare. Le imprese marchigiane – ha proseguito – seguono un ossimoro che mi piace: il vostro è un capitalismo dolce, che tiene conto cioè delle proporzioni, della coesione sociale, della dimensione e quindi del limite, inteso come opportunità per affrontare e superare le avversità. Il sistema marchigiano è fatto, contemporaneamente, di reti lunghe che si spingono all’internazionalizzazione e da reti corte della localizzazione. Tenere assieme queste reti costituisce un paradigma italiano, un potere attrattore dettato dalla dolcezza, un laboratorio dove si elaborano le prospettive di vita”. (ad’e)

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