Ariadna Carina Falcon – L’Opera è Donna

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“L'Opera è Donna”

testo critico di A. Ventura

a cura del Prof. Antonio Benemia

dal 18.07.2014 al 29.07.2014

Venerdi 18 Luglio 2014 alle ore 17,30, sarà inaugurata a Macerata presso la Galleria Mirionima dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, a cura del Prof. Antonio Benemia e testo critico di Antonella Ventura, la personale “l'Opera è Donna” della pittrice di Rosario (Argentina), ARIADNA CARINA FALCON.

L'Opera è Donna rappresenta per la pittrice A.F. la prima esposizione importante in Italia. Ella ha scelto Macerata città di Cultura, come città d'elezione per vivere a misura d'uomo con le sue passioni che sono: il bel canto, la natura e non ultimo i sentimenti. Dopo averla vista esporre con successo in alcune città del Sudamerica e aver avuto incontri importanti con alcuni collezionisti privati sempre Sudamericani, ha realizzato per questo spazio istituzionale, la Galleria Mirionima, 4 lavori ispirati profondamente alle sue passioni sopracitate.

Quattro Opere, acrilico su tela, 100 x 150 cm, informali, colorati, sfumati densi di colore e calore, stesi a pennello di magma denso, ne fanno di Ariadna F. una pittrice materica-espressionista al tempo stesso, nella cui spatola passano emozioni forti molto più vicine a un linguaggio maschile rispetto ad una pittura “gentile”.

Dopo la mostra di Macerata Ariadna F. esporrà in altre significative e qualificate gallerie italiane.

La mostra sarà aperta fino al 29 luglio e visitabile tutti i giorni dalle ore 9.00 fino alle ore 20.00.

Ariadna Carina Falcon

L'Opera non è un "oggetto" ma soggetto.

Ossia non è una cosa a se stante da un processo di vita, ma è un percorso,
spesso distorto, quasi sempre a tappe della vita stessa.
Per cui l'Opera è, in sintesi, la realizzazione in materia di pensieri e di spirito,
di emozioni ed analisi di un "Essere Vivente". Solo quando si è davanti a una
grande "Opera", si è davanti alla riesumazione della propria coscienza. In tutte
le altre volte, nella nostra quotidianità compiamo "Opere" continue più o meno
importanti, e più o meno belle o brutte o positive o negative,senza che noi
davvero ce ne rendiamo conto, considerando erroneamente che queste siano
la "normalità", quando invece di normale, non c'è niente.
Perchè normale è: "essere mai uguale", ogni essere infatti è biologicamente
diverso. La ricerca del proprio vissuto emozionale unita alla sintesi più o meno
logica dei propri concetti in un continuo divenire della mente, possono, se
tradotti in linguaggi espressivi, considerarsi semplicemente: Arte e come tale, 
essere socialmente rilevante e salvifica.
La Vita è un dono e l'Opera che si realizza, si dona!
Per questo "l'Opera" per antonomasia è Donna, perchè crea e dona, da Vita
alla Vita.
Di storie di Donne e di Opere che si intrecciano come tralci di vite alla Vita sono 
infinite, come le variabili della Vita stessa, ma la costante è l'Incontro, quasi
sempre di una nuova Opera, come in questo caso, che si svela e ci accoglie da
Donna e da Madre: Ariadna Carina Falcon.
Guizzo fantastico di energia sinuosa che si muove tra fianchi ed occhiate di
giada infuocate, Ariadna ha un passo veloce più di lingua battuta senza ritegno,
per il sudore e l'impegno e la lotta per non morire di morte apparente: la Noia.
Mai un giorno di gloria, solo donarsi e privarsi finchè un giorno Ariadna si trova
e la prova è la Tela.
Ossia, il suo fiato tirato a preghiera da mattina a sera, tra graffi e batoste,
impasti di stucchi di forme di femmine imbrigliate, tenute lontane da eccessi, da
sprechi, da evasioni puerili, sono l'essenza, dell'aria, del fuoco, dell'acqua e
della terra, di un'esistenza: la Sua.
Espressionista di temperamento, incide con forte tratto ogni passaggio, solo il
colore tradisce la sua latinità, esplosivo e solare, per il resto, tiene ogni forma
lontana, in riserbo, non la concede alaa facile lettura ma la amalgama in
un'armonia di spazi e luce capace di essere considerata solo per questo, una
professionista. Del resto la sua professione, come ogni donna è capire, entrare
a pennello dentro ogni spazio e comprendere ogni sbaglio. Lo sbaglio, è un
taglio, una lacerazione, un abbandono, un trauma e la tela celebra e cura, cosi
come "Jacques Lacan" teorizza nella sua apologia dell'arte come terapia e cosi
come Ariadna traduce.
Il suo è un dialogo più o meno conscio ma efficace perchè autentico, e la verità
l'unica via per la vita. Non importa il prezzo e la fatica che si fa, ad una Donna
non spaventa, spaventa la negazione dell'amore perchè è il vuoto del figlio
negato.
Per questo ogni volta che una Donna nasce è sicuro che un'Opera cresce.

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