ADDII di Franco Manzoni: Leandro Fossi

Infaticabile lavoratore, apprezzato e rispettato da tutti per le  doti di umanità, schiettezza, impegno e professionalità, spinto sempre da uno straordinario senso etico. Ma il suo primo amore,  era la scrittura: racconti e romanzi ideati con gli occhi dello stupore e attraverso una prosa essenziale. Con il cuore da marchigiano espansivo e generoso visse per più di mezzo secolo a Milano, a cui si era affezionato per tradizioni, lingua,  cucina, bellezza ritrosa di una metropoli ricca di arte, cultura, storia e giardini.

Nato il 10 maggio 1937 a Monte Maggiore al Metauro,  in provincia di Pesaro-Urbino, Leandro Fossi era figlio di Giuseppe, che si occupava a Fano dei terreni di famiglia, e di Irma Sorcinelli. Dopo il liceo scientifico, andò a vivere a Padova laureandosi nel 1961 in Economia e commercio all’ateneo Ca’ Foscari di Venezia. Lo stesso anno si trasferì definitivamente a Milano, in via Canonica, assunto alla Montedison. Conobbe Piero Bassetti, di cui divenne amico, e venne chiamato a lavorare in Comune e in Regione fino al 1994, dove era funzionario preposto all’assessorato del lavoro e del turismo. Avendo superato a suo tempo l’esame di commercialista, Leandro decise di aprire uno studio in piazza Santa Maria Beltrade come consulente d’azienda e membro di collegi sindacali di importanti società. Intanto, dopo averla frequentata nelle Marche da adolescente, nel 1963 Leandro di nuovo incontrò la dolcissima Ambretta Manna a Milano, dove la giovane era venuta a lavorare in una compagnia di assicurazioni. Si sposarono nel 1967. Dalla simbiotica unione nacquero due maschi: Andrea nel ’70 (laurea in Economia e commercio a Pavia, oggi tributarista) e Davide nel ’71 (ingegnere meccanico). E poi le nipotine Valentina e Benedetta. Appassionato di cinema, arte e teatro, in punta di piedi Leandro aveva alternato al lavoro l’innata predisposizione alla scrittura. Arrivato alla pensione, decise di far leggere le proprie opere, continuando comunque a scrivere. Ebbe un riscontro favorevole.  Diede alle stampe nel 2005 presso l’editore Ex-Cogita “Fuga in Oriente”, un romanzo metafisico ambientato in Cina. A seguire una silloge di racconti dal titolo “La casa degli zii” con la prefazione di Giuseppe Bonura e lo scorso anno il noir “Un passo troppo lungo”. Durante l’ultimo periodo della lunga malattia, affrontata con strenuo coraggio, Leandro aveva appena terminato il romanzo in forma di diario “Anche questa è vita”, che attende ora di essere pubblicato.

 

 

                                    Franco Manzoni

 

                             addii@francomanzoni.it

 by courtesy Franco Manzoni e Corriere della sera, dalla rubrica "Addii" del 10 settembre 2013

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