14-15-16 aprile 2011. Convegno “Nell’età di Pandolfo Malatesta – Signore a Bergamo, Brescia e Fano agli inizi del Quattrocento”.

Il convegno “Nell’età di Pandolfo Malatesta, signore a Brescia, Bergamo e Fano” si terrà in una tre giorni:14, 15 e 16 aprile tra Brescia,Bergamo,Clusane,Bergamo e Fano.

Organizzato in collaborazione  da Fondazione Cab, il gruppo UBI Banca e la Banca Popolare di Bergamo, il convegno rappresenta l’occasione per approfondire un periodo storico, “Pandolfo ha avuto la lungimerante intuizione di pensare ad uno Stato sovraregionale”, come sottolineato Elisabetta Conti, studiosa ed esperta dell’Universita’ di Milano. “Il suo obiettivo era fondare una stabile e duratura signoria lombarda da unire ai suoi domini della Romagna e delle Marche, creando cosi’ un collegamento politico e culturale tra Nord e Centro Italia”.L’evento, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è ospitato nelle città di Brescia, Clusane d’Iseo, Bergamo e Fano, zone in cui la dominazione del Malatesta ha lasciato un’importante eredità al territorio, e vedrà la partecipazione di alcuni fra i massimi esperti del 400 italiano. L'iniziativa riguarda un progetto di indagini e analisi, arricchito da interessanti eventi collaterali: la storica figura di Pandolfo Malatesta – Signore di Brescia dal 1404 al 1421, che abitò il Palazzo del Broletto, sede oggi della Prefettura -, è  al centro di giornate di studio e di una mostra rappresentativa del famoso condottiero marchigiano, artefice di una profonda ed oculata amministrazione del territorio, estesa anche alla città di Bergamo dopo pochi anni dal suo insediamento bresciano. 
Originario di Fano, città marchigiana, Pandolfo Malatesta (o Malatesti, stando alla dizione colta) diventò consigliere e condottiero del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. Proprio il Visconti gli concesse la signoria su Bergamo e Brescia (quest’ultima resa un vero e proprio stato dal 1404 al 1421), città che servirono al condottiero come base di partenza per l’attacco e la conquista di Lecco. Durante gli anni bresciani, Pandolfo è teso a fondare una stabile e duratura signoria lombarda (che poi estende anche a Bergamo e a Lecco) da unire ai propri domini della Romagna e delle Marche, prospettando, in maniera assolutamente innovativa a quel tempo, un collegamento nella gestione politica, amministrativa, agricola e nella vita culturale tra il Nord e il Centro Italia e mostrando, a tal fine, tutta la sua innegabile abilità politica e diplomatica e spiccate doti organizzative, che lo resero un amministratore – anche in campo finanziario e contabile – sagace e accorto.
E’ partendo da queste considerazioni che ha preso corpo – grazie ad un comitato promotore presieduto dal Prefetto di Brescia Narcisa Livia Brassesco Pace, al coordinamento scientifico di Giorgio Chittolini (Università degli Studi di Milano), di Elisabetta Conti (Università Cattolica di Brescia) e Nadia Covini (Università degli Studi di Milano) e al sostegno della Fondazione CAB di Brescia, UBI Banca, Banco di Brescia, Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare di Ancona, il convegno.

I tre giorni di studi prevedono anche lizzazione di un CD contenente alcuni brani del ‘400 registrati per l’occasione, eseguiti con strumenti dell’epoca sotto la direzione del Maestro Ugo Orlandi e con la partecipazione di Jean Paul Bazin, musicista francese noto a livello mondiale per le sue incisioni di musiche del Quattrocento italiano. Aperto al pubblico e arricchito da interessanti iniziative rivolte ai partecipanti – visite guidate ai luoghi malatestiani, una particolare mostra documentaria, esecuzioni musicali di brani d’epoca, ecc. – il convegno è “itinerante”, di altissimo livello scientifico e nel contempo ricco di spunti e curiosità su uno dei protagonisti assoluti della storia d’Italia nell’età delle corti e dell’Umanesimo. Sono tante infatti le novità relative alle vicende malatestiane emerse in questi anni grazie alle tante ricerche e agli studi condotti: in particolare quelli sui Codici Maltestiani, registri contabili di dare e avere che includono spesso notizie su sue vicende familiari e storiche e aprono squarci interessanti su personaggi, usi, frequentazioni del Signore di Brescia Bergamo e Fano.

E ora – dopo che l’esame paleopatologico sulla mummia di Pandolfo, rinvenuta a Fano, aveva già aggiunto importanti tasselli nella definizione della sua figura – pare possibile dare anche un volto a Pandolfo, laddove risulta ormai certo che l’immagine di bella fattura incisa sul soldino – monetina d’argento coniata presso la zecca bresciana tra il 1406 e il 1408, ricomparsa a metà dell’Ottocento – costituisce l’unico ritratto del Malatesta finora pervenutoci (il soldino verrà esibito in una delle iniziative collaterali al convegno). Il convegno è legato alla mostra “Redire: 1427-2009. Ritorno alla luce” in permanenza al Museo Civico Malatestiano di Fano fino al prossimo 30 ottobre. Oggetto privilegiato dell’esposizione è appunto il Farsetto, la giubba con cui Pandolfo III Malatesta è stato seppellito nel 1427 e che è stato recuperato praticamente integro insieme alla mummia del condottiero nel 1995 nel perimetro della ex chiesa di San Francesco a Fano. A questo proposito, durante il convegno, saranno anche mostrati al pubblico documenti video e fotografici ufficiali dell’estrazione della mummia risalenti al 1995.

 

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