Alessi- Macef 2011- Collezione Spring/Summer 2011

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La mostra "Oggetti e Progetti", inaugurata nel maggio 2010 in Germania, al museo Die Neue Sammlung – The International Design Museum di Monaco, è stata riproposta dallo scorso novembre fino ad aprile 2011 negli Stati Uniti, al Philadelphia Museum of Art, con un nuovo titolo: "Ethical and Radical".

Alberto Alessi spiega così questa scelta che esprime le due tendenze di maggiore interesse per il decennio in atto: «Questo titolo allude ai due poli tra i quali pensiamo di orientare la nostra ricerca nel decennio appena iniziato. Da un lato, "etico" è da noi inteso come la ricerca di una nuova semplicità, modestia, in qualche caso anche austerità di progetto e dall’altro, "radicale" è inteso invece come una prosecuzione, forse un’accelerazione nella ricerca di forme fortemente espressive e decorative che, per lo meno da un certo punto di vista, si collocano come si suole dire sopra le righe».

Nella mostra di Monaco, Alessi ha voluto anticipare le tendenze che intende seguire nei prossimi anni, attraverso le cosiddette "Nuove Istanze": ne facevano parte dodici progetti, sette dei quali erano già pronti per la produzione all’inizio dell’estate, uno è stato presentato allo scorso Macef, mentre due vedono la luce con l’inizio del 2011.

Si tratta di una serie di pentole a firma di Naoto Fukasawa, che si può ascrivere ai progetti di impronta "etica", e di una caffettiera Moka disegnata da Alessandro Mendini, che si inserisce tra i progetti di impronta "radicale".

Il primo, per il catalogo Alessi, si chiama "Shiba", dal nome del cane più popolare in Giappone, fedele amico dell’uomo come fedeli e rassicuranti devono essere le pentole che una famiglia usa quotidianamente: non una classica, ricca e ingombrante batteria, ma un numero molto limitato di pentole e padelle strettamente necessarie. Prodotte in trilamina (AISI430, alluminio, acciaio inossidabile 18/10), con manici in bachelite oppure, in legno, tipici della tradizione giapponese, sono resistenti, pratiche, minimaliste nel segno e nell’utilizzo, si possono continuare ad usare negli anni, sempre più segnate dal tempo, ma per questo ancora più belle. Permettono di cucinare in modo tradizionale, ma sono pensate e attrezzate anche per una cottura lenta, con poca acqua, secondo i canoni orientali. Insomma per una cucina fusion.

L’altro progetto anticipato a Monaco tra le Nuove Istanze è un omaggio al nonno materno dei fratelli Alessi, Alfonso Bialetti, che negli anni ’30 del ventesimo secolo è stato l’inventore, il disegnatore e il primo produttore della "Moka Express", la popolare caffettiera espresso italiana. Alessandro Mendini è stato incaricato di far nascere un nuovo progetto di Caffettiera "Moka Alessi", reinterpretando la geniale invenzione attraverso la pratica del design contemporaneo, finalizzata ad ottenere un prezzo eccezionalmente popolare, da inserire come oggetto emblematico nel catalogo AdiAlessi.

Con il 2011 Marcel Wanders entra nel catalogo Alessi con un progetto con la P maiuscola. Il designer olandese ha fatto della decorazione uno dei suoi baluardi, utilizzandola in modo anticonvenzionale, spesso applicata in spazi defilati, a volte addirittura in parti non visibili, creando un piacevole effetto multisensoriale durante l’utilizzo dell’oggetto. I segni sono ricchi, espressivi, tra il floreale e il barocco, ma l’insieme riesce ad essere elegante e leggero grazie anche al contrasto tra fondo e decoro, tra bassorilievo e parti lucide. Un insieme che si colloca decisamente nell’area "radicale" della progettazione.

Studiato per una completa apparecchiatura della tavola, il progetto prende il nome "Dressed" appunto perché la decorazione, come un bel vestito, serve a far risaltare il contenuto senza avere il sopravvento. Piatti e servizi tè e caffè in porcellana bianca, bicchieri in cristallo, posate in acciaio con decorazione coniata, vassoio, sottopiatto, sottobottiglia e sottobicchiere in acciaio inossidabile 18/10.

La maggior parte delle novità del palinsesto primavera/estate 2011 rientra nel catalogo Alessi.

Il designer egiziano Karim Rashid firma una piccola famiglia di oggetti, "Hellraiser" un vassoio, un portaagrumi e un centrotavola, dalla forma irregolare, spigolosa e aggressiva, con decoro importante, ottenuto per tranciatura, che ricorda i disegni dei circuiti stampati. Evidente il contrasto, quando rotondi e colorati frutti e oggetti vengono collocati negli "Hellraiser".

Complessa lavorazione della porcellana con una tecnologia a doppio colaggio per il portafrutta e il portalumino "Baby" disegnati da Doriana e Massimiliano Fuksas che hanno ridotto e riproporzionato il loro grande vaso Zouhria: la luce della candela passa attraverso gli ampi fori e crea con le ombre un intrigante balletto.

Ampliamento di serie per il servizio "Tonale" di David Chipperfield: una brocca in vetro cristallino, dei contenitori con tappo e una tortiera. Sempre forme semplici in stoneware, nei tenui colori "morandiani" che hanno decretato il grande successo di questo progetto.

Il linguaggio informale di Lluís Clotet continua a produrre nuovi effetti e nuovi prodotti. L’insalatiera "Enriqueta" e il centrotavola "Sumpta", dalle superfici tormentate, ricche dei riflessi imprevedibili dell’ acciaio inossidabile, sono i due pezzi della collezione 2011.

A firma del designer americano Dror Benshetrit , in collaborazione col Jewish Museum di New York, entra nel catalogo Alessi una tipologia di prodotto totalmente nuova. Si tratta di un oggetto legato alle usanze della religione ebraica: una Mezuzah, una piccola scatola a forma di parallelepipedo, realizzata come una miniscultura in microfusione di acciaio, destinata a contenere una pergamena con alcuni versetti del vecchio testamento. La tradizione vuole che si ponga la Mezuzah sullo stipite destro della porta di ingresso di ogni abitazione o luogo pubblico. Ricorda il continuo legame con Dio, da qui il nome "Connection", e non deve essere considerato un portafortuna.

Sul successo della serie di coltelli professionali La Via Lattea di Officina Alessi, sempre ad opera di Anna e Gian Franco Gasparini è nata "Milky Way Minor", una serie di coltelli per formaggi che, per impostazione della forma delle lame è derivata dalla precedente, ma per dimensione ridotta è stata studiata per il servizio in tavola anche di privati gourmet. Per questo motivo si colloca nel catalogo Alessi. Il piccolo ceppo in legno lamellare di bambù, resistente all'umidità, è stato pensato come una custodia rigida di protezione che, aprendosi a libro, facilita la scelta del coltello da utilizzare e permette di accedere alla parte interna per una più facile pulizia.

A proposito di coltelli, ecco una nuova tipologia per Alessi: l’affilacoltelli. Disegnato da LPWK – Gabriele Chiave, si chiama "Fioretto" perché è munito di una robusta elsa che lo fa assomigliare ad un fiore e ad un fioretto. Dopo l’uso lo si può riporre in un vaso come se fosse un fiore. E’ realizzato in acciaio rivestito con polvere di zirconi che assicura il

migliore effetto abrasivo sulle lame, mentre l’impugnatura e l’elsa di protezione sono in resina termoplastica di colore bianco.

Questa collezione registra una new entry tra i designer australiani: si tratta di Helen Kontouris, che ha firmato il portauovo in acciaio inossidabile "Scoop". La sua forma deriva da un uovo a cui la progettista ha semplicemente aggiunto un’ampia falda, su cui trova facile appoggio il cucchiaino in acciaio inossidabile. Quest’ultimo è stretto e lungo, adatto per prelevare agevolmente il contenuto dell’uovo. "Scoop" può essere utilizzato anche per servire un finger food o una miniporzione individuale.

Di Frederic Gooris, l’autore del gancio portaborse Minou e del portachiavi Pip, ecco un originale svuotatasche a forma di trottola pensato soprattutto per la scrivania: "Pirouette". Quando è vuoto serve anche da passatempo scacciapensieri! Il recipiente è stampato in acciaio colorato, mentre il manico è in resina termoplastica multicolore.

Altro oggetto per la scrivania è il Tagliacarte in acciaio inossidabile "Uselen", un colibrì in volo nell’atto di suggere il nettare di un fiore, un oggetto dalle linee essenziali disegnato con felice sintesi da Giulio Iacchetti.

Sempre per il catalogo Alessi, due nuovi oggetti vanno ad arricchire due collezioni di successo. Si tratta di un Coprivasi del progetto "La stanza dello Scirocco", disegnato da Mario Trimarchi, la cui forma si protende da un lato verso l’alto per supportare gli steli alti, ad esempio delle orchidee, e di un Dosatore per sapone liquido della famiglia di oggetti per il bagno "Birillo" firmata da Piero Lissoni, la cui forma ridotta all’essenziale nasconde all’interno di un guscio in acciaio inossidabile il sistema a pompetta, normalmente a vista.

Altro ampliamento di serie, ma per il catalogo AdiAlessi, sono una Caffettiera pressofiltro e una Caraffa a doppia parete per la fortunata serie "Adagio" studiata da Kristiina Lassus sia per un uso privato che per quello professionale.

Last but not least due particolari e sofisticati progetti per il catalogo Officina Alessi.

Il primo è ad opera del giovane architetto italiano Elena Manferdini, che vive in California dove ha collaborato per alcuni anni con Greg Lynn. Ha disegnato una Fruttiera di lamiera di acciaio, traforata secondo una trama che rimanda a un’interpretazione colta, contemporanea delle Arts & Crafts. Un susseguirsi di fiori, trifogli e quadrifogli, da cui il nome "Blossom", di complessa lavorazione per due varianti visivamente molto diverse: una in acciaio inossidabile 18/10, quindi specchiante, l’altra in acciaio colorato con resina epossidica bianca.

Il secondo progetto è firmato da Mario Trimarchi. Si tratta di una piccola, semplice "Croce" da appendere al muro, realizzata con una lastra di acciaio inossidabile piegata in modo che la croce risulti in posizione inclinata rispetto alla parete e il suo doppio, rivestito in PVD nero, sembri la propria ombra proiettata sulla parete. "Croce" non vuole essere intesa come un invito all’impegno religioso diretto, quanto più modestamente come un simbolo di pace. E’ accompagnata da una raccolta di immagini di crocefissi che ne ripercorrono, in sintesi, l’evoluzione nella storia dell’arte.

Ecco raccontati brevemente tutti i nuovi progetti dell’azienda Alessi per la primavera 2011. Una parte sono di impronta "radicale" e una parte di impronta "etica". Ma è proprio così, si domanda Alberto Alessi? O non potrebbe essere il contrario? «Ben più utile – conclude – sarebbe essere convinti che la Bellezza, nella sua articolazione e complessità contemporanea, possa ancora salvare il mondo! ».

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