Milano Museo Bagatti Valsecchi Stasera al Museo

Il Museo Bagatti Valsecchi
presenta la quinta edizione del cartellone culturale
Stasera al Museo
Lasciami mezz’ora per vedere

Primo appuntamento venerdì 27 febbraio
con lo spettacolo teatrale
DinAmo New York
un omaggio a Fortunato Depero per la regia di Gaetano Cappa

Il Museo Bagatti Valsecchi ha da poco inaugurato la grande mostra Depero Space to Space. La Creazione della Memoria, cardine di tutta la programmazione annuale della Casa Museo. Dal 27 febbraio 2026 prenderà il via anche la quinta edizione di Stasera al Museo dal titolo “Lasciami mezz’ora per vedere” un’espressione usata dallo stesso Fortunato Depero negli anni Quaranta del Novecento quando ha scritto “Lasciatemi almeno mezz’ora giornaliera per vedere, guardare, per rivolgere il pensiero, la mente alle cose nostre, alla nostra realtà, alla nostra arte, alle nostre ideologie che ci riempiono l’animo di ardore, di emozione, di orgoglio e di meraviglia…”.

“Lasciami mezz’ora per vedere” è stata scelta come frase guida di tutta la programmazione 2026 del Museo Bagatti Valsecchi, con la volontà che tutti possano prendersi il tempo necessario per osservare ciò che li circonda, comprendere la realtà e lasciarsi sorprendere dall’arte, come sottolinea il Direttore Antonio D’Amico: «L’intento è quello di esortare i visitatori a guardare oltre l’immediato, pianificando con cura l’orizzonte delle scelte per riflettere sulla storia, sull’interiorità e sulle emozioni che attraversano l’esperienza umana, come recita il motto “Respice finem” – rivolgiti al fine – una massima latina mutuata da Petrarca e incisa nel Salone d’Onore del Museo».

Infatti, «I Bagatti Valsecchi – ricorda Camilla Bagatti Valsecchi, Presidente della Fondazione – sono stati spesso riconosciuti per il loro approccio meditato, per quella lentezza attenta che rifiuta l’immediatezza come unica misura possibile. In questo, la loro storia incontra naturalmente le parole di Depero, che rivendicava “almeno mezz’ora giornaliera per vedere, guardare…”. Un invito a ritrovare il tempo dell’osservazione e della meraviglia, necessario per comprendere davvero ciò che ci circonda».

È così che Il Salone d’Onore e i Cortili Storici del Museo Bagatti Valsecchi tornano ad accogliere la quinta edizione di Stasera al museo, un ciclo di appuntamenti che intreccia teatro, musica e danza, accompagnando il pubblico da febbraio a dicembre.

Il cartellone prende il via il 27 febbraio con lo spettacolo teatrale DinAmo New York, un omaggio a Fortunato Depero per la regia di Gaetano Cappa. La New York degli anni Trenta si fa teatro dell’incontro ideale tra due anime futuriste: l’artista Fortunato Depero e il compositore George Antheil. Massimiliano Speziani e Andrea Rebaudengo danno loro vita intrecciando parole e note in un dialogo che pulsa come la dinamo, emblema futurista che qui diventa la perfetta metafora della metropoli americana. Tra ritmi incalzanti e melodie che catturano lo spirito dell’epoca, emerge un tema universale: il sentirsi stranieri, in una terra che promette tutto ma che spesso nega il riconoscimento. Un racconto in cui chiunque abbia sognato altrove può ritrovarsi.

Si prosegue il 18 marzo con L’Agnese va a morire, tratto dal romanzo di Renata Viganò, che fu tra le prime a rivalutare il ruolo femminile nella Resistenza, Cinzia Spanò torna al Museo Bagatti Valsecchi e porta in scena un omaggio a chi ha combattuto per la Libertà. Una lavandaia di mezz’età viene trascinata suo malgrado a combattere una guerra che non le appartiene. Dopo la deportazione del marito, l’Agnese entra con crescente consapevolezza nella Storia, prendendo parte attiva alla Resistenza. Il suo sguardo, che rivela l’insensatezza e la crudeltà della guerra, diventa il nostro.

Dopo il successo dello scorso anno tornerà con una nuova data il 10 aprile, lo spettacolo Come Fuoco, daNarciso e Boccadoro di Herman Hesse, diretto da Mario Scandale.

Il 13 maggio debutta una nuova produzione teatrale del Museo Persempremai il 13 maggio, con Nika Perrone e la regia di Michele di Mauro. Una mezz’ora di coscienza viva: una donna attraversa epoche, miti e memorie. È Orfeo e Euridice, Maria e la Maddalena, Teresa d’Avila e Frida Kahlo, Amy Winehouse e la Signora delle Camelie: un coro di “She” che chiede di vedere e farsi vedere. I costumi ispirati a Fortunato Depero evocano un corpo futurista, meccanico e sensuale, in dialogo con le forme rinascimentali del Museo Bagatti Valsecchi. Un rito laico che trasforma il Museo – per cui lo spettacolo è appositamente studiato e realizzato – in organismo vivo, dove l’arte diventa esperienza incarnata.

Il 24 giugno torna in scena nel Salone d’Onore la danza con Intimità in Movimento. Il corpo come linguaggio dell’anima a cura di Domenico di Cristo. L’intimità nasce quando il corpo smette di difendersi e la sessualità diventa un linguaggio sincero. Il piacere personale è un atto di ascolto profondo, un dialogo intimo con sé stessi. È riconoscere ciò che ci fa stare bene, senza colpa, ed accettare anche l’insicurezza come parte dell’essere umano. E così restiamo nudi, finalmente interi, davanti a noi stessi: un invito a riscoprire la libertà del corpo e l’autenticità del desiderio attraverso il linguaggio del corpo.

Il 14 ottobre con quattro repliche già in programma viene presentata la seconda produzione originale del Museo La casa in collina di Cesare Pavese, con la regia di Mario Scandale e l’adattamento teatrale di Giulia Bartolini. Corrado, professore, torinese, si rifugia sulle colline dove ritrova un vecchio amore, Cate, e forse un figlio, Dino. La scena è una lunga striscia di terra, una soglia fra rifugio e trappola, memoria e rovina. Il tempo si dilata e si contrae come in un sogno lucido mentre Pavese ci racconta la storia di una lunga illusione, ci interroga sulla responsabilità, sul dubbio e sulla possibilità di lasciare qualcosa che resti anche se tutto, intorno, ancora una volta, brucia.

L’11 novembre torna un nuovo appuntamento con la danza: My Dearest, a cura di Oliviero Bifulco, una trasposizione di lettere d’amore che prendono corpo e voce attraversando le epoche. La danza riporta alla luce frammenti di un dialogo intimo, restituendoci la materia stessa dell’amore nelle sue molteplici sfumature: ossessione, dolore, piacere, mancanza. Un tema impossibile da analizzare, soltanto da enunciare. Perché l’amore, come la danza, non si spiega: si vive.

La rassegna si conclude il 16 dicembre con un’altra grande novità: Wicked Musical, una produzione STM – Scuola del Teatro Musicale e Show Bees srl. Lo spettacolo racconta la storia delle streghe di Oz, celebre trionfo di Broadway, con musiche e testi di Stephen Schwartz che fondono pop contemporaneo e teatralità classica. Ispirato al romanzo di Gregory Maguire, il musical rilegge e approfondisce gli eventi che precedono Il mago di Oz, restituendo voce e complessità ai suoi personaggi. In Wicked la musica non è un semplice accompagnamento, ma un elemento narrativo essenziale: guida lo spettatore nella trasformazione dei protagonisti, alternando momenti di intensa drammaticità a sequenze più leggere e dando vita a un’esperienza teatrale di grande impatto.

Infine, la nuova collaborazione con Carosello Records, casa discografica milanese attiva da oltre sessant’anni, porterà imperdibili appuntamenti musicali nei Cortili del Museo, dove le sonorità contemporanee incontreranno l’atmosfera senza tempo di Casa Bagatti Valsecchi, generando nuove connessioni tra passato e presente.

Ogni serata si apre con un momento di conviviale accoglienza: gli ospiti sono invitati a condividere un aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc, Amaro Alpino e Valverde, prima di lasciarsi trasportare dalle performance che animano la rassegna e ne incarnano lo spirito.

ph. Manuela Bedeschi, Lasciami mezz’ora per vedere

INFO
www.museobagattivalsecchi.org