L’Uovo rotto, 1964 – H.Matisse che lavora ad un quaderno di disegni, 1966 di Valerio Adami
dalla “Figuration Narrative. Paris 1960-1972”
Dal 18 settembre al 7 novembre 2009
INAUGURAZIONE: 17 settembre h19.00
Con questo appuntamento inizia un nuovo ciclo di mostre, Abitanti del museo, che Giorgio Marconi intende proporre al pubblico per continuare in modo piu' specifico ad analizzare e rivedere il lavoro svolto nei quarantanni dello Studio Marconi (1965-1992).
La rilettura delle opere con una revisione in base agli scritti critici di allora e di oggi ha portato alla realizzazione di una serie di mostre e relative pubblicazioni dal 2004, anno di apertura della Fondazione Marconi, ad oggi che hanno riguardato artisti come Schifano, Baj, Pardi, Spoldi, Tadini, Hsiao e Del Pezzo. Questo nuovo ciclo di mostre, Abitanti del museo, vuole essere piu' specifico e -provocante- partendo dall'analisi di opere esposte nei musei.
La prima mostra e' dedicata a due opere di Valerio Adami : L'uovo rotto del 1964 e H.Matisse che lavora ad un quaderno di disegni del 1966 esposte alla mostra -Figuration Narrative Paris 1960-1972- organizzata dalla Re'union des muse'es nationaux-Centre Pompidou al Grand Palais di Parigi (16/4-13/7/2008) e all'IVAM di Valencia (19/9/2008-11/1/2009).
Nel luglio del 1964 mentre a Venezia trionfa la Pop Art americana con la premiazione di Robert Rauschenberg, al Muse'e d'Art Moderne de la Ville de Paris si apre a cura di Ge'rald Gassiot-Talabot la mostra -Mithologies quotidiennes- che presenta la nuova pittura figurativa che prende il volo dalle rive della Senna. Pittori provenienti da differenti orizzonti estetici e geografici come Adami, Arroyo, Bertholo, Bertini, Falhström, Klasen, Monroy, Rancillac, Recalcati, Saul, Te'le'maque e Voss, lavoravano a partire dall'immagine fotografica o cinematografica, dalle icone pubblicitarie, dai comics o dalla pittura classica per realizzare opere che deviano dal primo significato di queste rappresentazioni per svelare altri sensi inattesi, suggerire altre narrazioni o mostrare il proprio impegno politico.
Scrive Alain Jouffroy nel 1966 : Valerio Adami -dal momento in cui l'ho visto concepire i suoi quadri a partire da foto di attualità prese in prestito dalla stampa, dal primo momento in cui ho colto che si serviva del -presente-, come di un materiale da trasformare, tagliare, sciabolare, ricomporre, ho capito che si trattava di un grande pittore: non di un pittore dell'immediato, dell'attualità, ma di un pittore che tenta lucidamente di dominare e persino di sfasciare l'attualità o, meglio detto: – di farla volare in pezzi -. Adami non ha mai ceduto alla tentazione reazionaria del -realismo-. Non ha mai ceduto al bisogno d'integrazione del pensiero individuale al pensiero industriale o dogmatico. Davanti alle fotografie della stampa, come piu' tardi di fronte ai -comics-, ha sempre conservato un atteggiamento creativo da critico-.
Di fronte a un sistema di rappresentazioni ufficiali (fotografie, fumetti, etc.), davanti all'aggressiva collettivizzazione delle immagini e dei cliche's della -felicità- e della -riuscita- sociale, bombardato come ognuno di noi da ogni lato, fin nell'interno del proprio cervello, da milioni di immagini-cliche's, Adami ha vissuto e pensato la creazione pittorica come un mezzo mentale di trasformazione del mondo-.. Adami e' un gran pittore non solo perche' ci rimanda, scomposte, le nostre poltrone, le nostre vasche da bagno, i nostri cappelli, le nostre donne nude, ma anche perche' considera il mondo come un uovo che si sta rompendo, e allo stesso tempo il pensiero come un uovo che si sta rompendo. E se il tutto si presenta come un uovo, quest'uovo non puo' che essere rotto-.'
Insieme alle due opere, L'uovo rotto (acrilici su tela di cm 200×300) e H.Matisse che lavora ad un quaderno di disegni (acrilici su tela di cm 200×300), provenienti dalla mostra -Figuration Narrative Paris 1960-1972- del Centre Pompidou saranno esposte al primo piano della Fondazione Marconi opere rappresentative del lavoro di Adami del 1964 tra cui Auto-lavaggio-mentale (acrilici su tela cm 210×335) e un gruppo di disegni relativi al periodo, mentre al secondo piano le opere del 1966, Fusione di una testa e di una finestra (Omaggio a Boccioni), Privacy, scena borghese una cameriera di buon cuore, alcuni disegni e documenti d'epoca. Le mostre del nuovo ciclo, Abitanti del museo, saranno accompagnate da una nuova pubblicazione, Quaderni della Fondazione Marconi, che riprendendo l'idea dei -giornalini- dello Studio Marconi degli anni '70 e inizio '80, sarà dedicata alla rilettura critica delle opere proposte. Il primo numero dedicato ad Adami, riproporrà una selezione di immagini di opere, documenti e testi del 1964-66 e due testi scritti appositamente dal critico e poeta Alain Jouffroy su L'uovo rotto e H.Matisse che lavora a un quaderno di disegni.
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Fondazione Marconi – Arte Moderna e Contemporanea
Via Tadino, 15 – Milano
Da martedi' a sabato, 10.30-12.30, 15.30-19
ingresso libero