FULCO PRATESI
Artista della Natura
Dipinti e taccuini segreti
6 maggio – 9 giugno 2026
Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori – Laboratorio
via Formentini 10
La mostra “Fulco Pratesi. Artista della Natura, dipinti e taccuini segreti”, ospitata dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori – Laboratorio, offre al pubblico la possibilità di ammirare una selezione ampia e significativa delle opere del fondatore del WWF Italia, attraverso dipinti e taccuini naturalistici presentati nella loro organicità.
L’esposizione è patrocinata da Italia Nostra e WWF Italia ed è sostenuta da due realtà che hanno storicamente affiancato le iniziative di Fulco Pratesi: il Gruppo San Carlo e la Fondazione Fratelli Piacenza di Biella.
Fulco Pratesi (1934–2025) è stato una figura rara e poliedrica: architetto, naturalista, giornalista, deputato, pittore e scrittore. Fin da giovane imparò ad andare “sul campo”, osservando e disegnando dal vero. Per lui la matita e l’acquerello non erano solo strumenti artistici, ma mezzi per studiare, comprendere e proteggere la natura. Attraverso i suoi dipinti immaginava campagne di sensibilizzazione – come nel caso dei foulard realizzati dal Lanificio Fratelli Piacenza di Biella – e progettava nuove forme di educazione ambientale, come la rivista «L’Orsa», pubblicata in modo pionieristico grazie al Gruppo San Carlo.
Quando abbandonò la caccia, conservò ciò che essa gli aveva insegnato di più prezioso: leggere le tracce, cogliere i segni minimi della vita, ascoltare la natura con uno sguardo attento e consapevole. La mostra ripercorre la sua vita e il suo impegno attraverso dipinti e taccuini che testimoniano passione, visione e rigore scientifico. Per la prima volta a Milano vengono esposte opere originali che hanno segnato il suo percorso artistico e quell’amore per la natura che lo portò, nel 1966, a fondare il WWF Italia.
«La conoscenza nasce sul campo»: questo era il messaggio che Fulco amava trasmettere anche attraverso i suoi “pennelli da viaggio”. Un insegnamento ancora attuale, non solo per gli specialisti, ma per chiunque desideri avvicinarsi alla natura per comprenderla, proteggerla e preservarla per le generazioni future.
Attraverso l’esposizione completa dei suoi diari e taccuini naturalistici – presentati per la prima volta nella loro interezza – insieme a una selezione delle tavole realizzate per la rivista «L’Orsa», ai foulard dedicati al tema della palude prodotti dal Lanificio Fratelli Piacenza e ai dipinti che accompagnavano la sua vita quotidiana, la mostra esplora i principali temi della sua ricerca artistica e del suo impegno ambientalista: la palude, il mare, la fauna urbana (“I clandestini in città”), gli incontri immaginari, oltre ad alcune tra le più significative campagne del WWF Italia, tra cui Il Grande Albero e Amica Siepe.
La ricostruzione del suo studio, con i suoi strumenti di lavoro, le riviste de «L’Orsa» – tra le prime esperienze editoriali dedicate all’educazione ambientale – e i suoi taccuini e diari, nei quali dal 1981 fino al 2025 documentò le proprie osservazioni della natura, in città come nei luoghi più remoti del mondo, permettono di seguire le “tracce” di Fulco ed il suo profondo desiderio di far comprendere la bellezza della natura, di saperla studiare e rispettare.
Per Pratesi dipingere significava osservare e conoscere: animali e piante venivano annotati rapidamente a matita e acquerello, accompagnati da brevi note. Queste impressioni venivano poi rielaborate nei diari e trasformate in opere pittoriche o in strumenti di sensibilizzazione, anche attraverso articoli e interventi televisivi.
Riprendendo la tradizione dei diari naturalistici dell’illustratrice inglese Edith Holden (1871–1920), Pratesi ha realizzato, dal 1981 fino a poche settimane prima della sua scomparsa, ventotto tra taccuini e diari. In queste opere emerge con chiarezza l’intreccio tra “micro” e “macro” della natura, così come tra arte, scienza, educazione e attivismo: elementi che convergono in una visione coerente e profondamente contemporanea.
Tutte le opere e i documenti esposti provengono dall’archivio della famiglia Pratesi e rappresentano non solo una testimonianza del percorso personale di Fulco, ma anche una memoria familiare condivisa.
La mostra è curata da Francesco Petretti, Olympia Pratesi, Francesco Pratesi e Alessandra Fenizi, con la collaborazione di Emanuele Martinez e Alfonso Mongiu. Le fotografie che ritraggono momenti salienti della vita di Fulco Pratesi sono state gentilmente concesse da Emanuele Coppola, Fabio Cianchi, Girolamo Culmone e Maurizio Bizzicari (L’Europeo – RCS Mediagroup). Le fotografie delle opere sono state realizzate da Alfonso Mongiu.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 6 maggio al 9 giugno 2026
Orari di apertura della mostra:
Lunedì–Venerdì: 17.00 – 19.30
Sabato: 10.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
Giovedì 14, 21, 28 maggio e 4 giugno: chiuso
Ingresso gratuito