L’UZBEKISTAN DEBUTTA ALLA MILANO DESIGN WEEK 2026

Milano Design Week 2026
L’UZBEKISTAN DEBUTTA ALLA MILANO DESIGN WEEK 2026 CON UN’ESPLORAZIONE POETICA TRA ARTIGIANATO, CULTURA ED EREDITÀ AMBIENTALE

La Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF) presenta When Apricots Blossom, una mostra di design immersiva all’interno di Palazzo Citterio, a Brera, dal 20 al 26 aprile 2026.
Promossa e ideata da Gayane Umerova, Presidente dell’ACDF, e curata da Kulapat Yantrasast, fondatore di WHY Architecture, la mostra celebra l’artigianato uzbeko attraverso una rilettura contemporanea.
Dodici designer contemporanei — tra cui Bethan Laura Wood, Marcin Rusak, Fernando Laposse, Nifemi Marcus-Bello e Bobir Klichev — presentano opere inedite nate in collaborazione con maestri artigiani uzbeki.
L’Aral Culture Summit, l’Aral School e un film appositamente commissionato si inseriscono nel più ampio impegno a lungo termine dell’ACDF per la regione del Mar d’Aral, promosso attraverso programmi educativi, iniziative culturali e scambi interdisciplinari.

In occasione della Milano Design Week 2026, la Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF) presenta When Apricots Blossom, un’esposizione immersiva all’interno dello storico Palazzo Citterio, nel distretto di Brera.

Promossa e ideata da Gayane Umerova, Presidente dell’ACDF, la mostra riunisce installazioni tematiche, nuove committenze di design contemporaneo e un programma di eventi dal vivo come espressione di un rinnovamento culturale. Il progetto si propone di reinterpretare e rigenerare il linguaggio materiale e l’eredità ambientale della regione del Mar d’Aral e del Karakalpakstan, repubblica autonoma situata nell’Uzbekistan nord-occidentale.

Prendendo il nome da una poesia degli anni ’30 del drammaturgo, studioso e letterato uzbeko Hamid Olimjon — un’ode alla speranza, all’ottimismo e alla possibilità — e in coincidenza con la primavera milanese, When Apricots Blossom traccia una narrazione di resilienza nella regione del Mar d’Aral attraverso la lente dell’artigianato e del design. Per decenni, le comunità di quest’area hanno affrontato profondi cambiamenti ambientali: a partire dagli anni ’60, il Mar d’Aral ha iniziato a ridursi drasticamente in seguito alla deviazione dei suoi fiumi immissari per l’irrigazione; ciò ha causato la perdita di oltre il 90% del suo volume, trasformando uno dei più grandi laghi interni del mondo in una distesa desertica.

When Apricots Blossom si articola come un viaggio spaziale attraverso Palazzo Citterio, guidato dal focus dell’architetto Kulapat Yantrasast su tre aspetti fondamentali della cultura Karakalpaka: i tessuti, il cibo e l’abitare. In questa prospettiva, l’artigianato non è evocato come gesto nostalgico, ma come sapere vivo: un linguaggio del “fare” che custodisce memoria, identità e capacità di adattamento, trasmettendosi di generazione in generazione.

Un’esperienza plasmata dal luogo, dalla materia e dalla memoria
Sulla facciata di Palazzo Citterio, un grande e colorato arazzo è stato realizzato dalla designer britannica Bethan Laura Wood in collaborazione con artigiani uzbeki. L’intervento trasforma l’ingresso in una soglia riccamente decorata, attingendo all’eredità dell’artigianato tessile in Uzbekistan. Nappe variopinte realizzate su misura e nastri tessuti a mano—tradizionalmente usati per decorare gli interni delle iurte nomadi—scendono a cascata sull’edificio. Nota per il suo uso vibrante del colore, Wood ha tratto ispirazione dal suo archivio personale di tessuti antichi dell’Asia centrale, oltre che dai colori e dai motivi incontrati viaggiando attraverso l’Uzbekistan per questo progetto.

Il cortile d’ingresso accoglie i visitatori con un’installazione ispirata a un frutteto di alberi di albicocche, progettata dal flower artist uzbeko Ruben Saakyan. L’albicocco—il cui frutto è una delle esportazioni più significative dell’Uzbekistan e simbolo di ospitalità e prosperità—si è dimostrato straordinariamente resiliente nella regione del Mar d’Aral, una delle zone al mondo più ostili per l’agricoltura.

Una grande “iurta decostruita”, progettata dallo studio WHY Architecture e concepita come spazio di aggregazione, costituisce il punto focale del giardino milanese storico del palazzo. Ispirato alla mobilità, alla costruzione artigianale e alla preparazione dei materiali delle iurte tradizionali del Karakalpakstan, il padiglione fungerà da hub per incontri, workshop ed eventi, oltre a offrire momenti di tranquilla riflessione.

Designer Contemporanei in mostra
Nel cuore della mostra, all’interno della galleria principale, la storia del Mar d’Aral si svela attraverso una topografia ondulata di aste simili a canne che evocano i paesaggi della regione.

Dodici designer contemporanei sono stati invitati a creare un vassoio per il pane personalizzato e due timbri da pane in collaborazione con artigiani uzbeki, celebrando il ruolo centrale e sacro del pane nella cultura, nella cucina e nell’ospitalità dell’Uzbekistan. I vassoi sono concepiti per esporre il pane tradizionale uzbeko (non), mentre i timbri decorativi (chekich) vengono utilizzati per marchiare il pane prodotto durante tutta la settimana della mostra. I designer hanno impiegato materiali tipici dell’artigianato del Karakalpakstan, tra cui legno, seta, feltro, ceramica e canna.

I progetti sono firmati da: Bethan Laura Wood (Regno Unito), Bobir Klichev (Uzbekistan), Didi NG Wing Yin (Finlandia, Hong Kong), Fernando Laposse (Messico), Glithero (Paesi Bassi, Regno Unito), Kulapat Yantrasast (Tailandia, Stati Uniti), Marcin Rusak (Polonia), Nifemi Marcus-Bello (Nigeria), Sanne Visser (Paesi Bassi, Stati Uniti), Sevara Haydarova Donazzan (Uzbekistan, Italia), Studio CoPain (Belgio), Raw-Edges (Regno Unito).

Il Mar d’Aral: Passato, Presente e Futuro
Come parte dell’impegno a lungo termine della Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation nella regione del Mar d’Aral, la presentazione in galleria svelerà un progetto di riqualificazione di un parco nella capitale regionale di Nukus. Verranno inoltre presentate la Aral School, un programma di design che studia risorse e soluzioni per la rigenerazione culturale ed ecologica, e l’Aral Culture Summit, una piattaforma emergente che riunisce designer, architetti, artisti, scienziati e responsabili politici per creare nuovi percorsi sociali, economici e culturali, unendo la conoscenza locale alle competenze internazionali.

In mostra anche il film Where The Water Ends del regista Manuel Correa e dell’architetto Marina Otero Verzier: commissionato per l’occasione, introduce la regione del Mar d’Aral attraverso le vite, i rituali e i forum pubblici delle comunità del Karakalpak, chiedendosi come si possa preservare la memoria nel mezzo di una catastrofe climatica.

Gayane Umerova, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo dell’Arte e della Cultura dell’Uzbekistan (ACDF), dichiara: “La Milano Design Week è da sempre un’occasione per presentare innovazioni nel design, soluzioni alle sfide globali e eccellenza estetica. L’artigianato uzbeko e il design contemporaneo affondano le proprie radici nella continuità culturale: per questo desideriamo contribuire a questo momento con nuove prospettive sul concetto di luogo, resilienza e pratiche rigenerative, ispirando al contempo una produzione, una curatela e un consumo più consapevoli. Le storie sociali e ambientali che accompagnano le persone e le tecniche in mostra sono fondamentali, in particolare i sistemi di conoscenza radicati nella regione del Mar d’Aral e nel Karakalpakstan. Kulapat Yantrasast adotta un approccio profondamente umano alla narrazione spaziale, perfetto per un progetto che invita il pubblico a cogliere le sfumature materiali e le storie sociali insite negli oggetti.”

Kulapat Yantrasast, curatore di When Apricots Blossom, dichiara: “L’Uzbekistan è un paese straordinariamente ricco e diversificato. Visitando il paese ciò che mi ha affascinato è il fatto che le tradizioni artigianali siano ancora attuali e per nulla alterate dall’industrializzazione. Le persone producono ancora il pane e ricamano nello stesso modo in cui lo facevano secoli fa. Questo non è altrettanto vero per molte altre culture, dove l’artigianato tradizionale è stato interrotto e ora esiste principalmente per i turisti. L’Uzbekistan ha una popolazione giovane che abbraccia davvero l’artigianato e lo mantiene vivo per il futuro. Abbiamo scelto di concentrarci sulle tre forme artigianali del tessile, del cibo e dell’abitare, per offrire uno sguardo sulla vita delle persone nel Karakalpakstan.”

Milano Design Week: Risonanza Tematica
When Apricots Blossom dialoga con il tema del Fuorisalone 2026, “Be the Project”, che presenta il design come un processo continuo e in evoluzione, piuttosto che come un semplice prodotto finito, mettendo in luce l’agire umano, la responsabilità e l’integrazione di nuove intelligenze non lineari nel lavoro creativo.

La scala storica e intima di Palazzo Citterio, parte della “Grande Brera” di Milano, è centrale per l’approccio curatoriale dell’esposizione, offrendo un ambiente progettato per lo “slow looking”, un’osservazione lenta e meditata, e per un’attenzione ravvicinata alla trama, al processo e alla provenienza delle oper

Milano Design Week 2026
Titolo della mostra: When Apricots Blossom
Presentata da: Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF) e Gayane Umerova, Presidente di ACDF
Curata da: Kulapat Yantrasast, WHY Architecture
Indirizzo: Palazzo Citterio, Via Brera, 12. Milano, Italy
Aperta al pubblico: 20–26 aprile 2026, 10:00 – 18:00
Sito: acdf.uz | Instagram: @acdfuz

Informazioni sulla regione del Mar d’Aral
Il Mar d’Aral si trova tra il Kazakistan e l’Uzbekistan. Un tempo era il quarto lago d’acqua dolce più grande del mondo. A partire dagli anni ’60, ha perso circa il 90% della sua superficie originale a causa della deviazione, in epoca sovietica, delle acque dei suoi due principali fiumi immissari per l’irrigazione dei campi di cotone. Già nel 2007, la porzione nord-orientale del bacino risultava prosciugata, fenomeno che le Nazioni Unite considerano tra i peggiori disastri ambientali del pianeta, responsabile della perdita di biodiversità e della fauna ittica, oltre ad aver generato sfide cruciali legate al suolo, all’acqua, all’energia, al cibo, ai tessuti e alla qualità dell’aria, fattori che oggi caratterizzano la regione di Nukus, capitale del Karakalpakstan nell’Uzbekistan occidentale.

Informazioni sulla Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF)
L’ACDF è stata istituita nel 2017 per promuovere la cultura dell’Uzbekistan sia a livello nazionale sia internazionale, sviluppando e sostenendo iniziative nei settori delle belle arti, dell’architettura, della letteratura, del teatro, della musica, dell’artigianato, del design e della danza. È inoltre la forza trainante dell’Aral Culture Summit, una nuova iniziativa volta a trasformare la regione del Mar d’Aral attraverso l’arte, la cultura, il design e la scienza, con un’attenzione particolare al cambiamento sociale ed ecologico.
Posizionata all’avanguardia dello sviluppo culturale dell’Uzbekistan, l’ACDF si impegna a favorire l’ecosistema culturale del Paese, guidandone l’economia creativa e offrendo opportunità ai professionisti su scala locale, regionale e globale. L’ACDF crede che la cultura e il patrimonio siano vitali nel plasmare la società, unendo le comunità, costruendo ponti tra le generazioni e facilitando il dialogo interculturale.

L’ACDF ha guidato con successo la quarta edizione della World Conference on Creative Economy (WCCE) (2-4 ottobre 2024), la partecipazione dell’Uzbekistan all’Expo 2025 Osaka-Kansai, in Giappone (aprile – ottobre 2025), e l’edizione inaugurale della Biennale di Bukhara (settembre – novembre 2025). Nel marzo 2026, l’ACDF inaugurerà il Centre for Contemporary Arts a Tashkent. Tra gli altri progetti, la costruzione del nuovo National Museum of Uzbekistan, progettato da Tadao Ando, e il restauro con ricostruzione parziale del Palazzo del Granduca Romanov. L’ACDF ha inoltre lanciato “Tashkent Modernism. XX/XXI”, un progetto di ricerca tuttora in corso volto a documentare e proteggere l’architettura modernista della città, valorizzato da due importanti pubblicazioni in collaborazione con Rizzoli New York (2024) e Lars Müller Publishers (2025).
acdf.uz | @acdfuz

Informazioni sull’Aral Culture Summit
L’Aral Culture Summit è un’iniziativa emergente guidata dalla Fondazione per lo Sviluppo dell’Arte e della Cultura dell’Uzbekistan (ACDF), dedicata alla trasformazione sociale e ambientale della regione del Mar d’Aral attraverso l’arte, la cultura, il design e la scienza. Attraverso iniziative che includono residenze, laboratori, workshop, mostre e festival, il Summit si impegna a promuovere l’innovazione e un cambiamento positivo nella regione del Karakalpakstan, in Uzbekistan. La prima edizione si è tenuta nell’aprile 2025 a Nukus, mentre la seconda è prevista per settembre 2026.

L’Aral Culture Summit mira a rigenerare, ripristinare e rivitalizzare l’ambiente della regione, attirando al contempo nuove imprese in linea con i principi dell’economia circolare, al fine di favorire una crescita economica sostenibile. Il progetto è stato annunciato ufficialmente nel marzo 2023 durante la Conferenza sull’Acqua delle Nazioni Unite tenutasi a New York. Questo annuncio ha rappresentato un passo significativo per attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle sfide ambientali e culturali della regione del Mar d’Aral.
aralculturesummit.uz | @aral.culture.summit

Informazioni sulla Aral School
La Aral School è un programma di educazione ecologica con sede a Nukus, nel Karakalpakstan (Uzbekistan), e rappresenta una tappa fondamentale dell’impegno della Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF) verso la rigenerazione sociale, ecologica e culturale della regione del Mar d’Aral. Attraverso l’istruzione, il coinvolgimento della comunità locale e lo scambio di competenze globali, la Aral School mira a sviluppare nuove soluzioni per la regione e per altre aree del mondo che affrontano ecosistemi fragili e gli impatti del cambiamento climatico.
Fondata dalla Presidente dell’ACDF Gayane Umerova, con l’edizione inaugurale diretta dal bioregional designer Jan Boelen, la prima edizione pilota del corso si svolge da gennaio a giugno 2026. Il programma vede la partecipazione di 22 laureati—11 locali e 11 internazionali, provenienti da diverse discipline—selezionati tramite una open call.
Il programma 2026 annovera tra i docenti ospiti e i mentori figure come Eugenia Morpurgo, Fernando Laposse, Justin McGuirk, Maria Lisogorskaya, Mae-Ling Lokko e John Thackara. Il corso inaugurale culminerà in una mostra di ricerche e prototipi che sarà presentata in occasione della seconda edizione dell’Aral Culture Summit nell’autunno del 2026 a Nukus.
aralschool.uz | @aral.school

Informazioni su Gayane Umerova, Presidente dell’ACDF e Fondatrice della Aral School
Capo del Department of Creative Economy and Tourism of the Administration of the President of the Republic of Uzbekistan e Presidente della Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation (ACDF), Gayane Umerova guida lo sviluppo dell’infrastruttura culturale del Paese per portare l’arte, gli artisti e il patrimonio culturale uzbeki sotto i riflettori su scala globale. Attualmente supervisiona il restauro e lo sviluppo del Centre for Contemporary Arts di Tashkent (CCA), la cui apertura è prevista per marzo 2026 e che diventerà un nuovo hub culturale per la regione. Ha ideato la Biennale di Bukhara (5 settembre – 20 novembre 2025) della quale è stata anche commissaria, ha guidato l’edizione inaugurale dell’Aral Culture Summit (4-6 aprile 2025), sta promuovendo la costruzione del nuovo Uzbekistan National Museum progettato da Tadao Ando e ha diretto il programma culturale della 43ª sessione della UNESCO General Conference a Samarcanda (30 ottobre – 13 novembre 2025). Tra i progetti più significativi, il Padiglione dell’Uzbekistan alla Biennale Arte e Architettura di Venezia dei quali è commissaria dal 2021, e la partecipazione dell’Uzbekistan all’Expo 2025 Osaka-Kansai.
Impegnata a rafforzare il rilievo dell’Uzbekistan nel panorama culturale internazionale, Gayane Umerova ricopre la carica di Presidente della Commissione Nazionale dell’Uzbekistan per l’UNESCO presso il Gabinetto dei Ministri e, nell’aprile 2025, è stata insignita dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese (Ordre des Arts et des Lettres). Il suo impegno nel servizio pubblico si manifesta nella dedizione con cui crea opportunità per i giovani nel settore culturale uzbeko e promuove un’economia della cultura capace di unire comunità e generazioni.

Informazioni su Kulapat Yantrasast
Nato in Thailandia, Kulapat Yantrasast è il fondatore di WHY, studio di architettura internazionale noto per il suo lavoro nel settore delle arti e della cultura. Yantrasast ha conseguito un Master e un dottorato di ricerca in Architettura presso l’Università di Tokyo, prima di collaborare strettamente per molti anni con l’architetto giapponese Tadao Ando (vincitore del premio Pritzker), con il quale ha contribuito a guidare progetti museali e culturali trasformativi. Lo studio WHY è stato fondato negli Stati Uniti nel 2004, ottenendo ampi consensi per la progettazione di spazi che integrano arte, cultura e comunità. Tra i suoi progetti più recenti il Dib International Contemporary Art Museum a Bangkok e la Rockefeller Wing del Metropolitan Museum of Art di New York. I progetti in corso includono il nuovo Museo Nazionale dell’India a Delhi e il nuovo Dipartimento di Arte Bizantina e Cristiana d’Oriente al Museo del Louvre di Parigi, la cui apertura è prevista per il 2027.
Per questa mostra milanese, Yantrasast ha viaggiato in tutto l’Uzbekistan, visitando istituzioni culturali e incontrando artigiani, con l’obiettivo di sviluppare una visione che celebrasse la creatività del Paese.