Le mostre da vedere in Olanda

Van Gogh - HR

* Mostra Munch : Van Gogh, due grandi artisti a confronto

Museo Van Gogh di Amsterdam sinoal  17 Gennaio 2016

In occasione delle celebrazioni nel 2015 per i 125 anni dalla scomparsa di Vincent van Gogh, il Van Gogh Museum di Amsterdam presenta la mostra Munch : Van Gogh, una mostra ambiziosa che per la prima volta mette a confronto Vincentt Van Gogh ed Eduard Munch. Sarà anche la prima mostra ad essere esposta nella nuova, spettacolare ala espositiva del rinnovato museo.  Con più di cento importanti opere, tra cui alcuni prestiti iconici raramente concessi, Munch : Van Gogh offre l’opportunità di vivere le opere di due importanti maestri in un solo luogo.

Ispirati da questa mostra, dieci istituzioni culturali di Amsterdam (tra cui EYE, la compagnia teatrale Toneelgroep Amsterdam, Stedelijk Museum, la Royal Concertgebouw Orchestra e lo spazio culturale De Balie) presenteranno un vasto programma Much: Van Gogh che coinvolgerà tutta la città.

 L’affinità artistica tra Edvard Munch (1863-1944) e Vincent van Gogh (1853-1890) è il tema principale della mostra Munch : Van Gogh. Le opere dei due pittori e le loro ambizioni artistiche presentano un marcato parallelismo. Entrambi sono conosciuti per la carica emotiva nel disegno e nei dipinti, per uno stile personale sempre in rinnovamento e per una vita costellata di sofferenze. Entrambi tesi alla modernizzazione dell’arte, svilupparono un vero e proprio linguaggio dell’immagine per dare espressione alle emozioni universali della condizione umana.

Munch : Van Gogh mette in evidenza per la prima volta l’influsso che Van Gogh ebbe sullo sviluppo artistico di Munch, e le somiglianze nelle opere dei due artisti. La mostra scava profondamente verso l’essenza della loro arte, le loro ambizioni artistiche, lo sviluppo di stili e tecniche, e gli influssi ai quali entrambi furono soggetti. Risulta così evidente il motivo per cui spesso i due sono nominati insieme.

Van Gogh e Munch formano un binomio spesso messo a confronto sin dalla fine del XIX secolo, dapprima tra le cerchie di critici, artisti e collezionisti, successivamente anche dal grande pubblico, tanto che una delle domande più poste dai visitatori del Van Gogh Museum è: “Dov’è L’Urlo?”. Nonostante i molti confronti nella letteratura e nella cultura pittorica popolare, non si è mai avuta una così profonda analisi delle affinità artistiche tra Munch e Van Gogh come quella presentata in questa mostra e nei cataloghi ad essa dedicati.

Più di cento opere per la prima volta in un’unica mostra

Munch : Van Gogh è la prima mostra nella storia che porta all’attenzione del grande pubblico le similitudini tra i due grandi artisti. Con più di cento importanti opere, tra cui alcuni prestiti iconici raramente concessi (L’Urlo, Il Bambino Malato, Madonna, Patience Escalier, Il Ponte di Trinquetaille), Munch : Van Gogh offre l’opportunità di vivere le opere di due importanti maestri in un solo luogo.

La prima mostra nel rinnovato Van Gogh Museum La famosa ala espositiva, progettata dall’architetto giapponese Kisho Kurokawa e rimasta chiusa per più di tre anni, farà parte di questo edificio. Munch : Van Gogh è la prima mostra ad essere ospitata all’interno di quest’area del museo completamente rinnovata.

 

+Miró e CoBrA: un gioco sperimentale nell’arte

Miró & CoBrA. “Experimenteel spel” esplora per la prima volta la relazione tra Joan Miró (1893-1983) e il movimento CoBrA (1948-1951). CoBrA, un gruppo internazionale di artisti post-bellici, è stato

fondato nel 1946; le basi del movimento sono state gettate durante un incontro casuale tra il danese

Asger Jorn e l’olandese Constant Nieuwenhuys in occasione di una mostra di Miró presso la Galleria

Pierre Loeb di Parigi. Da allora Miró è diventato il filo conduttore che unisce la storia del

movimento.

Il fattore che vincola Joan Miró agli artisti del Cobra è un approccio all’arte giocoso e sperimentale.

Per il maestro spagnolo, così come per la generazione postbellica degli artisti del Cobra, la

sperimentazione con materiali, forme e tecniche rappresenta una fonte di conoscenza e innovazione.

Relazionando tra loro le opere d’arte di Miró e del movimento CoBrA, la mostra offre uno sguardo

sull’atteggiamento giocoso e poetico condiviso alla base dell’arte di Miró e degli artisti del Cobra.

Nel suo ultimo periodo, l’arte di Miró si è contraddistinta per la liberazione delle forme, dei gesti e

dei materiali, mostrando notevoli affinità con l’opera e le idee artistiche di diversi membri del CoBrA.

Queste opere sono meno conosciute presso il grande pubblico e giungono ora per la prima volta nei

Paesi Bassi. L’esibizione include svariate tecniche utilizzate dagli artisti per le loro sperimentazioni, tra

cui, oltre alla pittura, opere su carta, ceramica, sculture, assemblaggi, poesie illustrate e libri d’artista.

Oltre 100 opere e una ricostruzione dello studio di Miró a Maiorca.

La mostra include oltre 80 opere d’arte di Joan Miró e 60 opere di diversi artisti del Cobra come

Karel Appel, Asger Jorn, Constant e Pierre Alechinsky. Una ricostruzione dello studio di Miró a

Maiorca, con più di 40 oggetti originali, costituisce una parte importane dell’esposizione. Mai prima

d’ora il suo atelier ha avuto dimensioni tanto grandi. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione

con la Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca.

 

*Keith Haring in mostra alla Kunsthal di Rotterdam

sino  al 7 febbraio 2016

La Kunsthal di Rotterdam è fiera di presentare una grande mostra dedicata alla vita e alle opere dell’influente artista e attivista americano Keith Haring (1958-1990). La mostra, intitolata Keith Haring. The Political Line, è la prima in Olanda a trattare nel dettaglio gli aspetti sociopolitici che emergono nei suoi lavori. Centoventi opere rivelano un lato poco esplorato di questo artista di fama mondiale, e l’esperienza personale che lo spettatore vivrà di fronte alle sue creazioni imponenti, sarà uno spettacolo visivo di forte impatto, a dimostrazione che, a venticinque anni dalla sua scomparsa, Haring è più influente che mai.

Protetto di Andy Warhol, Keith Haring dette origine a una vera e propria rivoluzione nell’arte degli anni Ottanta grazie ad uno stile unico e inconfondibile. A New York, durante il conservatorismo dell’era Reagan, l’omosessuale dichiarato Haring fa propria la missione di sottolineare i mali della società attraverso l’arte. Prese infatti una decisa posizione contro gli eccessi del capitalismo, e abbracciò il disarmo nucleare, il rispetto dell’ambiente e l’uguaglianza dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente da etnia, colore della pelle, credo religioso e orientamento sessuale. Accanto a scritti estratti dai suoi diari e altro materiale d’archivio, la collezione tematica delle opere presentate in The Political Line mette in luce il forte coinvolgimento di Haring nelle tematiche sociopolitiche del suo tempo.

La street culture come ispirazione

Keith Haring ricoprì una posizione di spicco all’interno della comunità artistica newyorkese, nella quale pittori, artisti e musicisti esprimevano la propria creatività attraverso l’influenza della “cultura di strada”. Haring trasse ispirazione da graffiti, fumetti, musica, danza, arti figurative e cultura popolare, concependo l’arte come diritto e proprietà pubblica. La criticata commercializzazione delle sue opere attraverso stampe su magliette, adesivi e etichette, costituì parte integrante della sua filosofia di “arte per tutti”. L’influenza di Haring sulla sua generazione fu enorme e, nonostante una carriera di un solo decennio, l’effetto del suo repertorio artistico è tuttora inalterato.

Una varietà sorprendente

Molte delle opere esposte in The Political Line sono prestiti concessi dalla Keith Haring Foundation di New York, accostate a importanti lavori provenienti da musei internazionali e collezioni private. La grande gamma delle opere di Haring spazia dai suoi primi disegni in gesso realizzati in loco nella metropolitana di New York (i cosiddetti “subway drawings”), fino ai suoi grandi dipinti su tela e tela di vinile, oltre alle innumerevoli realizzazioni su carta con inchiostro Sumi, oggetti e sculture unici. Materiale documentativo proveniente dagli archivi della Keith Haring Foundation infine, completa l’immagine dell’artista e attivista Keith Haring. La direttrice del Kunsthal Emily Ansenk ha dichiarato: “Siamo molto lieti che questa mostra sia ospitata a Rotterdam, la città in cui Haring espose per la prima volta fuori dagli Stati Uniti nel 1982. Durante la sua carriera, Haring ha perseguito la sua ambizione realizzando opere accessibili a tutti, non soltanto all’ambiente artistico, e rendendo fruibili i suoi lavori attraverso tutti i canali possibili. Proprio per questo la Kunsthal di Rotterdam è il luogo ideale in Olanda dove ospitare tale mostra, che vedrà la presenza di un pubblico nuovo molto ampio.”

Kunsthal , Museumpark, Westzeedijk 341 , 3015 AA Rotterdam, www.kunsthal.nl/artchallenge,

 

*Da Bosch a Bruegel

Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, sino al 17 Gennaio 2016

La più grande mostra dell’autunno 2015, “da Bosch a Bruegel”, presenta dipinti e stampe tutt’altro che rispettabili. Sarà infatti la prima mostra che tratterà di capolavori del tardo Medioevo che raffigurano bordelli, orge, mendicanti e ciarlatani.

La mostra unisce dipinti ‘politicamente scorretti’ e stampe di altissimo livello.  Circa quaranta dipinti del ‘500 ed un numero simile di stampe provenienti da importanti musei e collezioni private, saranno portati a Rotterdam. Queste le tematiche raffigurate: pensionati lussuriosi, monaci assatanati, contadini vomitevoli, poveri mendicanti, dentisti disonesti, avari esattori e sciocchi.

Accanto a figure religiose e ritratti, l’artista introduce una satirica raffigurazione di avari, truffatori, ubriaconi, banchieri, contadini e pazzi. Forse l’esempio più famoso di Bosch è ‘il venditore’, una storia comune di un viaggiatore. In aggiunta a questi capolavori, il museo esporrà 40 dipinti dei pionieri della pittura: Bosch, Lucas van Leyden e Quinten Massys oltre alle opere di altri maestri come Pieter Aertsen e Pieter Bruegel, integrati da una vasta gamma di stampe del XVI secolo.

Con una selezione caratteristica di dipinti e stampe, la mostra “da Bosch a Bruegel” offre una panoramica della pittura degli anni 1500-1570. Infatti, intorno al 1500 Hieronymus Bosch ha introdotto una radicale innovazione nella pittura su tavola.

Il museo Boijimans Van Beuningen propone un viaggio attraverso il mondo dell’arte, dall’Alto Medioevo al ventunesimo secolo. Da Bosch, Rembrandt, Warhol e Van Gogh a Dali e Dutch Design, il museo espone opere d’arte di livello internazionale.

Per maggiori informazioni: www.boijmans.nl

 *Michelangelo Antonioni  Il maestro del cinema moderno

Eye Film Institute Amsterdam

 

Sino  al 17 gennaio 2016, l’EYE Film Institute di Amsterdam presenta Michelangelo Antonioni – Il maestro del cinema moderno, una mostra dedicata ad uno dei più grandi innovatori del cinema del secolo scorso. Intento principale è quello di sottolineare il rinnovamento che Antonioni introdusse nella grammatica cinematografica, dando maggiore attenzione all’immagine anziché al racconto. Antonioni fu uno dei primi registi che cercò di catturare lo stato d’animo dei suoi personaggi sempre alla ricerca di un senso, caratterizzandoli in modo del tutto speciale, attraverso straordinarie mise-en-scène. “Ogni centimetro quadrato dell’immagine è essenziale”, affermava il regista. La mostra espone frammenti cinematografici, fotografie scattate dai fotografi di Magnum, immagini sul set, lettere di Alain Delon, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau e Umberto Eco, oltre a dipinti realizzati dallo stesso Antonioni. Negli auditorium saranno proiettati i suoi film, accompagnati da programmi speciali.

Michelangelo Antonioni – Il maestro del cinema moderno, sarà in mostra dal 12 settembre 2015 al 17 gennaio 2016 preso l’EYE Film Institute, IJpromenade 1, Amsterdam, eyefilm.nl/antonioni

La mostra

Michelangelo Antonioni – Il maestro del cinema moderno presenta una selezione dei numerosi documenti privati custoditi presso le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, e il Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara. La mostra analizza in profondità l’opera del regista, e fa trasparire il modo in cui Antonioni cambiò per sempre il linguaggio del cinema. Sono presenti frammenti cinematografici, momenti sul set – catturati, tra gli altri, da Davidson (Magnum), articoli giornalistici, scenografie originali e lettere (tra cui quelle di Alain Delon, Italo Calvino, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Roland Barthes, Luchino Visconti, Umberto Eco e Giorgio Morandi). Si possono inoltre ammirare dipinti realizzati dallo stesso Antonioni. È dato spazio anche alla proiezione dei primi documentari del regista (Gente del Po e N.U. – Nettezza Urbana), e al documentario che Antonioni realizzò nel 1972 su invito del Partito Comunista Cinese. Il tutto è accompagnato da un vasto programma di proiezioni, conferenze e eventi.

La mostra è curata da Dominique Païni in collaborazione con Jaap Guldemond, Direttore Mostre/Curatore di EYE, e con l’assistenza di Maria Luisa Pacelli (Direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara) e Barbara Guidi (curatore capo delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara).

Il concept della mostra è a cura di Fondazione Ferrara Arte, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna.

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