IL RECUPERO DEL SALONE DORATO
DEL MUSEO POLDI PEZZOLI
IL NUOVO CAPITOLO DEL WORLD MONUMENTS FUND ITALIA
Per consentire a tutta la città di scoprire il nuovo Salone dorato, sabato 19 settembre dalle 10 alle 18 l’ingresso al Museo sarà gratuito.
Il Museo Poldi Pezzoli è il protagonista del nuovo capitolo italiano del World Monuments Fund con il progetto di recupero del Salone dorato che si inserisce nel percorso ormai avviato nel 2023, di valorizzazione degli spazi del museo e delle sue collezioni.
“La cura e la valorizzazione delle collezioni della casa museo si inseriscono nel percorso avviato nel 2023, con l’obiettivo di assicurare nel tempo la conservazione, la conoscenza e la trasmissione del patrimonio.” – dichiara Alessandra Quarto, direttore del Poldi Pezzoli – “Un impegno che nasce dalla consapevolezza della responsabilità che ogni istituzione culturale ha nei confronti della propria storia e delle generazioni future. Preservare la memoria, approfondire la conoscenza del passato e restituirne la ricchezza e i valori, affinché continuino a costituire una fonte di consapevolezza e di ispirazione per il presente e per il futuro”.
Il progetto presentato a maggio 2026 è frutto di un anno e mezzo di lavoro in cui l’attenzione è stata rivolta a ripristinare, attraverso ricerche d’archivio, interventi di restauro e riallestimenti, quell’anima della casa museo che il fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva creato alla fine dell’800.
“In oltre sei decenni e in più di 80 progetti, il World Monuments Fund ha lavorato al fianco di partner italiani per proteggere alcuni dei luoghi più significativi al mondo. Il Museo Poldi Pezzoli è una delle case museo storiche più importanti d’Europa, e il suo fondatore è stato un apripista nell’idea di esporre l’arte all’interno di ambienti progettati attorno ad essa, un modello che ha poi plasmato istituzioni come l’Isabella Stewart Gardner Museum e la Frick Collection”, dichiara Bénédicte de Montlaur, Presidente e CEO del World Monuments Fund. “Insieme ad Alessandra Quarto e al team del museo, abbiamo restituito al Salone Dorato le sue proporzioni originali. Questo progetto dimostra come un luogo danneggiato dalla guerra possa essere recuperato attraverso la ricerca e la cura, rendendo omaggio sia alla visione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, sia alla ricostruzione postbellica guidata da Fernanda Wittgens”.
Dotato di un gusto raffinatissimo, Gian Giacomo realizzò uno straordinario progetto collezionistico che prevedeva da un lato l’acquisto di opere scelte secondo il criterio del capolavoro e dell’unicità e dall’altro la decorazione di ogni ambiente del suo appartamento ispirandosi agli stili del passato. Il risultato fu straordinario grazie all’intervento dei migliori artisti dell’Accademia di Brera: scultori, intagliatori, ebanisti e frescanti, tutti diretti dal coetaneo Giuseppe Bertini (1825-1898). Il Salone dorato, l’ambiente che ospita i capolavori della collezione del Rinascimento italiano, il luogo immaginato e progettato da Gian Giacomo Poldi Pezzoli per esporre i suoi pezzi più preziosi: dipinti, arredi, arazzi, sculture venne ultimato poco dopo la sua morte, avvenuta nel 1879. I documenti d’archivio custoditi al museo testimoniano l’iter dei lavori attraverso contratti, pagamenti, forniture, sotto la supervisione di Giuseppe Bertini che nel 1883, nella guida del museo descrive il Salone come il fulcro della casa, caratterizzato un soffitto in legno dorato da cui prende il nome e da pareti decorate nella parte alta con affreschi con putti e festoni di fiori e frutti. La grande finestra a serliana in stile rinascimentale che dava sul giardino era realizzata con marmi policromi e decorata da colonne con capitelli in bronzo nella parte bassa e da rosette nella grande arcata a tuto sesto.
I contratti per la sua realizzazione sono datati marzo 1876 e raccontano con precisone l’idea di Gian Giacomo, e il suo gusto raffinato.
Per i marmi, ad esempio, si era fatto arrivare con un trasporto speciale della Ferrovia dell’Alta Italia diversi quintali di campioni di verde di Varallo, Pavonazzo di Siena, marmo statuario di Carrara, marmo del Duomo di Milano, marmo d’Ornavasso, marmo di Portovenere, tutti da visionare, scegliere, e poi controfirmare sul retro per accettazione. Aveva anche fatto realizzare un modello dal vero in gesso sulla base del disegno di Lodovico Pogliaghi che avrebbe avuto lo scopo di mostrare le cornici, i riquadri, gli intagli e le decorazioni del grande arco. I contratti sono redatti da Giuseppe Speluzzi, supervisore del cantiere e sono intestati a Giovan Battista Boni e Francesco Pellitti, scultori che avrebbero eseguito il lavoro su disegno di Lodovico Pogliaghagli. E, infine, nei documenti sono descritte le decorazioni dell’arco, realizzate in galvanico di Christofle fatto arrivare da Parigi con cui erano state realizzate anche le guarniture delle basi delle colonne (rubate negli anni immediatamente dopo i bombardamenti e prima della ricostruzione), i capitelli delle colonne e le rosette, tutte differenti tra loro che adornavano la grande arcata. La lega di Christofle rappresentava l’incontro tra tecnologia, design e arti decorative, che è uno dei grandi temi della cultura di quegli anni.
Nel contratto per la realizzazione della serliana si legge che la consegna dei lavori, pena una multa di 200 lire a settimana sarebbe dovuta avvenire il 15 settembre 1876, oggi esattamente 150 anni fa.
Siamo molto orgogliosi che il Salone Dorato abbia inaugurato l’attività della nuova sede italiana del World Monuments Fund. Ciò che mi emoziona di più di questo salone è la cura dietro ad ogni dettaglio. Gian Giacomo Poldi Pezzoli ispezionò di persona ciascun campione di marmo e riunì i migliori artigiani dell’Accademia di Brera per realizzare la sua visione”, dichiara Fiorella Ballabio, direttrice del World Monuments Fund in Italia. “Gran parte del loro lavoro è rimasta nascosta per mezzo secolo. Ora, a 150 anni dalla realizzazione della serliana, il suo grande arco è di nuovo visibile, gli arazzi fiamminghi sono tornati alle pareti e la stanza è ancora una volta il cuore della casa immaginata da Poldi Pezzoli”.
Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’agosto del 1943, il Museo- così come i più importanti monumenti della città- fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, che distrussero gli allestimenti ottocenteschi delle sale. Dopo anni di lavori e di accesi dibattiti sulla ricostruzione, il Museo Poldi Pezzoli fu riaperto il 3/12/1951.
Dopo la ricostruzione post-bellica a cura di Fernanda Wittgens, il lavoro dedicato al Salone dorato riparte dal 1974 quando fu deciso di abbassare di un metro il soffitto con una struttura in cartongesso a forma di volta ribassata.
Questa sistemazione, a cui si sono aggiunti nel 2017 i due grandi lampadari in carbonio, ha caratterizzato la facies del Salone dal 1974 ad oggi. L’abbassamento di un metro del soffitto della sala aveva comportato:
– la chiusura della parte alta della serliana e quindi del grande arco e delle sue decorazioni cambiandone completamente il linguaggio architettonico;
-la grande specchiera settecentesca in legno e vetro di Murano era penalizzata in altezza dalla curvatura della volta;
-gli arazzi di Françoise Spiering che celebrano le Storie di Amadigi di Gaula, restaurati nel 2005, di dimensioni 430×266 cm e 430×206 cm non sono stati più esposti a causa della nuova volumetria della sala. Si tratta di due esempi di qualità superba della tecnica esecutiva dell’arazziere fiammingo che li aveva realizzati nel 1602.
-delle novantotto tavolette da soffitto, cinquantaquattro furono allestite nel 1974 – a seguito dello smontaggio del soffitto – nelle tre sale dedicate alla pittura del Rinascimento lombardo, mentre altre quarantaquattro sono da allora in deposito e sono in perfetto stato di conservazione. A gennaio 2025, è stata eseguita una videoispezione all’interno della volta in cartongesso per verificare la presenza della struttura lignea fatta realizzare dalla Wittgens nel 1950 e quella dell’arco in marmo costituente la serliana sul giardino.
La documentazione estrapolata dalla videoispezione ha evidenziato che il soffitto ligneo realizzato dalla Wittgens a copertura delle travi con l’alloggiamento delle tavolette era stato completamente demolito nel 1974. Emergeva invece, con evidenza, la presenza dell’arco in marmo con rosette in bronzo in ottimo stato conservativo.
Grazie al confronto con la Soprintendenza, il progetto a cura di Alessandra Quarto e Piero Guicciardini è ripartito proprio da quanto era stato fatto dalla Wittengs negli anni ’50, ripristinando la volumetria della sala, la grande arcata della finestra con tutte le sue decorazioni e riallestendo la specchiera veneziana e i due arazzi fiamminghi. Questo progetto è stato anche una importante occasione per restaurare le opere, approfondire gli studi sulla collezione e ricucire la storia della casa museo dalla sua nascita alla ricostruzione post-bellica.
Infatti, dal 1951 ad oggi, diverse sono state le trasformazioni degli ambienti, negli anni ’70 (Salone dorato e lombardi), ’90 (sale a quadri), 2000 (Armeria), 2006 (Sala degli Ori), 2008 (Sala Trivulzio e del Collezionista) e nel 2017 l’annessione di quattro nuove sale ha consentito al museo di espandersi e di poter esporre l’immenso patrimonio che abbiamo in custodia. Così il Museo, da quando è nato, ha continuato a trasformarsi, riflettendo i cambiamenti della società contemporanea. Queste trasformazioni, unitamente alle mutate esigenze di sicurezza, adeguamento impiantistico, crescita delle collezioni e rispetto degli standard museali internazionali hanno mutato il carattere della casa museo ottocentesca. In questi tre anni è stato avviato un progetto globale teso a “cucire insieme” questi diversi interventi cercando di uniformare i linguaggi e trasmettere l’identità del Museo Poldi Pezzoli attraverso un attento studio delle fonti. Il lavoro del World Monuments Fund ci ricorda che ogni monumento salvato, ogni sito recuperato, ogni comunità coinvolta rappresenta un passo avanti verso un mondo più consapevole, più responsabile e più attento alla propria storia e al patrimonio storico artistico.
Per consentire a tutta la città di scoprire il nuovo Salone dorato, sabato 19 settembre dalle 10 alle 18 l’ingresso al Museo sarà gratuito.
A partire dal 24 settembre, inoltre, ogni giovedì verranno organizzate delle visite guidate in pausa pranzo, dedicate al recupero del Salone e ai suoi capolavori.
Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 Milano
02 794889 | 02 796334
info@museopoldipezzoli.org
www.museopoldipezzoli.it
ph ©Pietro Menzione Giordano