Milano Design Week 2026 MOSCAPARTNERS VARIATIONS a Palazzo Litta METAMORPHOSIS

Milano Design Week 2026
MOSCAPARTNERS VARIATIONS
a Palazzo Litta
METAMORPHOSIS
L’installazione Metamorphosis in Motion di Lina Ghotmeh e i venticinque espositori internazionali dell’edizione 2026

Palazzo Litta
Corso Magenta 24,
Milano
21 – 25 aprile 2026, ore 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso ore 19)
26 aprile 2026, ore 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso ore 17)

In occasione della Milano Design Week, dal 21 al 26 aprile 2026, torna a Palazzo Litta MoscaPartners Variations 2026 la mostra collettiva dedicata al design innovativo e al progetto firmata MoscaPartners. Partendo dall’installazione nel Cortile d’Onore a cura di Lina Ghotmeh, la mostra si snoda lungo le sale storiche al Piano Nobile del palazzo, presentando i lavori e i progetti di venticinque espositori tra architetti, designer, creativi e aziende internazionali provenienti da undici paesi diversi.

Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è Metamorphosis, inteso come un’esplorazione della trasformazione, del cambiamento, dell’adattamento. La proposta espositiva si incentra sulla trasformazione potenziata dalla sperimentazione, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie che oggi possediamo mettendo in luce la sfida che si trova oggi ad affrontare il mondo del design: interpretare gli scenari contemporanei e ipotizzarne di futuri. Al centro rimane l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende inevitabilmente al rapporto con il pianeta, alle sue risorse e alle modalità con cui interagiamo con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura.

Ad accogliere i visitatori e a introdurre il tema dell’esposizione è l’intervento site specific dell’architetta nata in Libano e basata a Parigi Lina Ghotmeh, dal titolo Metamorphosis in Motion, fulcro scenografico e concettuale per l’intera rassegna.

Seguendo quell’approccio progettuale che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, Ghotmeh trasforma lo spazio del Cortile d’Onore con una installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia del Palazzo e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati.

Metamorphosis in Motion incarna l’ambizione di coreografare il movimento, modulare la percezione e trasformare l’architettura in un’esperienza vissuta. Interpretando la metamorfosi come un intenso processo spaziale, in cui forma ed esperienza evolvono insieme, l’installazione spicca per il suo contrasto con la simmetria del contesto circostante. Il padiglione si sviluppa attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale e trasforma ciò che altrimenti resterebbe una scenografia statica in uno spazio esperienziale.

Concepita come un labirinto quadrato di 17 metri per lato e composta da 18 moduli, Metamorphosis in Motion segue le geometrie e le linee del cortile di Palazzo Litta, operando come un dispositivo sensoriale che media tra conservazione e attivazione. L’installazione trasforma il cortile in uno spazio di aggregazione multipla, dove l’architettura viene continuamente reinterpretata attraverso il movimento, la luce e il tempo. Le aree definiti dalla struttura modulare sono progettate per accogliere diversi modi di vivere il padiglione, incoraggiando la percezione sensoriale e il dialogo con il contesto circostante, e invitando i visitatori a sperimentare nuove forme di convivialità e interazione. L’installazione si sviluppa, quindi, in una sequenza di zone funzionali e sensoriali, trasformando l’ambiente in un luogo di partecipazione attiva. La struttura — realizzata in MDF e rifinita con vernici Milesi in diverse sfumature di rosa e superfici materiche — si articola in un percorso che include aree lounge con sedute di Avalon Italia e uno spazio dedicato ai talk, entrambi concepiti per favorire lo scambio e l’interazione sociale. Il viaggio sensoriale è ulteriormente arricchito da uno spazio meditativo e un’area sonora immersiva, insieme a un’esperienza olfattiva curata da Scent Company. Caratterizzata da note di cipresso, olibano e cedro, questa composizione evoca il Libano — terra d’origine di Lina Ghotmeh — trasformando la memoria in un’esperienza spaziale ritualizzata. Completano l’installazione il bookshop di Frab’s Magazines e l’area A Moment of Taste, con i prodotti di Tre Marie e Vitavigor.

Lina Ghotmeh – qui al suo primo lavoro site specific in esterno in Italia – è una figura di riferimento nel panorama internazionale. Il suo approccio progettuale, che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, un metodo che intreccia memoria, paesaggio e spazio, è profondamente influenzato dal contesto culturale e storico della sua città d’origine, Beirut. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi – dove è stata anche docente – Ghotmeh ha consolidato una visione architettonica sensibile e innovativa, capace di fondere rigore, poesia e attenzione al luogo.
Il suo metodo di lavoro interdisciplinare viene adottato anche nei progetti del suo studio parigino Lina Ghotmeh — Architecture, che adotta una visione integrata di ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione costante. La metodologia si riflette anche nei progetti, in grado di ingaggiare con il contesto un dialogo che ne rivela storia e stratificazioni. Tra i lavori più rilevanti figurano progetti per contesti quali la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center. Di recente, Lina Ghotmeh è stata nominata architetta per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, è stata inclusa nella lista TIME100 Next 2025 e ha ricevuto il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio per il Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka.

In continuità con le precedenti edizioni, il cortile di Palazzo Litta si presenta ancora una volta come la preludio visivo di MoscaPartners Variations, e come primo incontro con il tema Metamorphosis che Ghotmeh declina attraverso la sua lente progettuale, dove l’architettura diventa il mezzo per rivelare le identità che coesistono in un unico spazio. Lasciandosi ispirare dallo stile Barocco di Palazzo Litta, la sua installazione non si fa semplicemente attraversare ma si diventa porta d’accesso alle molteplici visioni presentate dagli espositori nelle sale, anch’esse barocche, del Piano Nobile del Palazzo.

“Tornare a Palazzo Litta con MoscaPartners Variations 2026 significa riaccendere un dialogo tra la storia e la ricerca di soluzioni progettuali per le sfide della contemporaneità”, afferma Caterina Mosca, fondatrice di MoscaPartners. “Il tema Metamorphosis, non è una semplice esplorazione estetica, ma l’essenza stessa del design inteso come adattamento dinamico: una necessità di mutamento profondo che guarda alla rigenerazione e a un nuovo equilibrio tra l’essere umano e il contesto naturale. In questi spazi storici, le visioni di venticinque espositori internazionali provenienti da undici Paesi convergono in un ecosistema collettivo, dove l’innovazione tecnologica e la sensibilità per i materiali riscrivono i confini dell’abitare. Un racconto vivo introdotto dall’installazione di Lina Ghotmeh, una delle progettiste più interessanti del panorama internazionale e la cui poetica si lega in modo delicato e allo stesso tempo incisivo agli spazi del palazzo e al nostro progetto espositivo. Metamorphosis in Motion è una soglia concettuale che trasforma la percezione dello spazio in un’esperienza partecipativa, tracciando le coordinate di un futuro più consapevole”.

MoscaPartners Variations prosegue quindi nelle sale del palazzo — oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura — dove prende forma un racconto corale che reinterpreta il concept dell’esposizione. Questa formula ricalca la linea progettuale di MoscaPartners, già delineata nel 2014 quando Palazzo Litta fu aperto per la prima volta al pubblico del design grazie alla visione di Caterina Mosca e Valerio Castelli, fondatori di MoscaPartners.

Il percorso espositivo si sviluppa tra produzioni, serie e indagini sui materiali, in cui la creatività si rinnova continuamente, adattandosi ai cambiamenti e alle sfide del presente, in un’indagine sul ruolo del design nel tracciare la via verso una fruizione più consapevole, etica e rigenerativa.

Tra gli espositori, i visitatori scopriranno:

Adrenalina, Bar Adrenalina di DebonaDemeo (Italia)
Al BAR ADRENALINA, il brand esplora la dimensione energetica e fonetica del proprio nome come relazione viva tra prodotto, spazio e persone. Superando il formato espositivo tradizionale, si apre alla città e trasforma il design in un’esperienza condivisa. Suoni, voci e frequenze generate dal pubblico diventano materia progettuale e punto di partenza del progetto ADRENALINA INCONTRA 2026, mettendo in dialogo design e suono.

Babled Design & Kukua Company Limitada – Crossing Light di Emmanuel Babled (Portogallo – Tanzania)
Forme in Dialogo: Il designer Emmanuel Babled presenta una mostra che esplora il design attraverso il dialogo tra culture, materiali e tecniche. Tre progetti interconnessi danno forma alla mostra: Glass Bridge, che collega i vetrai di Murano con il laboratorio Shanga in Tanzania; la sedia effimera di Zanzibar, realizzata in rami e pelle animale e reinterpretata in fusione di bronzo; e Ubuntu, una serie di vasi in vetro creati con l’artista Lara Morrell. Insieme riflettono una pratica di design porosa in cui tradizioni, paesaggi e conoscenze artigianali generano nuove forme.

BASE TIMES kawaguchi di Kazuhito ISHIDA (Giappone)
BASE TIMES KAWAGUCHI incarna un’eccellenza artigianale capace di generare una vera metamorfosi, trasformando una singola lastra di metallo in innumerevoli forme. Questo approccio raffinato e delicato alla lavorazione del metallo si esprime in un’installazione ispirata allo Zen giapponese. La collezione di sedute Kawaguch-air riflette la sensibilità giapponese verso le sottili variazioni della natura, includendo i paesaggi riflessi come parte integrante del design.

Chiodelli Arte, Transforming Hand di Alexander Brizhevaty (Italia)
Questa installazione di Chiodelli Arte, in collaborazione con l’artista Alexander Brizhevaty, esplora il potere metamorfico dell’artigianato e della creazione. La mano, creatrice e trasformatrice, modella la materia e le dà vita, rivelando la forza alchemica del fare. La mano costruisce un viadotto composto da molteplici panche, simbolo di ponti tra culture, persone e idee, espressione del potere trasformativo di un singolo gesto creativo.

DaniloRamazzotti X NovaBell Ceramiche, Rare Heart di Glauco Ramazzotti (Italia)
Nel cuore prezioso del Monte Rosa forze inimmaginabili creano innumerevoli meraviglie che si svelano nelle sue miniere d’oro: tre dolmen esperienziali evocano quel mondo e raccontano le componenti primarie della materia – l’aria, l’acqua, il fuoco – mentre la terra è l’elemento unificante. All’interno dei dolmen vive l’essenza olistica di materiali e suggestioni generate dalle forze della natura. L’esterno è lo spazio in cui questa materia rielaborata diviene protagonista dell’habitat contemporaneo con le collezioni Guja di gres porcellanato e la trilogia di CottoZero Miniera, Terre d’Oro e Polvere di Stelle.

Fratelli Levaggi, Il tempo che tiene di Paolo Casicci (Italia)
C’è un tempo che non passa, ma si deposita e cresce. Fratelli Levaggi, nel concept curato da Paolo Casicci, mette in scena la storia di un atelier che attraversa i decenni e tiene viva una tradizione secolare: la sedia chiavarina, nata nell’Ottocento, punto di partenza per una collezione di arredi che porta i valori del passato nella casa di oggi. Qui l’artigianato incontra il design e il tempo lungo diventa forma, presenza, contemporaneità.

GRUPPO SPA s.r.l., Tutto il Bene di Cui Siamo Capaci di Theodorico Napolitano e Iconic Art System (Italia)
Theodorico Napolitano, insieme all’architetto Gabriele Napolitano, presenta la linea di rubinetteria Godana e il primo di otto multipli, Marble Does Not Melt (Milgem Marmi), a cura di Iconic Art System. Da 7 anni l’artista esplora la fragilità umana e la sua estetica, dando vita a ossimori poetici — come i rubinetti idroprogressivi FRAGYLE o il ghiacciolo di marmo che si scioglie — in un’intensa odissea multidisciplinare tra paesaggio, sostenibilità, industrial design e arte contemporanea.

Habit+Eleni+Gape, Three Design Languages di Studio Giovanetti (Italia – India)
Tre marchi emergenti del design internazionale, Gape, Habit ed Eleni, mettono in scena le loro proposte coordinate per lo spazio domestico, unendo ricerca sui materiali e design contemporaneo. Dalle pareti luminose ai tappeti decorati fino agli imbottiti sottovuoto, una collezione inedita che porta qualità e innovazione nel mondo dell’abitare.

Helix Bespoke Studio, The Ecology of the Hexagon di Katia Luna Benaï (Regno Unito)
The Ecology of the Hexagon è un’installazione scultorea di Katia Luna Benaï, concepita come esperienza sensoriale, con una componente olfattiva sviluppata in collaborazione con il centro creativo di MANE a Milano e il naso Cristiano Canali. Il progetto indaga le ecologie materiali, la materia aromatica e la geometria vivente, riflettendo sugli ordini ripetitivi come sistemi di struttura e circolazione attraverso cui processi naturali, rituale e ripetizione generano forme spaziali in continua trasformazione, dove la memoria collettiva si iscrive e si tramanda.

Kabiljo Inc., upCHECKready? di Dejana Kabiljo (Austria)
upCHECKready? riguarda la visibilità come strumento di potere. Il suo vocabolario deriva da spazi di lieve inquietudine, aeroporti, controlli di sicurezza, acciaio inossidabile, telecamere di sorveglianza, monitor. Prendiamo, per una volta, il controllo. Cambia angolazione. Disturba, destabilizza.
“Sembra l’ombra di una rosa bianca in uno specchio d’argento.” Salome, Oscar Wilde

KALD GmbH, SurfBench – The Art of Kinetic Seating di Kim André Lange (Germania)
La SurfBench trasforma il momento della seduta in un’esperienza interattiva. Interagendo con la panchina, gli utenti generano leggere onde che ricordano il movimento dell’acqua, stimolando curiosità e gioco tra le persone. Il meccanismo funziona senza motori o elettricità. Progettata sia per essere piacevole e comoda sia per creare coinvolgimento, la SurfBench si adatta a hall, aree d’attesa, spazi culturali e residenziali, rendendo ogni ambiente più vivace, armonioso e suggestivo.

LcD Textile Edition di Luc Druez, «Full Metal Banquet». Scenography guest: Eric Charles Donatien (Belgio)

Come tributo a Palazzo Litta e al suo grande salone, LcD e Luc Druez hanno invitato Eric Charles Donatien a progettare una scenografia speciale su misura, Full Metal Banquet: una celebrazione barocca realizzata a partire dai ritagli ed avanzi di produzione di reti metalliche. Da una nuvola astratta di fibre, i fili metallici si trasformano in raffinati ornamenti decorativi, allestimenti per la tavola, poltrone cerimoniali e un abito da cerimonia, presentati per la prima volta a Milano.

meet by JooHyun Lee, Balance Objects (Corea del Sud)

Balance Objects by JooHyun Lee esplora due dimensioni dell’equilibrio: la forza fisica degli oggetti che si sostengono contro la gravità e l’equilibrio emotivo che emerge dal loro uso e dalla loro interazione con lo spazio. Presentata nel Boudoir di Palazzo Litta durante la Milan Design Week 2026, l’installazione si confronta con il tema di quest’anno, Metamorphosis, rivelando come la forza strutturale plasmi sia la forma sia la funzione.

MV Line, Sunflower di Giulio Iacchetti (Italia)
SunDrive, disegnata da Giulio Iacchetti per MV Line, è una tenda da sole da esterni che si distingue per i bracci celati dal telo sovrapposto, che conferisce al prodotto un’immagine pulita e armoniosa. Realizzata in alluminio e installabile sia a parete che a soffitto, per il Fuorisalone la tenda prende forma nell’installazione artistica Sunflower, un concept espositivo che interpreta SunDrive come elemento scultoreo, che richiama l’apertura dei fiori verso la luce. A completare il progetto, il fotografo Massimo Gardone e Alessandra Muran curano la componente visiva dell’installazione, con scatti naturalistici in dialogo tra luce e materia.

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Extreme Environments, a cura di Claudio Larcher, Andrea Mancuso, Michele Aquila, Luca Poncellini, Sofia D’Andrea, con gli studenti NABA, in collaborazione con CIAL, Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio (Italia)
Il progetto, realizzato da NABA, Nuova Accademia di Belle Arti in collaborazione con CIAL, Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio, si configura come esperienza immersiva e di ricerca, per attivare nuove relazioni percettive tra spazio, materia e individuo, attraverso segni fisici e archetipici. Il concetto di ambiente, dai contrasti sempre più netti ed estremi, è inteso come paesaggio naturale, ma anche come ecosistema sociale e culturale, favorendo una riflessione su come progetto e materiali possano reagire e generare nuove visioni e possibilità.

Nychair X, Lightness of Comfort di Jakub Kozłowski (Giappone)
Cotone, acciaio e legno: materiali puri si uniscono per creare un design di sedia pieghevole semplice ed elegante. Filature di cotone tradizionali e stabilimenti all’avanguardia collaborano per dare vita a un capolavoro giapponese altamente funzionale e di grande bellezza: Nychair X. La scomposizione della sedia ne rivela la semplicità, dove ogni elemento è testimonianza di un’attenta cura del dettaglio e della maestria artigianale. Evidenzia inoltre la leggerezza, che la rende facilmente pieghevole, trasportabile e compagna affidabile nel tempo.

Odone Angelo, Veins of Blue di Claudio Larcher Design Studio (Italia)
Veins of Blue è una collezione di complementi di arredo di Odone Angelo, progettata da Claudio Larcher. La collezione indaga il rapporto tra materiali attraverso un processo di integrazione, in cui marmo e laminato stampato convivono all’interno di un sistema compositivo unitario. La collezione riflette la ricerca di Odone Angelo sul marmo come materiale del design contemporaneo, mettendo in discussione le percezioni tradizionali della pietra, presentandola come materia aperta alla sperimentazione e all’ibridazione.

Onofrio Acone, Onofrioacone – The Perfect Imperfection of Ceramic Art (Italia)
Un’installazione che celebra la manualità come gesto poetico e l’imperfezione come linguaggio visivo. Grandi vasi in ceramica modellati a mano con la tecnica del colombino, disposti a diverse altezze, compongono un paesaggio dinamico di diverse lavorazioni, decori materici mediterranei, smalti vibranti e cromie intense. La collezione si sviluppa come un dialogo armonico tra materia, colore e spazio.

Osmotica / Humans connected con i designer Elena Bonnet con Martina Toso, Valentina Bottani, Marcantonio Raimondi Malerba, Sara Ricciardi, Art direction Vincenzo Castellana, CEO & Founder Flaviana Lenzo (Italia)
OSMOTICA trasforma il design in un linguaggio relazionale, in cui il concetto di abitare gli spazi si basa sulla capacità di adattarsi e generare senso comune. Ogni oggetto è un ponte tra l’individuo, lo spazio, la comunità e la natura. Un giardino urbano, una parentesi naturale nella quale cinque sedute outdoor sono pensate come presenze che stimolano il contatto e dialogano “per natura”, generando connessioni autentiche. Cinque designer portano un pezzo unico di narrazione, cultura e innovazione, contribuendo a costruire un linguaggio relazionale universale.

POETIC CURIOSITY + MITSUBISHI CHEMICAL CORPORATION, Curious Matters (Giappone)
Questo progetto presenta 3 materiali all’avanguardia sviluppati da Mitsubishi Chemical Corporation—DURABIO™ (plastica bio-based), film a colore strutturale e polietilene riciclabile—mostrandone i potenziali emergenti. POETIC CURIOSITY esplora e incarna questi materiali attraverso installazioni che rivelano fenomeni evocativi, suscitando nuove curiosità e creando nuovi valori. Polietilene prodotto da Japan Polyethylene Corporation, parte di MCGC. Stampa 3D realizzata con l’aiuto di SHOEI BIJUTSU.

Poliuretano-è, Mutant Materials di Studio Giovanetti (Italia)
Poliuretano-è presenta il progetto Mutant Meterials interamente focalizzato sulla valorizzazione del poliuretano espanso flessibile. L’allestimento, ispirato al tema generale 2026 Metamorphosis, mette in scena una serie di elementi d’arredo che esplorano la capacità del materiale di trasformarsi, adattarsi e mutare forma. Diverse tipologie di espansi danno vita a superfici e volumi che offrono differenti livelli di comfort e risposta al corpo. Ne nasce un’esperienza sensoriale immersiva, in cui materiali, design e alte prestazioni dialogano per raccontare il potenziale espressivo e funzionale del poliuretano.

Politecnico di Milano School of Design, Design is Cooperation a cura di Michele De Lucchi, Francesca Balena Arista e Marco De Santi (Italia)
“Cooperazione è mettere insieme forze diverse per raggiungere un risultato inaspettato. Una metafora del nostro lavoro come progettisti.”
Design is Cooperation a cura di Michele De Lucchi, Francesca Balena Arista e Marco De Santi, coordinamento organizzativo Francesca Mannini e Ronak Elmimonfared, video Francesco Clerici – espone una selezione di “oggetti ambientali” progettati dagli studenti del Laboratorio di Landscape and Interior-Spatial Design.
Il corso è stato tenuto dai docenti Michele De Lucchi, Francesca Balena Arista, Marco De Santi e Francesco Clerici, con Francesca Mannini, Ronak Elmimonfared e Alessia Soressi, alla Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Poltronova, Poltronova. More than More con Archizoom Associati, Gianni Pettena, Franco Raggi e Ettore Sottsass jr. (Italia)
Una selezione di icone Poltronova abita la Sala Rossa come un sistema saturo e dinamico. Il divano giocoso e irriverente Rumble ne definisce il centro, mentre lo specchio Ultrafragola, la panca Canton e il divano Superonda amplificano lo spazio. Non una composizione per sottrazione, ma per accumulo e intensità.

Saibosi, Weave of Hongyao di Xie Molin e Zhang Liuwen (Cina)
Un tappeto è l’evoluzione di un filo. SAIBOSI porta a Milano l’eredità dei Red Yao attraverso quattro trasformazioni: risvegliare gli antichi broccati sui telai digitali, ridare vita al vermiglio come luce curativa moderna, trasformare le fibre attraverso l’alchimia del lavaggio ad acqua e intrecciarle con una tecnologia senza colla — dove la tradizione rivive nel design quotidiano.

Vetralia, The Bukolisch Project di Lucia Massari (Italia)
THE BUKOLISCH PROJECT. “Bukolisch” nasce dal fascino per i guardaroba dipinti tipici della regione tirolese. Questi mobili sono caratterizzati da decorazioni pittoriche bucoliche e sono considerati parte integrante dell’arte popolare. Oggi, il termine porta con sé un senso di nostalgia per la società preindustriale. Il concetto alla base di “Bukolisch” è l’utilizzo di tecniche incisorie artigianali abbinate ad un approccio innovativo di dipintura su vetro, per ricrearne lo spirito vernacolare originale in chiave contemporanea. Le decorazioni molate, applicate sopra il fondale colorato, sono variazioni di una forma ripetuta ispirata alle forme tradizionali degli specchi veneziani. A seconda della loro posizione, esse assumono significati diversi. Tutti questi significati richiamano oniricamente la medesima natura ornamentale dei pezzi originali.

Riunendo architetti, designer, creativi e aziende internazionali, selezionati da Caterina Mosca insieme al suo team, MoscaPartners Variations dà vita a un percorso articolato che conferma Palazzo Litta — tra i più significativi esempi di barocchetto lombardo — come uno degli spazi più emblematici della Milano Design Week.

MoscaPartners ringrazia i partner che hanno contribuito a MoscaPartners Variations.

In particolare i partner tecnici Eterno Ivica, Luceplan, ​M​ilesi Vernici per legno e SIM e i partner Avalon Italia, FRAB’S Magazines, Scent company, Tre Marie, Vitavigor per la realizzazione dell’installazione Metamorphosis in Motion. Si ringraziano inoltre Plust per gli arredi e Ca’ Dante, Maison Borrel-Lucas, Caffè Ottolina, Surgiva e Tassoni per i prodotti serviti in occasione dell’inaugurazione. Ogni partner ha offerto un supporto fondamentale, apportando soluzioni innovative e di elevata qualità, che hanno reso possibile la realizzazione di questa esperienza.

​​​La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia è un organo periferico del Ministero della Cultura. Coordina e promuove 13 musei e parchi archeologici statali nel territorio lombardo e assicura livelli di qualità uniformi nella fruizione e valorizzazione di musei, monumenti e aree archeologiche. In collaborazione con le Soprintendenze e gli enti territoriali e locali promuove l’ampliamento delle collezioni museali, l’organizzazione di mostre temporanee e le attività di catalogazione, studio, restauro, oltre che la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Gli uffici della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia hanno sede presso il secondo piano di Palazzo Litta, in corso Magenta 24 a Milano.