Dal 18 settembre al 1° novembre 2026, il MUDEC – Museo delle Culture presenta Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take di Charmaine Poh, artista singaporiana-cinese nominata Deutsche Bank “Artist of the Year” 2025. La mostra, a cura di Britta Färber, Global Head of Art & Culture di Deutsche Bank, arriva a Milano dopo la presentazione a Berlino e rappresenta la prima personale dell’artista in Italia.
L’esposizione è realizzata con Deutsche Bank e in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE. Per il quinto anno consecutivo, il riconoscimento internazionale dedicato all’arte contemporanea torna al MUDEC, nell’ambito della collaborazione con Deutsche Bank, 24 ORE Cultura e il Comune di Milano, avviata nel 2022. Un percorso che ha portato in città ricerche e linguaggi dell’arte contemporanea internazionale, con l’obiettivo di avvicinare pubblici sempre più ampi ai temi e alle pratiche artistiche del presente.
“Per il quinto anno il MUDEC accoglie il premio Deutsche Bank ‘Artist of the Year’, grazie alla collaborazione con Deutsche Bank e 24 ORE Cultura – dichiara l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi -. È una partnership che ha portato a Milano alcune delle ricerche più interessanti dell’arte contemporanea internazionale, rafforzando la vocazione del museo come luogo di confronto tra culture e linguaggi. Il lavoro di Charmaine Poh ci invita a riflettere sul rapporto tra identità, corpo, tecnologia e migrazione, temi che attraversano con forza le opere in mostra. Ringrazio Deutsche Bank e 24 ORE Cultura per aver rinnovato questo percorso insieme al MUDEC e al Comune di Milano”.
Nata a Singapore nel 1990, Charmaine Poh è la più giovane artista ad aver ricevuto il premio “Artist of the Year”. La sua ricerca attraversa video, installazioni, fotografia, testo e performance, intrecciando esperienze personali, tecnologie digitali, memoria, ecologia e storia. Al centro del suo lavoro sono le questioni dell’identità, delle strutture di potere, della queerness e delle forme contemporanee di rappresentazione.
Il titolo della mostra, Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take, nasce da una frase emersa in uno scambio epistolare tra l’artista e un amico. La sua forma grammaticalmente imperfetta diventa una riflessione sullo spazio dell’intraducibile, sulle identità ibride e su ciò che si colloca tra lingue, culture ed esperienze. Il percorso espositivo si sviluppa così come un ambiente immersivo e stratificato, nel quale dimensione intima e tensione collettiva, memoria personale e costruzione sociale dell’identità dialogano con tecnologia e corporeità.
Tra i nuclei centrali dell’esposizione figura The Moon is Wet (2025), grande installazione video a tre canali realizzata appositamente per il progetto. L’opera intreccia le storie della dea del mare Mazu, delle Majie, lavoratrici domestiche migranti non sposate provenienti dalla Cina meridionale, e di una contemporanea lavoratrice domestica indonesiana. Ne emerge un racconto che attraversa la storia migratoria di Singapore, le dinamiche del lavoro e le forme di solidarietà femminile e collettiva.
La mostra è accompagnata da un public program con workshop, talk, visite guidate e attività partecipative, pensato per ampliare l’esperienza espositiva e coinvolgere pubblici differenti.
01_Charmaine Poh, The Moon is Wet © Charmaine Poh.jpg