La Triennale di Milano
Giovedì 19 novembre 2009
ore 17.30 – 18.30 e dalle 19.30 in poi
In occasione dell’inaugurazione della mostra La Città Fragile, la Triennale di Milano ha il piacere di presentare tre gruppi musicali provenienti da realtà fortemente legate alle tematiche sociali indagate dalla mostra.
Ospite d’eccezione Davide Van Der Sfroos
Laboratorio Musicale Programma 2000, sponsorizzato da Cambiare la Rotta Onlus:
Marco voce
Lorenzo, Francesco chitarra
Valentino batteria
Mariateresa vocalist
Fabrizio percussioni
Paolo basso
Dépòt, gruppo misto di operatori e pazienti della provincia di Sondrio:
Claudio voce e chitarra
Corrado batteria
Roberta, Caterina, Matilde vocalist
Giampaolo voce
Roberto chitarra
Andrea basso
Elena, Rosi manager
Alfredo percussioni
Banda del Villaggio, gruppo Rom nato dall’esperienza di accoglienza successiva allo sgombero del campo rom di via Capo rizzuto del 2005:
Sever fisarmonica
Alina voce
Ersic tastiera
Nicu batteria
Alin chitarra acustica
IL CONVEGNO
Alle ore 17:30 presso il Salone d'Onore della Triennale di Milano si terrà il convegno Milano si-cura dei deboli.
Ogni vita è esposta a una condizione di fragilità. Ne è un segno forte la domanda di salute, anche mentale, che grida nella nostra città. Casa della carità accoglie questa sofferenza, la incontra sulle strade, la ospita. E intanto ripensa, studia, invoca nuovi scenari, guarda al mondo intero, alle grandi metropoli, coordinandosi con l’OMS.
Clicca qui per visionare il programma completo del convegno.
LA MOSTRA
La città fragile
“Non è rinchiudendo il vicino che ci si convince del proprio buonsenso”
F. Dostoevskij
20 novembre 2009 – 10 gennaio 2010
A cura di Aldo Bonomi
Progetto dell’allestimento e grafico, AquiliAlberg
Ingresso libero
La Triennale di Milano presenta la mostra La città fragile a cura di Aldo Bonomi. Dopo La città infinita (2003), La rappresentazione della pena (2006), La vita nuda (2008) la mostra può essere considerata la quarta tappa di una riflessione sugli effetti della modernità sulle forme di convivenza, della sua tendenza all’erosione delle forme di relazione tradizionali e del bisogno di comunità.
Nel corso degli ultimi anni la Triennale ha aperto i propri spazi alla rappresentazione del moderno nella sua dimensione sociale, in particolare alle conseguenze del processo di globalizzazione sulla vita quotidiana delle persone che vivono e lavorano in Lombardia, il territorio italiano più aperto ai flussi globali.
Focus della mostra saranno fragilità e paure che investono le persone travolte da una modernizzazione che rompe i riferimenti comunitari e famigliari che assicuravano la trasmissione dei valori tra le generazioni. Lo spazio metropolitano è diviso quindi in zone che faticano a comunicare e a elaborare visioni del futuro condivise. Ecco allora emergere la città fragile.
La mostra attraverso documenti fotografici, video, illustrazioni, mappe, dati statistici emblematici, vuole rappresentare alcune fragilità della città contemporanea mettendo in scena il rapporto tra comunità del rancore, quella del rinserramento e della ricerca del capro espiatorio, comunità di cura, quella che cerca di farsi carico delle fragilità sociali, comunità operosa, quella che agisce in modo privilegiato nell’ambito produttivo e delle professioni.
Il percorso della mostra si snoda quindi su tre percorsi paralleli collegati da linee d’ombra che sottolineano l’intreccio concettuale tra fragilità, rancore e cura, mentre l’operosità sarà rappresentata dal visitatore. Sono gli operosi a mettere in mostra disagio e solitudine con il loro operato e nell’operoso si identifica anche il visitatore stesso.
La spina dorsale della mostra sarà costituita da 5 schegge del rancore tematizzate su: società securitaria, biscotto nero-il caso Abba, femminicidio, malaombra-i suicidi nel mondo, la secessione dei benestanti.
Intorno alle schegge si snodano i due percorsi orientati, da un lato, a rappresentare le fragilità metropolitane contemporanee: quelle che toccano l’universo giovanile, degli anziani, degli stranieri, delle donne, dei “matti”, etc.; mentre sull’altro lato verranno rappresentate esperienze emblematiche di pratiche di cura distinte in: professioni della cura, scuola, cura femminile, esercito dei buoni, impresa sociale e impegno istituzionale
Alla fine del percorso, la comunità della cura e la comunità degli operosi si fondono, accorpando anche la comunità del rancore nello spazio dell'illuminazione, un agorà nella quale verranno organizzati momenti di riflessione sui temi trattati nella mostra.
La Triennale di Milano
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