
{"id":9980,"date":"2010-11-25T01:49:59","date_gmt":"2010-11-24T23:49:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=9980"},"modified":"2010-11-25T01:49:59","modified_gmt":"2010-11-24T23:49:59","slug":"risonanze-giovani-artisti-a-confronto-con-il-mistero-ettore-frani-alessandra-caccia-susanna-pozzoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/9980\/arte\/risonanze-giovani-artisti-a-confronto-con-il-mistero-ettore-frani-alessandra-caccia-susanna-pozzoli.html","title":{"rendered":"RISONANZE. GIOVANI ARTISTI A CONFRONTO CON IL MISTERO. Ettore Frani Alessandra Caccia Susanna Pozzoli"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14px\"><b><font color=\"#cc0000\">Galleria San Fedele<br \/>\n\t<\/font><\/b><\/span><font size=\"4\"><b><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 13px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/b><\/font><b><font size=\"5\"><font face=\"Lucida Grande, Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 16px\">RISONANZE. GIOVANI ARTISTI A CONFRONTO CON IL MISTERO<br \/>\n\tEttore Frani Alessandra Caccia Susanna Pozzoli<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><font color=\"#cc0000\"><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><font color=\"#800000\"><span style=\"font-size: 13px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font color=\"#00003f\"><span style=\"font-size: 14px\"><u>INAUGURAZIONE: 25 novembre, ore 18.00<br \/>\n\t<\/u><\/span><\/font><\/font><\/font><font face=\"Arial\"><font color=\"#00003f\"><span style=\"font-size: 12px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><i>mostra a cura di <\/i><\/span><\/font><\/font><\/font><\/b><font face=\"Arial\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\">Andrea Dall&rsquo;Asta S.I., Chiara Canali, Matteo Galbiati, Kevin Mc Manus<br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 13px\"><br \/>\n\t<\/span><font color=\"#00003f\"><span style=\"font-size: 14px\">con il contributo di <\/span><\/font><span style=\"font-size: 14px\"><font color=\"#cc0000\"><b>Fondazione Cariplo<\/p>\n<p>\t<\/b><\/font>Ettore Frani, giovane artista di origine molisana, vincitore del Premio San Fedele 2009\/2010, &egrave; un artista che dipinge con pochi colori: il bianco, il nero e il grigio. Nessuna concessione allo spettacolare, al fantastico o al sensazionale. Le sue immagini appaiono come frammenti di un dialogo interiore in cui, a partire da frasi bibliche o da episodi della vita di Cristo, medita, riflette, sogna&#8230; In che modo si rivela il divino?<br \/>\n\tAttraverso frammenti ed enigmi. Frani intende non tanto mostrare qualcosa di evidente, quanto piuttosto si propone di attraversare la superficie del mondo che ci circonda per coglierne il suo significato intimo, interiore. Come quando Frani indaga il tema del paesaggio. Non desidera rappresentare qualcosa, descrivere luoghi reali. Si propone di trasformarli in intime riflessioni che lasciano emergere immagini di luce, frammenti di un dialogo col mondo che assumono le apparenze di un sogno. In alcune opere dipinte per la mostra del San Fedele, Frani si ispira alla passione di Cristo. Tramite il frammento, prosegue il suo lavoro sulla macchia e la traccia. Anche in questo caso, non c&rsquo;&egrave; alcuna narrazione. Frani suggerisce, evoca e interpella. Come in <i>Deposizione<\/i>, esposto in mostra. Un semplice lenzuolo. Tuttavia, non lo si vede nella sua interezza, come nelle rappresentazioni antiche. Scorgiamo solo un frammento. Tre fili scendono dall&rsquo;alto e creano una leggerissima ombra sulla tela. Cosa suggerisce? Senza mai apparire in maniera evidente, gli oggetti del nostro mondo, i simboli del nostro passato si fanno sguardo ed emergono, come traccia, fragili ed esili ombre. La realt&agrave; si offre nei modi simbolici del sogno.<br \/>\n\tOppure come nel polittico in mostra composto da cinque opere, suggerite dalle parole di San Paolo nella prima lettera ai Corinzi, 13, 12 &ldquo;Poich&eacute; ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscer&ograve; appieno, come anche sono stato appieno conosciuto&rdquo;. Vediamo superfici riflettenti, in modo che la visione risulti filtrata. Cosa lascia intravedere? Per Frani, si tratta di velare per rivelare, svelare. Si vuole mostrare non qualcosa ma attraverso qualcosa&hellip; il divino.<\/p>\n<p>\tPer la mostra alla Galleria San Fedele, Susanna Pozzoli, che ha ricevuto la menzione speciale dai giovani curatori, presenta una selezione di immagini di quattro luoghi: una biblioteca, un ospedale, un aeroporto, un teatro. Di quali luoghi, tuttavia, stiamo parlando?<br \/>\n\tSi tratta di alcuni spazi della citt&agrave; di Milano e dintorni che la giovane artista interpreta come nonluoghi, nell&rsquo;accezione di Marc Aug&eacute;. L&rsquo;opera vuole ricreare l&rsquo;itinerario immaginario di un passante\/ fruitore. Non luoghi, colti in tutta la loro capacit&agrave; di sprigionare solitudine, assenza. &Egrave; quindi una riflessione\/risonanza su architetture standardizzate, luoghi funzionali, di passaggio, di fruizione. Luoghi della non-appartenenza. Vissuti nel silenzio, portano, tuttavia, i segni del passaggio di centinaia di persone, diventando metafora di una vita transeunte, provvisoria. Si tratta dunque di un&rsquo;esperienza del nostro mondo, che rimanda, contemporaneamente, alla dimensione dell&rsquo;eterno, al senso ultimo della vita. Le architetture di teatri, ospedali, aeroporti, negozi, cimiteri e biblioteche, avvolte nel silenzio e nella mancanza di vita, diventano paradossalmente cattedrali laiche, luoghi<br \/>\n\tche inducono alla riflessione, alla meditazione, a un profondo rispetto. Come quando vediamo le fotografie di una chiesa, vuota e silenziosa, e restiamo immobili di fronte all&rsquo;imponenza<br \/>\n\tdell&rsquo;architettura. Sedie vuote e volte illuminate da fredde luci al neon ci parlano quindi di vita. Le fotografie saranno presentate come un&rsquo;installazione. In questo modo, il visitatore potr&agrave;<br \/>\n\trelazionarsi alle fotografie che rievocano questi quattro non-luoghi. Le fotografie, montate in quattro strutture circolari, saranno sospese all&rsquo;altezza dello sguardo dell&rsquo;osservatore. Il visitatore potr&agrave; girare intorno ad ognuno di questi cerchi, esplorando cos&igrave; il singolo non luogo.<\/p>\n<p>\tNel video di Alessandra Caccia, vincitrice del Premio Rigamonti, un processo di riappropriazione della propria umanit&agrave;, dopo le tragiche distruzioni avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale, &egrave; messo in atto, grazie alla testimonianza di Ayako Kokuza, una sopravissuta della bomba atomica di Hiroshima. Dalle sue parole emerge l&rsquo;atrocit&agrave; del dolore di un popolo, che diventa simbolo della sofferenza di tutta l&rsquo;umanit&agrave; di fronte alla cecit&agrave; della violenza. Ayako &egrave; una hibakusha. In questo modo sono chiamati i sopravissuti alla bomba atomica di Hiroshima e di Nagasaki. Gli hibakusha sono coloro che per primi hanno sperimentato l&rsquo;orrore di una bomba atomica. Si tratta di vittime, dunque. Molti sopravvissuti non hanno parlato della loro esperienza, per paura di essere marginalizzati, discriminati e tenuti a distanza. Ayako, al contrario, decide di parlare dopo vent&rsquo;anni di silenzio. Vuole descrivere il non senso delle armi nucleari e del modo col quale hanno ferito per sempre la sua pelle, il suo corpo, la sua anima.<br \/>\n\tRisorgendo da quell&rsquo;inferno, incarna in se stessa tutto il tormento fisico, morale ed emotivo di quel sacrificio. Non si arresta di fronte al proprio dolore, ma piena di speranza vuole portare salvezza e luce, anche nell&rsquo;oscurit&agrave; pi&ugrave; profonda. Le parole riemergono dall&rsquo;angoscia, quasi come una preghiera silenziosa, ricordandoci la preziosit&agrave; e la sacralit&agrave; della vita, che per nessun motivo pu&ograve; essere ferita, nemmeno in tempo di guerra. Le risonanze personali assumono qui il valore di una testimonianza che non pu&ograve; accettare passivamente il silenzio, ma deve lottare nella storia per portare una parola di pace.<\/p>\n<p>\t<i>Andrea Dall&rsquo;Asta S.I., Direttore Galleria San Fedele<br \/>\n\t<\/i><\/span><\/font><font color=\"#cc0000\"><span style=\"font-size: 11px\"><b><br \/>\n\t<\/b><\/span><b><font size=\"2\"><span style=\"font-size: 10px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/b><\/font><font color=\"#00003c\"><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><font color=\"#00003f\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 13px\"><b><i>Catalogo in Galleria<\/p>\n<p>\t<\/i><\/b><\/span><\/font><b><i><span style=\"font-size: 12px\">testi in catalogo di<br \/>\n\t<\/span><\/i><\/b><\/font><span style=\"font-size: 12px\">Chiara Canali, Andrea Dall&rsquo;Asta S.I., Matteo Galbiati, Kevin McManus, Massimo Recalcati<\/p>\n<p>\t<font color=\"#00003f\"><b><i>organizzazione mostra e catalogo<br \/>\n\t<\/i><\/b>M.Chiara Cardini<\/p>\n<p>\t<\/font><font color=\"#00003e\"><b><i>allestimento<br \/>\n\t<\/i><\/b>Umberto Dirai<\/p>\n<p>\t<\/font><font color=\"#00003f\"><b><i>progetto grafico<br \/>\n\t<\/i><\/b>Donatello Occhibianco<\/p>\n<p>\t<b><i>organizzazione stampa<br \/>\n\t<\/i><\/b>Augusto Papini<\/p>\n<p>\t<\/font><font color=\"#cb0000\"><b>Fino al 17 dicembre 2010<br \/>\n\tDal 7 al 15 gennaio 2011<br \/>\n\torario: 16.00 &ndash; 19.00<br \/>\n\tdal marted&igrave; al sabato<\/p>\n<p>\n\t<\/b><\/font><\/span><\/font><b><font face=\"Futura, Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 11px\">Galleria San Fedele<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/b><font face=\"Futura, Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 11px\">Via U. Hoepli 3a<br \/>\n\t20121 Milano<br \/>\n\tTel 02 86352233 <br \/>\n\t<u><a href=\"mailto:sanfedelearte@sanfedele.net\"><font color=\"#0068cf\">sanfedelearte@sanfedele.net<\/font><\/a><br \/>\n\t<\/u><\/span><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galleria San Fedele RISONANZE. GIOVANI ARTISTI A CONFRONTO CON IL MISTERO Ettore Frani Alessandra Caccia Susanna Pozzoli INAUGURAZIONE: 25 novembre, ore 18.00 mostra a cura di Andrea Dall&rsquo;Asta S.I., Chiara Canali, Matteo Galbiati, Kevin Mc Manus con il contributo di Fondazione Cariplo Ettore Frani, giovane artista di origine molisana, vincitore del Premio San Fedele 2009\/2010, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/9980\/arte\/risonanze-giovani-artisti-a-confronto-con-il-mistero-ettore-frani-alessandra-caccia-susanna-pozzoli.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">RISONANZE. GIOVANI ARTISTI A CONFRONTO CON IL MISTERO. 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