
{"id":9978,"date":"2010-11-25T01:43:41","date_gmt":"2010-11-24T23:43:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=9978"},"modified":"2010-11-25T01:43:41","modified_gmt":"2010-11-24T23:43:41","slug":"mediterraneo-da-courbet-a-monet-a-matisse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/9978\/arte\/mediterraneo-da-courbet-a-monet-a-matisse.html","title":{"rendered":"MEDITERRANEO. Da Courbet a Monet a Matisse."},"content":{"rendered":"<p><font color=\"#0066ff\" face=\"Trebuchet MS\" size=\"4\">Genova, Palazzo Ducale<br \/>\n\t27 novembre 2010 &#8211; 1 maggio 2011<\/font><br \/>\n\t<font face=\"Trebuchet MS\">Palazzo Ducale a Genova propone, dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011, &quot;Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse&quot;: 80 sceltissimi dipinti, provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, per rivivere il fascino che il Mediterraneo, la sua luce e il suo colore ebbero, assieme al suo immediato entroterra provenzale, su almeno cinque generazioni di artisti, dalla met&agrave; del Settecento e sino ai primi quattro decenni del Novecento, passando ovviamente attraverso la grande stagione impressionista.<br \/>\n\tLa mostra, curata da Marco Goldin, &egrave; promossa dal Comune di Genova, dalla Fondazione Palazzo Ducale e da Linea d&#39;ombra, con il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta in qualit&agrave; di sponsor principale e il supporto fondamentale di Costa Crociere.<\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Trebuchet MS\" size=\"2\">&quot;Dipingere il mare, la sua vastit&agrave;, l&#39;idea che dell&#39;infinito e tuttavia anche della prossimit&agrave; vi s&#39;inscrive, &egrave; cosa &#8211; afferma Marco Goldin, curatore della grande mostra &#8211; che nel XIX secolo assume una rilevanza difficilmente dimenticabile. Se a nord sono le visioni fortemente spirituali di Friedrich o le tempeste baluginanti e magmatiche di Turner, a sud la costa del Mediterraneo, e naturalmente il suo immediato entroterra provenzale, sono il punto d&#39;incontro di pi&ugrave; generazioni di pittori francesi, sicuramente cinque, che dall&#39;ambito del classicismo prima e del realismo poi, si tendono fino alla dissoluzione del colore nella materia mirabile di Bonnard quasi al confine con la met&agrave; del XX secolo&quot;.<br \/>\n\tLa mostra di Palazzo Ducale vuole studiare questo itinerario magico dentro il colore, che a Van Gogh fece cos&igrave; scrivere: &laquo;Colore cangiante, non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perch&eacute; il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia.&raquo; Eppure la costa del Mediterraneo francese si impose con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio in quell&#39;inizio di XIX secolo, proprio nel momento in cui Pierre-Henri de Valenciennes pubblicava il suo celebre trattato sulla rappresentazione della natura. Perdurava l&#39;idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell&#39;antichit&agrave; e in primo luogo alla romanit&agrave;. Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all&#39;antico, dominava la pittura.<br \/>\n\tUn contributo fondamentale a un primo cambiamento, dopo i vasti quadri settecenteschi con la citt&agrave; e il porto di Tolone di Joseph Vernet prestati dal Louvre e poi quelli di Hubert Robert a Valchiusa da cui la mostra prende le mosse, venne da Gustave Courbet, che nel piccolo villaggio di pescatori di Palavas, a sud di Montpellier, dipinse alcuni dei suoi capolavori. In mostra ve ne sono un paio, a sancire il drastico cambiamento di rotta che pone l&#39;uomo, o il suo essere assente, davanti alla grandezza del mare. A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di &Eacute;mile Loubon, con i suoi quadri realizzati attorno a Marsiglia, Antibes e Nizza. Cos&igrave; come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli. La cosiddetta scuola di Marsiglia che si staglia a met&agrave; secolo con la volont&agrave; di descrivere il reale con tutta la sua forza di presentazione e dichiarazione.<br \/>\n\tA questo primo tempo della mostra ne succede un secondo, quello in cui alcuni grandi dell&#39;impressionismo danno conto, in molti quadri sublimi, delle loro visite, o lunghi soggiorni, in Provenza e lungo la costa del Mediterraneo. Da C&eacute;zanne a Monet, da Renoir a Boudin a Van Gogh. C&eacute;zanne che dalla fine degli anni sessanta coltiva quello spazio, sia esso il mare o il bosco, come la nascita di una continua, sempre nuova bellezza. Renoir che proprio vicino a C&eacute;zanne dipinge, nel 1882, scorci bellissimi di natura all&#39;Estaque. E in mostra a Palazzo Ducale vi sono due capolavori realizzati proprio da C&eacute;zanne e Renoir all&#39;inizio del 1882, quando il secondo lascia la Sicilia per raggiungere all&#39;Estaque C&eacute;zanne che dipinge. E giunto da poco l&igrave; realizza, fianco a fianco all&#39;amico pittore, il cavalletto fissato un po&#39; pi&ugrave; in basso rispetto all&#39;altro, il quadro pi&ugrave; c&eacute;zanniano della sua storia e certamente uno dei pi&ugrave; bei paesaggi tra i suoi. Inquadrando la piccola valle, le rocce e il cielo mentre C&eacute;zanne, un poco pi&ugrave; su, scavalca con lo sguardo le rocce stesse, inquadrando l&#39;azzurra e non scalfibile distesa del mare. <br \/>\n\tE ancora i due soggiorni di Monet, presente con una decina di opere, nel 1884 a Bordighera e nel 1888 ad Antibes, quando il mare &egrave; come un tappeto di pietre preziose. O Boudin, che solo pochi anni dopo rincorre la scia di Monet davanti al Forte di Antibes, aprendosi a una visione che torna quasi vicina a quella della realt&agrave; di Courbet. E poi i due anni provenzali di Van Gogh, tra i primi salici nell&#39;impatto del sole e i campi di grano. Ognuno di questi pittori approfondisce il suo mondo, nell&#39;inesausto cammino tra il colore e la costruzione con il colore.<br \/>\n\tAnni cui seguono quelli del post impressionismo, che hanno soprattutto in Signac tra Saint-Tropez e Antibes la loro punta di diamante. Ma anche Van Rijsselberghe, Cross, Valtat, Guillaumin, Manguin, Camoin solo per dire di alcuni. E dentro una luce precipuamente francese stanno quei quadri che Edvard Munch dipinse a Nizza, nel corso di un periodo di convalescenza, tra 1891 e 1892, quadri quasi tutti in mano privata. Da farci comprendere come l&#39;impatto con la luce del Mediterraneo non sia invano per nessuno, solo se consideriamo che Munch, quando scende a Nizza, &egrave; gi&agrave; diventato il Munch che tutti abbiamo in mente. E pur tuttavia la pressione della luce e del colore sulla sua pittura non lo lasciano mai indifferente.<br \/>\n\tLa sezione dedicata alla pittura dei Fauves &egrave; certamente assai significativa, con quadri di autori quali Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, in quel loro indicare come il Mediterraneo, soltanto pochi decenni dopo, sia cosa ormai completamente diversa rispetto alle visioni di Courbet. Gi&agrave; pienamente dentro la modernit&agrave; di un secolo che si veniva appena aprendo. E semmai chiudendo dentro ampie zone di colore quella che era stata la dispersione del colore di Monet sul mare davanti ad Antibes nel 1888. <br \/>\n\tE poi nella regione provenzale, e sulle rive del Mediterraneo, la presenza, a XX secolo ampiamente iniziato, di Felix Vallotton, Cha&iuml;me Soutine e Pierre Bonnard, il pittore che pi&ugrave; di ogni altro ha saputo consegnare la strabiliante lezione di Monet al secolo nuovo. Nella partecipazione che il colore fa dello spazio e del tempo. Nel rendere quello spazio e quel tempo realt&agrave; solo della pittura. Dove non &egrave; pi&ugrave; la descrizione dei luoghi mediterranei e provenzali, ma piuttosto la dimensione della visione ininterrotta.<\/p>\n<p>\tInfo e prenotazioni: <a href=\"http:\/\/www.lineadombra.it\">www.lineadombra.it<\/a> <br \/>\n\t<strong><em><font color=\"#0066ff\" size=\"5\">Vernice per la Stampa<\/p>\n<p>\tgioved&igrave; 25 novembre<br \/>\n\tore 11.00<br \/>\n\t<\/font><\/em><\/strong><font color=\"#0066ff\" face=\"Trebuchet MS\" size=\"4\"><em>con possibilit&agrave; di visita sino alle ore 15.00<br \/>\n\t<\/em><\/font><font color=\"#0066ff\" face=\"Trebuchet MS\" size=\"4\"><em>Alle ore 12.00<br \/>\n\tvisita guidata dal Curatore<br \/>\n\tGenova, Palazzo Ducale<br \/>\n\t<\/em><\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova, Palazzo Ducale 27 novembre 2010 &#8211; 1 maggio 2011 Palazzo Ducale a Genova propone, dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011, &quot;Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse&quot;: 80 sceltissimi dipinti, provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, per rivivere il fascino che il Mediterraneo, la sua luce e il &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/9978\/arte\/mediterraneo-da-courbet-a-monet-a-matisse.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MEDITERRANEO. Da Courbet a Monet a Matisse.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2761,1162,605,2611],"class_list":["post-9978","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-ducale","tag-genova","tag-mostre-in-italia","tag-palazzo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9978"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9978\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9979,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9978\/revisions\/9979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}