
{"id":9716,"date":"2010-11-17T00:48:58","date_gmt":"2010-11-16T22:48:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=9716"},"modified":"2010-11-17T09:50:00","modified_gmt":"2010-11-17T07:50:00","slug":"francois-bonjour-il-quartiere-delle-montagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/9716\/arte\/francois-bonjour-il-quartiere-delle-montagne.html","title":{"rendered":"Fran\u00e7ois Bonjour, il quartiere delle montagne"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\" style=\"text-align: center\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-size: 12pt\">17 Novembre &#8211; 31 Dicembre 2010<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: center\">&nbsp;<\/p>\n<h2 align=\"center\" style=\"text-align: center\"><b><span style=\"font-family: 'times new roman', 'serif'; font-size: 9pt\">&nbsp;<\/span><\/b><\/h2>\n<h2 align=\"center\" style=\"text-align: center\"><b><span style=\"font-family: 'times new roman', 'serif'; font-size: 12pt\">Inaugurazione mercoled&igrave; 17 Novembre ore 18.30<\/span><\/b><\/h2>\n<h2 align=\"center\" style=\"text-align: center\"><b><span style=\"font-family: 'times new roman', 'serif'; font-size: 12pt\"><font color=\"#cc0000\">Galleria &#8211; Studio Ostrakon<\/font><\/span><\/b><\/h2>\n<h2 align=\"center\" style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'times new roman', 'serif'; font-size: 12pt\">Via Moscova 66, ang. Pinamonte, Milano (MI)<\/span><\/h2>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">Inquadrare l&rsquo;opera di Bonjour attraverso antecedenti storici, quali Surrealismo, Informale segnico,<span>&nbsp; <\/span>poesia visiva, non agevola la lettura critica. Fare ricorso all&rsquo;ermeneutica musicale sembra gi&agrave; pi&ugrave; indicato, si incontrano frequentemente ritmi e fraseggi, infatti. Ma pi&ugrave; incisivo e penetrante &egrave; forse il ricorso alla chiave letteraria<b>:<\/b> l&rsquo;opera pi&ugrave; recente di Bonjour si pu&ograve; leggere come trasposizione pittorica di una &ldquo;Veglia di Finnegan&rdquo;, coi suo erranti <i><span>&nbsp;<\/span>forethoughts&hellip;and all the lilipath ways.<\/i> Narrazione per concordanze, assonanze, doppi sensi, neologismi. O anche come trasposizione di<span>&nbsp;&nbsp; <\/span>&ldquo;Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trov&ograve;&rdquo;. Narrazione per allusioni, nonsense, trappole, riflessi. Joyce e Lewis Carroll piuttosto che T&agrave;pies, Twombly, Mathieu, rimandi comunque obbligati, questi ultimi, per quanto attiene allo specifico <i>modus<\/i> <i>pingendi<\/i>.<span>&nbsp; <\/span>Mondo incantato, dunque. Non proprio. Dai suoi depositi di segni, dai suoi accumuli\/covoni di significanti esausti traspare non solo inquietudine<span>&nbsp; <\/span>ma certezza che dietro lo specchio nulla si agita, nulla pi&ugrave; si trova. &ldquo;Nel quartiere delle montagne aleggia un silenzio da paura mentre la mano si allunga piano fra le macerie per pescare ninnoli di carta, stoffa e perline con la delicatezza di un bambino che ha paura di esplorare la credenza dei nonni. Ogni ritrovamento &egrave; una festa. E Bonjour lo mette in scatola, accumulando un souvenir sull&rsquo;altro per regalarci altre fiabe. Non grandi come una montagna questa volta. Ma fiabe tascabili, diorami di un mondo superstite, delle sue citt&agrave; sgretolate e dei suoi depositi rupestri, fragili e terrosi, enciclopedia inesauribile del nostro tempo e di ci&ograve; che rester&agrave;.&rdquo; (dalla presentazione in catalogo di Chiara Gatti)<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\"><b><span style=\"font-size: 10pt\">Biografia: <\/span><\/b><span style=\"font-size: 10pt\">Nato a Cham (Zugo) il 29 agosto 1948, ma originario di Lign&egrave;res (Neuchatel), dopo il liceo artistico frequentato a Torino, si diploma presso il Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (CSIA) di Lugano nella sezione arti decorative e poi in architettura di interni. Il suo interesse per la pittura matura negli anni del liceo torinese, quando si sente in contraddizione con il metodo di insegnamento fatto di poco disegno e di scarsa informazione sull&rsquo;arte moderna. A compensare tali lacune, inizia allora la frequentazione, soprattutto di sera, dello studio del maestro-pittore Arduino, affreschista e pittore romantico molto conosciuto nell&rsquo;ambito culturale torinese. Nel suo studio si esercita soprattutto nella figura e nel nudo, sviluppa la tecnica del carboncino (fusain), l&rsquo;uso delle luci e delle ombre. Nel 1969 si trasferisce a Lugano dove conosce e frequenta artisti e intellettuali della cultura ticinese: Nag Arnoldi, Alberto Salvioni, Sergio Emery, Carlo Cotti nonch&eacute; il critico Walter Sch&ouml;nenberger. Il suo primo riconoscimento pubblico avviene in occasione di una collettiva fatta a Vergiate, paese di Enrico Baj, dove la giuria &ndash; presieduta da Guttuso e da Baj &ndash; premia la sua opera. Da quel momento si dedica intensamente alla pittura, tiene le sue prime personali, e fino al 1978 espone anche fuori dai confini cantonali. Segue un lungo silenzio espositivo, interrotto solo nel 2002, durante il quale continua comunque la sua attivit&agrave; di pittore che, in solitudine, porta avanti attraverso i linguaggi dell&rsquo;arte e le tendenze del momento: dalle ascendenze surrealistiche degli ultimi anni Sessanta agli sperimentalismi polimaterici degli anni Settanta, con ibridazioni tra pittura e scultura, che si concludono con un ritorno alla figurazione del corpo. In seguito, lentamente, la figurazione tende a sgretolarsi. Le opere diventano pi&ugrave; gestuali e sono caratterizzate da una fitta partitura di segni che tramano la pagina pittorica creando ritmi e movenze nei quali immette un flusso temporale dentro la staticit&agrave; della superficie. Oltre alla componente segnica si aggiungono sempre maggiormente i messaggi scritti che avvolgono i segni in un intreccio vorticoso. Presente nel Catalogo degli artisti contemporanei svizzeri (1981), &egrave; membro attivo di Visarte. Vive e lavora a Dino.<\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 10pt\"><font face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><span><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">GALLERIA-STUDIO OSTRAKON<\/font><\/font><\/span><\/h3>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-style: normal\">Via Moscova<\/span><em> <\/em><span style=\"font-style: normal\">66, ang. Pinamonte, Milano (MI)<\/span><\/font><\/h4>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span lang=\"DE\"><font face=\"Times New Roman\" size=\"3\">tel. 3312565640<\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17 Novembre &#8211; 31 Dicembre 2010 &nbsp; &nbsp; Inaugurazione mercoled&igrave; 17 Novembre ore 18.30 Galleria &#8211; Studio Ostrakon Via Moscova 66, ang. Pinamonte, Milano (MI) &nbsp; &nbsp; Inquadrare l&rsquo;opera di Bonjour attraverso antecedenti storici, quali Surrealismo, Informale segnico,&nbsp; poesia visiva, non agevola la lettura critica. 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