
{"id":917,"date":"2009-09-05T08:32:29","date_gmt":"2009-09-05T06:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=917"},"modified":"2009-09-05T08:35:55","modified_gmt":"2009-09-05T06:35:55","slug":"carlo-iacomucciil-ricordo-nel-segno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/917\/arte\/carlo-iacomucciil-ricordo-nel-segno.html","title":{"rendered":"CARLO IACOMUCCI:IL RICORDO NEL SEGNO"},"content":{"rendered":"<p><font><font>Carlo Iacomucci, noto artista urbinate e maceratese di adozione, espone alla Galleria degli Antichi Forni di Macerata dal 3 al 20 settembre 2009, opere che si richiamano alla sua ormai quarantennale esperienza artistica, mettendo al centro di esse una serie di disegni che &egrave; frutto <\/font><\/font><font><font>della sua pi&ugrave; recente produzione. <\/p>\n<p>Come altri artisti originari di Urbino, Iacomucci ha avuto ed ha l&#39;opportunit&agrave;, col filtro di una storia memorabile che riguarda il luogo, di pensare a quella patria vivendo altrove, osservandola con un occhiale diverso e con la suggestione del ricordo intriso di nostalgia. La distanza non ne offusca la visione, anzi la ravviva, innalzandola a una dimensione poetica, quasi metafisica.<\/p>\n<p>La ricerca di Iacomucci si collega dunque da sempre a quella terra, ed anche la raccolta di disegni che &egrave; nucleo centrale di questa mostra maceratese, che idealmente fiancheggia la fondamentale esperienza dell&#39;incisione e della pittura, si affida a una memoria che da l&igrave; prende origine, e che emerge per schegge su stimolo di situazioni contingenti, tendenti a costituirsi in sequenza narrativa. I disegni rappresentano un insieme di momenti emersi quasi per automatismo, come fotogrammi in successione, che anche dall&#39;ordine in cui sono disposti trovano logica e rappresentativit&agrave; poetica. Dai volti e dalle figure senza identit&agrave; &#8211; in cui tuttavia l&#39;autore tenta di riconoscersi &#8211; scaturisce come una sacra conversazione; un&#39;ostensione che celebra un&#39;esperienza in cui relativo ed assoluto si intrecciano: l&#39;innalzamento di una tradizione sapienziale di riferimento, e il tentativo di una presa di possesso interiore. L&#39;albero, che &egrave; un simbolo di vita, vi risulta umanizzato: al tempo stesso radicato in terra, a significare la memoria, ma ugualmente rivolto al cielo che gli promette sentimento e spirito.<\/p>\n<p>L&#39;autore avrebbe voluto farne oggetto esclusivo della mostra (sessanta disegni, come i suoi anni), poi, tenuto conto delle dimensioni dello spazio che la ospita, ha pensato di&quot;incastonare&quot; la raccolta in un corollario di opere che pu&ograve; considerarsi rappresentativo di tutta la sua esperienza artistica, immergendo e quasi stemperando la ieraticit&agrave; del bianco e nero in una rappresentativa articolata che documenta le origini e le aperture della ricerca nella sua complessit&agrave; e ricchezza.<\/p>\n<p> <\/font><\/font><strong><em><font><font> <\/p>\n<p>Lucio Del Gobbo <font><font>(critico d&#39;arte)<\/font><\/font><\/p>\n<p> <\/font><\/font><font><font><\/font><\/font><\/em><\/strong> <\/p>\n<p><font>Da 3 al 20 settembre 2009 la galleria Antichi Forni, nel cuore del centro storico di Macerata, ospiter&agrave; la mostra &quot;Carlo Iacomucci: il ricordo nel segno&quot;, personale dell&#39;artista Carlo Iacomucci promossa dal Comune, Provincia e Regione Marche con la collaborazione dell&#39;Accademia Georgica di Treia, l&#39;Accademia dei Catenati di Macerata , della Fondazione &quot;Il Pellicano&quot; Trasanni di Urbino, Comune di Urbino e Comune di Treia. <\/font><\/p>\n<p><font>L&#39;esposizione, curata dal critico Lucio Del Gobbo, propone l&#39;ultima produzione dell&#39;artista, urbinate di nascita ma maceratese d&#39;adozione. Sessanta disegni originali in bianco e nero, realizzati con la penna china dal 2005 ad oggi. <\/font><\/p>\n<p><font>Sono opere che esprimono un forte potere di sintesi tra due aspetti apparentemente antitetici: la composizione di simboli ispirati dalla tradizione umanistica &#8211; quella urbinate in particolare dove l&#39;artista si &egrave; formato alla Scuola del Libro &#8211; e l&#39;inclinazione alla libert&agrave; di espressione e di reinterpretazione di tali simboli e memorie. Ne consegue un derivato emozionale personalissimo, una sorta di impressionismo catturato e rivissuto a livello psicologico oltre che visivo, come afferma il curatore della mostra nel testo critico in catalogo. <\/font><\/p>\n<p><font>Volti senza identit&agrave;, monumenti, architetture, alberi umanizzati, &quot;alberi della vita&quot;, come ama definirli l&#39;autore stesso. Immagini che assecondano la sensazione e ad essa succedanei a livello simbolico Vi affiorano ricorrenti, foglie e petali in movimento, aquiloni di pascoliana memoria oscillanti nel cielo quali immagini di vento e di vuoto, frammenti di storie tanto libere da offrirsi ad una lettura indiscriminata ed universale. In esse, il segno smarrito sembra ritrovare il suo filo e diventare racconto. <\/font><\/p>\n<p><font>&Egrave; il caso appunto &#8211; sottolinea Lucio Del Gobbo &#8211; di questa raccolta di disegni che idealmente fiancheggiano l&#39;incisione e la pittura di Carlo Iacomucci. Essi, pur affidandosi a una memoria che emerge per schegge su stimolo di situazioni contingenti, tendono a costituirsi in sequenza narrativa e ad indicare una morale dichiaratamente positiva, anche se priva di retorica. Una storia figurata che assume insieme la corrosivit&agrave; del fumetto e la dignit&agrave; dell&#39;opera che non rinuncia alla sua intrinsicit&agrave;, proprio in virt&ugrave; dell&#39;innata capacit&agrave; di Iacomucci ad esprimere con leggerezza quello che leggero non &egrave;. <\/font><\/p>\n<p><font>La mostra, corredata di un catalogo curato per il Comune da Anna Pisani, con testo critico di Lucio del Gobbo e testimonianze di Alessandra Sfrappini e Massimiliano Bianchini rispettivamente dirigente servizio cultura e assessore alla cultura di Macerata, inaugurata gioved&igrave; 3 settembre alle ore 17.30 alla presenza dell&#39;artista si potr&agrave; visitare tutti i giorni dalle 10,00 alle 12.30 e dalle 17,00 alle 20,00. <\/font><\/p>\n<p> <strong><em><font><font> <\/p>\n<p>Anna Pisani<\/p>\n<p> <\/font><\/font><font><font>(Ufficio Stampa Comune Macerata) <font><\/font><font> <\/p>\n<p>tel. 0733 256236<\/p>\n<p>fax. 0733 256365<\/p>\n<p>email: <a href=\"mailto:anna.pisani@comune.macerata.it\">anna.pisani@comune.macerata.it<\/a><\/p>\n<p><font><font><\/font><\/font><\/p>\n<p> <\/font><\/font><\/font><\/em><\/strong><font><font><\/font><\/font><font><font><font><\/font><\/font><\/font><font><font><font><\/font><\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Iacomucci, noto artista urbinate e maceratese di adozione, espone alla Galleria degli Antichi Forni di Macerata dal 3 al 20 settembre 2009, opere che si richiamano alla sua ormai quarantennale esperienza artistica, mettendo al centro di esse una serie di disegni che &egrave; frutto della sua pi&ugrave; recente produzione. 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