
{"id":77859,"date":"2026-10-15T18:00:00","date_gmt":"2026-10-15T16:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77859"},"modified":"2026-10-15T18:00:00","modified_gmt":"2026-10-15T16:00:00","slug":"gallerie-ditalia-milano-museo-di-intesa-sanpaolo-arnaldo-pomodoro-una-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77859\/arte\/gallerie-ditalia-milano-museo-di-intesa-sanpaolo-arnaldo-pomodoro-una-vita.html","title":{"rendered":"Gallerie d\u2019Italia  Milano Museo di Intesa Sanpaolo ARNALDO POMODORO. UNA VITA"},"content":{"rendered":"<p>ARNALDO POMODORO. UNA VITA<br \/>\nLe grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro<br \/>\nGallerie d\u2019Italia \u2013 Milano, Museo di Intesa Sanpaolo<br \/>\nFino al  18 ottobre 2026<\/p>\n<p>A cura di Luca Massimo Barbero e Federico Giani<br \/>\nIn collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/p>\n<p> A un anno dalla scomparsa di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna 1926 \u2013 Milano 2025), e nella ricorrenza del centenario della sua nascita, Gallerie d\u2019Italia \u2013 Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro rendono omaggio a uno dei pi\u00f9 importanti protagonisti dell\u2019arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento con la mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita. Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro che apre al pubblico alle Gallerie d\u2019Italia in Piazza Scala a Milano, museo di Intesa Sanpaolo, dal 29 maggio al 18 ottobre 2026.<\/p>\n<p>Curata da Luca Massimo Barbero, curatore Associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea della Banca, e Federico Giani, curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro, la mostra \u00e8 il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant\u2019anni, dal fermento degli esordi alla met\u00e0 degli anni Cinquanta fino alle pi\u00f9 recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di quarantacinque opere provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, il pubblico pu\u00f2 ripercorrere, decennio dopo decennio, le tappe pi\u00f9 significative dell\u2019avventura creativa e poetica di Pomodoro. Il percorso espositivo permette ai visitatori di ammirare i capisaldi della produzione del Maestro, cos\u00ec come di scoprire opere meno note e un nucleo di materiali d\u2019archivio, selezionati dai curatori per stimolare nuove chiavi di lettura e di visione. A restituire la forza visionaria della ricerca di Pomodoro contribuisce inoltre l\u2019allestimento, progettato da BRH+ \/ Barbara Brondi &#038; Marco Rain\u00f2: una rilettura dei pi\u00f9 efficaci display ideati dall\u2019artista nel corso della sua carriera.<\/p>\n<p>Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: \u201cCon questa mostra Intesa Sanpaolo rende omaggio, nel centenario della nascita, ad Arnaldo Pomodoro, tra i maggiori protagonisti dell\u2019arte italiana e internazionale del secondo Novecento. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, valorizza un gruppo di opere di eccezionale importanza, in parte provenienti dalle raccolte d\u2019arte della banca. L\u2019iniziativa si inserisce nel solco di un impegno costante nella tutela, nello studio e nella condivisione del patrimonio artistico di propriet\u00e0, che consideriamo un bene comune da rendere accessibile al pubblico attraverso le nostre sedi museali di Gallerie d\u2019Italia.\u201d<\/p>\n<p>La mostra si dirama attraverso gli ambienti delle Gallerie d\u2019Italia di Milano, partendo dal Salone Scala e dalle sale espositive attigue, passando per il Salone Manzoni e il Cantiere del Novecento, le sale di Palazzo Brentani, fino ad arrivare al Chiostro ottagonale e al Giardino di Alessandro, dove sono esposte permanentemente due opere monumentali di Pomodoro: il Disco in forma di rosa del deserto n. 1 (1993-1994) e la Sfera grande (1966-1967). Proprio attorno a queste due sculture \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata la collaborazione ormai pluriennale tra Gallerie d\u2019Italia \u2013 Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, impegnate in un progetto condiviso di conservazione e valorizzazione delle opere di Pomodoro parte del patrimonio artistico della Banca.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo prende avvio dal Salone Scala con una grande pedana \u2013 una sorta di palco \u2013 popolata di sculture in fiberglass bianco, un materiale che, grazie alla sua leggerezza quasi immateriale, ben si presta a dialogare con la saturazione decorativa dell\u2019ambiente. Questo gruppo di opere, scalate dagli anni Sessanta agli anni Duemila, costituisce un piccolo repertorio attorno ai temi del movimento e del disequilibrio, fondanti della ricerca di Pomodoro. Ne fanno parte il Cubo (1964-1967) e il Movimento di crollo (1970-1971) \u2013 un gruppo di colonne spaccate e recise che \u201cvogliono trasmettere il senso del nostro tempo, che \u00e8 strano e in crisi di trasformazione\u201d \u2013, il Giroscopio (1986-1987) e il Colpo d\u2019ala (1984) \u2013 un \u201cuccello viaggiatore, aperto, inventivo e imprevedibile\u201d nato come omaggio a Umberto Boccioni \u2013, e infine la Rotativa di Babilonia (1991), la Ruota (1995) e il Cuneo con frecce (2006) \u2013 espressione di \u201cun atto di irruzione nelle profondit\u00e0 della terra, di ci\u00f2 che genera la vita e la mantiene\u201d.<\/p>\n<p>Nelle sei sale affacciate sul Salone Scala, la mostra ripercorre i momenti salienti del percorso artistico di Pomodoro:<br \/>\ngli esordi nel pieno della stagione informale della Milano degli anni Cinquanta, con una selezione di bassorilievi dal 1955 al 1960 che bene illustrano la nascita e la definizione dello stile di Pomodoro, cos\u00ec come le continue e feconde sperimentazioni con i materiali: argento, cemento, piombo, stagno, rame, zinco, ferro, idronalis e bronzo;<br \/>\nla ricerca sulle forme della geometria euclidea all\u2019aprirsi degli anni Sessanta, e quindi il passaggio alla scultura a tuttotondo con La ruota (1961) e Il cubo (1961-1962), attraverso una delle prime Colonne del viaggiatore, fino ad arrivare alla Sfera n. 1 (1963), la prima delle \u201csfere\u201d realizzate da Pomodoro, grazie alle quali lo scultore si afferma sul panorama artistico internazionale;<br \/>\nle sperimentazioni minimaliste maturate a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, frutto degli anni di insegnamento nei campus delle universit\u00e0 della West Coast, rappresentate dalle forme opposte e complementari del Rotante massimo (1969-1970) di bronzo e della Forma X (1968-1969) di acciaio;<br \/>\nil ritorno, tra anni Settanta e Ottanta, ai temi della scrittura e della comunicazione: sia con la serie delle Immagini e delle Cronache, quasi lettere private dedicate ad amici artisti come Gastone Novelli e Ugo Mulas, sia con quella delle Aste cielari, un\u2019evoluzione delle Colonne del viaggiatore che diventa antenna futuribile;<br \/>\nl\u2019esplorazione di una superficie mossa, come quella del Papiro (1985-1986), che progressivamente si dilata fino a conquistare lo spazio circostante, come nel Papyrus per Darmstadt (1988-1989), versione in scala minore di uno dei numerosi interventi ambientali realizzati da Pomodoro tra anni Ottanta e Novanta;<br \/>\nla rielaborazione continua, ancora agli inizi del Duemila, sui propri esordi e sul tema fondamentale della scrittura, che porta Pomodoro a elaborare le Colonne A, B e C (2010), forme totemiche interamente ricoperte della stessa scrittura dilatata, come propagazione potenzialmente infinita e ipnotica, nella serie dei Continuum (2010).<br \/>\nL\u2019ultima sala affacciata al Salone Scala propone ai visitatori della mostra un\u2019immersione nell\u2019archivio dell\u2019artista, attraverso un nucleo di materiali originali \u2013 cataloghi, riviste, ritagli stampa, manifesti, lettere, schizzi, fotografie \u2013 selezionati per innescare continui rimandi e associazioni tra le opere esposte, e stimolare cos\u00ec una libera esplorazione della vita e del poliedrico percorso inventivo di Pomodoro.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con un\u2019incursione nel Cantiere del Novecento: il Salone Manzoni accoglie un nucleo di opere realizzate da Pomodoro negli anni Sessanta, in dialogo con l\u2019allestimento permanente delle Collezioni d\u2019arte moderna e contemporanea del Gruppo Intesa Sanpaolo. Legate ai temi della comunicazione e della tecnologia, nonch\u00e9 alla fascinazione di Pomodoro per gli Stati Uniti, La vera perla dei lucidi (1960), Radar n.1 (1961-1962) e Il grande ascolto (1967-1968) entrano in risonanza con le tematiche del Cantiere \u2013 Segno, spazio, superficie; Geometrie variabili; Impronte, tracce, memorie; Idee di spazio \u2013 e con le opere di artisti che Pomodoro ha sempre considerato alla stregua di maestri, come Lucio Fontana e Alberto Burri, dei suoi compagni di viaggio, da Gastone Novelli a Achille Perilli, Piero Dorazio e Pietro Consagra, fino a quelle degli amici della generazione successiva, da Nicola Carrino ad Alighiero Boetti, Giuseppe Spagnulo e Mauro Staccioli.<\/p>\n<p>Simbolo per eccellenza del viaggio nella poetica di Pomodoro, tre Colonne (2010) dislocate nelle sale di Palazzo Brentani conducono i visitatori alle due opere monumentali dalle collezioni di propriet\u00e0, permanentemente esposte negli spazi delle Gallerie d\u2019Italia di Milano e recentemente restaurate, che concludono l\u2019esposizione dedicata a Arnaldo Pomodoro in occasione del centenario della sua nascita: il Disco in forma di rosa del deserto n. 1 (1993-1994) di bronzo nel Chiostro ottagonale, metafora del faticoso ma inarrestabile principio di germinazione del mondo minerale, e nel Giardino di Alessandro, confinante con Casa Manzoni, la Sfera grande (1966-1967), versione in fiberglass della prima e pi\u00f9 importante Sfera di grandi dimensioni realizzata dall\u2019artista, un vero e proprio caposaldo della produzione di Pomodoro, parte della Collezione Luigi e Peppino Agrati, donata al Gruppo grazie al lascito del Cavaliere Luigi Agrati.<\/p>\n<p>A completamento del percorso della mostra, nelle ultime due sale di Palazzo Brentani i visitatori avranno l\u2019occasione di vedere il docu-film Arnaldo Pomodoro &#8211; La natura della forma (2026 \u2013 scritto e diretto da Alessandro Pezza; prodotto da Studiozabalik; in collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro e Archivio Carlo Orsi) e incontreranno una teca contenente una selezione di documenti provenienti dal fondo \u201cCarte dell\u2019Arte\u201d dell\u2019Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, dove sono conservati diversi materiali relativi alle opere di Arnaldo Pomodoro oggi parte del patrimonio artistico del Gruppo, nonch\u00e9 ai rapporti intrattenuti dall\u2019artista con istituti bancari come la Banca Commerciale Italiana o con collezionisti come Luigi e Peppino Agrati.<\/p>\n<p>In occasione della mostra, inoltre, sono allestite nel caveau \u2013 aperto ogni terzo sabato del mese, su prenotazione \u2013 altre tre opere appartenenti al patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo: Foglio n. 2\/C (1966), Rotante massimo, II (1967) e Sfera (1990).<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 affiancata da un ampio programma di percorsi di visita e laboratori rivolti alle scuole e a tutte le categorie di visitatori, a cura del Dipartimento educativo della Fondazione Arnaldo Pomodoro insieme ai Servizi educativi di Civita Mostre e Musei.<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra, con un ricco apparato di immagini e testi di approfondimento dei curatori, \u00e8 realizzato da Societ\u00e0 Editrice Allemandi.<\/p>\n<p>La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, \u00e8 parte del progetto museale Gallerie d\u2019Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d\u2019Italia.<br \/>\nINFO:<br \/>\nORARI:<br \/>\nmarted\u00ec, mercoled\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica: aperto dalle 9.30 alle 19.00; luned\u00ec: chiuso;<br \/>\nultimo ingresso un\u2019ora prima della chiusura.<br \/>\nTARIFFE:<br \/>\nBiglietto intero: 12\u20ac. Ridotto 10\u20ac: over 65, gruppi superiori a 15 persone. Ridotto speciale 6\u20ac: clienti Gruppo<br \/>\nIntesa Sanpaolo. Gratuito: prima domenica del mese, under 26, scolaresche, dipendenti Gruppo Intesa Sanpaolo<br \/>\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:<br \/>\nhttp:\/\/www.gallerieditalia.com<br \/>\nmilano@gallerieditalia.com<br \/>\nNumero Verde 800.167619<\/p>\n<p>Biografia di Arnaldo Pomodoro<\/p>\n<p>Arnaldo Pomodoro \u00e8 nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l\u2019infanzia e la formazione presso Pesaro. Dal 1954 ha vissuto e lavorato a Milano. Le sue opere degli anni Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima \u201cscrittura\u201d inedita nella scultura, che viene interpretata variamente dai maggiori critici. Nei primi anni Sessanta affronta la tridimensionalit\u00e0 e sviluppa la ricerca sulle forme della geometria solida: sfere, dischi, piramidi, coni, colonne, cubi \u2013in lucido bronzo\u2013 sono squarciati, corrosi, scavati nel loro intimo, con l\u2019intento di romperne la perfezione e scoprire il mistero che vi \u00e8 racchiuso. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessit\u00e0 dell\u2019interno sar\u00e0 d\u2019ora in poi una costante nella produzione di Pomodoro.<\/p>\n<p>Nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l\u2019Expo di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina: \u00e8 il passaggio alla grande dimensione. Questa \u00e8 la prima delle numerose opere dell\u2019artista che hanno trovato collocazione in spazi pubblici di grande suggestione e importanza simbolica: nelle piazze di molte citt\u00e0 (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), di fronte al Trinity College dell\u2019Universit\u00e0 di Dublino, al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, davanti alle Nazioni Unite a New York, nella sede parigina dell\u2019Unesco, nei parchi sculturali della Pepsi Cola a Purchase e dello Storm King Art Center a Mountainville, poco distanti da New York City.<\/p>\n<p>Ha realizzato numerose opere ambientali: dal Progetto per il Cimitero di Urbino del 1973 scavato dentro la collina urbinate, poi non realizzato a causa di contrasti e problemi locali, a Moto terreno solare, il lungo murale in cemento per il Simposio di Minoa a Marsala, dalla Sala d\u2019Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, all\u2019environment Ingresso nel labirinto, dedicato all\u2019Epopea di Gilgamesh, fino al Carapace, la cantina di Bevagna realizzata per la famiglia Lunelli.<\/p>\n<p>Memorabili mostre antologiche lo hanno consacrato artista tra i pi\u00f9 significativi del panorama contemporaneo. Numerose esposizioni itineranti si sono susseguite in Europa, Stati Uniti, Australia e Giappone. Pomodoro si \u00e8 dedicato alla scenografia sin dall\u2019inizio della sua attivit\u00e0 e ha realizzato \u201cmacchine spettacolari\u201d per numerosi lavori teatrali, dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica. Ha insegnato nei dipartimenti d\u2019arte delle universit\u00e0 americane: Stanford University, University of California a Berkeley, Mills College.<\/p>\n<p>Ha ricevuto molti premi e importanti riconoscimenti: i Premi di Scultura alle Biennali di S\u00e3o Paulo (1963) e Venezia (1964); il Praemium Imperiale per la Scultura 1990 della Japan Art Association e il Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award dell\u2019International Sculpture Center di San Francisco (2008). Nel 1992 il Trinity College dell\u2019Universit\u00e0 di Dublino gli ha conferito la Laurea honoris causa in Lettere e nel 2001 l\u2019Universit\u00e0 di Ancona quella in Ingegneria edile-Architettura.<\/p>\n<p>Il 22 giugno 2025 a poche ore dal compimento del suo novantanovesimo compleanno, Arnaldo Pomodoro si spegne serenamente nella sua casa di Milano, lasciando un\u2019eredit\u00e0 immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l\u2019intensit\u00e0 del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARNALDO POMODORO. 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