
{"id":77811,"date":"2026-09-30T18:17:41","date_gmt":"2026-09-30T16:17:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77811"},"modified":"2026-09-30T18:17:41","modified_gmt":"2026-09-30T16:17:41","slug":"milano-il-programma-espositivo-26-27-oltre-40-mostre-nei-musei-e-nelle-sedi-civiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77811\/arte\/milano-il-programma-espositivo-26-27-oltre-40-mostre-nei-musei-e-nelle-sedi-civiche.html","title":{"rendered":"MILANO  IL PROGRAMMA ESPOSITIVO 26\/27, OLTRE 40 MOSTRE NEI MUSEI E NELLE SEDI CIVICHE"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u2019autunno 2026 alla fine del 2027, con alcuni progetti che si estenderanno nei primi mesi del 2028, prende forma il nuovo calendario espositivo delle sedi museali e culturali del Comune di Milano: 40 progetti gi\u00e0 programmati, ai quali se ne aggiungeranno altri nel corso dei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Un programma ampio e articolato che restituisce la variet\u00e0 del sistema culturale civico milanese e delle sue diverse vocazioni: dalle grandi mostre di respiro internazionale ai progetti nati dalla ricerca sulle collezioni e sugli archivi, dalle riletture dei maestri del passato alle pi\u00f9 attuali espressioni della ricerca contemporanea. Una programmazione che affianca alla valorizzazione del patrimonio conservato dalle istituzioni civiche la produzione di nuovi progetti culturali, realizzati direttamente dai musei o costruiti attraverso collaborazioni con musei, fondazioni e istituzioni italiane e internazionali e con il contributo di partner privati.<\/p>\n<p>\u201cIn questi anni abbiamo lavorato molto affinch\u00e9 Milano si affermasse come polo culturale internazionale \u2013 commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala \u2013. Il programma delle mostre 2026\/2027 testimonia con coerenza, qualit\u00e0 e originalit\u00e0 il percorso fatto in questa direzione e, spingendo l\u2019orizzonte temporale delle proposte addirittura ai primi mesi del 2028, ambisce a indicare la via da seguire per confermare il ruolo centrale che Milano ha nel panorama culturale nazionale e non solo. Grandi artisti, capolavori, ricerca e sguardo internazionale saranno protagonisti di un\u2019altra stagione espositiva di altissima qualit\u00e0, che coinvolger\u00e0 l\u2019intero sistema museale ed espositivo civico milanese in oltre 40 progetti \u2013 da Dal\u00ed a Leonardo da Vinci \u2013 in grado di soddisfare la curiosit\u00e0 e l\u2019interesse del pubblico milanese e straniero che sempre pi\u00f9 numeroso frequenta e apprezza la proposta museale della nostra citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa cultura, soprattutto quando \u00e8 pubblica, ha bisogno di una progettazione capace di andare oltre le scadenze amministrative \u2013 afferma l\u2019assessore alla Cultura Tommaso Sacchi \u2013. Programmare significa costruire oggi progetti destinati a maturare negli anni, assicurando continuit\u00e0 al lavoro delle istituzioni culturali della citt\u00e0. Il calendario che presentiamo arriva fino alla fine del 2027 e, per alcuni progetti, ai primi mesi del 2028: \u00e8 il risultato del lavoro dei nostri istituti, dei loro direttori e conservatori e di una rete di collaborazioni preziosa costruita nel tempo. \u00c8 una programmazione ancora aperta, che si arricchir\u00e0 di nuove proposte nei prossimi mesi, ma che testimonia gi\u00e0 la capacit\u00e0 del sistema culturale civico di costruire ricerca, relazioni e nuovi progetti con uno sguardo di lungo periodo\u201d.<\/p>\n<p>Di seguito, una selezione dei progetti pi\u00f9 significativi gi\u00e0 in programma.<\/p>\n<p>Autunno 2026<\/p>\n<p>La stagione espositiva autunnale di Palazzo Reale si apre, in concomitanza con la Milano Fashion Week, con la mostra \u201cDal\u00ed e la Moda\u201d, un viaggio inedito nell\u2019universo dell\u2019artista catalano che rivela una dimensione meno nota ma straordinariamente fertile della sua ricerca. Salvador Dal\u00ed (Figueres, 1904 \u2013 1989) ha infatti collaborato spesso con stilisti, fotografi e maison, trasformando abiti e accessori in lettere del suo alfabeto simbolista. Basta ricordare il celebre Lobster Dress, il cappello-scarpa o l\u2019abito cassettiera, creati per Elsa Schiaparelli, che anticipavano le contaminazioni moderne tra arte contemporanea e haute couture. Oltre a capi d&#8217;abbigliamento, Dal\u00ec ha creato bozzetti, copertine per riviste e costumi teatrali. Dal 24 settembre e fino al 31 gennaio 2027, Palazzo Reale esplora, con oltre 200 opere e documenti \u2013 dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti \u2013 le molte forme assunte dal legame tra l\u2019artista catalano e il mondo della moda.<\/p>\n<p>Il 26 settembre si cambia completamente registro per celebrare il centenario della nascita di Carla Cerati (Bergamo, 1926 \u2013 Milano, 2016), fotografa e scrittrice che ha documentato le trasformazioni di Milano degli anni \u201860 e \u201870, raccontandone la societ\u00e0, la cultura e i protagonisti.  Tra i suoi lavori pi\u00f9 noti, il grande reportage sui manicomi realizzato con Berengo Gardin e restituito nel celebre libro \u201cMorire di classe\u201d (1969), curato da Franco Basaglia. Nel 1973 pubblica il suo primo romanzo, aprendo una seconda stagione della propria ricerca, quella della scrittura, fino a sfiorare il Premio Strega nel 1992. Fotografie, documenti, libri, materiali d\u2019archivio e video raccontano questo doppio percorso che si svolge nelle sale di Palazzo Reale tra immagine e parola: una grande antologica che restituisce la forza rigorosa e civile del suo sguardo.<\/p>\n<p>Il 29 settembre si torna indietro di quasi cinque secoli con la mostra \u201cI Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa\u201d, che fino al 31 gennaio 2027 accompagna il visitatore attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, alla scoperta di una straordinaria famiglia di pittori. Pieter Bruegel il Vecchio (morto a Bruxelles nel 1569), il capostipite, raccoglie l\u2019eredit\u00e0  visionaria e morale di Bosch, ma ne trasforma le visioni in un linguaggio personale, radicato nella realt\u00e0 quotidiana, inaugurando una nuova pittura in cui l\u2019umanit\u00e0 contadina diventa per la prima volta protagonista; Pieter Brueghel il Giovane (Bruxelles, 1564 \u2013 1638), figlio di Pieter, riprende e diffonde su larga scala i modelli paterni, contribuendo alla loro enorme fortuna; Jan Brueghel il Vecchio (Bruxelles, 1568 \u2013 Anversa, 1625), anch\u2019egli figlio di Pieter il Vecchio,  artista cosmopolita, durante i soggiorni italiani ed europei conquista committenze prestigiose come quella del cardinale Federico Borromeo. Il progetto curatoriale mette in luce come la famiglia abbia contribuito in modo decisivo, nei Paesi Bassi, in Italia e nel resto d\u2019Europa, alla nascita dei futuri \u201cgeneri pittorici\u201d: dai paesaggi innevati alle burrasche, dalle nature morte alla vita contadina, con i Brueghel prende forma la pittura moderna europea cos\u00ec come la conosciamo oggi.<\/p>\n<p>Si torna in epoca moderna con la pi\u00f9 ampia mostra mai realizzata in Italia dedicata a Francis Picabia (Parigi, 1879 \u2013 1953), una delle figure pi\u00f9 originali \u2013 e sfuggenti a ogni classificazione \u2013 dell\u2019arte del XX secolo. Picabia entr\u00f2 in contatto con alcuni dei protagonisti della modernit\u00e0, tra cui Duchamp, Stein e Picasso, e attravers\u00f2 l\u2019Impressionismo, il Fauvismo, il Cubismo e il Dadaismo senza mai identificarsi con un unico movimento, affermandosi come uno dei pionieri dell\u2019astrazione. Attraverso oltre 170 opere tra dipinti, disegni, fotografie, documenti e materiali d\u2019archivio provenienti da collezioni internazionali, la mostra \u201cPicabia. Aprire le porte alla notte\u201d, aperta dal 9 ottobre e fino al 24 gennaio 2027, esplora il tema della notte come metafora dell\u2019esistenza e restituisce l\u2019universo creativo di un artista in perenne metamorfosi.<\/p>\n<p>Dal 17 ottobre al 1\u00b0 novembre 2026 Palazzo Reale d\u00e0 voce alle nuove generazioni con \u201cYouth and Future\u201d, mostra nata dal progetto internazionale Youth and Future \u2013 Parola ai giovani, ideato dal cantautore Giovanni Caccamo. Al centro del progetto, la domanda: \u201cche cosa cambieresti della societ\u00e0 in cui vivi, e come? Qual \u00e8 la tua parola di cambiamento?\u201d. Migliaia di giovani di tutto il mondo, coinvolti attraverso universit\u00e0, strutture detentive e centri di accoglienza, hanno affidato a testi e parole la propria idea di futuro, confluita nei Manifesti del Cambiamento. Da queste testimonianze hanno preso ispirazione artisti come Maurizio Cattelan, Emilio Isgr\u00f2, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Anish Kapoor, Antony Gormley, Giuseppe Penone, Julian Schnabel e Kiki Smith. La mostra restituisce le diverse tappe del progetto attraverso opere, installazioni interattive, fotografie e video, intrecciando creativit\u00e0, partecipazione e impegno civile.<\/p>\n<p>La stagione autunnale vede tra i suoi protagonisti anche il PAC | Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Milano con una personale dedicata a Sheila Hicks (Hastings, 1934), una delle figure fondamentali della fiber art del secondo Novecento e della scena contemporanea, che dagli anni Cinquanta ha contribuito in modo decisivo a portare il tessile fuori dall\u2019ambito dell\u2019artigianato e del design, verso la scultura e l\u2019installazione. Allieva di Josef Albers, da lui ha ereditato l\u2019attenzione per il colore, la materia e il rapporto tra arte e design, sviluppando poi un linguaggio autonomo, nutrito anche dal lungo confronto con le tradizioni tessili dell\u2019America Latina. Esplorando il potenziale trasformativo del tessuto, tra dimensione intima e monumentale, la Hicks sceglie il filo come dispositivo narrativo per raccontare storie di emarginazione, identit\u00e0 e femminismo, spaziando da opere di piccole dimensioni a grandi installazioni scultoree capaci di trasformare e ridefinire lo spazio architettonico. La sua mostra \u201cIn the Thread of Love\u201d, al PAC dal 17 novembre al 14 febbraio, vedr\u00e0 le sue opere e installazioni in dialogo con le linee pulite e geometriche dell\u2019architettura modernista progettata da Ignazio Gardella.<\/p>\n<p>Il Museo del Novecento, dal 6 ottobre al 14 marzo 26 presenta \u201cTommaso Trini. La Terra vista dalla Luna\u201d, secondo appuntamento di \u201cVoci Del Novecento\u201d, il ciclo espositivo dedicato a critici, curatori e storici dell\u2019arte che hanno contribuito a orientare la comprensione dei linguaggi e delle correnti dell\u2019arte contemporanea. Attraverso scritti, riviste, documenti d\u2019archivio e contributi audiovisivi, la mostra ripercorre l\u2019attivit\u00e0 di Tommaso Trini (Sanremo, 1937), critico, giornalista, curatore e docente, tra le voci pi\u00f9 originali e indipendenti della critica d\u2019arte italiana della seconda met\u00e0 del Novecento, e approfondisce il suo pensiero e le sue relazioni con artisti e protagonisti della scena culturale. Inaugurato nel 2025 con il progetto dedicato a Enrico Crispolti, il ciclo proseguir\u00e0 nel 2027 con una mostra su Pierre Restany. Parallelamente, nelle sale al quarto piano del Museo, il Museo propone tre nuovi appuntamenti di Focus900, il progetto dedicato alla rilettura della collezione permanente nella Galleria \u201cGesti e Processi\u201d. Due approfondimenti monografici sono dedicati a Vincenzo Agnetti, con particolare attenzione alla centralit\u00e0 della poesia nella sua ricerca, e a Enrico Castellani, con le sue celebri superfici a rilievo. Il terzo riunisce lavori di Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli ed Emilio Tadini, protagonisti della cultura visiva italiana e milanese tra gli anni Sessanta e Settanta.<\/p>\n<p>Anche la GAM | Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano prosegue il dialogo tra i suoi spazi storici e l\u2019arte contemporanea con la personale di Shilpa Gupta (Mumbai, 1976), dal titolo \u201cOne Palm Closer to the Sky\u201d. Il progetto \u2013 in mostra dal 15 settembre 2026 al 6 gennaio 2027 \u2013 si inserisce nella partnership pluriennale tra il museo e Fondazione Furla, tesa a sostenere progetti dedicati alle protagoniste dell\u2019arte contemporanea. Da oltre vent\u2019anni Gupta indaga attraverso linguaggi e media diversi questioni come i confini, le migrazioni, l\u2019identit\u00e0, la libert\u00e0 di espressione e le forme di controllo esercitate dal potere sulla vita degli individui. La sua ricerca \u00e8 presente anche a Milano, nel percorso permanente di Artline Milano, il museo d\u2019arte contemporanea a cielo aperto realizzato dal Comune di Milano nel parco di CityLife, con una scultura (\u201cUntitled\u201d) che affronta uno dei temi pi\u00f9 cari all\u2019artista indiana: la libert\u00e0 di parola e la censura.  Le nuove opere presentate in \u201cOne Palm Closer to the Sky\u201d sono pensate come interventi site-specific, capaci di misurarsi con l\u2019architettura del museo e con la storia delle sue raccolte, portando dentro gli spazi storici della GAM alcune delle questioni pi\u00f9 urgenti del presente.<\/p>\n<p>Proseguendo verso l\u2019inverno, Palazzo Morando inaugura la sera del 3 novembre, con uno speciale opening aperto alla citt\u00e0 in occasione dell\u2019apertura del Forum Cultura (3-8 novembre), una mostra assolutamente originale dedicata a Mos\u00e8 Bianchi (Monza, 1840 \u2013 1904) e ai suoi \u201cabiti di scena\u201d: vestiti del Settecento che il pittore faceva indossare ai suoi modelli e alle sue modelle per riprodurre scene di gusto rococ\u00f2 tanto di moda all&#8217;epoca. Palazzo Morando custodisce, caso unico di un pittore italiano, la collezione sopravvissuta degli abiti da lui raccolti. La mostra riunisce per la prima volta questi abiti mettendo a confronto i capi con la loro trasposizione pittorica. \u00c8 proprio questo incontro tra l\u2019oggetto reale e la sua trasformazione in pittura a costituire il cuore del progetto. Si tratta di una mostra realizzata quasi interamente con il patrimonio del Comune di Milano: la maggior parte delle opere esposte proviene infatti dalle collezioni di Palazzo Morando, della GAM e del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco. Per l\u2019occasione sono stati restaurati tutti gli abiti e i dipinti della GAM presenti in mostra. \u201cAbiti in scena. Il Settecento dipinto di Mos\u00e8 Bianchi\u201d rester\u00e0 aperta al pubblico fino al 13 giugno 2027.<\/p>\n<p>In occasione dei 20 anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci (Firenze, 1929 \u2013 2006), da novembre a febbraio 2027, Palazzo Reale ospita un omaggio alla grande giornalista e scrittrice che attravers\u00f2 il Novecento da protagonista, imponendosi come una delle voci pi\u00f9 riconoscibili del giornalismo italiano e internazionale. Il titolo della mostra, \u201cSolo io posso raccontare la mia storia\u201d, riprende una frase della stessa Fallaci ed esprime con forza il diritto a parlare di s\u00e9 con la propria voce, sottraendosi alle interpretazioni altrui: un principio che la mostra fa proprio, affidando il racconto della sua vita privata e pubblica alle immagini \u2013 come le celebri fotografie scattate  da Ugo Mulas, Oliviero Toscani e Annie Leibovitz \u2013, alle parole, agli oggetti e ai documenti che la scrittrice ha lasciato, per restituirne un ritratto insieme pubblico e intimo.<\/p>\n<p>Il CASVA, inaugurato il 30 settembre scorso, \u00e8 una delle sedi civiche nelle quali conservazione, collezione e ricerca si intrecciano per approfondire l\u2019opera di artisti, designer e architetti che hanno segnato la cultura del progetto. A distanza di un anno dall\u2019apertura, il CASVA presenta dal 15 settembre \u201cSomaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio\u201d, che espone un centinaio di lavori provenienti dall\u2019Archivio dell\u2019artista \u2013 disegni, documenti, fotografie, plastici e sculture \u2013 realizzati tra il 1953 e il 1999 e in alcuni casi inediti.  Il percorso segue l\u2019evoluzione della ricerca di Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 \u2013 Como, 2005) sul rapporto tra scultura, natura e spazio urbano, mostrando come la riflessione sull\u2019ambiente abbia attraversato per decenni il suo lavoro, fino all\u2019idea di una \u201cecologia totale\u201d. La mostra al CASVA, seconda di una trilogia organizzata nel centenario della nascita dell\u2019artista, approfondisce in particolare il tema del paesaggio e della sua relazione con la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il MUDEC | Museo delle Culture presenta un ambizioso progetto espositivo sul rapporto tra Henri Matisse (Le Cateau-Cambr\u00e9sis, 1869 \u2013 Nizza, 1954) e le culture che l\u2019artista incontr\u00f2 nel corso dei suoi studi e dei suoi viaggi oltre i confini d\u2019Europa. \u201cIl mondo in una stanza\u201d \u2013 questo il titolo del progetto che sar\u00e0 allestito dall\u20198 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 \u2013 affronta, in otto sezioni che ripercorrono l\u2019intero arco della vita dell\u2019artista, una questione centrale e a lungo sottovalutata: il modo in cui l\u2019arte africana, l\u2019arte islamica, quella russa, del Pacifico o cinese hanno contribuito a trasformare dall\u2019interno il suo linguaggio, ridefinendo i confini stessi del modernismo occidentale.<\/p>\n<p>Inverno 2027<\/p>\n<p>Il 2027 si apre il 5 febbraio in Fabbrica del Vapore con una mostra dedicata alla fotografia di Inge Morath (Graz, Austria, 1923 &#8211; New York, 2002), pioniera della fotografia documentaria e tra le prime donne di Magnum Photos. Nella sua vita lavor\u00f2 sul reportage, sui viaggi e sul ritratto, con uno stile molto attento alle persone e ai contesti culturali, e fotograf\u00f2, tra gli altri, artisti, scrittori e il mondo del cinema. A febbraio prende inoltre avvio il programma con cui il Castello Sforzesco celebra il centenario della nascita della \u201cRaccolta delle Stampe Achille Bertarelli\u201d, istituita nel 1927 per valorizzare l\u2019eccezionale collezione di 300mila stampe che il suo fondatore Achille Bertarelli (1863\u20131938) aveva donato al Comune di Milano nel 1925. Durante tutto l\u2019anno le Salette della Grafica ospiteranno una serie di focus dedicati alla multiforme collezione, che contiene carte geografiche, manifesti pubblicitari, ex-libris, biglietti da visita, figurini di moda, cartoline e molto altro. Da ottobre 2027, inoltre, il programma proseguir\u00e0 con un nuovo approfondimento su \u201cLa grafica milanese tra Risorgimento e Futurismo\u201d.<\/p>\n<p>Tornando a Palazzo Reale, dal 25 febbraio 2027 apre al pubblico \u201cAlberto Giacometti e l\u2019Italia\u201d. L\u2019Italia occupa infatti un posto essenziale nell\u2019identit\u00e0 e nel percorso artistico di Giacometti (Borgonovo, Svizzera, 1901 \u2013 1966): lingua madre, eredit\u00e0 culturale, viaggi, amicizie ed esposizioni hanno fatto della nostra Penisola una terra d\u2019elezione e una costante fonte d\u2019ispirazione \u2013 tanto da spingere l\u2019artista a definirla, gi\u00e0 in una lettera del 1920, la sua \u201cnuova patria\u201d. Attraverso un percorso di oltre cento opere tra sculture, dipinti e disegni provenienti dalla collezione della Fondazione Giacometti, la mostra a Palazzo Reale fino al 20 giugno offre una rilettura del suo lavoro alla luce del profondo legame, umano e creativo, che lo ha unito all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Primavera 2027<\/p>\n<p>In occasione di Milano ArtWeek 2027 (5\u201312 aprile 2027), il PAC inaugura la prima ampia personale mai realizzata in Italia di Doris Salcedo (Bogot\u00e0, Colombia, 1958), artista di grandissima forza espressiva che ha squarciato il pavimento della Turbine Hall alla Tate Modern di Londra (2007), murato una sala del Castello di Rivoli a Torino (2005), riempito con pi\u00f9 di 1.500 sedie il \u201cvuoto umano\u201d lasciato dalla distruzione di un edificio a Istanbul (2003). Tre gesti radicali che raccontano bene una ricerca nella quale la materia diventa strumento di memoria. Le sue opere affrontano i temi del lutto, dell\u2019assenza e delle conseguenze individuali e collettive della violenza politica.<\/p>\n<p>Attraverso opere, disegni e progetti, da marzo a giugno 2027 Palazzo Reale ripercorre la parabola creativa e interdisciplinare di Bruno Munari (Milano, 1907\u20131998). Al centro del percorso sono i suoi processi creativi e la sperimentazione continua tra arte, grafica, design e pedagogia, per mostrare non soltanto i risultati ma anche il modo in cui Munari costruiva e metteva alla prova le proprie idee. In occasione della mostra, realizzata in collaborazione con gli Archivi Bruno Munari, saranno organizzati laboratori per scuole e famiglie basati proprio sul \u201cmetodo Munari\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019estate 2027 vedr\u00e0 tra i protagonisti Giovanni Anselmo (Borgofranco d\u2019Ivrea, 1934 \u2013 Torino, 2023), uno dei principali esponenti dell\u2019Arte Povera, presente in due edizioni di Documenta e vincitore nel 1990 del Leone d\u2019Oro per la pittura alla Biennale di Venezia. La sua ricerca si \u00e8 concentrata sulle forze invisibili che attraversano la materia e la natura \u2013 gravit\u00e0, energia, tensione, crescita \u2013 mettendo continuamente in relazione l\u2019essere umano con lo spazio e l\u2019ambiente. La mostra di Palazzo Reale, la prima realizzata dopo la sua scomparsa, si concentrer\u00e0 su un importante nucleo di opere storiche, esemplificative di questa riflessione.<\/p>\n<p>Da aprile a luglio 2027, Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva dal titolo \u201cMaggiolini e Milano. Alle origini del Design italiano\u201d all&#8217;ebanista Giuseppe Maggiolini, tra i maggiori esponenti del Neoclassicismo europeo e protagonista, sotto la direzione dell&#8217;architetto Giuseppe Piermarini, della stagione di rinnovamento e restauro, intrapresa dagli Asburgo, che trasform\u00f2 Palazzo Reale in una dimora neoclassica. L&#8217;esposizione mette a confronto gli arredi realizzati dall&#8217;artista con i disegni preparatori conservati presso il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, restituendone per la prima volta in modo organico il processo progettuale, e si inserisce nel progetto di valorizzazione della storia e del patrimonio artistico del Palazzo \u2013 avviato dal Comune di Milano nel 2019.<\/p>\n<p>Autunno 2027<\/p>\n<p>La stagione autunnale 2027 si apre a settembre con la grande retrospettiva che Palazzo Reale dedica a Cha\u00efm Soutine (Smilovi\u010di, Bielorussia, 1893 \u2013 Parigi, 1943), uno dei pi\u00f9 eminenti rappresentanti della Scuola di Parigi. Arrivato a Parigi nel 1913, stringe un profondo legame con Modigliani ed entra in contatto con l\u2019ambiente artistico boh\u00e9mien di Montparnasse, pur mantenendosi estraneo ai movimenti e ai programmi delle avanguardie. Si confronta con la tradizione pittorica europea e sviluppa un linguaggio profondamente personale, fondato sulla forza del colore, sulla tensione della pennellata e sulla trasfigurazione della realt\u00e0, sottoposta a una \u201ctorsione\u201d emotiva che la deforma fino a trasformarlo in qualcosa di nuovo, inquieto e vitale.<\/p>\n<p>L\u2019autunno prosegue al PAC a novembre 2027 con la mostra di Flatform, collettivo fondato nel 2006 con sede a Milano e Berlino. La sua pratica si fonda sulla contaminazione tra discipline diverse e privilegia l\u2019utilizzo dell\u2019installazione e del film come mezzo espressivo. Presentati nei pi\u00f9 importanti festival internazionali, i loro lavori invitano lo spettatore a interrogarsi sulla natura mutevole dell\u2019esperienza artistica.<\/p>\n<p>Da settembre 2027 a gennaio 2028, Palazzo Reale dedica una personale all\u2019artista milanese Luca Pignatelli (Milano, 1962). La mostra ripercorre oltre trent\u2019anni di una ricerca nella quale immagini del passato, memoria e storia vengono continuamente riportate nel presente. Il percorso espositivo esplora i nuclei centrali del suo lavoro, dall\u2019archivio iconografico alla sperimentazione tecnica, mettendo in luce il modo in cui Pignatelli recupera, sovrappone e trasforma immagini e materiali per costruire nuove visioni.<\/p>\n<p>Da ottobre 2027 e fino a febbraio 2028, \u201cLeonardo e il Nord\u201d abiter\u00e0 le sale di Palazzo Reale per raccontare al pubblico il ruolo decisivo di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 \u2013 Amboise, 1519) nella formazione della cultura artistica dell\u2019Europa settentrionale tra Cinquecento e Seicento. Attraverso un percorso articolato in sei sezioni e un eccezionale insieme di dipinti, disegni, incisioni e manoscritti provenienti da prestigiose collezioni internazionali, la mostra ricostruisce la straordinaria diffusione del pensiero e del linguaggio leonardesco, evidenziandone l\u2019influenza su protagonisti assoluti come Rubens e Rembrandt. Il progetto mostra cos\u00ec come le innovazioni di Leonardo nello spazio, nella luce, nel movimento e nell\u2019espressione delle figure abbiano continuato a generare nuove forme artistiche molto oltre i confini italiani e ben oltre il suo tempo.<\/p>\n<p>Nuovi progetti e ulteriori approfondimenti si aggiungeranno nei prossimi mesi. Il calendario completo e costantemente aggiornato \u00e8 disponibile su yesmilano.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019autunno 2026 alla fine del 2027, con alcuni progetti che si estenderanno nei primi mesi del 2028, prende forma il nuovo calendario espositivo delle sedi museali e culturali del Comune di Milano: 40 progetti gi\u00e0 programmati, ai quali se ne aggiungeranno altri nel corso dei prossimi mesi. Un programma ampio e articolato che restituisce la &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77811\/arte\/milano-il-programma-espositivo-26-27-oltre-40-mostre-nei-musei-e-nelle-sedi-civiche.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MILANO  IL PROGRAMMA ESPOSITIVO 26\/27, OLTRE 40 MOSTRE NEI MUSEI E NELLE SEDI CIVICHE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":77812,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,563,407],"class_list":["post-77811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-arte","tag-comune-di-milano","tag-mostre-a-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77811"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77813,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77811\/revisions\/77813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}