
{"id":77777,"date":"2026-09-26T17:16:56","date_gmt":"2026-09-26T15:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77777"},"modified":"2026-09-26T17:35:34","modified_gmt":"2026-09-26T15:35:34","slug":"milano-palazzo-reale-dali-e-la-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77777\/arte\/milano-palazzo-reale-dali-e-la-moda.html","title":{"rendered":"MILANO  PALAZZO REALE  \u201cDAL\u00cd E LA MODA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Oltre 200 opere tra dipinti, abiti, fotografie, gioielli, filmati raccontano il rapporto tra arte, moda, corpo e costruzione dell\u2019immagine nell\u2019opera di uno dei protagonisti assoluti del Novecento<\/p>\n<p>Palazzo Reale apre la nuova stagione espositiva con un grande progetto di respiro internazionale, \u201cDal\u00ed e la Moda\u201d, in programma dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Inaugurata in occasione della Milano Fashion Week, la mostra indaga per la prima volta in modo compiuto il rapporto tra Salvador Dal\u00ed e la moda, che l\u2019artista considerava strumento di costruzione dell\u2019identit\u00e0, trasformazione del corpo e comunicazione. La mostra \u00e8 promossa dal Comune di Milano \u2013 Cultura e prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con la Fundaci\u00f3 Gala-Salvador Dal\u00ed, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell\u2019Ambasciata di Spagna in Italia e della Camera Nazionale della Moda Italiana.<\/p>\n<p>\u201cMilano \u00e8 una citt\u00e0 in cui arte e moda si incontrano e si alimentano reciprocamente con straordinaria vitalit\u00e0 \u2013 afferma l&#8217;assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi\u202f\u2013, e Palazzo Reale, con questo progetto inedito, conferma la propria vocazione a rileggere i grandi artisti attraverso prospettive sempre nuove, capaci di offrire nuovi strumenti di lettura agli studiosi e di avvicinare il pubblico milanese e internazionale. La scelta di inaugurare la mostra durante la Milano Fashion Week \u2013 prosegue l\u2019assessore Sacchi \u2013 nasce dalla consapevolezza, ormai condivisa dalle maggiori istituzioni culturali internazionali, che la moda non sia soltanto espressione del gusto, ma un linguaggio capace di interpretare il proprio tempo e di consegnarne alla memoria forme, simboli e immagini, proprio come un\u2019opera d\u2019arte. Le oltre duecento opere in mostra, provenienti da archivi e collezioni prestigiose come Schiaparelli, Chanel e Dior, raccontano un\u2019eredit\u00e0 che ancora oggi ispira i direttori creativi delle grandi maison di tutto il mondo. Ringrazio la Fundaci\u00f3 Gala-Salvador Dal\u00ed e tutti i prestigiosi partner che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto\u201d.<\/p>\n<p>Oltre 200 opere e documenti \u2013 dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, accessori, oggetti e filmati, molti mai esposti in Italia \u2013 provengono dalle tre maggiori collezioni di opere di Dal\u00ed al mondo: la Fundaci\u00f3 Gala-Salvador Dal\u00ed di Figueres, il Dal\u00ed Museum di St. Petersburg, in Florida, e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda di Madrid. A queste si aggiungono gli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne. Il progetto nasce dalla collaborazione con la Fundaci\u00f3 Gala-Salvador Dal\u00ed, istituzione fondata dall\u2019artista e dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione della sua opera. L\u2019immagine guida della mostra \u00e8 il dipinto delle \u201cTre giovani donne surrealiste che tengono fra le braccia le pelli di un\u2019orchestra\u201d, esposto accanto a iconici gioielli del 1949 come \u201cL\u2019occhio del tempo\u201d, in platino e diamanti, e \u201cLabbra di rubino\u201d, in oro, rubini e perle.<\/p>\n<p>La direzione scientifica \u00e8 di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dal\u00ed; la curatela \u00e8 di Laura Bartolom\u00e9, vicedirettrice Ricerca e Progetti della Fundaci\u00f3, e di Judith Clark, storica della moda e docente alla University of the Arts di Londra, con il contributo delle curatrici senior Lucia Moni e Bea Crespo. \u201cQuesta \u00e8 una mostra che ci invita alla scoperta di Salvador Dal\u00ed da un nuovo punto di vista della sua cosmogonia. Non esiste un Dal\u00ed artista e un Dal\u00ed stilista, solo un artista totale in grado di lasciare il suo segno ovunque fosse possibile. Come i maestri del Rinascimento, come Leonardo o come Michelangelo \u2013 dichiarano Montse Aguer e Laura Bartolom\u00e9.<\/p>\n<p>\u201cNon esiste una parola definitiva sul rapporto tra Dal\u00ed e la moda \u2013 afferma la curatrice Judith Clark \u2013. Il moltiplicarsi, proprio quest\u2019anno, delle occasioni di confronto su questo tema in istituzioni di primo piano, quali il FIT, il V&#038;A e il Metropolitan Museum of Art, ci invita ancora una volta a interrogare i nostri stessi criteri di giudizio: pu\u00f2 la moda esistere quale atto concettuale, al di l\u00e0 delle sue modalit\u00e0 di produzione? Dal\u00ed amava profondamente i sistemi della moda: se ne appropri\u00f2, li imit\u00f2 e li trasform\u00f2 in arte. La sua straordinaria vocazione scenografica mette in guardia ogni exhibition designer dalla tentazione dell\u2019imitazione. Gli spazi drammatici, fluidi e onirici della sua opera necessitano di una cornice propria. In questa mostra, la pluralit\u00e0 delle sue idee viene celebrata attraverso una molteplicit\u00e0 di supporti e linguaggi: i dipinti, le riviste, le fotografie e naturalmente, la moda stessa\u201d.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019infanzia l\u2019abbigliamento \u00e8 per Dal\u00ed uno strumento di definizione di s\u00e9. Con l\u2019arrivo di Gala nella sua vita, nel 1929, abiti e accessori diventano parte di un linguaggio condiviso con cui la coppia costruisce la propria immagine pubblica, amplificata da fotografi, riviste e campagne pubblicitarie. Il percorso mette in relazione le opere dell\u2019artista con una selezione di capi e accessori appartenuti a Dal\u00ed e Gala, presentati per la prima volta fuori dalla Spagna. Il guardaroba di Gala comprende creazioni di Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci; quello di Dal\u00ed, pi\u00f9 eclettico, riunisce elementi legati alle sue performance, alle fotografie e alle apparizioni pubbliche che diventano strumenti di una continua reinvenzione dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>Il rapporto tra guardaroba e pittura emerge anche nei numerosi dipinti in cui Dal\u00ed rappresenta gli abiti con straordinaria precisione: alcuni di questi possono essere messi in relazione diretta con i capi conservati ed esposti grazie alla sponsorizzazione tecnica di Bonaveri, che ha contribuito all\u2019allestimento espositivo con 26 busti sartoriali appositamente selezionati.<br \/>\nUna delle pi\u00f9 feconde collaborazioni tra arte e moda del Novecento nasce nel 1936, quando Dal\u00ec firma per Elsa Schiaparelli la sua prima vetrina per il grande magazzino Bonwit Teller di New York. Da allora il suo immaginario attraversa abiti, accessori, gioielli, costumi, tessuti, illustrazioni e campagne pubblicitarie. Il vestito diventa un mezzo per alterare la percezione del corpo e introdurre nella vita quotidiana elementi ironici, erotici e perturbanti. Le riviste diffondono queste invenzioni su scala internazionale: emblematica \u00e8 la fotografia di Cecil Beaton che ritrae Wallis Simpson con l\u2019Abito Aragosta, pubblicata da Vogue in occasione del suo matrimonio con il Duca di Windsor.<\/p>\n<p>Il dialogo con Coco Chanel si estende alla scena teatrale: nel 1939 la stilista collabora ai costumi di Bacchanale, produzione dei Ballets Russes de Monte Carlo per la quale Dal\u00ed realizza anche scenografia e libretto. Nel 1951, al Bal Oriental organizzato da Carlo de Beistegui a Palazzo Labia, Dal\u00ed, Gala, Christian Dior e i loro amici indossano costumi progettati da Dal\u00ed e Dior, con il contributo di Gala e del giovane Pierre Cardin. Sono episodi che mostrano come pittura, moda, teatro e spettacolo confluiscano in un\u2019unica visione. Negli anni Sessanta la moda entra pienamente nelle performance di Dal\u00ed. Tra il 1966 e il 1969, a Portlligat, Cadaqu\u00e9s, Barcellona e Parigi, l\u2019artista coinvolge modelle e performer nelle creazioni di Paco Rabanne, tra cui Donyale Luna, Elsa Peretti e Amanda Lear. In alcune azioni dipinge all\u2019interno di grandi bolle di plastica, mentre il colore invade gli abiti e trasforma pittura, corpo e spettacolo in una sola esperienza. Un ulteriore filo conduttore della mostra \u00e8 il corpo, che costituisce l\u2019altro grande terreno comune tra surrealismo e moda. Nelle opere di Dal\u00ed occhi, labbra, mani e altre parti anatomiche vengono isolate e ricomposte; il manichino diventa una figura sospesa tra individuo e oggetto. La stessa ricerca prosegue nei gioielli disegnati a partire dal 1949, esposti in Italia per la prima volta dalla loro acquisizione da parte della Fundaci\u00f3 nel 1999: una reinvenzione del corpo che anticipa molte sperimentazioni della moda contemporanea.<\/p>\n<p>\u201cDal\u00ed e la Moda\u201d restituisce cos\u00ec il profilo di un artista capace di attraversare discipline e mezzi diversi e di comprendere in anticipo il potere della moda nel produrre immagini, identit\u00e0 e cultura di massa. La sua eredit\u00e0 continua a riaffiorare nel lavoro di stilisti, direttori creativi, fotografi e artisti contemporanei. Vogue Italia \u00e8 media partner della mostra, mentre StreetVox \u00e8 Official OOH partner. L\u2019esposizione \u00e8 realizzata grazie a Enel, main partner, e Fineco, premium partner, con la sponsorizzazione tecnica di ATM, Bonaveri, VCPC e Novacolor; Radio Monte Carlo \u00e8 radio ufficiale, X-Style supporta il progetto e Vivaticket \u00e8 Official Ticketing Partner. La mostra \u00e8 accompagnata da un volume pubblicato da Skira Editore.<\/p>\n<p>05. Immagine guida.jpeg<\/p>\n<p>INFORMAZIONI<br \/>\npalazzorealemilano.it<br \/>\ndalielamoda.it<br \/>\nGruppi<br \/>\nBiglietti: gruppi.dalielamoda@vivaticket.com<br \/>\nVisite guidate e attivit\u00e0 didattiche: serviziculturali@civita.art<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre 200 opere tra dipinti, abiti, fotografie, gioielli, filmati raccontano il rapporto tra arte, moda, corpo e costruzione dell\u2019immagine nell\u2019opera di uno dei protagonisti assoluti del Novecento Palazzo Reale apre la nuova stagione espositiva con un grande progetto di respiro internazionale, \u201cDal\u00ed e la Moda\u201d, in programma dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77777\/arte\/milano-palazzo-reale-dali-e-la-moda.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MILANO  PALAZZO REALE  \u201cDAL\u00cd E LA MODA\u201d<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":77778,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18159,26958,20790,27635,17,20467,140,27634],"class_list":["post-77777","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-camera-nazionale-della-moda-italiana","tag-civita-mostre-e-musei","tag-comune-di-milano-cultura","tag-fundacio-gala-salvador-dali","tag-milano","tag-mondomostre","tag-palazzo-reale","tag-dali-e-la-moda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77777"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77781,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77777\/revisions\/77781"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}