
{"id":77752,"date":"2026-09-17T15:48:04","date_gmt":"2026-09-17T13:48:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77752"},"modified":"2026-09-17T15:48:04","modified_gmt":"2026-09-17T13:48:04","slug":"museo-bagatti-valsecchi-bertozzi-casoni-eterne-e-fragili-presenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77752\/arte\/museo-bagatti-valsecchi-bertozzi-casoni-eterne-e-fragili-presenze.html","title":{"rendered":"Museo Bagatti Valsecchi  Bertozzi &#038; Casoni Eterne e fragili presenze"},"content":{"rendered":"<p>Bertozzi &#038; Casoni<br \/>\nEterne e fragili presenze<br \/>\na cura di Alberto Mattia Martini<\/p>\n<p> Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi &#038; Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi &#038; Casoni, tra le pi\u00f9 significative esperienze artistiche della contemporaneit\u00e0, con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese, dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo. Custode di un ideale Rinascimento ricostruito nell\u2019Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, la dimora si trasforma in un palcoscenico dove passato e presente si confrontano attorno ai temi del ricordo, della conservazione e della caducit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra arredi, opere e manufatti storici, le sculture iperrealiste di Bertozzi &#038; Casoni si inseriscono con sorprendente naturalezza negli spazi del Museo, instaurando un dialogo che interroga il rapporto tra autenticit\u00e0 e reinvenzione, permanenza e trasformazione.<\/p>\n<p>Come sottolinea Antonio D\u2019Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi: \u201cQuando Pietro Toesca entr\u00f2 in Casa Bagatti Valsecchi all&#8217;inizio del Novecento, rimase colpito dal fatto che ogni oggetto era disposto in casa con la medesima importanza, dalle stoviglie alle armature, fino ai dipinti rinascimentali che non avevano un ruolo privilegiato rispetto al resto. La casa e gli oggetti antichi erano vissuti esattamente come lo erano stati nel Rinascimento. Bertozzi e Casoni al Museo Bagatti Valsecchi avvalorano questo metodo dei fratelli Fausto e Giuseppe, in quanto l&#8217;innesto delle ceramiche del duo artistico non \u00e8 un innesto forzato. Le loro opere iperrealiste, non chiedono di essere isolate su un piedistallo, ma scelgono di &#8220;abitare&#8221; la casa, tra gli arredi e le armature. Diventano oggetti vivi tra gli oggetti rinascimentali. In questo cortocircuito visivo, la storia del collezionismo dei due baroni milanesi e la ceramica contemporanea si fondono nella stessa quotidiana normalit\u00e0, dimostrando che la vera essenza della casa e quindi del Museo Bagatti Valsecchi non \u00e8 quella di custodire la storia, ma di continuare a metterla in scena.\u201d<\/p>\n<p>In questo incontro tra epoche e linguaggi, la ceramica diventa il medium privilegiato per riflettere sul tempo e sulla fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza, offrendo nuove prospettive di lettura del patrimonio storico e del presente.<\/p>\n<p>Fondata a Imola nel 1980 da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961 \u2013 Imola, Bologna, 2023), la realt\u00e0 artistica Bertozzi &#038; Casoni ha svolto un ruolo determinante nel consolidare il riconoscimento internazionale della ceramica come linguaggio pienamente contemporaneo. Radicati nella tradizione ceramica faentina, i due artisti hanno saputo reinterpretare questo medium con straordinario rigore tecnico e profondit\u00e0 concettuale, trasformandolo in uno strumento espressivo capace di affrontare temi centrali del dibattito artistico contemporaneo e restituendogli una posizione di primo piano nel panorama dell\u2019arte internazionale.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, composto da oltre trenta opere di Bertozzi &#038; Casoni, una decina delle quali inedite e site-specific per il Museo, \u00e8 caratterizzato da un linguaggio iperrealista che combina precisione tecnica e forza evocativa. I manufatti richiamano il tema della vanitas in chiave contemporanea, mettendo in relazione abbondanza e scarto, conservazione e decadimento, permanenza e trasformazione. Il dialogo con gli ambienti del Museo fa emergere inattese affinit\u00e0 tra la tensione alla conservazione che anima Casa Bagatti Valsecchi e la riflessione sul mutamento che attraversa la poetica degli artisti. Il confronto tra passato e presente evidenzia una comune tensione tra aspirazione alla permanenza e consapevolezza della transitoriet\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cCon Eterne e fragili presenze abbiamo immaginato un incontro tra la vocazione del Museo Bagatti Valsecchi volta a custodire e tramandare memoria, arte e bellezza e la ricerca di Bertozzi &#038; Casoni, che riflette sul rapporto tra eternit\u00e0 e fragilit\u00e0, sul tempo, sulla trasformazione e sulla caducit\u00e0 delle cose\u201d, racconta il curatore della mostra Alberto Mattia Martini. \u201cLa loro pratica artistica si muove infatti in una tensione paradossale: eternare, attraverso la ceramica, la dimensione effimera della vanitas. La mostra prende forma proprio nell\u2019incontro tra queste due tensioni: il desiderio di permanenza che anima ogni collezione e la consapevolezza che ogni cosa, inevitabilmente, sia destinata al cambiamento, dimensioni che da sempre definiscono il nostro rapporto con il tempo e con la memoria.\u201d<\/p>\n<p>Materiale al tempo stesso fragile e durevole, la ceramica assume cos\u00ec un forte valore simbolico, divenendo metafora delle contraddizioni della contemporaneit\u00e0 e del complesso rapporto tra memoria e trasformazione. La mostra invita il pubblico a un\u2019esperienza di osservazione e scoperta che attraversa epoche e linguaggi differenti, riaffermando il ruolo dell\u2019arte come strumento privilegiato di riflessione sul tempo e sulla condizione umana.<\/p>\n<p>Accompagna la mostra un catalogo edito Moebius, con i contributi scientifici del curatore Alberto Mattia Martini e di Aurora Ghezzi, Collection Manager del Museo Bagatti Valsecchi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bertozzi &#038; Casoni Eterne e fragili presenze a cura di Alberto Mattia Martini Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi &#038; Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. 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