
{"id":77734,"date":"2026-09-16T12:18:30","date_gmt":"2026-09-16T10:18:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77734"},"modified":"2026-09-16T12:22:29","modified_gmt":"2026-09-16T10:22:29","slug":"aki-sasamoto-xyz-pirelli-hangarbicocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77734\/arte\/aki-sasamoto-xyz-pirelli-hangarbicocca.html","title":{"rendered":"Aki Sasamoto  XYZ  Pirelli HangarBicocca"},"content":{"rendered":"<p>Pirelli HangarBicocca presenta la mostra<\/p>\n<p>Aki Sasamoto<\/p>\n<p>\u201cXYZ\u201d<\/p>\n<p>17 settembre 2026 \u2013 17 gennaio 2027<\/p>\n<p>A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona<\/p>\n<p>Dal 17 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, Pirelli HangarBicocca presenta \u201cXYZ\u201d, la prima mostra personale di Aki Sasamoto in un\u2019istituzione europea: oltre vent\u2019anni di sperimentazione interdisciplinare dove coesistono scienza e intuizione, matematica e sentimenti, assurdit\u00e0 e seriet\u00e0, il quotidiano e lo straordinario. Sculture, installazioni e attivit\u00e0 performative portano all\u2019attenzione del pubblico temi legati alle relazioni umane e sociali, alla memoria e all\u2019esperienza emotiva, in un unico percorso di congiunzione tra rigore e profonda umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cIl mondo che tocco e il mondo che comprendo attraverso il linguaggio sono cos\u00ec diversi. Il mondo ha senso solo in qualche punto intermedio tra ci\u00f2 che realizzo e ci\u00f2 che finisco per farne.\u201d, racconta Aki Sasamoto.<\/p>\n<p>Al confine tra performance, scultura, installazione e video, Aki Sasamoto (Kanagawa, Giappone, 1980; vive e lavora a New York) costruisce ambienti e situazioni all\u2019interno delle quali persone e oggetti interagiscono, esplorando il rapporto tra corpo e spazio, con l\u2019obiettivo di coinvolgere il pubblico su pi\u00f9 livelli sensoriali. Attingendo da differenti discipline come la danza, la matematica, la psicologia sociale, la meteorologia e le scienze eco-comportamentali, le sue opere, ibride tanto nel contenuto quanto nella forma, trasportano il vissuto e le esperienze personali all\u2019interno di un immaginario metaforico, evocando momenti liminali e nuove narrazioni, sospese tra logica e intuizione. Relazionandosi in modo inusuale con oggetti quotidiani, spesso manomessi e distorti, Sasamoto inscena uno spettacolo tragicomico che sfida le tradizionali modalit\u00e0 di percezione e riscrive possibilit\u00e0 e limiti del linguaggio scultoreo e performativo. Le opere dell\u2019artista diventano cos\u00ec una messa a terra della realt\u00e0 che la circonda, come lei stessa spiega, \u201cil mio lavoro si occupa dei problemi della vita, non dell\u2019arte\u201d e ridefiniscono un punto di vista soggettivo sul mondo che appare allo stesso tempo familiare e universale.<\/p>\n<p>Trasferitasi dal Giappone prima in Galles e successivamente negli Stati Uniti per studiare matematica, Sasamoto conclude il proprio percorso accademico laureandosi in danza alla Wesleyan University (Middletown, Connecticut) e conseguendo in seguito un MFA in Arti Visive alla Columbia University\u2019s School of the Arts di New York. Questa esperienza di allontanamento dal proprio luogo di origine e dal contesto familiare informa le sue opere che affrontano la dimensione psicologica, la complessit\u00e0 delle emozioni e delle abitudini, le relazioni interpersonali, e le tensioni che emergono nei processi di comunicazione. Avvicinatasi all\u2019arte attraverso la danza e la performance in ambito teatrale, rimane affascinata dall\u2019aspetto improvvisato del jazz e si interessa fin da subito alle sperimentazioni sonore e gestuali degli anni Cinquanta e Sessanta. Tra i riferimenti, emergono compositori come John Cage (1912-1992), David Tudor (1926-1996) e soprattutto Alvin Lucier (1931-2021).<\/p>\n<p>La mostra \u201cXYZ\u201d, a cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona, \u00e8 la prima mostra istituzionale dell\u2019artista giapponese in Europa. Il titolo suggerisce fin da subito la natura stratificata del progetto di mostra, che presenta una selezione di opere che ripercorrono due decenni di pratica artistica. Il titolo ha molteplici significati: XYZ sono le ultime lettere dell\u2019alfabeto e, poste alla fine di una lista, suggeriscono possibili continuazioni; nel sistema cartesiano indicano le coordinate che definiscono le tre dimensioni dello spazio; in fisica quantistica identificano variabili impiegate per descrivere la probabilit\u00e0 che una particella si trovi in un determinato punto; sono inoltre l\u2019acronimo di eXamine Your Zipper (letteralmente, \u201ccontrolla la tua cerniera\u201d), slang diffuso negli Stati Uniti per segnalare con discrezione una zip aperta.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo concepito da Sasamoto per Pirelli HangarBicocca si sviluppa come una sequenza dinamica di installazioni, sculture, video e performance che indagano l\u2019idea di connessione, la complessit\u00e0 delle relazioni e l\u2019influenza delle norme sociali e delle interazioni interpersonali sul corpo e sulla memoria. La mostra riunisce oltre vent\u2019anni di sperimentazione interdisciplinare, mettendo in evidenza la capacit\u00e0 dell\u2019artista di far coesistere gli opposti \u2014 come performance e scultura, scienza e intuizione, assurdit\u00e0 e rigore \u2014 in lavori che sono allo stesso tempo giocosi, precisi e profondamente umani. Ricorrono riferimenti alla matematica, sottoforma di grafici, linee e meccanismi rotanti, che mettono in relazione le opere e fanno convergere dimensione materiale e immateriale, creando una tensione costante tra dati misurabili ed esperienza emotiva. Come racconta Sasamoto, \u201cI diagrammi sono riflessi del disagio nella vita \u2014 un tentativo di arrivare al suo nucleo. Voglio prendere sul serio l\u2019emozione, ma \u00e8 difficile accoglierla cos\u00ec com\u2019\u00e8. I diagrammi appaiono pi\u00f9 leggeri e distanti rispetto a un linguaggio serio espresso con un atteggiamento impassibile. Preferisco stare di fronte alla lavagna, disegnare, con le spalle rivolte al mondo.\u201d Pur nell\u2019autonomia di ciascun lavoro, la mostra mette in relazione opere appartenenti a momenti diversi della ricerca di Sasamoto, dando vita a un sistema di significati in continua trasformazione che invitano il pubblico a interrogarsi sul presente e sulle possibili traiettorie della vita contemporanea.<\/p>\n<p>Entrando nello Shed, il pubblico incontra l\u2019installazione cinetica Sounding Lines (2024) composta da molle sospese nello spazio ed esche da pesca fuori misura che inglobano utensili da cucina. Azionate da motori programmati, le molle oscillano evocando il movimento delle onde ma anche, in senso pi\u00f9 sottile, il ritmo instabile e fluttuante delle relazioni umane e dei rapporti di amicizia. La pratica della pesca e il mondo del cibo e della cucina \u2014 tutti gesti e pratiche ricorrenti nella ricerca di Sasamoto che afferiscono alla quotidianit\u00e0 \u2014 emergono qui come metafora ambivalente. Questo immaginario riaffiora in catch or be caught (2025), una scultura composta da due strutture metalliche che, muovendosi verticalmente secondo una sequenza alternata, si aprono e chiudono in un moto che oscilla tra la forma di una tradizionale trappola per granchi e quella organica che ricorda un fiore stilizzato. La coreografia meccanica che si viene a creare suggerisce una riflessione sulla tensione fisica e la vulnerabilit\u00e0 dello spazio.<\/p>\n<p>Proseguendo lungo il percorso espositivo, Delicate Cycle (2016) esplora l\u2019idea di un tempo non lineare e mette in discussione il concetto di ciclo. Questo processo emerge sia attraverso la presenza di lavatrici, sia dall\u2019evocazione del movimento dello scarabeo stercorario, figura che affascina l\u2019artista sin dall\u2019infanzia. Il moto circolare diventa cos\u00ec un sottotesto che attraversa la mostra anche nella performance in cui Sasamoto attiva l\u2019opera facendo rotolare una grande sfera ricoperta di lenzuola. Questo gesto innesca una riflessione sulle ansie legate a ordine e controllo, estendendo la logica del lavaggio ai meccanismi della memoria e all\u2019illusione di poter cancellare permanentemente una macchia.<\/p>\n<p>Spesso i lavori di Sasamoto nascono da esperienze di vita personale, come l\u2019installazione e performance Secrets of My Mother\u2019s Child (2009), che affronta il tema di un trauma intergenerazionale. Mobili e oggetti quotidiani richiamano la sfera domestica evocando allo stesso tempo, quasi architettonicamente, le strutture emotive della vita famigliare. Attraverso un\u2019indagine sulle dinamiche e le tensioni del rapporto con la madre, l\u2019opera apre a una riflessione sulla natura di un segreto: come afferma l\u2019artista, \u201cmi affascina quel passaggio da segreto a fatto svelato\u201d. Questa tensione tra prossimit\u00e0 e distanza, conoscenza e mistero, si materializza nella presenza scultorea di una barra metallica sospesa che riprende la forma della funzione matematica X x Y = 1, la curva i cui due asintoti si avvicinano all\u2019infinito senza mai toccarsi. L\u2019immagine diventa cos\u00ec una metafora del segreto stesso, qualcosa che si ambisce di conoscere ma che, una volta scoperto, smette inevitabilmente di essere tale.<\/p>\n<p>L\u2019impiego di materiali quotidiani emerge anche in Centrifugal March (2012), in cui Sasamoto include elementi di arredo come armadi e letti per riflettere sulle forze centrifughe. A questi si aggiunge il ghiaccio, un materiale instabile e in trasformazione che introduce nell\u2019opera una dimensione temporale e sonora. Sciogliendosi lentamente, il ghiaccio produce un suono sottile e amplificato che scandisce il passaggio del tempo e accompagna la metamorfosi della materia, evocando al contempo temi legati alla memoria e a rituali di conservazione del corpo dopo la morte. Strange Attractors (2010), opera concepita per la Whitney Biennale, si sviluppa come una costellazione di elementi sospesi, tra tavoli, camere a circuito chiuso e bicchieri incastonati in retine per la frutta, componendo un ambiente di oggetti domestici alterati e riconfigurati. In matematica e secondo la teoria del caos, uno \u201cstrano attrattore\u201d indica una struttura dinamica in cui molteplici elementi coesistono, generando un sistema in cui l\u2019ordine emerge all\u2019interno di un disordine apparente.<\/p>\n<p>Tra le altre opere, la mostra include anche Wrong Happy Hour (2014), un\u2019installazione che trasforma lo spazio espositivo in un bar disfunzionale. L\u2019ambiente sar\u00e0 visibile all\u2019interno dello Shed solo dal retro, mentre dall\u2019esterno dell\u2019edificio, attraverso una porta di vetro, si avr\u00e0 una visione totale. Durante la performance, l\u2019ambiente si attiva come un vero bar, con la possibilit\u00e0 di bere e sostare all\u2019interno, mentre Sasamoto si muove tra gli oggetti, rivolgendo domande al pubblico, fino a spingere fisicamente i visitatori fuori dallo spazio spostando il muro di fondo, come in un ambiente relazionale che si riduce progressivamente fino all\u2019esclusione. Accanto all\u2019installazione, il video omonimo restituisce e rielabora la narrazione del monologo dell\u2019artista durante la performance. Il motivo del bar ritorna anche in Past in a future tense (2019), una versione altrettanto disfunzionale di un luogo di incontro e di relazioni, in cui gli elementi sono messi in connessione attraverso il movimento dell\u2019aria. Bicchieri da whiskey si muovono all\u2019interno di sfere di vetro soffiato a mano a Murano, disposte su tavolini e su un bancone, attivati unicamente dai flussi d\u2019aria. L\u2019installazione \u00e8 arricchita dai video Weather Bar Forecast #1 e Weather Bar Forecast #2 (2021), che riprendono il format televisivo delle previsioni metereologiche accentuando la dissonanza tra il linguaggio misurato e fattuale utilizzato e la realt\u00e0 sempre pi\u00f9 instabile e allarmante delle catastrofi climatiche.<\/p>\n<p>Presentata in Pirelli HangarBicocca attraverso una documentazione video, Cooking Show (2005) risale alla fase iniziale della ricerca artistica di Sasamoto, quando il suo lavoro si sviluppava in ambito teatrale e sperimentava i confini tra performance e spettacolo dal vivo. Con l\u2019obiettivo di decostruire l\u2019estetica surreale e la logica bizzarra dei programmi di cucina televisivi, in questa azione l\u2019artista esegue procedure culinarie convenzionali utilizzando utensili dalle dimensioni sproporzionate, alterando i passaggi e inserendo informazioni inaspettate. La scala volutamente esagerata degli oggetti li trasforma in strumenti attraverso cui articolare le difficolt\u00e0 intrinseche della comunicazione interpersonale, rendendo azioni quotidiane comicamente impraticabili e visivamente stridenti.<\/p>\n<p>L\u2019artista<br \/>\nL\u2019artista ha tenuto mostre e progetti personali presso numerose istituzioni come Studio Voltaire, Londra (2026); il Museum of Contemporary Art Tokyo (MOT), (2025); Para Site, Hong Kong (2024); Queens Museum, New York (2023); American Academy of Arts and Letters, New York (2023); Danspace Project, New York (2020); The Kitchen, New York (2017); SculptureCenter, New York (2016); Para Site, Hong Kong (2016); Center for Curatorial Studies, Bard College, New York (2012).<br \/>\nSasamoto ha inoltre partecipato a differenti mostre collettive a livello internazionale presso il National Museum of Modern and Contemporary Art, Seoul (2024); San Jose Museum of Art (2024); Verge Center for the Arts, Sacramento, California (2024); Mori Art Museum, Tokyo (2023, 2013); Herzliya Museum of Contemporary Art, Tel Aviv (2023); Museum of Contemporary Art Busan, Corea del Sud (2022); Kunsthal Rotterdam (2021); Hirosaki Museum of Contemporary Art, Aomori, Giappone (2021); Power Station of Art, Shanghai (2016); High Line Art, New York (2014).<br \/>\nInoltre, le opere e le performance dell\u2019artista sono state esposte presso numerose Biennali come la 59 Biennale di Venezia (2022); Aichi Triennale (2022); Busan Biennale (2022); Okayama Art Summit (2022); Kochi-Muziris Biennale (2016); Whitney Biennial, Greater New York (2010); e Yokohama Triennale (2008).<br \/>\nNel 2023, l\u2019artista \u00e8 stata insignita del Calder Prize e ha completato una residenza all\u2019Atelier Calder a Sach\u00e9, Francia nel 2021. Aki Sasamoto \u00e8 Professor e Director of Graduate Studies in Sculpture alla Yale University School of Art.<\/p>\n<p>Calendario performance e Public Program<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 17 settembre<br \/>\n11.00 | Sounding Lines + catch or be caught<br \/>\n16.00 | Secrets of My Mother\u2019s Child<br \/>\n19.00 | Centrifugal March<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 22 ottobre<br \/>\nPublic Program<br \/>\n19.00 | Secrets of My Mother\u2019s Child<br \/>\n20.00 | Conversazione tra Aki Sasamoto e Massimo Bernardi nella Lab Room<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 23 ottobre<br \/>\nPublic Program<br \/>\n18.00 | Centrifugal March<\/p>\n<p>Sabato 24 ottobre<br \/>\nPublic Program<br \/>\n11.00 | Strange Attractors<br \/>\n16.00 | Wrong Happy Hour<br \/>\n19.00 | Delicate Cycle<\/p>\n<p>Catalogo<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da una monografia approfondita, che offre ulteriori approfondimenti sulla pratica artistica di Sasamoto. La pubblicazione riunisce un gruppo di critici e studiosi d\u2019arte internazionali che hanno seguito da vicino la sua carriera. Include una conversazione tra Sasamoto e Cecilia Alemani, oltra a saggi e testi tematici di critici e curatori come Hendrik Folkerts, che analizza gli aspetti performativi e gestuali del suo lavoro, di Christina Li, sul rapporto con il linguaggio, Barbara London sull\u2019aspetto sonoro e performativo, e del matematico Pau Atela.<br \/>\nLe opere esposte a Milano sono documentate attraverso un\u2019ampia sequenza di immagini di allestimento e sono accompagnate da un testo introduttivo delle curatrici della mostra, Roberta Tenconi e Tatiana Palenzona, oltre a un regesto di tutti i lavori realizzati da Sasamoto dal 2005 a oggi.<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca<br \/>\nPirelli HangarBicocca \u00e8 una fondazione no profit dedicata alla produzione e alla promozione dell\u2019arte contemporanea, voluta e sostenuta da Pirelli. Fondata nel 2004, Pirelli HangarBicocca \u00e8 oggi un\u2019istituzione di riferimento per la comunit\u00e0 dell\u2019arte internazionale, per i cittadini e per il territorio. Realt\u00e0 museale totalmente gratuita, accessibile e aperta, \u00e8 un luogo di sperimentazione, ricerca e divulgazione in cui l\u2019arte \u00e8 lo spunto di riflessione sui temi pi\u00f9 attuali della cultura e della societ\u00e0 contemporanea. Le attivit\u00e0, rivolte a un\u2019audience ampia ed eterogenea, comprendono un calendario di importanti mostre personali di artisti italiani e internazionali, un programma multidisciplinare di eventi collaterali e di approfondimento, un\u2019attivit\u00e0 editoriale scientifica e divulgativa, proposte educative e di formazione. Il dialogo tra pubblico e arte \u00e8 inoltre favorito dalla presenza costante, negli spazi espositivi, di uno staff di mediatori museali. A partire dal 2012 la direzione artistica \u00e8 affidata a Vicente Todol\u00ed. Ospitato in un edificio ex industriale, un tempo sede di una fabbrica per la costruzione di locomotive, Pirelli HangarBicocca ha una superficie di 15.000 metri quadrati ed \u00e8 uno degli spazi espositivi a sviluppo orizzontale pi\u00f9 ampi d\u2019Europa. L\u2019area espositiva comprende gli spazi di Shed e Navate, dedicati a ospitare mostre temporanee, e l\u2019opera permanente di Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, monumentale installazione costituita da sette torri in cemento armato divenuta una delle opere pi\u00f9 iconiche della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<\/p>\n<p> Pirelli HangarBicocca<br \/>\nArtist Aki Sasamoto<\/p>\n<p>\u201cXYZ\u201d<br \/>\nA cura di<br \/>\nRoberta Tenconi con Tatiana Palenzona<br \/>\nOrganizzata da<br \/>\nPirelli HangarBicocca<br \/>\n17 settembre 2026 \u2013 17 gennaio 2027<br \/>\nLocation<br \/>\nVia Chiese 2, Milano<br \/>\nOrario di apertura<br \/>\nGioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica<br \/>\n10.30-20.30<br \/>\nIngresso Gratuito<br \/>\nCatalogo Marsilio Arte<\/p>\n<p>Workshop<br \/>\nInformazioni sui percorsi creativi:<br \/>\nhttps:\/\/pirellihangarbicocca.org\/kids\/<\/p>\n<p>Info<br \/>\n+39 02 6611 1573<br \/>\ninfo@hangarbicocca.org<\/p>\n<p> ph<br \/>\nAki Sasamoto performance of Delicate Cycle, 2016. \u201cAki Sasamoto: Delicate Cycle,\u201d SculptureCenter, New York, 2016. Courtesy the artist and SculptureCenter, New York. Photo Kyle Knodell<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pirelli HangarBicocca presenta la mostra Aki Sasamoto \u201cXYZ\u201d 17 settembre 2026 \u2013 17 gennaio 2027 A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona Dal 17 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, Pirelli HangarBicocca presenta \u201cXYZ\u201d, la prima mostra personale di Aki Sasamoto in un\u2019istituzione europea: oltre vent\u2019anni di sperimentazione interdisciplinare dove coesistono scienza e intuizione, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77734\/arte\/aki-sasamoto-xyz-pirelli-hangarbicocca.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Aki Sasamoto  XYZ  Pirelli HangarBicocca<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":77735,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[27618,17737,27619],"class_list":["post-77734","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-aki-sasamoto","tag-pirelli-hangarbicocca","tag-xyz"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77734"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77738,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77734\/revisions\/77738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}