
{"id":77667,"date":"2026-07-14T22:01:40","date_gmt":"2026-07-14T20:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77667"},"modified":"2026-07-14T22:01:40","modified_gmt":"2026-07-14T20:01:40","slug":"milano-palazzo-reale-i-capolavori-fotografati-di-aurelio-amendola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77667\/arte\/milano-palazzo-reale-i-capolavori-fotografati-di-aurelio-amendola.html","title":{"rendered":"MILANO PALAZZO REALE I \u201cCAPOLAVORI FOTOGRAFATI\u201d DI AURELIO AMENDOLA"},"content":{"rendered":"<p>Aurelio Amendola torna a Palazzo Reale di Milano a trent\u2019anni dalla mostra personale Cappelle Medicee (1995): dal 16 giugno al 6 settembre 2026 le sale del palazzo ospiteranno \u201cAurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo\u201d, esposizione promossa da Comune di Milano \u2013 Cultura, prodotta da Palazzo Reale, in collaborazione con Associazione Culturale Building.<br \/>\nAttraverso 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, la mostra celebra gli aspetti pi\u00f9 emblematici della ricerca di Amendola (Pistoia, 1938), figura centrale della fotografia d\u2019arte contemporanea, che si distingue per la capacit\u00e0 di attraversare la storia dell\u2019arte e trasformare la luce in racconto, con uno sguardo sensibile e intenso. Cuore della mostra \u00e8 il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare, attraverso il proprio obiettivo, con alcuni dei pi\u00f9 grandi protagonisti della storia dell\u2019arte. Dalle sculture immortali di Michelangelo Buonarroti (14751564), Gian Lorenzo Bernini (1598\u20131680) e Antonio Canova (1757-1822), fino alla forza espressiva del contemporaneo \u2013 rappresentata da Alberto Burri (1915-1995), Emilio Vedova (1919\u20132006) e Hermann Nitsch (1938-2022) \u2013 le sue immagini rivelano tanto la vita segreta delle opere quanto l\u2019identit\u00e0 profonda degli artisti. A questa ricerca si affianca una sezione dedicata al Duomo di Milano con una serie di scatti inediti che indagano la cattedrale come organismo plastico e materia scolpita: non solo architettura, ma vera e propria scultura attraversata dalla luce e dal tempo.<\/p>\n<p>\u201cAccogliere a Palazzo Reale la mostra di Aurelio Amendola significa rendere omaggio a uno dei grandi interpreti della fotografia d\u2019arte contemporanea \u2013 afferma l\u2019assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi \u2013. Il suo sguardo ha saputo instaurare un dialogo unico con alcuni dei massimi protagonisti della storia dell\u2019arte, da Michelangelo a Bernini, da Canova a Burri, Vedova e Nitsch. Particolarmente emozionante \u00e8 la sezione dedicata al Duomo di Milano, che attraverso l\u2019obiettivo di Amendola rivela tutta la sua forza espressiva e la sua bellezza\u201d.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si apre con un primo nucleo di 41 fotografie \u2013 qui riunite anche grazie ai prestiti di prestigiose collezioni italiane e internazionali, come la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Citt\u00e0 di Castello, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia e Nitsch Foundation di Vienna \u2013 dedicate a tre grandi protagonisti del secondo Novecento, la cui pratica artistica \u00e8 profondamente legata all\u2019azione: Hermann Nitsch, Alberto Burri ed Emilio Vedova. Nei loro lavori il gesto si fa segno, materia, energia e poi opera: traccia visibile dell\u2019atto creativo. Amendola li ritrae nei rispettivi atelier, cogliendone la dimensione pi\u00f9 intima e, al tempo stesso, dinamica, restituendo nelle immagini la forza e l\u2019intensit\u00e0 della loro arte. Tra le opere presentate, una selezione di scatti illustra le \u201cazioni rosso sangue\u201d realizzate da Hermann Nitsch nel castello di Prinzendorf nel 2012, condensando l\u2019essenza della sua pratica in una narrazione pi\u00f9 raccolta e inedita rispetto alla dimensione performativa e corale che caratterizza le sue azioni.<\/p>\n<p>Di particolare rilievo sono le celebri Combustioni di Alberto Burri: nel 1976, a Citt\u00e0 di Castello, Amendola realizza una sequenza fotografica in cui l\u2019artista \u00e8 colto nell\u2019atto di bruciare una superficie plastica, alterandone la materia. In queste immagini emerge con chiarezza un processo creativo, in cui il gesto \u2013 insieme meccanico e spontaneo \u2013 d\u00e0 forma ad alcuni dei suoi esiti pi\u00f9 iconici. Nelle fotografie del 1987 dedicate a Emilio Vedova, emerge invece il vortice generativo della sua arte. L\u2019energia che attraversa le opere \u2013 in particolare i grandi tondi \u2013 si manifesta come estensione diretta di una gestualit\u00e0 tesa, nervosa, ma al contempo controllata: Vedova \u00e8 colto mentre si muove nello spazio dell\u2019atelier come in un campo d\u2019azione, e il suo corpo diviene matrice del segno pittorico.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con una sala interamente dedicata a nove fotografie del Duomo di Milano (2009), esposte per la prima volta al pubblico. Attraverso dettagli, prospettive e giochi di luce, la cattedrale viene riletta nella sua complessit\u00e0 formale e forza espressiva. Nel contesto di Palazzo Reale e della sua prossimit\u00e0 fisica con il Duomo, la presenza di questi scatti assume un valore particolarmente evocativo, rafforzando il dialogo tra immagine e luogo, rappresentazione e presenza.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo include inoltre con 35 scatti che ritraggono alcuni dei pi\u00f9 celebri capolavori scultorei di grandi Maestri italiani del passato: Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova e Michelangelo Buonarroti. Attraverso eleganti giochi di luce che esaltano la superficie marmorea, le fotografie in bianco e nero di Amendola mettono in evidenza prospettive e dettagli, offrendo scorci inediti dei diversi gruppi scultorei: dalla drammaticit\u00e0 del Ratto di Proserpina (1621-1622) di Bernini, alla delicatezza del tempo sospeso nell\u2019abbraccio tra Amore e Psiche (1787-1793) di Canova, fino allo sguardo profondo della statua di Giuliano de\u2019 Medici, realizzata da Michelangelo per le Cappelle Medicee della Sagrestia Nuova a Firenze (1521-1534).<\/p>\n<p>In occasione della mostra sar\u00e0 pubblicato un catalogo edito da Skira, in edizione bilingue (italiano e inglese), che presenta il lavoro di Aurelio Amendola attraverso la selezione delle opere esposte in questa occasione a Palazzo Reale.<\/p>\n<p>Palazzo Reale, Milano<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; mercoled\u00ec &#8211; venerd\u00ec &#8211; sabato &#8211; domenica, 10.00 &#8211; 19.30<br \/>\ngioved\u00ec, 10.00 &#8211; 22.30<br \/>\nIngresso gratuito<br \/>\npalazzorealemilano.it<\/p>\n<p>Aurelio Amendola, Duomo di Milano, 2009, Stampa Inkjet Fine Art su carta fotografica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aurelio Amendola torna a Palazzo Reale di Milano a trent\u2019anni dalla mostra personale Cappelle Medicee (1995): dal 16 giugno al 6 settembre 2026 le sale del palazzo ospiteranno \u201cAurelio Amendola. 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