
{"id":77536,"date":"2026-05-19T16:29:46","date_gmt":"2026-05-19T14:29:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77536"},"modified":"2026-05-19T16:29:46","modified_gmt":"2026-05-19T14:29:46","slug":"open-house-milano-xi-edizione-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77536\/architettura\/open-house-milano-xi-edizione-2026.html","title":{"rendered":"OPEN HOUSE MILANO XI EDIZIONE 2026"},"content":{"rendered":"<p>OPEN HOUSE MILANO<br \/>\nXI EDIZIONE \u2013 SABATO 23 e DOMENICA 24 MAGGIO 2026<br \/>\nMILANO DALL\u2019ALTO<br \/>\nProgetto grafico About Studio<br \/>\nOpen House Milano inaugura il suo secondo decennio guardando la citt\u00e0 da una nuova prospettiva: Milano dall\u2019alto, viva, connessa, in continua trasformazione.<br \/>\nUn programma di aperture straordinarie e visite guidate gratuite trasforma l\u2019architettura in uno strumento di conoscenza, partecipazione e ascolto della citt\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>Sabato 23 e domenica 24 maggio torna Open House Milano, il weekend di aperture straordinarie che ogni anno invita il pubblico a scoprire la citt\u00e0 attraverso i suoi spazi, le sue architetture e le trasformazioni che ne ridefiniscono il paesaggio urbano.<br \/>\nCon l\u2019XI edizione si apre per Open House Milano una nuova fase.<br \/>\nDopo dieci edizioni che hanno progressivamente costruito una delle esperienze culturali pi\u00f9 partecipate e riconoscibili della citt\u00e0, la manifestazione \u00e8 oggi parte del palinsesto delle iniziative pi\u00f9 attese di Milano: un progetto \u201cdella citt\u00e0 per la citt\u00e0\u201d, capace negli anni di ampliare il modo di osservare, attraversare e conoscere il territorio urbano, tracciando nuove rotte di esplorazione e nuove forme di relazione con lo spazio contemporaneo.<br \/>\nLa formula delle aperture straordinarie e delle visite guidate nasce nel 1992 con Open House London, ideato da Victoria Thornton fondatrice del format diffusosi negli anni in 55 citt\u00e0 del mondo, con l\u2019obiettivo di rendere l\u2019architettura accessibile a tutti attraverso l\u2019esperienza diretta dei luoghi.<br \/>\nOpen House Milano ne raccoglie e rinnova questa eredit\u00e0, trasformando \u201cla visita\u201d in una pratica collettiva di conoscenza: non soltanto un\u2019occasione per entrare in spazi normalmente chiusi al pubblico, ma un vero e proprio strumento per leggere la citt\u00e0, comprenderne le trasformazioni e costruire nuove forme di consapevolezza urbana.<br \/>\nDalla sua nascita, OHM ha aperto centinaia di luoghi normalmente non accessibili, ma soprattutto ha costruito un diverso tempo della visita. Un tempo pi\u00f9 lento, attento, consapevole. In una citt\u00e0 sempre pi\u00f9 veloce e performativa, Open House continua infatti a creare uno spazio di ascolto e di esperienza diretta, dove l\u2019architettura non \u00e8 soltanto elemento da osservare, ma uno strumento attraverso cui comprendere i cambiamenti sociali, culturali e urbani che attraversano Milano.<br \/>\nIl tema dell\u2019edizione 2026, MILANO DALL\u2019ALTO, nasce proprio da questo desiderio di cambiare prospettiva. Sollevare lo sguardo per leggere Milano come un organismo vivo, dinamico e interconnesso, dove skyline, infrastrutture, cortili, torri, spazi pubblici e dimensioni private compongono un unico paesaggio urbano in continua evoluzione.<br \/>\nDall\u2019alto emergono connessioni che nella quotidianit\u00e0 spesso sfuggono: il rapporto tra centro e periferie, tra memoria e innovazione, tra densit\u00e0 urbana e qualit\u00e0 dell\u2019abitare. Milano si rivela cos\u00ec come una citt\u00e0 collettiva, fatta di relazioni, tensioni e trasformazioni che l\u2019architettura rende visibili.<br \/>\nAttraverso un programma di aperture straordinarie e visite guidate gratuite, Open House Milano accompagna il pubblico dentro architetture iconiche costruendo un racconto corale che attraversa epoche, linguaggi e scale progettuali differenti.<br \/>\nPerch\u00e9 conoscere la citt\u00e0 significa prima di tutto imparare a viverla con maggiore attenzione.<\/p>\n<p>\u201cIn una citt\u00e0 spesso attraversata da iniziative ipertrofiche e consumate rapidamente, Open House Milano continua a essere uno spazio di ascolto, scoperta e attenzione. Un progetto che invita a rallentare e a leggere Milano attraverso i suoi spazi, come un libro aperto fatto di architetture, storie e visioni. Dalle case private ai grandi luoghi della trasformazione urbana, OHM continua a custodire una dimensione autentica della meraviglia e della conoscenza condivisa della citt\u00e0.\u201d<br \/>\nLucia Mannella, co-direttore Open House Milano<\/p>\n<p>\u201cCondividere l\u2019architettura: \u00e8 questo il principio alla base del progetto Open House. Condividere storie, conoscenze e valori significa promuovere occasioni di scambio reciproco capaci di arricchire tutti i protagonisti coinvolti tra gestori, volontari e pubblico. Questo \u00e8 il senso e la forza di Open House: un progetto partecipato che riconosce ogni parte come protagonista attiva dell\u2019iniziativa e invita a riflettere sulla progettazione, sul significato e sulla funzione dei luoghi visitati.\u201d<br \/>\nMaya Plata, co-direttore Open House Milano<\/p>\n<p>Il programma 2026<\/p>\n<p>Gli 80 luoghi visitabili di Open House Milano 2026 compongono una geografia eterogenea della citt\u00e0 contemporanea: architetture iconiche, spazi privati, sedi istituzionali, luoghi del lavoro, nuovi landmark urbani e siti normalmente non accessibili costruiscono un racconto diffuso che attraversa Milano nelle sue molteplici identit\u00e0.<br \/>\nIl programma, consultabile e prenotabile su openhousemilano.org, nasce da una rete sempre pi\u00f9 ampia di collaborazioni, partecipazioni spontanee e sinergie progettuali che ogni anno arricchiscono il palinsesto della manifestazione. Le aperture si distribuiscono nei sei sestieri storici della citt\u00e0 \u2014 Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina \u2014 e si intrecciano a itinerari tematici che permettono di leggere l\u2019evoluzione urbana, sociale e culturale di Milano attraverso i suoi spazi.<\/p>\n<p>Partner di Open House 2026, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti inaugura la manifestazione con Nel Paese delle Ombre, progetto performativo e installativo ospitato presso Centro Artistico Alik Cavaliere in occasione del centenario della nascita dell\u2019artista. Liberamente ispirata a La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki Murakami, l\u2019opera di Matteo Manzitti su libretto di Daniela Morelli costruisce una narrazione immersiva sospesa tra dimensione onirica e riflessione sull\u2019identit\u00e0, coinvolgendo attivamente il pubblico all\u2019interno dello spazio scenico. Il progetto nasce da un lavoro interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti dei Trienni in  Scenografia e in Fashion Design e dell\u2019Area Media Design and New Technologies di NABA: scenografie, costumi, contenuti video e sonori dialogano con gli ambienti del Centro Alik Cavaliere, trasformando la visita in un\u2019esperienza performativa diffusa. La rappresentazione teatrale sar\u00e0 presentata in anteprima venerd\u00ec 22 maggio con la direzione musicale di Pilar Bravo e la regia di Fred Santambrogio, mentre installazioni e contenuti multimediali resteranno visitabili per tutta la durata della manifestazione. &#8220;Siamo particolarmente entusiasti di inaugurare l&#8217;11\u00aa edizione di Open House Milano con \u201cNel Paese delle Ombre\u201d, un progetto straordinario che unisce arte, teatro, costume e linguaggi multimediali. Gli studenti e le studentesse delle Aree Set Design, Fashion Design e Media Design and New Technologies di NABA hanno avuto la possibilit\u00e0 di lasciarsi ispirare dal lavoro di Alik Cavaliere nel suo atelier, proprio nel centenario della sua nascita, e di collaborare confrontandosi in un progetto corale che ha unito diverse discipline artistiche affrontate nei corsi della nostra Accademia: dalla realizzazione degli elementi di scena ai costumi, confrontandosi con musicisti, coristi e attori, fino al racconto multimediale della rappresentazione dell&#8217;opera per il pubblico di Open House Milano, tramite i linguaggi della fotografia e delle nuove tecnologie&#8221; commenta Guido Tattoni, Direttore di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti<\/p>\n<p>Prosegue la collaborazione con ABITARE, magazine di riferimento per il mondo del design, dell\u2019arte e dell\u2019architettura, che anche per il 2026 propone uno sguardo critico sulle trasformazioni dell\u2019abitare contemporaneo e sui nuovi scenari urbani che stanno ridefinendo Milano. I percorsi curati insieme al magazine diventano cos\u00ec occasioni per leggere la citt\u00e0 attraverso i suoi progetti pi\u00f9 significativi, intercettando temi come tutela del patrimonio architettonico, riqualificazione e modelli abitativi emergenti. Per questa edizione, ABITARE accompagna il pubblico alla scoperta di Aparto Giovenale, studentato progettato da Carmody Groarke con Calzoni Architetti per il gruppo Savills, tra gli interventi pi\u00f9 interessanti realizzati recentemente in citt\u00e0 per qualit\u00e0 architettonica e generosit\u00e0 degli spazi. In una Milano dove la domanda di housing universitario continua a crescere e l\u2019offerta resta ancora insufficiente, Aparto rappresenta un caso significativo: un progetto che supera la rigidit\u00e0 tipica di molte residenze studentesche contemporanee, trasformando lo studentato in un luogo aperto, espressivo e capace di interpretare in modo nuovo il tema dell\u2019abitare condiviso.<\/p>\n<p>Open House Milano 2026 ospita la pubblicazione Milano Citt\u00e0 Giardino, a cura di LAMPOON Magazine, distribuita all\u2019interno di una selezione di siti del programma di aperture straordinarie. Edito da Edizioni Bignami, il tascabile si presenta come un manifesto civile che invita a ripensare il rapporto tra persone, natura e spazio urbano, intrecciando riflessioni sul verde, esempi virtuosi di rigenerazione e racconti quotidiani di una Milano pi\u00f9 lenta, respirabile e condivisa. Pi\u00f9 che una semplice pubblicazione, Milano Citt\u00e0 Giardino diventa uno strumento di lettura della citt\u00e0 contemporanea: uno sguardo critico ma profondamente ottimista che attraversa alberature, piazze, quartieri e paesaggi urbani per interrogarsi su quale idea di futuro Milano stia costruendo. Un invito a immaginare una citt\u00e0 dove qualit\u00e0 della vita, spazio pubblico e senso di appartenenza tornino al centro del discorso urbano.<\/p>\n<p>Dopo anni in cui il racconto di Open House Milano ha intercettato grandi masterplan urbani, operazioni di rigenerazione e nuove centralit\u00e0 cittadine, l\u2019edizione 2026 cambia prospettiva e riporta l\u2019attenzione sulla dimensione quotidiana dell\u2019abitare, in un\u2019alternanza di scale progettuali. Il focus si sposta sugli spazi vissuti: case private in tutte le loro declinazioni \u2013 dalle case-galleria ai progetti di interior design alle \u201ccase manifesto\u201d \u2013 nuove forme di residenzialit\u00e0 condivisa, hospitality contemporanea, luoghi del lavoro, studi di progettazione e spazi culturali che raccontano una Milano pi\u00f9 intima, porosa e reale. Un\u2019indagine ravvicinata sui modi in cui oggi si abita, si lavora, si produce cultura e si costruiscono nuove comunit\u00e0 urbane. Ecco 10 siti che rappresentano la varie categorie sopracitate:<br \/>\nLa societ\u00e0 di architettura, ingegneria e consulenza per il real estate Lombardini22 partecipa per la prima volta a Open House Milano aprendo al pubblico il proprio headquarter di via Lombardini, uno spazio che interpreta il luogo di lavoro come ambiente relazionale, dinamico e orientato al benessere delle persone. Coerentemente con l\u2019approccio multidisciplinare dello studio, che integra Design Thinking, workplace strategy e applicazione delle neuroscienze all\u2019architettura, gli spazi sono progettati per incentivare collaborazione, interazione e qualit\u00e0 dell\u2019esperienza quotidiana per gli oltre 500 professionisti del gruppo. A pochi passi dall\u2019headquarter si trova anche Hub Lombardini22, spazio dedicato a eventi, coworking e progettualit\u00e0 culturali: un ambiente flessibile e riconfigurabile che ospita workshop, mostre e appuntamenti legati all\u2019architettura, al design e ai nuovi scenari del contemporaneo, confermando il ruolo dello studio come piattaforma aperta di ricerca e confronto sulla citt\u00e0.<br \/>\n\u201cPensiamo all\u2019architettura come a uno strumento capace di connettere persone e luoghi, e di attivare processi di miglioramento per il territorio. Gli interventi che realizziamo nascono dalla volont\u00e0 di contribuire a una citt\u00e0 pi\u00f9 accessibile, inclusiva e attenta al bene comune, dove la comunit\u00e0 diventa parte attiva della trasformazione. Per noi di Lombardini22, innovare significa generare valore condiviso e duraturo, mettendo le persone al centro di ogni progetto\u201d afferma Franco Guidi, CEO e Founder di Lombardini22.<\/p>\n<p>MULINO Factory e MuaMua Hotel fanno parte dello stesso complesso architettonico ma raccontano due differenti modi di interpretare oggi il tema dell\u2019abitare collettivo e dell\u2019ospitalit\u00e0 contemporanea a Milano.<br \/>\nDa un lato, MULINO Factory, ex pastificio realizzato con la collaborazione di Gio Ponti, esplora il concetto di nuova comunit\u00e0 abitativa attraverso uno spazio ibrido che mette in relazione residenza, creativit\u00e0 e produzione culturale, dando vita a un ecosistema dove atelier, spazi condivisi e ambienti privati convivono in una dimensione fluida e collaborativa. Un progetto che interpreta l\u2019abitare come pratica collettiva e interdisciplinare, capace di ridefinire il rapporto tra vita privata, lavoro creativo e comunit\u00e0 urbana.<br \/>\nDall\u2019altro, MuaMua Hotel traduce il tema dell\u2019hospitality in un\u2019esperienza immersiva e fortemente identitaria, dove il progetto degli interni diventa elemento narrativo centrale. L\u2019hotel, con l\u2019allestimento firmato da Tom Dixon, costruisce infatti un immaginario scenografico che intreccia design e atmosfera trasformando lo spazio ricettivo in un ambiente esperienziale capace di ridefinire il rapporto tra ospitalit\u00e0, estetica e vita urbana contemporanea.<br \/>\nLudovica Virga, la fondatrice del nuovo complesso creativo descrive cos\u00ec il mood dei due luoghi: \u201cMulino Factory \u00e8 un progetto nato da poco. Si colloca a met\u00e0 tra la Factory di Andy Warhol e il condominio di Friends. Mulino \u00e8 molto grato di essere tenuto a battesimo da Open House. Anche se, in fondo, \u00e8 un bambino che compir\u00e0 100 anni tra tre anni. Disegnato da Chiodi e Ponti nel 1929, \u00e8 nato per produrre farina ed \u00e8 rinato per produrre idee. Qui convivono artisti, lavorano creativi, c\u2019\u00e8 un\u2019artist residency e una galleria condominiale. Tutti si adorano, ma \u00e8 imperfetto, incasinato, un po\u2019 circo. E per me il circo \u00e8 meglio del circolino.\u201d<\/p>\n<p>Casa De Pas \u00e8 una casa-progetto che restituisce a Milano una straordinaria testimonianza della cultura progettuale e dell\u2019interior design degli anni Settanta. All\u2019interno della Casa Fronte Parco, edificio progettato tra il 1950 e il 1951 da Pietro Lingeri e affacciato sull\u2019Arena Civica e sulla Torre Branca, il designer Jonathan De Pas realizz\u00f2 per la propria abitazione un intervento radicale e visionario, trasformando l\u2019impianto originario in un grande open space fluido e permeabile, fondato sulla continuit\u00e0 visiva, sulla flessibilit\u00e0 degli ambienti e sull\u2019integrazione totale tra architettura, arredi e vita quotidiana. Recentemente restaurato dal figlio Martino De Pas insieme agli architetti Carlo Masera e Alessandro Ferrari, l\u2019appartamento apre eccezionalmente al pubblico offrendo la possibilit\u00e0 di riscoprire uno degli esempi pi\u00f9 significativi della sperimentazione domestica milanese del secondo Novecento.<\/p>\n<p>Tra le realt\u00e0 che ridefiniscono il confine tra abitare, cultura e progettazione, The AP.Art.Ment occupa una posizione unica nel panorama milanese. Nato da un\u2019idea di Pasqualina Lepore e Andrea Villa, il progetto trasforma un appartamento degli anni Venti in una home gallery dove arte contemporanea, collectible design e ospitalit\u00e0 convivono all\u2019interno di una dimensione autenticamente domestica. Pi\u00f9 che uno spazio espositivo, The AP.Art.Ment \u00e8 un interno vissuto, stratificato, in continua evoluzione: un luogo dove opere, arredi e oggetti dialogano con la quotidianit\u00e0, dissolvendo il confine tra residenza privata e piattaforma culturale. Lontano dalla neutralit\u00e0 del white cube, il visitatore \u00e8 invitato a entrare in uno spazio intimo e immersivo, dove memoria, estetica e architettura si intrecciano in una narrazione fluida e profondamente personale. Un progetto che interpreta la casa come esperienza curatoriale e l\u2019abitare come gesto culturale.<\/p>\n<p>Il programma introduce novit\u00e0 anche tra gli spazi della cultura con l\u2019apertura di Leonardo3 Museum, museo dedicato al pensiero, alle invenzioni e alle visioni di Leonardo da Vinci situato all\u2019interno della Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore monumentale di Milano. Nato dall\u2019attivit\u00e0 del Centro Studi Leonardo3, il museo costruisce un\u2019esperienza immersiva dove ricostruzioni funzionanti delle macchine leonardesche, ambienti interattivi e tecnologie digitali accompagnano il visitatore dentro l\u2019universo progettuale di Leonardo, trasformando la visita in un attraversamento continuo tra immaginazione, ingegno e sperimentazione. In occasione di Open House Milano 2026, il museo presenta un itinerario speciale ispirato alla celebre veduta a volo d\u2019uccello della citt\u00e0 contenuta nel Codice Atlantico, creando un dialogo diretto con il tema Milano dall\u2019alto. Un percorso che invita il pubblico a rileggere la Milano ducale attraverso studi, macchine e visioni leonardesche, culminando nella ricostruzione della macchina volante progettata tra il 1490 e il 1495: simbolo dell\u2019ambizione di osservare la citt\u00e0 da una prospettiva nuova, sospesa tra intuizione scientifica e desiderio di volo. <\/p>\n<p>Si sale in alto, in uno dei landmark pi\u00f9 significativi di Milano, la Torre Velasca per varcare le porte di Signiture, un marchio di IWG (International Workplace Group), e conoscere un nuovo spazio del lavoro. Situato nella Torre Velasca, il centro si sviluppa su tre piani, dal settimo al nono, con vista sulla citt\u00e0. Lo spazio rappresenta un intervento in dialogo con l\u2019architettura originale.  Gli spazi comprendono 52 uffici, due sale meeting e una lounge. Nel rispetto del valore storico dell\u2019edificio, sono stati mantenuti la struttura e pavimenti originari; il progetto ha puntato su planimetria e luce naturale: pareti vetrate e trasparenze tra ascensori e piani amplificano la percezione dello spazio, rendendolo luminoso e aperto.<br \/>\nUn progetto di interior che lavora sul colore come linguaggio spaziale e dispositivo emotivo: Blu Milano reinterpreta un appartamento affacciato sulla Torre Velasca all\u2019interno di Palazzo dei Bersaglieri, confrontandosi con i vincoli storici dell\u2019edificio senza rinunciare a una visione fortemente contemporanea. Nel rispetto dell\u2019impianto originario tutelato dalla Soprintendenza, il progetto trasforma gli spazi attraverso contrasti cromatici, texture e giochi di luce che costruiscono ambienti intimi, immersivi e scenografici. Pi\u00f9 che una semplice abitazione, Blu Milano si configura come una vera e propria casa-manifesto: un interno narrativo dove memoria, sperimentazione e percezione emotiva dello spazio convivono in equilibrio.<\/p>\n<p>Nel cuore di Brera, Banca Investis apre eccezionalmente al pubblico gli spazi di Casa Girola, elegante edificio tra Otto e Novecento rielaborato da Piero Portaluppi negli anni della trasformazione moderna di Milano. Affacciata su via Broletto, la palazzina intreccia suggestioni eclettiche e dettagli liberty in un equilibrio raffinato che restituisce tutta la stratificazione architettonica della citt\u00e0 storica. Oggi, grazie a un accurato intervento di restauro conservativo, Casa Girola torna a vivere come sede contemporanea della banca, trasformandosi in un luogo dove memoria, rappresentanza e progetto dialogano con naturalezza. Un\u2019apertura che permette di entrare dentro una Milano normalmente invisibile, fatta di architetture riservate, interni storici e nuove funzioni urbane.<br \/>\nDietro la facciata discreta di CPM Music Institute si apre un vero e proprio ecosistema dedicato alla musica, alla formazione e alla produzione culturale contemporanea. La sede milanese, sviluppata su quattro livelli per oltre 2500 mq, ospita aule, studi, spazi performativi e un teatro completamente attrezzato con palco, luci e sistemi audio-video e streaming, configurandosi come una macchina creativa pensata per la pratica, la sperimentazione e la condivisione musicale. Fondato nel 1984 da Franco Mussida, il CPM rappresenta oggi una delle realt\u00e0 formative pi\u00f9 influenti nel panorama musicale italiano, capace di intrecciare didattica, ricerca artistica e impegno sociale. Dai suoi spazi sono passati alcuni dei protagonisti della scena musicale contemporanea, mentre parallelamente l\u2019istituto continua a promuovere progetti dedicati ai contesti di fragilit\u00e0 e disagio sociale, portando la musica dentro comunit\u00e0 e istituti penitenziari italiani come strumento di relazione, espressione e trasformazione personale.<\/p>\n<p>Il programma prosegue, proseguendo sull\u2019onda culturale con l\u2019apertura del Conservatorio di Musica G.Verdi, Teatro Filodrammatici, l\u2019Auditorium di Milano tra palchi e platee, in attesa di nuove programmazioni, e \u201cdietro le quinte\u201d misteriosi e affascinanti da scoprire durante la visita ai Laboratori del Teatro alla Scala per conoscere dove nascono i costumi e le scenografie del tempio milanese della lirica. Immancabile il Centro produzione TV RAI Milano per visitare lo storico Palazzo della Radio di corso Sempione, da sempre luogo di interesse storico ed artistico.<\/p>\n<p>Il tour si snoda attraverso le gallerie d\u2019arte, tra cui Assab One, le case museo come Casa Museo Mangini Bonomi, Atelier Mazot e Casa del Petrarca e le collezioni private come Collezione Giuseppe Iannacone in Torre Snia Viscosa.<br \/>\nAperture straordinarie coinvolgeranno alcune architetture iconiche che caratterizzano lo skyline milanese, come la Diamond Tower, imponente struttura architettonica si erge con maestosit\u00e0 nel panorama urbano di Milano, incarnando l&#8217;eccellenza dell&#8217;ingegneria moderna; Palazzina INA, Collegio di Milano, Torre Arcobaleno e Casa Rustici.<\/p>\n<p>Tra le dimore private aprir\u00e0 Casa Aric\u00f2, Casa Cicca Museum, Casa degli archi ritrovati, Loft in Via Legnone e Spazio Vito Nesta. Arricchisce il circuito una marketing suite all\u2019interno del progetto LivingUp situata al 18\u00b0 piano di una delle torri del quartiere SeiMilano, il progetto di rigenerazione urbana firmato da Mario Cucinella Architects.<br \/>\nDagli showroom di design come Archiproduct Milano e Cassina Store Milano agli spazi della progettazione come lo studio Barreca&#038;LaVarra, Oneworks Hedquarter e ACE \u2013 Integrated Design Company all\u2019interno di Palazzo Archinto, il palinsesto si snoda attraverso stili e linguaggi differenti.<br \/>\nL\u2019ospitalita\u0300 contraddistingue una citta\u0300 sempre in movimento come Milano e non potevano mancare all\u2019interno del programma alcuni hotel contemporanei o altri piu\u0300 storici come Il Grand Hotel et de Milan, il green hotel eco-sostenibile Hotel Concorde, lo spazio multifunzionale di arte, design e moda Nhow Milano e CX Milan Bicocca Campus &#038; Hotel, un esempio perfetto di hybrid hospitality, molto pi\u00f9 di un semplice campus universitario e di un semplice hotel, \u00e8 la casa di una community giovane ed internazionale, nato dal progetto di riconversione dell\u2019ex Manifattura Tabacchi.<\/p>\n<p>Open House Milano 2026 e\u0300 realizzata con il patrocinio di Senato della Repubblica, Comune di Milano, Rai Lombardia e Ordine degli Architetti di Milano.<br \/>\nOpen House Milano e\u0300 anche l\u2019omonima associazione culturale, promotrice e organizzatrice dell\u2019evento nata nel 2015 all\u2019interno dell\u2019associazione PLEF e che si e\u0300 sviluppata grazie alla volont\u00e0 di un gruppo di professionisti provenienti dal mondo dell\u2019architettura, del design e della comunicazione oltre ad esperti di sviluppo sostenibile. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OPEN HOUSE MILANO XI EDIZIONE \u2013 SABATO 23 e DOMENICA 24 MAGGIO 2026 MILANO DALL\u2019ALTO Progetto grafico About Studio Open House Milano inaugura il suo secondo decennio guardando la citt\u00e0 da una nuova prospettiva: Milano dall\u2019alto, viva, connessa, in continua trasformazione. 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