
{"id":77510,"date":"2026-04-14T18:26:53","date_gmt":"2026-04-14T16:26:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77510"},"modified":"2026-05-14T18:31:27","modified_gmt":"2026-05-14T16:31:27","slug":"il-world-press-photo-presenta-la-foto-dellanno-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77510\/arte\/il-world-press-photo-presenta-la-foto-dellanno-2026.html","title":{"rendered":"Il World Press Photo presenta la Foto dell\u2019Anno 2026"},"content":{"rendered":"<p>Il World Press Photo presenta la Foto dell\u2019Anno 2026<\/p>\n<p>Il World Press Photo, presenta la Foto dell\u2019Anno e i due finalisti del World Press Photo Contest 2026, che premia il miglior fotogiornalismo e la miglior fotografia documentaria al mondo.<br \/>\n\u00c8 disponibile il media kit completo, che include tutte le storie, le didascalie e le immagini in alta risoluzione per uso stampa.<\/p>\n<p>La Foto dell\u2019Anno 2026 \u00e8 Separati dall\u2019ICE di Carol Guzy, ZUMA Press, iWitness, per il Miami Herald.<\/p>\n<p>Questa fotografia \u00e8 stata scattata all\u2019interno di uno dei pochi edifici federali statunitensi dove \u00e8 stato consentito l\u2019accesso ai fotografi: un singolo corridoio in cui Carol Guzy e altri professionisti si sono presentati giorno dopo giorno per documentare ci\u00f2 che stava accadendo. L\u2019immagine cattura un momento straziante: una famiglia separata dallo Stato. Luis \u00e8 stato fermato dagli agenti dell Immigration and Customs Enforcement (ICE) dopo un\u2019udienza presso il tribunale per l\u2019immigrazione, all\u2019interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, il 26 agosto 2025. Luis, un migrante ecuadoriano che secondo la famiglia non ha precedenti penali, era l\u2019unico sostegno economico della famiglia. La moglie Cocha e i loro tre figli, di 7, 13 e 15 anni, sono rimasti sconvolti, costretti ad affrontare immediate difficolt\u00e0 economiche immediate e un profondo trauma emotivo.<br \/>\nQuello documentato da Carol Guzy non \u00e8 un caso isolato, ma l\u2019effetto di una politica applicata in modo indiscriminato a persone che si presentano alle udienze in buona fede. \u00c8 la prova documentata di una politica governativa attuata sistematicamente proprio nei confronti di chi segue le regole che gli sono state date.<\/p>\n<p>Questa immagine \u00e8 stata selezionata da un lavoro pi\u00f9 ampio di Guzy, Arresti dell\u2019ICE presso il tribunale di New York, premiato nella categoria Storie per la regione Nord e Centro America.<\/p>\n<p>Carol Guzy, vincitrice del World Press Photo of the Year 2026, ha dichiarato:<br \/>\n\u201cQuesto riconoscimento mette in luce l\u2019importanza cruciale di questa storia nel mondo. Siamo testimoni della sofferenza di innumerevoli famiglie, ma anche della loro dignit\u00e0 e resilienza che trascende l\u2019avversit\u00e0, mi ha toccato profondamente. Il coraggio di aprire le loro vite alle nostre macchine fotografiche ci ha permesso di raccontare le loro storie. E questo premio appartiene certamente a loro, non a me.\u201d<\/p>\n<p>La direttrice esecutiva del World Press Photo, Joumana El Zein Khoury, ha dichiarato:<br \/>\n\u201cQuesta immagine mostra il dolore inconsolabile di bambini che perdono il padre in un luogo costruito per la giustizia. \u00c8 una testimonianza cruda e necessaria della separazione familiare in seguito alle politiche di riforma degli Stati Uniti. In una democrazia, la presenza della macchina fotografica in quel corridoio diventa un atto di testimonianza: racconta una politica che ha trasformato i tribunali in luoghi di vite distrutte. \u00c8 un potente esempio di quanto sia importante il fotogiornalismo indipendente.\u201d<\/p>\n<p>I due finalisti del World Press Photo of the Year sono:<\/p>\n<p>Emergenza umanitaria a Gaza di Saber Nuraldin, EPA Images:<\/p>\n<p>I palestinesi si arrampicano su un camion di aiuti umanitari entra nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Zikim, nel tentativo di procurarsi farina, durante quella che l\u2019esercito israeliano ha definito una \u201csospensione tattica\u201d delle operazioni per consentire il passaggio degli aiuti umanitari. 27 luglio 2025.<\/p>\n<p>Nel 2025, la carestia si \u00e8 aggravata in un contesto che una commissione d\u2019inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sui diritti umani ha definito un genocidio a Gaza, valutazione contestata da Israele. Le autorit\u00e0 israeliane hanno imposto a marzo un blocco totale degli aiuti, una strategia che le organizzazioni umanitarie descrivono come l\u2019uso della fame come arma. Secondo le Nazioni Unite, tra la fine di maggio e l\u2019inizio di ottobre almeno 2.435 palestinesi in cerca di cibo sono stati uccisi nei pressi dei siti di distribuzione degli aiuti o nelle loro vicinanze. Nonostante un accordo di cessate il fuoco raggiunto a ottobre, oltre il 75% della popolazione continua a soffrire di fame e malnutrizione. Il fotografo \u00e8 nato a Gaza e ne documenta la vita nella dal 1997.<\/p>\n<p>La giuria ha commentato che questa immagine rende visibile la portata e l\u2019urgenza della carestia nel secondo anno di questa guerra a Gaza. La composizione diretta costringe lo spettatore a fermarsi, offrendo una prova visiva della fame e della distruzione che circonda la scena. Secondo la giuria, la fotografia mette lo spettatore di fronte alla realt\u00e0 della situazione, evidenziandone al tempo stesso le implicazioni collettive e globali.<\/p>\n<p>I processi delle donne Achi di Victor J. Blue, per The New York Times Magazine:<\/p>\n<p>Do\u00f1a Paulina Ixpat\u00e1 Alvarado, una delle querelanti, detenuta e aggredita per 25 giorni nel 1983, \u00e8 ritratta insieme ad altre donne Achi fuori da un tribunale di Citt\u00e0 del Guatemala il 30 maggio 2025. Quel pomeriggio, tre ex membri delle pattuglie di autodifesa civile sono stati condannati a 40 anni di carcere per stupro e crimini contro l\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nPer oltre quarant\u2019anni, un gruppo di donne indigene Maya Achi di Rabinal ha continuato a vivere nelle stesse comunit\u00e0 degli uomini che le avevano violentate, talvolta come vicine di casa. La guerra civile in Guatemala ha portato al genocidio di migliaia di persone Maya Achi per mano dell\u2019esercito e di forze paramilitari locali sostenute dallo Stato, che hanno utilizzato la violenza sessuale come arma sistematica per sottomettere le comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<p>Nel 2011, 36 donne hanno rotto il silenzio, avviando e vincendo una battaglia legale durata 14 anni contro i loro aggressori. La loro resilienza collettiva sta trasformando un\u2019eredit\u00e0 di impunit\u00e0 legata alla guerra in una storica conquista di giustizia.<\/p>\n<p>La giuria ha sottolineato come l\u2019approccio classico e misurato della fotografia metta in risalto la dignit\u00e0 e l\u2019autorevolezza delle donne, contrapponendosi consapevolmente alle rappresentazioni visive del passato che le ritraevano \u2014 soprattutto se sopravvissute alla violenza sessuale \u2014 come soggetti privi di potere. Il ritratto documenta invece un momento di forza collettiva al termine della loro lunga battaglia per la giustizia.<\/p>\n<p>La presidente della giuria globale per il 2026 \u00e8 Kira Pollack, ricercatrice presso lo Shorenstein Center di Harvard, dove si occupa di innovazione negli archivi attraverso le tecnologie emergenti. In precedenza ha ricoperto ruoli di leadership presso TIME, Vanity Fair e The New York Times Magazine. Ha dichiarato:<br \/>\n\u201cIl fotogiornalismo non \u00e8 mai stato un lavoro facile. Non \u00e8 mai stato redditizio, n\u00e9 sicuro, n\u00e9 garantito da un pubblico. Eppure i fotografi partono. Vanno nei tribunali e nelle zone di conflitto, negli angoli pi\u00f9 silenziosi del mondo, dove la storia si sta scrivendo senza testimoni. Lo fanno perch\u00e9 credono che vedere sia importante. Che le prove contino.\u201d<\/p>\n<p>Note<br \/>\nIl World Press Photo Contest 2026<\/p>\n<p>Da 71 anni, il World Press Photo Contest premia ogni anno i migliori scatti del fotogiornalismo e della fotografia documentaria realizzati nell\u2019anno precedente. I vincitori di questa edizione rappresentano le migliori proposte tra le 57.376 fotografie presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. Offrendo uno sguardo potente sul nostro tempo, le immagini premiate raccontano la complessit\u00e0 del mondo contemporaneo, segnato da fratture e urgenze, ma anche da una resilienza profonda. Scopri tutti i vincitori.<\/p>\n<p>Il vincitore della Photo of the Year e i due finalisti sono stati selezionati tra tutte le immagini premiate nel concorso 2026, realizzate nel corso del 2025.<\/p>\n<p>Il vincitore della Photo of the Year riceve un premio aggiuntivo di 10.000 euro. Il vincitore e i due finalisti ricevono inoltre una fotocamera FUJIFILM GFX100 II, completa di due batterie (NP-W235) e un caricabatterie (BC-W235), oltre alla possibilit\u00e0 di scegliere tra due obiettivi FUJINON GF oppure una fotocamera digitale a obiettivo fisso FUJIFILM GFX100RF e un obiettivo FUJINON GF, per un valore commerciale complessivo superiore a 14.000 euro (a seconda delle opzioni selezionate).<\/p>\n<p>Il World Press Photo Yearbook 2026<\/p>\n<p>Il nostro volume annuale da collezione, il World Press Photo Yearbook 2026, raccoglie le fotografie e le storie premiate nella 69\u00aa edizione del World Press Photo Contest e sar\u00e0 disponibile all\u2019acquisto a partire dai primi di maggio. Lo Yearbook \u00e8 pubblicato in sei lingue &#8211; olandese, inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo &#8211; ed \u00e8 gi\u00e0 disponibile per il preordine. La versione in italiano, edita da Marsilio Arte, sar\u00e0 disponibile per l\u2019acquisto dal 22 maggio.<\/p>\n<p>La World Press Photo Exhibition 2026<\/p>\n<p>Le immagini premiate nel World Press Photo Contest 2026 saranno presentate a milioni di visitatori in tutto il mondo nell\u2019ambito della mostra itinerante annuale del World Press Photo, che far\u00e0 tappa in oltre 60 sedi internazionali. La prima mondiale della mostra sar\u00e0 inaugurata ad Amsterdam, presso la De Nieuwe Kerk, il 24 aprile. Ulteriori sedi saranno confermate nel corso dell\u2019anno e aggiunte al calendario ufficiale.<\/p>\n<p>Principali date delle mostre 2026:<\/p>\n<p>24 aprile &#8211; 27 settembre: De Nieuwe Kerk, Amsterdam, Paesi Bassi<br \/>\n3 maggio &#8211; 3 giugno: University Square, Bucharest, Romania<br \/>\n5 maggio &#8211; 28 giugno: Caixa Cultural, Rio de Janeiro, Brasile<br \/>\n6 maggio &#8211; 26 maggio: Fundaci\u00f3n Cajasol, Siviglia, Spagna<br \/>\n7 maggio \u2013 7 giugno: Landesmuseum, Zurigo, Svizzera<br \/>\n7- 31 maggio: Willy-Brandt-Hause, Berlino, Germania<br \/>\n7 maggio &#8211; 29 giugno: Palazzo Esposizioni, Rome, Italia<br \/>\n21 maggio &#8211; 14 giugno: Stadthalle, Balingen, Germania<br \/>\n22 maggio &#8211; 15 giugno: Altonaer Museum, Amburgo, Germania<br \/>\n30 maggio &#8211; 21 giugno: Brisbane Powerhouse, Brisbane, Australia<br \/>\n6 giugno &#8211; 19 luglio: State Library of New South Wales, Sydney, Australia<br \/>\n10 giugno &#8211; 30 giugno: Hotel Pol \u2013 Cultural Centre, Sant Juli\u00e0 de L\u00f2ria, Andorra<br \/>\n24 giugno &#8211; 4 ottobre: Museo Franz Mayer, Citt\u00e0 del Messico, Messico<br \/>\n14 luglio &#8211; 6 settembre: Caixa Cultural, San Paolo, Brasile<br \/>\n8 agosto &#8211; 20 settembre: Art Gallery of Ballarat, Ballarat, Australia<br \/>\n26 agosto &#8211; 12 ottobre: March\u00e9 Bonsecours, Montr\u00e9al, Canada<br \/>\n18 settembre &#8211; 15 novembre: Westlicht, Vienna, Austria<br \/>\n25 settembre &#8211; 24 ottobre: Erasmus Huis Jakarta, Giacarta, Indonesia<br \/>\n25 settembre &#8211; 8 novembre: Museum of Ethnography, Budapest, Ungheria<br \/>\n26 settembre &#8211; 25 ottobre: Festival Della Fotografia Etica, Lodi, Italia<br \/>\n26 settembre &#8211; 18 ottobre: Pressen, Copenaghen, Danimarca<br \/>\n9 ottobre &#8211; 8 novembre: Studio94, Taipei, Taiwan<br \/>\n12 ottobre &#8211; 31 ottobre: Parlamento scozzese, Edimburgo, Regno Unito<br \/>\n15 ottobre &#8211; 15 novembre: Centro Cultural Montehermoso, Vitoria, Spagna<br \/>\n27 ottobre &#8211; 20 dicembre: Caixa Cultural, Curitiba, Brasile<br \/>\n30 ottobre &#8211; 30 novembre: Galleria Modernissimo, Bologna, Italia<br \/>\n30 ottobre &#8211; 29 novembre: Museum Hilversum, Hilversum, Paesi Bassi<br \/>\n6 novembre &#8211; 13 dicembre: Centre de Cultura Contempor\u00e0nia de Barcelona, Barcellona, Spagna<br \/>\n26 gennaio 2027 &#8211; 21 marzo 2027: Caixa Cultural, Salvador, Brasile<\/p>\n<p>Date editoriali principali da tenere a mente:<\/p>\n<p>\u2022 Venerd\u00ec 24 aprile: la mostra principale World Press Photo Exhibition 2026 apre al pubblico presso la De Nieuwe Kerk di Amsterdam, nei Paesi Bassi. Questo segna l\u2019inizio del tour mondiale della mostra. Scopri tutte le sedi confermate.<br \/>\n\u2022 Da gioved\u00ec 28 a sabato 30 maggio: si svolgono i World Press Photo Days 2026 con eventi dedicati ai vincitori del Contest 2026, ai professionisti del settore e al pubblico.<br \/>\n\u2022 Sabato 30 maggio: torna per la sua quarta edizione The Stories That Matter, evento pubblico a pagamento ospitato alla De Nieuwe Kerk, che riunisce i fotografi premiati del Contest 2026, relatori internazionali, pensatori e pubblico per esplorare le questioni e le narrazioni urgenti che stanno plasmando il nostro mondo. La stampa \u00e8 invitata a partecipare e a seguire l\u2019evento contattando nicola@worldpressphoto.org.<\/p>\n<p>Informazioni su World Press Photo<\/p>\n<p>World Press Photo \u00e8 un\u2019organizzazione indipendente senza scopo di lucro che promuove il potere del fotogiornalismo e della fotografia documentaria per favorire una maggiore comprensione del mondo, promuovere il dialogo e stimolare l\u2019azione.<\/p>\n<p>Fondata nei Paesi Bassi nel 1955, ogni anno le sue mostre annuali e tematiche raggiungono milioni di persone in oltre 80 sedi in tutto il mondo, mentre le attivit\u00e0 online coinvolgono un pubblico ancora pi\u00f9 ampio. L\u2019organizzazione crea spazi di riflessione in un contesto segnato da urgenze globali, mantenendo al contempo elevati standard di accuratezza, autenticit\u00e0, qualit\u00e0 visiva e pluralit\u00e0 di sguardi. I programmi educativi contribuiscono a sostenere i fotografi nel raggiungimento di questi standard e aiutano il pubblico a riconoscerli.<\/p>\n<p>World Press Photo ringrazia i propri sostenitori, in particolare i partner strategici Dutch Postcode Lottery e FUJIFILM Corporation.<br \/>\nPer maggiori informazioni, visitare www.worldpressphoto.org o seguire World Press Photo su Instagram, Facebook, X, Bluesky, e YouTube.<\/p>\n<p>Sulla libert\u00e0 di stampa<\/p>\n<p>I giornalisti operano in un contesto sempre pi\u00f9 ostile a livello globale. Nel 2025 almeno 94 giornalisti sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro in 15 Paesi. Pi\u00f9 della met\u00e0 di queste morti \u00e8 avvenuta in Palestina e il Committee to Protect Journalists (CPJ) ha segnalato che Israele ha compiuto pi\u00f9 uccisioni mirate di giornalisti di qualsiasi altra forza militare governativa da quando esistono rilevazioni, mettendo a rischio la possibilit\u00e0 stessa di un\u2019informazione libera.<\/p>\n<p>In tutto il mondo, chi lavora per garantire un\u2019informazione affidabile viene attaccato, rapito o incarcerato. A ci\u00f2 si aggiungono la diffusione della disinformazione e la crescente crisi economica della stampa indipendente, fattori che mettono seriamente in pericolo la libert\u00e0 e la democrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il World Press Photo presenta la Foto dell\u2019Anno 2026 Il World Press Photo, presenta la Foto dell\u2019Anno e i due finalisti del World Press Photo Contest 2026, che premia il miglior fotogiornalismo e la miglior fotografia documentaria al mondo. \u00c8 disponibile il media kit completo, che include tutte le storie, le didascalie e le immagini &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77510\/arte\/il-world-press-photo-presenta-la-foto-dellanno-2026.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Il World Press Photo presenta la Foto dell\u2019Anno 2026<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":77511,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3989],"class_list":["post-77510","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-world-press-photo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77510"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77512,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77510\/revisions\/77512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}