
{"id":77362,"date":"2026-04-28T19:34:46","date_gmt":"2026-04-28T17:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77362"},"modified":"2026-04-29T19:41:24","modified_gmt":"2026-04-29T17:41:24","slug":"ma-ec-gallery-recycling-life-maria-silvia-da-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77362\/arte\/ma-ec-gallery-recycling-life-maria-silvia-da-re.html","title":{"rendered":"MA-EC Gallery Milano  Recycling  Life Maria Silvia Da  Re"},"content":{"rendered":"<p>Recycling  Life<br \/>\nMostra personale di Maria Silvia Da  Re<br \/>\nIntroduzione a cura di: Prof. Elio Franzini<br \/>\nMA-EC Gallery<br \/>\nVia Santa Maria Valle 2, Milano<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 29 aprile inaugura presso la MA-EC Gallery Recycling Life, personale di Maria Silvia Da Re. Ad introdurre la mostra alle 18.30, insieme all\u2019artista, sar\u00e0 Elio Franzini, filosofo e professore di Estetica all\u2019Universit\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>Nelle eleganti sale di Palazzo Durini saranno esposte 10 grandi opere, realizzate tutte nel 2025, e l\u2019installazione Contains Poetry.  Su questa installazione scrive Daniel Leuwers: \u201cIl reliquiario che Maria Silvia Da Re installa al di sopra dei libri chiusi a chiave con i lucchetti mostra che ai piedi di una pagina manoscritta vi sono chiavi capaci di aprire tutti i lucchetti. Contains Poetry rivela  che la poesia si manifesta all\u2019intersezione della sua messa a morte e della sua resurrezione. Essa diventa una presenza aleatoria, sospesa, e per ci\u00f2 stesso capitale, come l\u2019estremo soffio o il suo sosia.\u201d Per Gianluca Bocchinfuso, invece, Contains Poetry rappresenta il culmine della fusione tra l\u2019oggetto e il verso, creando uno spazio fisico e mentale che invita alla contemplazione e al silenzio. \u00c8 la materializzazione di un\u2019idea che percorre tutta l\u2019opera di Da Re: l\u2019arte come scrigno che contiene e protegge la fragilit\u00e0 preziosa della memoria e della poesia.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019opera di Maria Silvia Da Re, scrive Bocchinfuso, appare come una profonda e meticolosa indagine sul concetto di \u201cmemoria genetica\u201d. L\u2019artista non si limita a rappresentare il passato: lo evoca, lo ricostruisce e lo interroga attraverso una pratica che assume i contorni di una vera e propria archeologia del ricordo. Il suo lavoro \u00e8 un processo di scavo, un\u2019attenta ricerca tra oggetti quotidiani, documenti consunti dal tempo e fotografie sbiadite per portare alla luce narrazioni che intrecciano la sfera personale a quella collettiva. Frammenti di esistenze, reperti di un vissuto familiare e tracce di storie anonime vengono decontestualizzati e ricomposti in nuove costellazioni di senso, trasformandosi in potenti contenitori di significato. La materia del passato, nelle sue mani, diventa un linguaggio per parlare del presente. La serie Genetic Memory costituisce un punto importante della sua ricerca artistica. In queste opere, concepite come teche o scatole del tempo, l\u2019artista assembla reperti personali e simboli ricorrenti per indagare i temi dell\u2019ereditariet\u00e0, dell\u2019identit\u00e0 e della stratificazione della storia familiare e personale. Lo stile di Da Re pu\u00f2 essere definito attraverso la metafora del teatro della memoria. Le sue teche, i suoi pannelli non sono semplici contenitori, ma veri e propri micro-palcoscenici dove i frammenti del passato vengono messi in scena, orchestrati secondo una regia che trasforma il caos dei reperti in un ordine poetico. Questa coerenza \u00e8 il risultato di scelte tecniche e stilistiche precise, che costituiscono il suo linguaggio visivo unico e riconoscibile. Le sue opere non sono semplici raccolte di memorabilia. Sono dispositivi poetici, macchine del tempo che ci invitano a sospendere lo sguardo e ad ascoltare le storie silenziose degli oggetti. In questo modo, ci spingono a intraprendere il nostro personale scavo archeologico nei territori del ricordo, alla ricerca di quell\u2019eredit\u00e0 visiva che, consapevolmente o meno, definisce chi siamo.\u201d<\/p>\n<p>Nello snodarsi del percorso espositivo delle teche, lo spettatore viene a trovarsi di fronte a quella che Stefano Zuffi definisce una grande operazione complessiva, in cui ogni singolo elemento della sequenza assume valore e significato rispetto all\u2019insieme, con un potente effetto generale. Come afferma Zuffi nel testo critico in catalogo, Maria Silvia Da Re per cogliere i suoi pesci-ricordi e trasformarli in wall installations  ha dovuto compiere una azione forte, non priva di una sua intrinseca drammaticit\u00e0: tirar fuori le memorie dalle calme acque dell\u2019oblio, dove stavano scivolando via, perdute verso il fondo, e offrirle a noi in una forma di \u201cnatura morta\u201d contemporanea che, a ben vedere, \u00e8 anche la scheggia di un autoritratto attraverso le generazioni, quel tratto di DNA a cui l\u2019autrice fa riferimento con l\u2019aggettivo \u201cgenetica\u201d utilizzato per qualificare la memoria.<\/p>\n<p>Maria Silvia Da Re \u00e8 autrice di numerosi articoli critici, in particolare nell\u2019ambito della poesia francese contemporanea, e dei saggi Yves Bonnefoy: il Cuore-spazio e i testi giovanili (Alinea, 2000), con un\u2019intervista al poeta rieditata in Francia (\u00c9ditions L\u00e9o Scheer, 2001, Mercure de France, 2008), e La bocca immagina. I poteri della traduzione artistica (Mimesis, 2014), ove la traduzione letteraria \u00e8 riguardata da un\u2019angolatura anche filosofica, oltre che sulla base di un\u2019effettiva attivit\u00e0 di traduzione per l\u2019editoria in diversi generi (dal 2003 al 2014, ha anche tenuto un laboratorio sugli aspetti teorici e pratici del tradurre presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano). Suoi testi poetici in italiano e in francese sono apparsi, tra l\u2019altro, in Bulletin de l\u2019Aicl (Association Internationale de la Critique Litt\u00e9raire, 1, 2015), e in Les po\u00e8tes de l\u2019Aicl: une anthologie (2018); per i tipi di Zacinto Edizioni, ha pubblicato il volume di poemetti a puntate Versimail (2022), e la raccolta Pulchra. Libro prismatico (2024), libro a tre \u201cvisuali\u201d, con sue poesie e un \u201cracconto erratico\u201d, il saggio La verticale e l\u2019onda del coautore Elio Franzini, sulla creazione estetica, e il contrappunto dei disegni originali di Jean-Luc Coudray ai testi poetici.<br \/>\nCome artista ha preso parte a diverse mostre collettive e fiere, tra cui Affordable Art Fair (2015), Biennale di Genova (2017), ArteGenova (2020) e Triennale di Arti Visive di Roma (2021). Nel 2020 ha esposto le sue opere alla Galleria MA-EC di Milano e nella sua estensione virtuale Wepresentart. Nel 2020 \u00e8 inserita nell\u2019Atlante dell\u2019 Arte Contemporanea De Agostini. \u00c8 stata selezionata come artista (sezione pittura) al Premio Combat Prize 2021. Nel 2026 ha tenuto una mostra personale a Bergamo.<\/p>\n<p>Coordinate evento:<br \/>\nTitolo: Recycling Life.<\/p>\n<p>           Mostra personale di Maria Silvia Da Re<\/p>\n<p>           Introduzione a cura di Elio Franzini <\/p>\n<p>           Testo critico in catalogo di Stefano Zuffi<\/p>\n<p>Sede: MA-EC Gallery Palazzo Durini, Via Santa Maria Valle 2, Milano<\/p>\n<p>Orari: marted\u00ec-venerd\u00ec ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00; sabato ore 15.00-19.00<\/p>\n<p>Fino al 7 maggio 2026<\/p>\n<p>Info: info.milanart@gmail.com<br \/>\n0239831335<br \/>\nIG @maecgallery<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recycling Life Mostra personale di Maria Silvia Da Re Introduzione a cura di: Prof. Elio Franzini MA-EC Gallery Via Santa Maria Valle 2, Milano Mercoled\u00ec 29 aprile inaugura presso la MA-EC Gallery Recycling Life, personale di Maria Silvia Da Re. 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