
{"id":77227,"date":"2026-04-08T20:02:07","date_gmt":"2026-04-08T18:02:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77227"},"modified":"2026-04-08T20:03:22","modified_gmt":"2026-04-08T18:03:22","slug":"miart-2026-new-directions-south-wing-di-allianz-mico-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77227\/arte\/miart-2026-new-directions-south-wing-di-allianz-mico-milano.html","title":{"rendered":"miart 2026 New Directions South Wing di Allianz MiCo Milano"},"content":{"rendered":"<p>miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.<br \/>\nCon il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.<br \/>\nSezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l\u2019esperienza da miart alla citt\u00e0 e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.<\/p>\n<p> Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d\u2019arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview gioved\u00ec 16) e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.<\/p>\n<p>Con il titolo New Directions \u2013 omaggio all&#8217;omonima raccolta delle incisioni realizzate nel &#8217;63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita \u2013 miart 2026 fa propria la capacit\u00e0 del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l\u2019innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identit\u00e0, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.<\/p>\n<p>Suddivise in tre sezioni \u2013 Emergent, Established ed Established Anthology \u2013 160 gallerie provenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell\u2019arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche pi\u00f9 attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la pi\u00f9 ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralit\u00e0 di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.<\/p>\n<p>Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout<br \/>\nCome un\u2019improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un\u2019esperienza di scoperta progressiva della fiera.<\/p>\n<p>Ad accogliere il pubblico al piano d\u2019ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l\u2019opportunit\u00e0 di scoprire le ultime tendenze dell\u2019arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma \u00e8 volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest\u2019anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identit\u00e0, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.<\/p>\n<p>La sezione storica Established ospiter\u00e0, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l\u2019arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell\u2019arte moderna, ricerche contemporanee e progettualit\u00e0 legate al design da collezione e d\u2019autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneit\u00e0 si costruisce attraverso continuit\u00e0, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralit\u00e0 di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.<\/p>\n<p>Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessit\u00e0, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicit\u00e0, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche pi\u00f9 attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma cos\u00ec l\u2019approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell\u2019arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.<\/p>\n<p>A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all\u2019immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d\u2019artista.<br \/>\nIl tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilit\u00e0, in cui il film non \u00e8 pi\u00f9 narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.<br \/>\nOrganizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo \u00e8 partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.<br \/>\nNel suo insieme, Movements: If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.<\/p>\n<p>miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo pi\u00f9 ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un\u2019esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell\u2019arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilit\u00e0 creative..<\/p>\n<p>Partner e premi: l\u2019orchestra delle collaborazioni<br \/>\nIn occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creativit\u00e0 condivisa.<br \/>\nSi rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualit\u00e0 di main partner. Internazionalit\u00e0, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l&#8217;obiettivo di consolidare la centralit\u00e0 di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla citt\u00e0 un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.<br \/>\nIn occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard\/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l\u2019evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto \u2013 realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l\u2019area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d\u2019Italia in Piazza Scala \u2013 interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernit\u00e0: l\u2019innovazione nasce lavorando all\u2019interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensit\u00e0 distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libert\u00e0. Nello spazio dedicato all\u2019interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.<br \/>\nSempre nell\u2019area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sar\u00e0 presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l&#8217;arte un&#8217;opportunit\u00e0 di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo \u00e8 destinato a opere d&#8217;arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all&#8217;interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su  https:\/\/www.fondazionefieramilano.it\/it\/il-patrimonio\/patrimonio-artistico.html.<\/p>\n<p>Giungono all\u2019undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all&#8217;interno della sezione Emergent.<\/p>\n<p>Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura \u2013 Nexi Group, l\u2019unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest&#8217;ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avr\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di realizzare la propria opera all\u2019interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest\u2019anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all\u2019artista selezionato la possibilit\u00e0 di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.<\/p>\n<p>Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolger\u00e0 anche CAM Sugar \u2013 il pi\u00f9 ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane \u2013, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i pi\u00f9 prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d\u2019orchestra pi\u00f9 influenti dell\u2019avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.<\/p>\n<p>Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuit\u00e0 con la filosofia che guida le attivit\u00e0 di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l\u2019artista selezionato e un editore indipendente. L\u2019iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali \u2013 tra cui, ma non solo, il libro d\u2019artista. La scelta dell\u2019artista avverr\u00e0 nell\u2019ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avr\u00e0 un valore di 20.000 euro.<\/p>\n<p>Si confermano anche quest\u2019anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l\u2019Arte Contemporanea e Giovani Artisti \u2013 istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione \u2013 che prevede l\u2019acquisizione di un\u2019opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volont\u00e0 dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all&#8217;inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.<\/p>\n<p>L\u2019assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti sar\u00e0 guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualit\u00e0 di giurati, tra cui: Cl\u00e9ment Del\u00e9pine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra &#038; Curatore Fondazione Memmo, Roma.<\/p>\n<p>Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all&#8217;artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un\u2019opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, \u00e8 un cortometraggio d\u2019animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: un\u0259 ragazzin\u0259 milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni pi\u00f9 elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della citt\u00e0 il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de \u201cLa Linea\u201d di Osvaldo Cavandoli, l\u2019opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.<\/p>\n<p>Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell&#8217;arte e della sostenibilit\u00e0, presentando, all&#8217;interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell\u2019artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l\u2019artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l\u2019armonia dello champagne.<\/p>\n<p>Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l\u2019Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l\u2019incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l\u2019inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026. Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE \u2013 Agenzia per la promozione all\u2019estero e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilit\u00e0 di miart all&#8217;estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all\u2019interno del panorama artistico globale.<\/p>\n<p>Anche la Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L&#8217;occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l&#8217;arte contemporanea \u2014 Italian Council, Strategia Fotografia, PAC \u2013 Piano per l&#8217;Arte Contemporanea \u2014 nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sar\u00e0 anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell&#8217;ambito di questi progetti.<\/p>\n<p>Mostre e progetti speciali: il suono della citt\u00e0<\/p>\n<p>Durante la settimana di miart, Milano si presenta come un paesaggio attraversato da molteplici risonanze. Tra mostre, performance e progetti speciali, emerge un fil rouge musicale che accompagna alcune delle principali proposte in citt\u00e0, mettendo in relazione pratiche, linguaggi e dispositivi espositivi diversi. Il suono, il ritmo, l\u2019improvvisazione, la variazione e l\u2019ascolto \u2014 oltre a essere elementi caratterizzanti del tema curatoriale di miart 2026 \u2014 diventano cos\u00ec strumenti per interrogare lo spazio, il gesto e la dimensione collettiva dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Alle Gallerie d\u2019Italia, il progetto \u201cRyman\/Schifano : Standard\/Variations\u201d trova ulteriore spazio all\u2019interno del Caveau, eccezionalmente aperto nei giorni di miart, con un nucleo di opere dei due artisti selezionate da Nicola Ricciardi attingendo anche alla Collezione Luigi e Peppino Agrati, la prestigiosa raccolta d\u2019arte contemporanea oggi parte delle collezioni del Gruppo Intesa Sanpaolo grazie al lascito del Cavalier Luigi Agrati. I lavori trasformano lo spazio in una vera e propria \u201ccamera d\u2019ascolto\u201d della pittura, dove la riduzione del linguaggio rende percepibili differenze minime, scarti e possibilit\u00e0 del gesto. Il progetto espositivo dialoga poi, nella Sala Manzoni al piano superiore, con la monumentale Surface Veil IV di Ryman. Inserita in questo contesto curatoriale, l\u2019opera rende ancora pi\u00f9 evidente che la pittura non \u00e8 semplicemente un genere o un\u2019immagine, ma un fatto spaziale e materiale, quasi spirituale, in una relazione tra luce, fisicit\u00e0, gesto e tempo di visione che ne rendono l\u2019esperienza non dissimile da quella dell\u2019ascolto dal vivo del jazz.<\/p>\n<p>La mostra \u201cIl ritmo dell\u2019occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953\u20131968\u201d presso Triennale Milano, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, figura appartata ma centrale nella cultura visiva americana del dopoguerra. Attraverso una selezione di fotografie dedicate ai protagonisti del jazz tra gli anni Cinquanta e Sessanta \u2014 da Nat King Cole a Miles Davis \u2014 il progetto restituisce un linguaggio visivo capace di trasformare il documento in esperienza sensibile. La mostra inaugura inoltre un percorso di ricerca che trover\u00e0 continuit\u00e0 in Triennale nei mesi a seguire con \u201cHenri Matisse. Jazz as a Method\u201d, a cura di Viviana Bertanzetti e Nicola Ricciardi: un ulteriore capitolo di approfondimento che, a partire dall\u2019opera Jazz (1947) del maestro francese, estender\u00e0 la riflessione al rapporto tra arti visive, composizione e sperimentazione editoriale.<\/p>\n<p>Al PAC &#8211; Padiglione d\u2019Arte Contemporanea trova invece casa \u201cThe only true anarchy is that of power\u201d, la prima monografica europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista tra i pi\u00f9 innovativi della scena contemporanea internazionale. A cura di Diego Sileo, l\u2019esposizione propone una selezione delle opere pi\u00f9 significative degli ultimi anni, tra cui Desastres, l\u2019imponente opera-performance con cui l\u2019artista ha rappresentato l\u2019Australia alla 59\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia nel 2022. La mostra segna il ritorno in Italia di Fusinato e invita il pubblico a entrare in un universo sonoro e visivo radicale, in cui la percezione \u00e8 costantemente messa alla prova.<\/p>\n<p>Presso Pirelli HangarBicocca, la mostra \u201cThe House That Jack Built\u201d di Rirkrit Tiravanija indaga trent\u2019anni di ricerca intorno alle pratiche spaziali e architettoniche dell\u2019artista. Il progetto include dispositivi come untitled 2026 (demo station n. 9), una piattaforma a spirale pensata per incontri, performance e workshop, e configura l\u2019esposizione come uno spazio da abitare e attivare. In questo contesto, venerd\u00ec 17 aprile, si inserisce l\u2019intervento di Giotto Orsini, studente del Politecnico delle Arti di Bergamo, la cui ricerca si colloca in una linea di continuit\u00e0 tra linguaggi musicali afroamericani \u2014 techno, jazz e blues \u2014 intesi come pratiche di sperimentazione, resistenza e autonomia. Con The Blue Circle, Orsini evoca il dancefloor come condizione percettiva; riprendendo una lezione che rimanda anche a Miles Davis, l\u2019attenzione qui si concentra su ci\u00f2 che accade tra i suoni: pause, interstizi, zone di sospensione.<\/p>\n<p>Sempre in Pirelli HangarBicocca, sabato 18 aprile la mostra \u201cRebecca\u201d di Benni Bosetto, prima grande esposizione istituzionale dell\u2019artista italiana, prende vita con un programma dedicato alle sue performance. Durante tutta la giornata, in diversi spazi della mostra, Benni Bosetto rimette in scena momenti tratti da suoi lavori performativi che emergono come apparizioni inaspettate, immagini oniriche che riattivano le opere in luoghi e tempi differenti. Attraverso momenti musicali, di danza e di canto le tre aree in cui \u00e8 divisa la mostra, la Guancia, la Pancia e il Cuore, entrano in una modalit\u00e0 performativa che rimanda alla lunga ricerca di Benni Bosetto sui linguaggi del corpo.<\/p>\n<p>Infine, Fondazione Prada, e in particolare il Cinema Godard, prosegue la propria programmazione dedicata al cinema del presente e del passato. Durante il fine settimana di miart, all&#8217;interno della sezione #Supernova, rivolta ai talenti emergenti, al Cinema Godard verr\u00e0 proiettato White Snail. Il film, scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter e presentato in concorso a Locarno nel 2025, si distingue anche per la colonna sonora originale firmata da John G\u00fcrtler e Jan Miserre, due compositori che negli ultimi anni si sono imposti come voci particolarmente riconoscibili della musica per immagini europea, capaci di costruire partiture tese, atmosferiche e molto sensibili alla relazione tra suono, spazio e intensit\u00e0 emotiva.<\/p>\n<p>Numerose altre iniziative animano, dal 13 al 19 aprile, la Milano Art Week, manifestazione diffusa dedicata all\u2019arte in tutte le sue forme, coordinata dall\u2019Assessorato alla Cultura e organizzata da Arte Totale ETS . Un calendario di opening, installazioni, mostre, eventi e incontri accendono i riflettori sulla vivacit\u00e0 del sistema dell\u2019arte milanese, e vedono protagoniste le principali istituzioni pubbliche e private della citt\u00e0.<\/p>\n<p>New Directions vuole essere un invito a lasciarsi attraversare da linguaggi che si rinnovano, da artisti che osano, da gallerie che scommettono, da un pubblico che ascolta. Cos\u00ec come si ascolta il jazz: con rispetto, con stupore, con desiderio.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la vocazione di miart 2026: come in un brano in cui ogni nota dialoga con la successiva, la manifestazione conferma con orgoglio le proprie radici reinterpretando la sua identit\u00e0 per raccontare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali. 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