
{"id":77013,"date":"2026-02-12T20:46:25","date_gmt":"2026-02-12T18:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77013"},"modified":"2026-02-12T20:46:25","modified_gmt":"2026-02-12T18:46:25","slug":"mudec-museo-delle-culture-il-senso-della-neve-milano-cortina-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77013\/arte\/mudec-museo-delle-culture-il-senso-della-neve-milano-cortina-2026.html","title":{"rendered":"MUDEC \u2013 Museo delle Culture IL SENSO DELLA NEVE Milano-Cortina 2026"},"content":{"rendered":"<p>MUDEC \u2013 Museo delle Culture<br \/>\npresenta la mostra<br \/>\nIL SENSO DELLA NEVE<br \/>\na cura di Sara Rizzo e Alessandro Oldani<br \/>\nin collaborazione con rete MIPAM<br \/>\n(Rete dei Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo)<\/p>\n<p>12 febbraio \u2013 28 giugno 2026<br \/>\nIngresso gratuito<\/p>\n<p>Con \u201cIl senso della neve\u201d, il MUDEC \u2013 Museo delle Culture apre un nuovo capitolo del percorso dedicato all\u2019Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026.<br \/>\nDopo \u201cThe Moment the Snow Melts\u201d, l\u2019imponente e poetica installazione di Chiharu Shiota che ha inaugurato la stagione nell\u2019Agor\u00e0 del museo, l\u2019attenzione si concentra ora sulla neve come fenomeno naturale, simbolico, artistico e antropologico.<\/p>\n<p>La mostra, curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani, \u00e8 aperta al pubblico con ingresso libero dal 12 febbraio fino al 28 giugno 2026, ed \u00e8 accompagnata da un articolato programma di iniziative dentro e fuori il museo che, grazie al lavoro congiunto di MUDEC, Ufficio Arte negli Spazi Pubblici e Ufficio Reti e Cooperazione Culturale, contribuiranno a rendere la neve protagonista di una narrazione condivisa. Tra queste proposte, il nuovo numero della rivista \u201cMU \u2013 MUdec United\u201d, che offrir\u00e0 ulteriori prospettive e contributi interdisciplinari sul tema della neve, e una grande operazione di poster art, a cura di studio FM, che a partire da febbraio espander\u00e0 il racconto della mostra nello spazio urbano, oltre le sale espositive, in via Ventimiglia, nei pressi del MUDEC.  <\/p>\n<p>\u00abCon \u201cIl senso della neve\u201d, il MUDEC contribuisce in modo originale al programma dell\u2019Olimpiade Culturale, offrendo alla citt\u00e0 un progetto che unisce scienza, arte e memoria collettiva. La neve, nelle sue infinite forme, diventa qui una lente attraverso cui leggere i cambiamenti del nostro tempo e le culture che l\u2019hanno attraversata. Dopo l\u2019intensa installazione di Chiharu Shiota che ha inaugurato la stagione, questa mostra amplia lo sguardo e coinvolge una rete nazionale di istituzioni museali, confermando il ruolo del MUDEC come laboratorio di ricerca e di dialogo internazionale\u00bb, afferma l&#8217;assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. \u00abMilano si prepara cos\u00ec alle Olimpiadi invernali con un racconto culturale che parla al presente e costruisce nuovi legami con il pubblico e con la citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il percorso presenta oltre 150 opere e oggetti fra etnografia, testimonianze scientifiche, dipinti, fotografie, video e installazioni contemporanee, articolati in un viaggio che va dalla geometria dei cristalli di neve all\u2019immaginario artistico europeo e giapponese, fino agli impatti del cambiamento climatico e dell\u2019overtourism montano.<\/p>\n<p>La mostra include inoltre un importante focus sulle popolazioni artiche e della Terra del Fuoco, approfondendo i loro sistemi di adattamento e le pratiche spirituali legate allo sciamanesimo.<\/p>\n<p>Molti dei manufatti provengono da musei membri della rete MIPAM, che ha risposto alla call del MUDEC con prestiti eccezionali: tra questi, il tamburo sciamanico Sami del MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0, Roma e la ricostruzione completa di un corredo da cacciatore Selk\u2019nam, dove spicca il manto in pelliccia di guanaco dei Musei Civici di Reggio Emilia.<\/p>\n<p>La rete MIPAM \u2013 Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo, promossa dal MUDEC e istituita nel 2025, riunisce oltre 25 musei italiani con collezioni provenienti da Asia, Africa, America e Pacifico. Obiettivo del network \u00e8 mettere al centro dialogo, trasparenza e buone pratiche di gestione del patrimonio culturale globale. La mostra nasce proprio grazie anche a questa collaborazione: lungo il percorso espositivo, un segno grafico dedicher\u00e0 riconoscibilit\u00e0 alle opere provenienti dai musei MIPAM, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta.<\/p>\n<p>LE SEZIONI DELLA MOSTRA<\/p>\n<p>L\u2019allestimento, a cura di Studio GRACE e con progetto grafico di studio FM, si articola in tre grandi aree tematiche, dove manufatti etnografici, pittura antica e opere d\u2019arte contemporanea dialogano in accostamenti inediti.<\/p>\n<p>0. Introduzione: l\u2019installazione di Chiharu Shiota.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 anticipata da un\u2019installazione site-specific nell\u2019Agor\u00e0 del MUDEC, \u201cThe Moment the Snow Melts\u201d dell\u2019artista giapponese Chiharu Shiota (n. 1972): una nevicata metaforica composta da innumerevoli fogli e fili di carta. L\u2019opera affronta il tema delle relazioni umane che iniziano, finiscono e si trasformano, come la neve che si scioglie.<\/p>\n<p>1. Neve, scienza e cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Gli uomini di scienza sono stati da sempre affascinati dalla complessa geometria dei cristalli di neve, conformati secondo una simmetria esagonale ma tutti diversi tra loro. Wilson \u201cSnowflake\u201d Bentley (1865-1931), fotografo amatoriale e ricercatore, nel 1885 scatt\u00f2 la prima microfotografia di un cristallo di ghiaccio. Lo scienziato Ukichiro Nakaya (1900-1962) studi\u00f2 la natura dei fiocchi di neve fino a ricavarne una classificazione per famiglie.<\/p>\n<p>La scienza affronta inoltre la cruciale questione dell\u2019Antropocene: momento storico caratterizzato da veloci cambiamenti dell\u2019ecosistema terrestre, di cui neve e ghiacciai sono elementi centrali.<\/p>\n<p>Lo scioglimento delle nevi perenni trasforma sotto i nostri occhi panorami da sempre percepiti come immutabili, lasciando aperta la domanda su come le specie viventi riusciranno ad adattarsi. A questo tema sono dedicate l\u2019opera di Shimabuku (n. 1969), \u201cDo snow monkeys remember snow mountains?\u201d e quella di Francesco Clerici \u201cLuyul\u201d prodotta dal MUDEC in occasione della mostra.<\/p>\n<p>Alcuni degli artisti presenti, come Walter Niedermayr (n. 1952) e Philipp Messner (n. 1975) con le loro opere riflettono sui destini dell\u2019ambiente, delle comunit\u00e0 montane e dell\u2019overtourism. Zhang Huan (n. 1965) rilegge invece le olimpiadi di Cortina 1956 attraverso l\u2019evocativa opera \u201cThe Warm Snow\u201d.<\/p>\n<p>2. Neve nelle culture del mondo, dall\u2019Artico all\u2019Antartico.<\/p>\n<p>Le nevi perenni e i ghiacciai hanno costituito per millenni un ambiente impenetrabile che ha dato vita a miti e leggende legati, ad esempio, allo sciamanesimo. Questo sistema di credenze e pratiche spirituali diffuse in diverse culture del mondo \u00e8 caratterizzato dalla figura dello sciamano, mediatore tra il mondo umano e quello degli spiriti. La funzione di guarigione, divinazione e guida spirituale dello sciamano rimane costante, come testimoniano in mostra i preziosi manufatti legati alle pratiche sciamaniche sami, inuit e tibetane.<\/p>\n<p>La sezione etnografica della mostra propone approfondimenti su popolazioni artiche \u2013Inuit, Sami e Ciukci \u2013 e della Terra del Fuoco \u2013 Selk\u2019nam e Yaghan \u2013 attraverso l\u2019esposizione di manufatti che spaziano da oggetti d\u2019uso ad altri con funzione cultuale, in gran parte prestiti provenienti da musei membri della rete MIPAM. Fra gli oggetti presenti in mostra, spiccano per rarit\u00e0 un tamburo sciamanico Sami e la prima ricostruzione completa di un corredo da cacciatore Selk\u2019nam.<\/p>\n<p>In entrambi i casi il MUDEC ha ricevuto l\u2019approvazione da parte dei rappresentanti delle comunit\u00e0 coinvolte, grazie al prezioso tramite di Pierpaolo Caputo, che ha contribuito a selezionare gli oggetti di questi ambiti culturali. \u00c8 inoltre presentata \u2013 dopo nuovi e approfonditi studi di Daniela Zanin \u2013 la Collezione Mario e Andrea Totolo di oggetti Inuit, in comodato presso il MUDEC.<\/p>\n<p>Neve e climi rigidi hanno determinato vari modi di adattamento delle popolazioni, a partire da costruzioni come gli igl\u00f9, fino a mezzi di trasporto come slitte e sci, nonch\u00e9 capi di abbigliamento, oggi utilizzati anche negli sport olimpici.<\/p>\n<p>3. Neve e ghiaccio nell\u2019arte antica, moderna e contemporanea.<\/p>\n<p>La neve \u00e8 stata, al suo emergere nelle arti visive occidentali del XV secolo, un elemento secondario e scenografico all\u2019interno della scena principale, religiosa o allegorica. Nel corso del XVII secolo e soprattutto nei paesi del nord Europa il manto nevoso \u00e8 lo spunto per composizioni paesaggistiche o di genere come quelle realizzate da Gysbrecht Leytens (1586-1656), diventando poi con il Romanticismo il soggetto principale dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 il caso dell\u2019arte giapponese, come emerge nelle stampe ukiyo-e di Hiroshige (1826-1869), Kuniyoshi (1798-1861), Kunisada (1786-1865), dove la neve \u00e8 soggetto diffuso sia per i temi del paesaggio e delle stagioni, sia come metafora di purezza.<\/p>\n<p>Il fenomeno affascina gli artisti visivi per la sperimentazione possibile nella resa cromatica di questo soggetto e conserva inoltre una valenza simbolica ed emotiva nei paesaggi divisionisti e simbolisti, a cavallo tra XIX e XX secolo, come testimoniano le opere di Angelo Morbelli (1853-1919) ed Emilio Longoni (1859-1932).<\/p>\n<p>Se alcuni artisti successivi mantengono un approccio figurativo, come Antonio Ligabue (1899-1965) con la sua \u201cVolpe\u201d, altri come Alighiero Boetti (1940-1994) utilizzano la neve come metafora linguistica (\u201cSciogliersi come neve al sole\u201d).<\/p>\n<p>Nel corso del Novecento e nell&#8217;arte contemporanea, il tema della neve e del ghiaccio viene esplorato con prospettive inedite attraverso l\u2019uso di nuovi media e tecniche, fra cui la fotografia, il video e l&#8217;installazione \u2013 come in \u201cDry Ice Environment\u201d, storica performance di Judy Chicago (n. 1939).<\/p>\n<p>Temi come l&#8217;isolamento e la fragilit\u00e0 e questioni controverse legate alla colonizzazione delle regioni artiche e delle loro popolazioni, sono affrontati da artisti e performer, come nell\u2019opera dell\u2019artista danese-kalaallit Pia Arke (1958-2007).<\/p>\n<p>Il percorso si estende anche alle vetrine curve del primo piano, con l\u2019installazione inedita \u201cWhen Fox is a Thousand\u201d di Summer Mei-Ling Lee, composta da 85 rotoli di garza di cotone che evocano un paesaggio innevato animato da apparizioni mitologiche realizzato in sumi-e.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MUDEC \u2013 Museo delle Culture presenta la mostra IL SENSO DELLA NEVE a cura di Sara Rizzo e Alessandro Oldani in collaborazione con rete MIPAM (Rete dei Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo) 12 febbraio \u2013 28 giugno 2026 Ingresso gratuito Con \u201cIl senso della neve\u201d, il MUDEC \u2013 Museo delle Culture apre un nuovo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77013\/arte\/mudec-museo-delle-culture-il-senso-della-neve-milano-cortina-2026.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">MUDEC \u2013 Museo delle Culture IL SENSO DELLA NEVE Milano-Cortina 2026<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":77014,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[24872,27259,21887],"class_list":["post-77013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-milano-cortina-2026","tag-mipam","tag-mudec-museo-delle-culture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77013"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77015,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77013\/revisions\/77015"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}