
{"id":77007,"date":"2026-02-12T19:16:53","date_gmt":"2026-02-12T17:16:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=77007"},"modified":"2026-02-12T19:16:53","modified_gmt":"2026-02-12T17:16:53","slug":"pirelli-hangarbicocca-benni-bosetto-rebecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/77007\/arte\/pirelli-hangarbicocca-benni-bosetto-rebecca.html","title":{"rendered":"Pirelli HangarBicocca  Benni Bosetto  \u201cRebecca\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Pirelli HangarBicocca presenta la mostra<br \/>\nBenni Bosetto<br \/>\n\u201cRebecca\u201d<br \/>\n12 febbraio \u2013 19 luglio 2026<br \/>\nA cura di Fiammetta Griccioli<\/p>\n<p>Dal 12 febbraio al 19 luglio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta \u201cRebecca\u201d, la prima mostra personale di Benni Bosetto in uno spazio museale. Concepite come un ambiente da abitare, le opere trasformano il museo in uno spazio domestico e immaginativo, dove leggerezza, riposo e piacere assumono una valenza critica. La mostra si configura come un \u201cmanifesto sensibile\u201d che riflette su alcune delle tensioni pi\u00f9 urgenti del presente \u2014 tra libert\u00e0 e controllo, autodeterminazione e costrizione, produttivit\u00e0 e desiderio \u2014 affermando il sognare a occhi aperti come forma di resistenza.<\/p>\n<p>\u201cLa mostra invita a riconquistare spazi pubblici e museali come luoghi di sogno. Sognare ad occhi aperti diventa un esercizio collettivo per immaginare un futuro desiderabile, non fondato sulla produttivit\u00e0 ma sulla sensibilit\u00e0, l\u2019emozione e la trasformazione.\u201d, racconta Benni Bosetto.<\/p>\n<p>Attraverso il disegno, la scultura, l\u2019installazione e la performance, Benni Bosetto (Merate, 1987; vive e lavora a Milano) esplora l\u2019esperienza umana, le questioni identitarie, mettendo al centro la fisicit\u00e0 dei corpi. Le sue opere costruiscono un immaginario stratificato e intimo in cui individui, organismi e specie animali coesistono e si contaminano. Inteso come strumento attivo di relazione con il mondo, il corpo \u00e8 al centro del lavoro di Bosetto. Desiderio, sessualit\u00e0, presenza e vulnerabilit\u00e0 emergono come ambiti di ricerca, coltivando quella che l\u2019artista definisce una \u201cforma di resistenza\u201d a come il corpo viene abitualmente concepito. Il suo lavoro si nutre di fonti letterarie, antropologiche, popolari, cinematografiche, dalla tradizione psicoanalitica e dalla storia dell\u2019arte che vengono manipolate, editate e stratificate dall\u2019artista per dare vita a rappresentazioni surreali e oniriche. Attraverso la costruzione di iper-narrazioni, Bosetto d\u00e0 forma a un discorso poetico potenzialmente infinito, dove ogni opera nasce dalla convergenza di molteplici origini e immaginari. Nella fase iniziale del processo creativo, l\u2019artista raccoglie con fare quasi bulimico materiali visivi, testuali, autobiografici e iconografici, che si stratificano e si trasformano fino a generare nuove immagini. Affascinata dai codici della messa in scena e dalle loro potenzialit\u00e0 trasformative, l\u2019artista crea ambienti mutevoli che danno vita a un&#8217;esperienza immersiva per lo spettatore, in cui si intrecciano e coesistono diverse temporalit\u00e0 e prospettive.<\/p>\n<p>Laureatasi in Pittura con una specialistica in Scultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera e con un\u2019esperienza internazionale presso la Universit\u00e4t der K\u00fcnste di Berlino, Bosetto si avvicina al linguaggio artistico attraverso la danza classica che fin da bambina le trasmette una tensione al rigore del gesto e la consapevolezza del corpo come strumento espressivo. L\u2019artista rappresenta una voce distintiva della sua generazione per l\u2019uso radicale del disegno come pratica espansa e per la sua attitudine a concepire l\u2019arte come esperienza totale, capace di fondere gesto, materia e rito, mantenendo un radicamento profondo nella manualit\u00e0 e nella fisicit\u00e0 del fare artistico attraverso la scultura e la performance. La rilevanza di Bosetto nella scena contemporanea italiana risiede nella capacit\u00e0 di intrecciare una personale traduzione del presente con un dialogo aperto verso artiste e immaginari della storia dell\u2019arte recente. Nella sua pratica emergono affinit\u00e0 con la sensualit\u00e0 perturbante di Louise Bourgeois, la fisicit\u00e0 rituale di Ana Mendieta, la precariet\u00e0 materica di Eva Hesse, insieme alla libert\u00e0 visionaria di Carol Rama, e alla tensione poetica e performativa di Rebecca Horn. In questa sintonia, Bosetto sviluppa un linguaggio in cui il corpo \u00e8 insieme materia viva e dispositivo simbolico, soglia instabile tra superficie e profondit\u00e0. Il suo lavoro rifiuta ogni rigidit\u00e0 concettuale per abbracciare una dimensione esperienziale, intima e spirituale, dove la leggerezza si configura come atto politico e affettivo: un processo di disvelamento in cui disegno, scultura e spazio si fondono in un\u2019unica narrazione sensoriale.<\/p>\n<p>La mostra \u201cRebecca\u201d, a cura di Fiammetta Griccioli, \u00e8 la prima grande mostra istituzionale dell\u2019artista italiana. Il titolo trae spunto dall\u2019omonimo romanzo del 1938 a firma della scrittrice e drammaturga inglese Daphne du Maurier (1907-1989) in cui la casa \u00e8 protagonista e conserva la memoria di una donna defunta che l\u2019abitava, Rebecca. La casa, cos\u00ec come la mostra in Pirelli HangarBicocca, diventa un vero e proprio corpo femminile architettonico, un organismo vivente. Il nome Rebecca, che etimologicamente significa \u201clegame, unione\u201d, rimanda ai gesti dell\u2019accogliere, del raccogliere e del trattenere, temi centrali nella poetica di Bosetto, in cui il corpo e l\u2019ambiente si fondono in una relazione intima e continua.<\/p>\n<p>Il progetto espositivo trasforma lo spazio dello Shed, evocando un ambiente domestico e accogliente dove stanze, pareti e superfici sembrano animarsi restituendo allo spazio una dimensione privata e abitata. Un luogo, una dichiarazione: in un tempo in cui tutto \u00e8 dominato dalla velocit\u00e0 produttiva, Bosetto invita a riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo dove poter sognare, riposare, riconquistare la fantasia.<\/p>\n<p>Lo spazio concepito da Bosetto diventa al tempo stesso luogo intimo e atto politico. Il visitatore viene accolto all\u2019interno di un paesaggio onirico, dove ogni elemento richiama il desiderio di immaginare, dove segni erotici e legati al piacere fanno da sfondo ad un rifugio in cui ritrovare un s\u00e9 senza condizionamenti sociali.<\/p>\n<p>La pratica di Benni Bosetto si fonda inoltre sul fare, sul creare, sui tempi lunghi della manualit\u00e0 (ogni disegno \u00e8 realizzato a mano dall\u2019artista in mesi di lavoro) e ogni ornamento, ogni decoro privo di funzione nello spazio-casa assume per\u00f2 una valenza simbolica in cui pratica e intenzione artistica portano all\u2019unico esito di costruire un riparo dall\u2019incalzare e dalla pressione del tempo lineare: qui si pu\u00f2 sognare ad occhi aperti e ognuno ha la libert\u00e0 di immaginare e affermare il proprio presente e il proprio futuro.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso La bocca (2022), composta da un tessuto squamoso e cangiante sul quale \u00e8 applicato un grande occhio circolare, condurr\u00e0 i visitatori all\u2019interno della mostra. Il perimetro dell\u2019intero spazio espositivo sar\u00e0 invece rivestito da Le cellule (2026), centinaia di strisce di carta da parati disegnate a mano da Bosetto che trasforma cos\u00ec l\u2019architettura del museo in una superficie viva: \u201cgesto fisico e ripetitivo che rende lo spazio legato al corpo, tattile e sensibile\u201d come spiega l\u2019artista. Le pareti saranno ricoperte da disegni raffiguranti tracce tangibili di corpi e gestualit\u00e0 che si intrecciano a figure vegetali afrodisiache, infestanti e resilienti, sedative e intossicanti.<\/p>\n<p>L\u2019intervento monumentale si articoler\u00e0 in tre ambienti distinti e interconnessi che prendono il nome di diverse parti del corpo al cui interno sono allestite opere realizzate appositamente per la mostra, accanto a installazioni e performance passate che interrogano la memoria e il rito, l\u2019amore e la cura, la costrizione e la libert\u00e0 \u2014 concetti che risuonano tanto nel corpo individuale quanto in quello collettivo. La navata destra, intitolata La guancia, evocher\u00e0 un ambiente morbido e ospiter\u00e0 una riflessione sul decoro e sull\u2019ornamento, capaci di instaurare una relazione emotiva con lo spazio abitato, in linea con il pensiero dello scrittore britannico William Morris (1834-1896) che concepiva l\u2019ornamento come una necessit\u00e0 etica e sociale: per Morris, il decoro nasce dal lavoro artigianale consapevole, dall\u2019armonia tra forma, funzione e materiale, inseparabile dalla qualit\u00e0 della vita quotidiana. Centrale sar\u00e0 l\u2019opera che d\u00e0 nome alla sezione, La guancia (2026), concepita come uno spazio dedicato al riposo, alla contemplazione e al \u201csognare ad occhi aperti\u201d inteso come gesto collettivo. Sdraio, tappeti, sculture sospese animano questo ambiente, offrendo al pubblico la possibilit\u00e0 di riappropriarsi della lentezza del tempo e di trasformare l\u2019immaginazione in una forma di pensiero attivo, orientato a un futuro desiderabile fondato sulla sensibilit\u00e0 e sull\u2019emozione.<\/p>\n<p>La navata centrale accoglier\u00e0 La pancia pensata come uno spazio di metamorfosi e trasformazione legato all\u2019istinto e all\u2019impulso. Ospiter\u00e0, la nuova serie Le porte (2026), nove opere concepite appositamente per la mostra e disseminate sul pavimento orizzontalmente come \u201cporte\u201d orizzontali,  contenitori che costudiscono opere d\u2019arte, personaggi e ambientazioni ricreate da Bosetto. Questi lavori esplorano l\u2019elemento architettonico della porta, simbolo archetipo della casa, solitamente associata a una funzione di autorit\u00e0 ed esclusione che qui viene ribaltata e trasformata in dispositivo ospitante attraverso un lavoro materico, narrativo e poetico. Ispirate a linguaggi cinematografici e psichici, le opere diventano luoghi da abitare, pi\u00f9 che da attraversare. Ognuna racchiude al suo interno oggetti, tracce, materiali raccolti, organismi e archivi, agendo cos\u00ec come micro-ambienti narrativi. Come racconta l\u2019artista, \u201cLa porta orizzontale perde la sua funzione convenzionale, non separa spazi ma confonde. Una soglia rovesciata. \u00c8 una porta a riposo, passiva, ma che custodisce. Quando la porta si piega, si sdraia perde la sua posizione di passaggio, si avvicina al concetto di caduta e contenitore\u201d. Lo spazio includer\u00e0 anche Gli occhi (2026), le \u201cguardiane\u201d della casa, due tende di pizzo arrotolate dai cui margini sporgono due paia di scarpe in terracotta che evocano la presenza di figure femminili nascoste e rimandano al gioco infantile del nascondersi dietro le tende. Le dimensioni eccessive dei piedi, tuttavia, antropomorfizzeranno l\u2019arredamento conferendogli un aspetto umanizzato.<\/p>\n<p>La navata sinistra, infine, rappresenter\u00e0 Il cuore, il centro pulsante, la stanza dedicata all\u2019organo delle pulsioni emotive quali l\u2019amore e l\u2019infatuazione. All\u2019interno si trover\u00e0 la performance e installazione Tango (II version) (2023-26) che riflette sull\u2019innamoramento come processo di intossicazione e sulla fisicit\u00e0 dei sentimenti, giocando con clich\u00e9 ed archetipi dell\u2019amore. Ispirandosi al tango e all\u2019ambiente tipico della milonga, la performance, che verr\u00e0 ripetuta con costanza durante la permanenza della mostra in Pirelli HangarBicocca, prevede sessioni con ballerini amatoriali che, indossando copricapi raffiguranti animali e piante, danno vita a una coreografia interspecie. Il tango diventa, come lo descrive l\u2019artista, \u201cun antidoto alla solitudine\u201d e un linguaggio di relazione, un luogo di incontro tra identit\u00e0 e nature diverse in linea con il pensiero post-umano e queer che indaga le metamorfosi dell\u2019identit\u00e0 e la permeabilit\u00e0 tra specie e materia. Ai lati della milonga saranno collocati tavolini con sedie su cui poggeranno le maschere come oggetti di scena. In questo modo, uno spazio domestico capace di accogliere momenti intimi e privati si aprir\u00e0 alla possibilit\u00e0 di creazione di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019artista<br \/>\nTra le istituzioni e gli spazi indipendenti che hanno ospitato mostre personali di Benni Bosetto: Museo della Marineria Washington Patrignani, Pesaro, Spazio Lima, Milano (2024); Villa di Geggiano, Siena, MAMbo &#8211; Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna (2022); Almanac Inn, Torino (2020); Kunstraum, Londra (2019); Fonderia Battaglia, Milano (2018); Convento de los Domenicos, Eivissa, Spagna (2017); Tile Project Space, Milano (2016).<\/p>\n<p>Il suo lavoro e le sue performance sono stati esposti in diverse mostre collettive, tra cui: Madre &#8211; Museo d\u2019Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2024); MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, L\u2019Aquila (2023); GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo (2022); Mart-Museo d\u2019arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2021); Quadriennale d\u2019arte, Roma, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Re Rebaudengo, Guarene (2020); Villa Medici, Roma (2019); OGR-Officine Grandi Riparazioni, Torino, MAMbo &#8211; Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna, Fondazione Baruchello, Roma (2018); FutureDome, Milano (2017).<\/p>\n<p>Catalogo<br \/>\nLa mostra sar\u00e0 accompagnata da un catalogo monografico dedicato a Benni Bosetto, pubblicato da Marsilio Arte, che approfondisce le tematiche ricorrenti della sua ricerca artistica. Il volume includer\u00e0 un saggio del curatore Milovan Farronato, volto a esplorare i riferimenti teorici e gli immaginari che attraversano il lavoro dell\u2019artista, e un testo della curatrice Caterina Molteni, incentrato sull\u2019evoluzione della sua pratica dagli esordi a oggi. Una selezione di immagini, disegni e materiali d\u2019archivio di Bosetto accompagner\u00e0 i contributi tematici di studiosi e critici internazionali dedicati alle opere presenti in mostra. Tra questi, un testo della storica dell\u2019arte Chus Martinez, della curatrice Marianna Vecellio, della scrittrice Giulia Civardi e della curatrice Evelyn Simons. Il progetto espositivo in Pirelli HangarBicocca sar\u00e0 presentato attraverso una conversazione tra la curatrice Fiammetta Griccioli e l\u2019artista accompagnata da un\u2019ampia documentazione fotografica.<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca<br \/>\nPirelli HangarBicocca \u00e8 una fondazione no profit dedicata alla produzione e alla promozione dell\u2019arte contemporanea, voluta e sostenuta da Pirelli. Fondata nel 2004, Pirelli HangarBicocca \u00e8 oggi un\u2019istituzione di riferimento per la comunit\u00e0 dell\u2019arte internazionale, per i cittadini e per il territorio. Realt\u00e0 museale totalmente gratuita, accessibile e aperta, \u00e8 un luogo di sperimentazione, ricerca e divulgazione in cui l\u2019arte \u00e8 lo spunto di riflessione sui temi pi\u00f9 attuali della cultura e della societ\u00e0 contemporanea. Le attivit\u00e0, rivolte a un\u2019audience ampia ed eterogenea, comprendono un calendario di importanti mostre personali di artisti italiani e internazionali, un programma multidisciplinare di eventi collaterali e di approfondimento, un\u2019attivit\u00e0 editoriale scientifica e divulgativa, proposte educative e di formazione. Il dialogo tra pubblico e arte \u00e8 inoltre favorito dalla presenza costante, negli spazi espositivi, di uno staff di mediatori museali. A partire dal 2012 la direzione artistica \u00e8 affidata a Vicente Todol\u00ed. Ospitato in un edificio ex industriale, un tempo sede di una fabbrica per la costruzione di locomotive, Pirelli HangarBicocca ha una superficie di 15.000 metri quadrati ed \u00e8 uno degli spazi espositivi a sviluppo orizzontale pi\u00f9 ampi d\u2019Europa. L\u2019area espositiva comprende gli spazi di Shed e Navate, dedicati a ospitare mostre temporanee, e l\u2019opera permanente di Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, monumentale installazione costituita da sette torri in cemento armato divenuta una delle opere pi\u00f9 iconiche della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<br \/>\nPirelli HangarBicocca<br \/>\nBenni Bosetto<br \/>\n\u201cRebecca\u201d<br \/>\nA cura di Fiammetta Griccioli<\/p>\n<p>Location<br \/>\nVia Chiese 2, Milano<br \/>\nOrario di apertura<br \/>\nGioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica<br \/>\n10.30-20.30<\/p>\n<p>Ingresso Gratuito<br \/>\nCatalogo Marsilio Editori<br \/>\nInformazioni sui percorsi creativi:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"wlisZizHmb\"><p><a href=\"https:\/\/pirellihangarbicocca.org\/kids\/\">Kids<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Kids&#8221; &#8212; Pirelli HangarBicocca\" src=\"https:\/\/pirellihangarbicocca.org\/kids\/embed\/#?secret=mwG2jsA2JM#?secret=wlisZizHmb\" data-secret=\"wlisZizHmb\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Info<br \/>\n+39 02 6611 1573<br \/>\ninfo@hangarbicocca.org<\/p>\n<p>Studio Benni Bosetto, Milano, 2025. Foto: Andrea Magnani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pirelli HangarBicocca presenta la mostra Benni Bosetto \u201cRebecca\u201d 12 febbraio \u2013 19 luglio 2026 A cura di Fiammetta Griccioli Dal 12 febbraio al 19 luglio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta \u201cRebecca\u201d, la prima mostra personale di Benni Bosetto in uno spazio museale. 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