
{"id":76929,"date":"2026-01-30T20:50:12","date_gmt":"2026-01-30T18:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76929"},"modified":"2026-01-30T20:50:12","modified_gmt":"2026-01-30T18:50:12","slug":"palazzo-pirelli-milano-figura-forma-100-anni-di-rachele-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76929\/arte\/palazzo-pirelli-milano-figura-forma-100-anni-di-rachele-bianchi.html","title":{"rendered":"Palazzo Pirelli Milano FIGURA FORMA 100 anni di Rachele Bianchi"},"content":{"rendered":"<p>Palazzo Pirelli<br \/>\nFIGURA FORMA<br \/>\n100 anni di Rachele Bianchi<\/p>\n<p>La grande retrospettiva dedicata all\u2019artista che ha portato per prima la figura femminile nello spazio pubblico di Milano<br \/>\nFino al 6 febbraio 2026<\/p>\n<p>Mostra co-curata da Erika Lacava e dall\u2019Archivio Rachele Bianchi<\/p>\n<p> In occasione del Centenario della nascita di Rachele Bianchi (Milano, 1925 \u2013 2018), l\u2019Archivio presenta Figura Forma. 100 anni di Rachele Bianchi, una mostra che attraverso circa un centinaio di opere, ripercorre il percorso creativo dell\u2019artista. L\u2019esposizione, allestita negli spazi di Palazzo Pirelli, Sede del Consiglio regionale della Lombardia, \u00e8 visitabile dal 14 gennaio al 6 febbraio 2026 e vede la co-curatela di Erika Lacava e dell\u2019Archivio.<\/p>\n<p>Rachele Bianchi, scultrice e pittrice autodidatta, ha lasciato un corpus di oltre 1.600 opere tra sculture, bassorilievi, dipinti e disegni, costruendo una poetica riconoscibile, centrata sull\u2019evoluzione della figura femminile come archetipo e simbolo. \u00c8 una delle prime artiste donne che ha ottenuto dei riconoscimenti pubblici a Milano e in Regione Lombardia: la sua scultura Personaggio, collocata in via Vittor Pisani, \u00e8 la prima opera pubblica della citt\u00e0 realizzata da una donna e dedicata alle donne e rappresenta un simbolo di inclusione e uguaglianza. Altre 13 opere, tutte raffiguranti la figura femminile, sono presenti in Lombardia in altrettanti spazi pubblici. Il contributo artistico e sociale dell\u2019artista \u00e8 stato ulteriormente riconosciuto nel 2019 con la menzione tra le prime cento donne al Famedio di Milano, un riconoscimento riservato a chi ha lasciato un\u2019impronta significativa nella storia e nella cultura della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Le sculture di Rachele Bianchi sono opere vive, capaci di superare le generazioni e di raccontare la forza di una donna che ha sfidato i pregiudizi del suo tempo. Autodidatta e determinata, l\u2019artista ha scelto la scultura, un campo tradizionalmente considerato \u201cnon adatto\u201d alle donne, dimostrando coraggio e talento straordinari. Nel corso della sua carriera ha saputo affermarsi in un contesto artistico dominato dagli uomini, trasformando materiali impegnativi come marmo e bronzo in opere di grande poesia e potenza espressiva. Con la sua pratica artistica, Rachele Bianchi ha contribuito a ridefinire il ruolo della donna nell\u2019arte del XX secolo, lasciando un segno nella cultura italiana.<\/p>\n<p>L\u2019antologica postuma ripercorre settant\u2019anni di inesauribile ricerca artistica, offrendo un viaggio immersivo attraverso l\u2019evoluzione del linguaggio di Rachele Bianchi e della profondit\u00e0 dei temi che hanno segnato l\u2019intera produzione dell\u2019artista. Il percorso espositivo si apre con una sala di highlights, dove quattro opere emblematiche sintetizzano la complessit\u00e0 del suo universo creativo. Accanto, le fotografie di Daniela Ferrante documentano la presenza pubblica dell\u2019artista in Lombardia: dal monumentale Personaggio di via Vittor Pisani alle opere che dialogano con musei e spazi aperti. Una sezione intima introduce invece alla dimensione privata di Rachele Bianchi: pagelle, lettere, schizzi preparatori, fotografie e appunti d\u2019archivio compongono un racconto che permette di \u201csfogliare\u201d il suo vissuto quotidiano. Lungo il percorso, frasi tratte da interviste scorrono sulle pareti e accompagnano il visitatore.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con una sezione dedicata ai disegni degli anni Cinquanta, in cui il tratto essenziale della matita rivela lo studio del corpo femminile nel dopoguerra. Seguono poi le ceramiche, primi segnali del passaggio alla tridimensionalit\u00e0 e testimonianza dell\u2019urgenza di \u201cplasmare la materia\u201d trasformandola in forma e narrazione.<\/p>\n<p>Il cuore della mostra \u00e8 la grande sala centrale, dedicata ai cicli pi\u00f9 profondi e autobiografici dell\u2019artista, dalle sculture ai bassorilievi: le nativit\u00e0 e maternit\u00e0 degli anni Cinquanta e Sessanta, permeate di intimit\u00e0; la donna ammantata, figura-protezione nata nei momenti di crisi; i Personaggi dal manto geometricamente strutturato e via via pi\u00f9 rarefatto; e la \u201crete\u201d, simbolo di inclusione e contaminazione, divenuta una delle cifre pi\u00f9 riconoscibili del lavoro dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Una sezione conclusiva \u00e8 dedicata alle tele degli anni Duemila, opere sorprendenti per energia e libert\u00e0 formale, che testimoniano come, anche oltre gli ottant\u2019anni, Rachele Bianchi continuasse a sperimentare con uno sguardo lucido sul mondo. Il percorso si chiude restituendo l\u2019immagine di un\u2019artista autodidatta, prolifica e innovatrice, che attraverso la FORMA ha contribuito alla rappresentazione della donna nel secondo Novecento fino alle soglie del nuovo millennio, rivendicando oggi il suo posto nella storia dell\u2019arte contemporanea. A corredo della mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni. In occasione della mostra \u00e8 stato composto da Giovanni Bariona il brano Ricerca. La composizione guida il visitatore in una dimensione altra, fatta di riflessione, introspezione e continua tensione verso la ricerca. I motivi ripetitivi ma delicati, intervallati da improvvise e luminose aperture, evocano il lungo e paziente processo di maturazione dell\u2019idea artistica. Un percorso fatto di ritorni, variazioni e scarti, che riflette il lavoro di una scultrice come Rachele Bianchi, impegnata per tutta la vita in un dialogo costante tra forma, materia e pensiero.<\/p>\n<p>L\u2019Archivio Rachele Bianchi 3.0: quattro reti per una visione contemporanea<br \/>\nNato nel 2019 come associazione culturale senza fini di lucro, l\u2019Archivio conserva, studia e valorizza l\u2019opera della scultrice Rachele Bianchi (1925\u20132018), portandone avanti l\u2019eredit\u00e0 artistica con uno sguardo contemporaneo. Custodisce l\u2019intero corpus dell\u2019artista e promuove progetti che mettono in dialogo la sua ricerca con le sensibilit\u00e0 di nuove generazioni di artisti, italiani e internazionali. La sede dell\u2019Archivio \u00e8 concepita come uno spazio vivo e accessibile, una vera \u201crete aperta\u201d: un luogo dove il patrimonio dell\u2019artista continua a generare connessioni, visioni e nuove forme di creativit\u00e0. Attorno a questa missione si sviluppano quattro \u201creti\u201d che definiscono l\u2019identit\u00e0 culturale dell\u2019Archivio.<\/p>\n<p>La prima rete \u00e8 dedicata al cuore del progetto: la conservazione, lo studio e la valorizzazione dell\u2019opera di Rachele Bianchi, attraverso mostre istituzionali e iniziative di ricerca che approfondiscono la sua poetica e il suo percorso artistico.<\/p>\n<p>Accanto a questa si sviluppa la Rete Aperta, il programma che ogni anno coinvolge giovani artisti e artiste selezionati dal Comitato Scientifico per creare un dialogo diretto con l\u2019opera di Rachele Bianchi. In questo ambito si inserisce la mostra Reti 2025, ospitata fino al 30 novembre e realizzata con Isorropia Homegallery, che presenta le opere di Debora Garritani in dialogo con quelle dell\u2019artista. Ad oggi l\u2019Archivio ha ospitato gratuitamente oltre quindici artisti nell\u2019ambito di questo percorso, offrendo loro uno spazio di confronto e sperimentazione.<\/p>\n<p>La terza area \u00e8 dedicata a Donne tra le righe, un ciclo annuale di incontri e presentazioni di libri che esplorano narrazioni, autobiografie e sguardi femminili, ampliando il lavoro dell\u2019Archivio verso la dimensione letteraria e culturale legata alle donne.<\/p>\n<p>Infine, il progetto pi\u00f9 recente \u00e8 La Rete delle Artiste, nato in occasione del Centenario: una rete che connette archivi, atelier e fondazioni dedicati ad artiste donne a Milano e in Lombardia, promuovendo collaborazione, visibilit\u00e0 e dialogo tra realt\u00e0 culturali affini. Ne fanno parte, oltre all\u2019Archivio Rachele Bianchi che \u00e8 promotore dell\u2019iniziativa, l\u2019Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, l\u2019Archivio Eredi Nanda Vigo, l\u2019Archivio Elisabetta Keller, l\u2019Archivio Gabriella Benedini, l\u2019Atelier Mazot Milano, la Fondazione Maria Cristina Carlini, la Fondazione Federica Galli e lo Studio Museo Bianca Orsi.<\/p>\n<p>Il Centenario rappresenta per l\u2019Archivio un momento di espansione e consolidamento, con una serie di azioni strategiche volte a rafforzare l\u2019apertura alla citt\u00e0 e al pubblico: l\u2019istituzione di un Comitato Scientifico, il rinnovamento della piattaforma digitale e l\u2019iscrizione al Registro delle Associazioni del Municipio 1 del Comune di Milano. Guidato da una visione culturale attenta ai temi dell\u2019identit\u00e0 femminile, della ricerca artistica e del dialogo intergenerazionale, l\u2019Archivio Rachele Bianchi continua a essere un punto di riferimento per la valorizzazione dell\u2019opera dell\u2019artista e per la promozione della creativit\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>\u200a<br \/>\nRACHELE BIANCHI (Milano, 1925 \u2013 2018) \u00e8 stata una scultrice e pittrice che ha sviluppato un linguaggio originale fondato sui suoi iconici \u00abPersonaggi\u00bb, figure simboliche che affrontano temi come identit\u00e0 femminile, memoria e sacralit\u00e0. Attiva dalla Milano del dopoguerra agli anni Duemila, ha lavorato con bronzo, terracotta, marmo e ceramica, distinguendosi per la \u201crete aperta\u201d, segno emblematico di relazione e dialogo. Il suo contributo pubblico culmina nel Personaggio di via Vittor Pisani, prima statua di una donna realizzata da una donna nel patrimonio monumentale della citt\u00e0. Dal 2019 l\u2019Archivio Rachele Bianchi ne custodisce e promuove l\u2019eredit\u00e0.<br \/>\nCrediti fotografici Daniela Ferrante Bernasconi<\/p>\n<p>INFORMAZIONI MOSTRA<\/p>\n<p>FIGURA FORMA<br \/>\n100 anni di Rachele Bianchi<br \/>\n14 gennaio \u2013 6 febbraio 2026<br \/>\nMostra co-curata da Erika Lacava e dall\u2019Archivio Rachele Bianchi<br \/>\nPalazzo Pirelli &#8211; Sede del Consiglio regionale della Lombardia<br \/>\nVia Fabio Filzi 22, Milano<br \/>\nOrari: luned\u00ec &#8211; gioved\u00ec 9.00 \u2013 18.00 | venerd\u00ec 9.00 \u2013 13.00<br \/>\nIngresso libero<\/p>\n<p>ARCHIVIO RACHELE BIANCHI<br \/>\nVia Legnano, 14 \u2013 20121 Milano<br \/>\nwww.archiviorachelebianchi.it | Per informazioni: info@archiviorachelebianchi.it<br \/>\nInstagram: @archiviorachelebianchi | Facebook: Archivio Rachele Bianchi<\/p>\n<p>www.archiviorachelebianchi.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Pirelli FIGURA FORMA 100 anni di Rachele Bianchi La grande retrospettiva dedicata all\u2019artista che ha portato per prima la figura femminile nello spazio pubblico di Milano Fino al 6 febbraio 2026 Mostra co-curata da Erika Lacava e dall\u2019Archivio Rachele Bianchi In occasione del Centenario della nascita di Rachele Bianchi (Milano, 1925 \u2013 2018), l\u2019Archivio &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76929\/arte\/palazzo-pirelli-milano-figura-forma-100-anni-di-rachele-bianchi.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Palazzo Pirelli Milano FIGURA FORMA 100 anni di Rachele Bianchi<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76930,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[27228,17,3999,3754],"class_list":["post-76929","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-figura-forma","tag-milano","tag-palazzo-pirelli","tag-rachele-bianchi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76929"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76931,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76929\/revisions\/76931"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}