
{"id":76908,"date":"2026-01-29T22:23:59","date_gmt":"2026-01-29T20:23:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76908"},"modified":"2026-01-29T22:23:59","modified_gmt":"2026-01-29T20:23:59","slug":"a-palazzo-reale-milano-apre-la-mostra-robert-mapplethorpe-le-forme-del-desiderio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76908\/arte\/a-palazzo-reale-milano-apre-la-mostra-robert-mapplethorpe-le-forme-del-desiderio.html","title":{"rendered":"A PALAZZO REALE MILANO APRE LA MOSTRA \u201cROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DEL DESIDERIO\u201d"},"content":{"rendered":"<p>A PALAZZO REALE APRE LA MOSTRA \u201cROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DEL DESIDERIO\u201d<br \/>\nOltre 200 opere tra le pi\u00f9 potenti, iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense<br \/>\ndal 29 gennaio al 17 maggio 2026<\/p>\n<p>Apre a Palazzo Reale la mostra \u201cRobert Mapplethorpe. Le forme del desiderio\u201d: un\u2019ampia selezione delle opere pi\u00f9 iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunit\u00e0 di incontrare l\u2019opera di uno tra i pi\u00f9 originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo.<br \/>\nPromossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l\u2019esposizione \u00e8 inserita nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animer\u00e0 l&#8217;Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l\u2019Italia ospiter\u00e0 rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, \u00e8 allestita nelle sale di Palazzo Reale dal 29 gennaio al 17 maggio 2026.<\/p>\n<p>\u201cCon \u2018Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio\u2019, Milano rende omaggio a un maestro che ha saputo unire la disciplina della composizione classica alla libert\u00e0 dell\u2019espressione contemporanea. Nelle sue immagini il corpo umano si fa architettura, cultura, misura ideale. In dialogo costante con la scultura e con la tradizione classica, le fotografie di Mapplethorpe rivelano la sua aspirazione a un ideale di bellezza assoluta, rigorosa e insieme sensuale. La mostra trova a Milano una declinazione particolare: l\u2019energia creativa diventa principio estetico, armonia tra materia e idea, tra effimero ed eterno. Ospitare a Palazzo Reale questa tappa del progetto dedicato al fotografo significa riaffermare il ruolo di Milano come capitale dell\u2019immagine contemporanea e come citt\u00e0 capace di accogliere i linguaggi pi\u00f9 complessi e radicali della modernit\u00e0 \u2013 dichiara l\u2019assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.<\/p>\n<p>Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe \u00e8 uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creativit\u00e0 si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libert\u00e0 e identit\u00e0.<br \/>\n\u201cL\u2019obiettivo di questa mostra \u00e8 proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia pi\u00f9 alta, tra i pi\u00f9 importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura \u2013 afferma il curatore, Denis Curti.<\/p>\n<p>La mostra si snoda attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l\u2019intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturit\u00e0 stilistica. <\/p>\n<p>\u201cTutto cambia quando l\u2019amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid &#8211; racconta Denis<br \/>\nCurti curatore della mostra &#8211; e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato<br \/>\nallo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se<br \/>\nstesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare<br \/>\nvita all\u2019estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di<br \/>\nMapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al<br \/>\ncorpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l&#8217;esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la<br \/>\nprecisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere &#8220;arte&#8221; ci\u00f2 che prima<br \/>\nera considerato solo un materiale sotterraneo\u201d.<br \/>\nA Milano protagonista \u00e8 la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la<br \/>\nperfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il<br \/>\ncorpo, scolpito dall\u2019uso sapiente della luce e dei contrasti, \u00e8 il mezzo per la sublimazione della sua<br \/>\nindagine artistica.<br \/>\n\u201cAutodidatta, &#8211; continua Denis Curti &#8211; Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima<br \/>\nHasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei<br \/>\nbianchi e neri perfetti per cui \u00e8 oggi universalmente conosciuto. L\u2019obiettivo di questa mostra \u00e8 proprio<br \/>\nquello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia pi\u00f9 alta, tra i pi\u00f9<br \/>\nimportanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura\u201d.<br \/>\nLa costruzione di un percorso espositivo cos\u00ec completo \u00e8 stata possibile grazie alla generosa<br \/>\ncollaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988<br \/>\npochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca<br \/>\nmedica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell\u2019HIV.<br \/>\nLa mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l\u2019intera<br \/>\nevoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturit\u00e0 stilistica.<br \/>\nI primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste<br \/>\nopere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi,<br \/>\nindumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull\u2019identit\u00e0 e il piacere dell\u2019artificio, sperimentati dall\u2019artista con<br \/>\nl\u2019obiettivo di creare una relazione con l\u2019altro.<br \/>\nPatti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio \u00e8 dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell&#8217;artista. Se i<br \/>\nritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e<br \/>\npropria ode indelebile all\u2019amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon<br \/>\nesplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica<br \/>\nattraverso parametri estetici neoclassici.<br \/>\nAutoritratti e identit\u00e0. La sezione degli autoritratti rivela un&#8217;introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe<br \/>\nusa la macchina fotografica come uno specchio dell&#8217;anima, documentando la propria esistenza dalle pose<br \/>\ndandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia.<br \/>\nIl ritratto. In mostra i volti di celebrit\u00e0 come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini.<br \/>\nPer Mapplethorpe il ritratto in studio \u00e8 un incontro tra due anime: un &#8220;altare visivo&#8221; dove la corporeit\u00e0 viene<br \/>\ntrasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l&#8217;equilibrio e la luce.<br \/>\nNudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi<br \/>\nsociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti<br \/>\ncome apparizioni passionali e &#8220;muscoli pulsanti&#8221;, in bilico tra la sacralit\u00e0 della forma e allusioni<br \/>\ndelicatamente erotiche.<br \/>\nIn dialogo con l\u2019Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia<br \/>\ncontemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per &#8220;sciogliere&#8221; le<br \/>\nmembra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida<br \/>\ncome carne viva.<br \/>\nLa retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero \u00e8 il secondo atto di una pi\u00f9 ampia trilogia, che<br \/>\nha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguir\u00e0 poi a Roma, al Museo dell\u2019Ara Pacis,<br \/>\ndal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire<br \/>\nun differente aspetto della figura di Mapplethorpe.<br \/>\n\u201cIn Marsilio Arte &#8211; afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte &#8211;<br \/>\ncrediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza<br \/>\nin una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla<br \/>\nvalorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d&#8217;eccellenza come Le Stanze della<br \/>\nFotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette citt\u00e0 come Venezia, Milano e Roma,<br \/>\nvogliamo trasformare l&#8217;esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualit\u00e0 del catalogo e il rigore<br \/>\ndel progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell\u2019immagine\u201d.<br \/>\nAccompagnano e approfondiscono la mostra il podcast &#8211; disponibile su Spotify, Apple Music e sulle<br \/>\nprincipali piattaforme &#8211; Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo<br \/>\npubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l\u2019evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe<br \/>\nattraverso 257 opere.<br \/>\nINFO<br \/>\npalazzorealemilano.it<br \/>\nmarsilioarte.it<br \/>\nFoto: Thomas, 1987 \u00a9 Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A PALAZZO REALE APRE LA MOSTRA \u201cROBERT MAPPLETHORPE. 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