
{"id":76519,"date":"2025-10-14T19:36:16","date_gmt":"2025-10-14T17:36:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76519"},"modified":"2025-10-14T19:36:16","modified_gmt":"2025-10-14T17:36:16","slug":"teatro-menotti-trittico-della-guerra-prometeo-sette-a-tebe-antigone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76519\/teatro\/teatro-menotti-trittico-della-guerra-prometeo-sette-a-tebe-antigone.html","title":{"rendered":"TEATRO MENOTTI  TRITTICO DELLA GUERRA  PROMETEO  SETTE A TEBE   ANTIGONE"},"content":{"rendered":"<p>14 | 19 ottobre<br \/>\nTRITTICO DELLA GUERRA<br \/>\nPRIMA MILANESE<br \/>\nPROMETEO<br \/>\nSETTE A TEBE<br \/>\nANTIGONE  <\/p>\n<p>Con le attrici e gli attori di PoEM Impresa Sociale<br \/>\nRegia GABRIELE VACIS<br \/>\nScenofonia e allestimenti Roberto Tarasco <\/p>\n<p>Con Il Trittico della guerra diretto da Gabriele Vacis si apre Teatro Disarmato, il primo atto della nuova stagione del Teatro Menotti: un atto civile e artistico. Un progetto necessario, nato in un tempo segnato da nuovi conflitti e da una crescente disumanit\u00e0. Non una semplice rassegna, ma una presa di posizione. Il teatro, spazio fragile e potente, sceglie di essere voce disarmata contro ogni guerra. Teatro Disarmato non \u00e8 una rassegna, ma una scelta. Contro l\u2019assuefazione all\u2019orrore, contro l\u2019indifferenza. Perch\u00e9 il teatro, quando \u00e8 vero, non consola: risveglia. E sceglie da che parte stare.<\/p>\n<p>Il Trittico della guerra \u00e8 una trilogia composta dalle tragedie Prometeo, Sette a Tebe e Antigone, firmato da Gabriele Vacis, regista e drammaturgo tra i pi\u00f9 apprezzati della scena contemporanea, con gli  attori della compagnia PoEM (Potenziali Evocati Multimediali), gli allestimenti e la scenofonia di Roberto Tarasco, i cori a cura di Enrica Rebaudo.  <\/p>\n<p>Un viaggio attraverso il mito, riletto e adattato con la lente del tempo presente, per riflettere sui ruoli, le pulsioni e le difficolt\u00e0 che le giovani generazioni devono affrontare per trovare una collocazione all\u2019interno di un mondo iperconnesso, ma ancora segnato da feroci conflitti politici e sociali.  <\/p>\n<p>14 e 15 ottobre<br \/>\nPROMETEO<br \/>\nDal Prometeo incatenato di Eschilo <\/p>\n<p>Prometeo racconta di un tempo che viene prima del tempo, di uno spazio che non \u00e8 uno spazio. Il titano ha rubato il fuoco agli d\u00e8i per donarlo agli umani, per questo Zeus lo punisce inchiodandolo ad una rupe ai confini del mondo, in Scizia. L\u00ec, sofferente ma non del tutto vinto, riceve alcune visite: le oceanine e il loro padre, Oceano, e poi la vergine Io, per ultimo Hermes, il galoppino di Zeus. C&#8217;\u00e8 chi lo raggiunge per scelta e chi ci capita, ma in entrambi i casi questi incontri sembrano essere pi\u00f9 delle visioni che veri e propri dialoghi. Prometeo racconta ci\u00f2 che \u00e8 successo, tesse le fila di un racconto lontano, rivendica il suo diritto alla libert\u00e0 e la giustezza della sua ribellione.  <\/p>\n<p>Gabriele Vacis, in scena, introduce alcuni passaggi, ne sottolinea degli altri: guida gli spettatori alla visione, riportando continuamente il tempo del mito alla contemporaneit\u00e0 attraverso le parole di altri autori, come Luigi Meneghello o William Golding. \u00c8 proprio dentro un&#8217;opera di quest&#8217;ultimo che il nostro Prometeo trova le sue pi\u00f9 profonde ragioni, il suo nucleo pesante. La scena \u00e8 vuota, si riempie soltanto dei corpi e delle voci degli interpreti. La danza e il canto sono essenziali, costruiscono e costituiscono la struttura del coro. Sono numerose le lingue: dall&#8217;albanese all&#8217;armeno, suoni di spazi che sono indecifrabili ma che rimandano al mistero di un mondo antico e perduto. <\/p>\n<p>Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Olimpico di Vicenza nel settembre del 2022<br \/>\nProduzione PoEM impresa sociale, Artisti Associati centro di produzione Gorizia<br \/>\nin collaborazione con UTIM <\/p>\n<p>16 e 17 ottobre<br \/>\nSETTE A TEBE<br \/>\nQUESTO TERRIBILE AMORE PER LA GUERRA<br \/>\nDa I sette contro Tebe di Eschilo, traduzione di Monica Centanni <\/p>\n<p>Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di l\u00e0 dalle mura della citt\u00e0 e fa accadere in scena i rumori dell\u2019assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell\u2019estraneo, dell\u2019altro che da fuori spinge, e minaccia l\u2019ordine della citt\u00e0 dalle sette porte. Ma l\u2019\u201caltro\u201d &#8211; come ci rivela l\u2019inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice &#8211; ha sempre le sembianze del fratello: la guerra \u00e8, sempre, guerra civile. Il copione \u00e8 costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali, che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull\u2019immanenza della guerra a ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civilt\u00e0.  <\/p>\n<p>Sulla trama di un testo cos\u00ec costruito, i giovani attori\/autori di PoEM si prendono la responsabilit\u00e0 di rappresentare, di far accedere alla realt\u00e0 aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l\u2019esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei. In questo la tragedia di Eschilo si dichiara come \u201cnecessaria\u201d, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. In un\u2019altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e di ferocia che ha il nome divino di Ares, e innesca la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero mai scontato sulla terribile vitalit\u00e0 di ogni guerra. <\/p>\n<p>Lo spettacolo ha aperto il 76\u00b0 Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza<br \/>\nProduzione PoEM impresa sociale, Artisti Associati centro di produzione Gorizia<br \/>\nin collaborazione con UTIM <\/p>\n<p>18 e 19 ottobre<br \/>\nANTIGONE<br \/>\nDa Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle <\/p>\n<p>Antigone mette in scena uno dei personaggi femminili pi\u00f9 importanti della storia del teatro attraverso due tragedie: Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle, perch\u00e9 conoscendo gli antefatti \u00e8 possibile comprendere meglio le scelte di Antigone. Poi ci sono le risposte degli attori ad alcune domande che il testo ci ha posto: avete qualcosa per cui vale la pena vivere? Avete qualcosa per cui vale la pena morire? Quando avete compiuto azioni eccessive? Quando avete avuto paura per qualcuno? Quando \u00e8 stato troppo tardi? Antigone nel corso dei secoli, dei millenni, \u00e8 stata il simbolo della rivoluzione ma anche della conservazione pi\u00f9 oscurantista.  <\/p>\n<p>Negli ultimi anni, per esempio, era di moda prendere le parti di Creonte: Antigone potrebbe essere la sorella di un capomafia che pretende funerali con fuochi d\u2019artificio per il fratello assassinato e Creonte il giudice che nega l\u2019autorizzazione. All\u2019epoca dei tragici, nel quinto secolo avanti Cristo, in Grecia, stavano inventando la democrazia. E Antigone potrebbe essere l\u2019erede di un\u2019aristocrazia che difende antichi privilegi di fronte al nuovo che avanza. \u00c8 comprensibile che gli anni appena passati chiedessero legalit\u00e0 dopo decenni di leggi \u201cad personam\u201d, che facessero il tifo per la ragion di Stato, che \u00e8 Creonte. Per contro, quando io avevo l\u2019et\u00e0 dei ragazzi che sono in scena nello spettacolo, ribellarsi era giusto! Com\u2019era giusto per i genitori della mia generazione, che andavano in montagna a fare i partigiani quand\u2019erano ancora adolescenti. Sono questo i classici, comprendono la cosa e il suo contrario, contengono i paradossi, sono specchi che riflettono gli sguardi di un\u2019epoca.  <\/p>\n<p>Produzione Teatro Stabile di Torino\/Teatro Nazionale, PoEM impresa sociale, Artisti Associati centro di produzione Gorizia in collaborazione con UTIM <\/p>\n<p>STAGIONE 2025 | 2026<br \/>\nBIGLIETTERIA<br \/>\nIntero &#8211; 18.00 \u20ac<br \/>\nAbbonamento TRITTICO DELLE GUERRA \u20ac30<br \/>\nORARI SPETTACOLI SALA GRANDE<br \/>\nDal marted\u00ec al sabato ore 20<br \/>\nDomenica ore 16.30<br \/>\nLuned\u00ec riposo <\/p>\n<p>TEATRO MENOTTI<br \/>\nVia Ciro Menotti 11, Milano &#8211; tel. 0282873611 &#8211; \u202fbiglietteria@teatromenotti.org <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 | 19 ottobre TRITTICO DELLA GUERRA PRIMA MILANESE PROMETEO SETTE A TEBE ANTIGONE Con le attrici e gli attori di PoEM Impresa Sociale Regia GABRIELE VACIS Scenofonia e allestimenti Roberto Tarasco Con Il Trittico della guerra diretto da Gabriele Vacis si apre Teatro Disarmato, il primo atto della nuova stagione del Teatro Menotti: un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76519\/teatro\/teatro-menotti-trittico-della-guerra-prometeo-sette-a-tebe-antigone.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">TEATRO MENOTTI  TRITTICO DELLA GUERRA  PROMETEO  SETTE A TEBE   ANTIGONE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76520,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[7444,11936,27040,7382,27039],"class_list":["post-76519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teatro","tag-antigone","tag-prometeo","tag-sette-a-tebe","tag-teatro-menotti","tag-trittico-della-guerra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76519"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76521,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76519\/revisions\/76521"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}