
{"id":76489,"date":"2025-10-08T23:05:15","date_gmt":"2025-10-08T21:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76489"},"modified":"2025-10-08T23:05:15","modified_gmt":"2025-10-08T21:05:15","slug":"nan-goldin-this-will-not-end-well-pirelli-hangarbicocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76489\/arte\/nan-goldin-this-will-not-end-well-pirelli-hangarbicocca.html","title":{"rendered":"Nan Goldin This Will Not End Well Pirelli HangarBicocca"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u201911 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta &#8220;This Will Not End Well&#8221;, la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. A Milano la mostra riunisce il pi\u00f9 grande corpus di slideshow mai presentato, include una installazione sonora appositamente commissionata e offre l\u2019occasione di esporre per la prima volta in Europa in un contesto museale i suoi due pi\u00f9 recenti slideshow.<\/p>\n<p>&#8220;Ho sempre desiderato essere una filmmaker. I miei slideshow sono film composti da fotogrammi&#8221;, dice Nan Goldin.<\/p>\n<p>La retrospettiva \u00e8 allestita in diverse strutture architettoniche, definite come padiglioni, progettati dall\u2019architetta Hala Ward\u00e9, che gi\u00e0 in varie occasioni ha collaborato con Goldin. Ciascun padiglione \u00e8 concepito in risposta a un\u2019opera specifica, e tutti insieme formano un villaggio. Bench\u00e9 il titolo della mostra &#8220;This Will Not End Well&#8221; [Non finir\u00e0 bene] possa suonare cupo, \u00e8 contestualmente carico di un\u2019ironia benevola, ed esprime con forza la &#8220;caratteristica, incrollabile joie de vivre&#8221; di Goldin.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione include: The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022), capolavoro di Goldin; The Other Side (1992-2021), ritratto storico, omaggio agli amici trans attraverso scatti intimi e privati realizzati tra il 1972 e il 2010; Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022), testimonianza sul trauma familiare e sul suicidio; Fire Leap (2010-2022), incursione nel mondo dell\u2019infanzia; Memory Lost (2019-2021), trip claustrofobico nell\u2019astinenza da sostanze stupefacenti; e infine Sirens (2019-2020), viaggio nell&#8217;estasi della droga. A Milano, l&#8217;installazione Sisters, Saints, Sibyls (2004- 2022) sar\u00e0 presentata all&#8217;interno del &#8220;Cubo&#8221;, uno spazio in cui le dimensioni e l&#8217;altezza \u2013 che supera i 20 metri \u2013 richiamano la natura architettonica de La Chapelle de la Salp\u00eatri\u00e8re di Parigi, luogo in cui l&#8217;opera \u00e8 stata originariamente commissionata ed esposta nel 2004. L&#8217;installazione presso Pirelli HangarBicocca sar\u00e0 riproposta in una forma fedele all&#8217;originale, che comprende anche gli elementi scultorei, visibili da una piattaforma sopraelevata.<\/p>\n<p>In occasione della mostra in Pirelli HangarBicocca, curata da Roberta Tenconi con Lucia Aspesi, e ospitata nelle Navate, saranno inclusi due slideshow aggiuntivi: You Never Did Anything Wrong (2024), il primo lavoro astratto di Goldin, ispirato a un antico mito secondo cui un\u2019eclissi sarebbe causata da animali che rubano il sole, \u00e8 una meditazione poetica sulla vita, la morte e i cicli naturali che collegano tutti gli esseri viventi. La seconda opera, Stendhal Syndrome (2024), si basa su sei miti tratti dalle \u201cMetamorfosi\u201d di Ovidio che prendono vita attraverso i ritratti degli amici di Goldin in un dialogo visivo attraverso il tempo, e in cui l&#8217;esperienza personale dell\u2019artista si intreccia con i suoi scatti di dipinti e sculture provenienti da musei di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019esposizione si aprir\u00e0 con una nuova installazione sonora del collettivo Soundwalk Collective, che l\u2019ha concepita in stretta collaborazione con l&#8217;artista. Come una sorta di preludio, l\u2019opera guider\u00e0 i visitatori verso il simbolico villaggio di slideshow di Goldin. Il duo, formato dall\u2019artista e compositore Stephan Crasneanscki e dal compositore Simone Merli, collabora con Nan Goldin dal 2015: hanno realizzato colonne sonore per progetti quali il documentario &#8220;All the Beauty and the Bloodshed&#8221; (2022), vincitore del Leone d&#8217;Oro alla 79\u00aa Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia, e ambienti sonori immersivi per installazioni come &#8220;The Women&#8217;s March, 1789&#8221; (2019), presentata nell\u2019ambito della mostra Visible\/Invisible presso il Domaine du Trianon, Versailles, nel 2019. La nuova composizione, appositamente commissionata da Pirelli HangarBicocca, trae origine dalle registrazioni ambientali raccolte durante le precedenti edizioni della mostra di Goldin a Stoccolma, Amsterdam e Berlino. Dalle sonorit\u00e0 che scaturiscono dai padiglioni sovrapponendosi, emerge un nuovo ambiente acustico che traccia un ideale itinerario poetico tra spazi e tempi diversi.<\/p>\n<p>Nan Goldin (nata a Washington D.C. nel 1953) \u00e8 una delle artiste di maggior rilievo nel panorama contemporaneo. La sua indagine dell&#8217;esperienza umana \u00e8 ormai leggendaria, e ha influenzato profondamente generazioni successive. La sua prima opera, The Ballad of Sexual Dependency, documenta esperienze di vita a Provincetown, New York, Berlino e Londra a partire dagli anni &#8217;70 e &#8217;80 fino ai giorni nostri. Nel lavoro Goldin ha fotografato con ruvida tenerezza il suo gruppo di amici, creativi e boh\u00e9mien. I suoi scatti catturano istanti di intimit\u00e0 e sessualit\u00e0, il quotidiano e feste sfrenate, mettendo in luce il conflitto tra autonomia e dipendenza.<\/p>\n<p>Goldin appartiene alla generazione che ha sperimentato la libert\u00e0 e stili di vita prima dell\u2019AIDS, e un mondo alternativo fuori delle norme sociali. La sua opera si pone dunque come una testimonianza dell\u2019epoca. Intorno al 1980 l\u2019artista ha iniziato a presentare i suoi slideshow in diversi club e spazi pubblici di New York, in cinema underground e festival cinematografici europei. In ciascuna di queste occasioni, Goldin ha aggiornato e rieditato The Ballad of Sexual Dependency, utilizzando proiettori di diapositive azionati direttamente da lei e con una eclettica colonna sonora di sottofondo. \u00c8 proprio la capacit\u00e0 di Goldin di rivisitare gli slideshow che nel tempo ha definito il cuore della sua pratica artistica. Negli ultimi 40 anni, Goldin ha prodotto una decina di slideshow diversi, che spaziano da ritratti di amici a racconti di eventi familiari traumatici. Col tempo, l&#8217;artista ha aggiunto alle sue opere altri elementi quali immagini in movimento, voci e materiali d&#8217;archivio.<\/p>\n<p>Oltre all&#8217;influenza che Goldin ha esercitato sull\u2019arte e sul sistema dell&#8217;arte, \u00e8 difficile pensare all\u2019odierna fotografia di moda e pubblicitaria senza riflettere sui suoi rivoluzionari paradigmi visivi.<\/p>\n<p>L&#8217;artista<br \/>\nNumerose sono le istituzioni internazionali che hanno ospitato mostre personali di Nan Goldin, tra cui: National Gallery of Australia (2023), Neuer Berliner Kunstverein, Berlino (2022), Art Institute of Chicago (2020), Tate Modern, Londra (2019), Triennale di Milano (2017), MoMA Museum of Modern Art, New York (2016), Museu de Arte Moderna, Rio de Janeiro (2012), Mus\u00e9e du Louvre, Parigi (2010), Kiasma, Helsinki (2008), Centre Pompidou, Parigi (2007, 2001), La Chapelle de la Salp\u00eatri\u00e8re, Parigi (2004), Mus\u00e9e d&#8217;Art Contemporain de Montr\u00e9al, Quebec (2003), Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Torino, Museu Serralves, Porto, Whitechapel Art Gallery, Londra (2002), Reina Sof\u00eda, Madrid (2001), Kunsthalle Wien, Vienna (1998), Stedelijk Museum Amsterdam (1997), Fotomuseum Winterthur (1997), Whitney Museum of American Art, New York (1996), Kunstmuseum Wolfsburg (1996), Neue Nationalgalerie, Berlino (1994), Moderna Museet, Stoccolma (1993) e The Institute of Contemporary Art, Boston (1985).<\/p>\n<p>Le opere dell\u2019artista sono state presentate in diverse edizioni della Biennale del Whitney di New York (1985, 1993, 1995) e in occasione della Biennale di Sydney (1996). Dopo quattro decenni di pratica artistica, nel 2022 \u00e8 stata invitata a partecipare alla Biennale di Venezia con lo slideshow Sirens (2019-2021).<\/p>\n<p>Goldin \u00e8 stata nominata Commandeur des Arts et des Lettres nel 2006, e ha ricevuto numerosi e prestigiosi premi, tra cui il Kering Women in Motion Award for Photography (2025), il K\u00e4the Kollwitz Prize, Berlino (2022), la Centenary Medal della Royal Photographic Society di Londra (2018), la Edward MacDowell Medal, New Hampshire (2012) e l&#8217;Hasselblad Award, G\u00f6teborg, Svezia (2007).<\/p>\n<p>P.A.I.N. e paradigmi rivoluzionari di espressione visiva<\/p>\n<p>Nan Goldin si \u00e8 sempre confrontata, con approcci differenti, con questioni sociali quali identit\u00e0 di genere, salute mentale e AIDS. In Memory Lost, ad esempio, visibile anche in questa mostra, l\u2019artista evoca i lati pi\u00f9 oscuri della dipendenza da droghe. Nel 2017 Goldin ha fondato P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now), un \u201cgruppo di azione\u201d indirizzato contro la famiglia Sackler. Il gruppo ritiene la famiglia di miliardari responsabile di aver innescato la crisi degli oppioidi. I Sackler figurano fra i maggiori donatori di numerosi e rilevanti musei internazionali. Ciononostante, molte di queste istituzioni hanno risposto alle pressioni di P.A.I.N. rimuovendo ogni traccia del nome Sackler dalle loro sedi.<\/p>\n<p>Il tour internazionale<br \/>\nIl tour internazionale della mostra \u00e8 organizzato da Moderna Museet di Stoccolma (29 ottobre 2022 &#8211; 26 febbraio 2023), in collaborazione con Stedelijk Museum Amsterdam (31 agosto 2023 &#8211; 28 gennaio 2024), Neue Nationalgalerie di Berlino (23 novembre 2024 &#8211; 6 aprile 2025), Pirelli HangarBicocca di Milano (11 ottobre 2025 &#8211; 15 febbraio 2026) e Grand Palais Rmn di Parigi (marzo &#8211; giugno 2026). Il tour \u00e8 curato da Fredrik Liew, Capo Curatore, Moderna Museet, mentre la mostra in Pirelli HangarBicocca \u00e8 curata da Roberta Tenconi, Capo Curatrice, Pirelli HangarBicocca, con Lucia Aspesi, Curatrice, Pirelli HangarBicocca.<\/p>\n<p>Catalogo<br \/>\nIn occasione della mostra \u00e8 stato realizzato un catalogo di 216 pagine, di cui 140 illustrate, con testi di Vince Aletti, Thomas Beard, Guido Costa, Marvin Heiferman, Roni Horn, Patrick Radden Keefe, Caitl\u00edn R. Kiernan, Fredrik Liew, Andrea Lissoni, Gabor Mat\u00e9, Cookie Mueller, Eileen Myles, Alfred Pacquement, Darryl Pinckney, Rene Ricard, Lucy Sante, Sarah Schulman, Anne Sw\u00e4rd, Hala Ward\u00e9 e David Wojnarowicz. Il catalogo \u00e8 pubblicato in inglese e distribuito internazionalmente da Steidl Verlag.<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca<br \/>\nPirelli HangarBicocca \u00e8 una fondazione no profit dedicata alla produzione e alla promozione dell\u2019arte contemporanea, voluta e sostenuta da Pirelli. Fondata nel 2004, Pirelli HangarBicocca \u00e8 oggi un\u2019istituzione di riferimento per la comunit\u00e0 dell\u2019arte internazionale, per i cittadini e per il territorio. Realt\u00e0 museale totalmente gratuita, accessibile e aperta, \u00e8 un luogo di sperimentazione, ricerca e divulgazione in cui l\u2019arte \u00e8 lo spunto di riflessione sui temi pi\u00f9 attuali della cultura e della societ\u00e0 contemporanea. Le attivit\u00e0, rivolte a un\u2019audience ampia ed eterogenea, comprendono un calendario di importanti mostre personali di artisti italiani e internazionali, un programma multidisciplinare di eventi collaterali e di approfondimento, un\u2019attivit\u00e0 editoriale scientifica e divulgativa, proposte educative e di formazione. Il dialogo tra pubblico e arte \u00e8 inoltre favorito dalla presenza costante, negli spazi espositivi, di uno staff di mediatori museali. A partire dal 2012 la direzione artistica \u00e8 affidata a Vicente Todol\u00ed. Ospitato in un edificio ex industriale, un tempo sede di una fabbrica per la costruzione di locomotive, Pirelli HangarBicocca ha una superficie di 15.000 metri quadrati ed \u00e8 uno degli spazi espositivi a sviluppo orizzontale pi\u00f9 ampi d\u2019Europa. L\u2019area espositiva comprende gli spazi di Shed e Navate, dedicati a ospitare mostre temporanee, e l\u2019opera permanente di Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, monumentale installazione costituita da sette torri in cemento armato divenuta una delle opere pi\u00f9 iconiche della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<\/p>\n<p>Istituzione Pirelli HangarBicocca<\/p>\n<p>Artista Nan Goldin<\/p>\n<p>Titolo &#8220;This Will Not End Well&#8221;<\/p>\n<p>Presentazione da PHB a cura di Roberta Tenconi con Lucia Aspesi<\/p>\n<p>Organizzata da Moderna Museet, Stoccolma, in collaborazione con Pirelli HangarBicocca, Milano, Stedelijk Museum Amsterdam, Neue Nationalgalerie, Berlino, e Grand Palais Rmn, Parigi<\/p>\n<p>Date della mostra<br \/>\n11 ottobre 2025 &#8211; 15 febbraio 2025<\/p>\n<p>Sede<br \/>\nVia Chiese 2, Milano<\/p>\n<p>Orari di apertura<br \/>\nGioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica<br \/>\n10.30 &#8211; 20.30<\/p>\n<p>Ingresso<br \/>\nGratuito<\/p>\n<p>Sponsor tecnico<br \/>\nKvadrat e Sahco<\/p>\n<p>Catalogo<br \/>\nSteidl Verlag, 2022<br \/>\nModerna Museet, Stoccolma in collaborazione con Pirelli HangarBicocca, Milano, Stedelijk Museum Amsterdam e Neue Nationalgalerie, Berlino.<\/p>\n<p>Info<br \/>\n+39 02 6611 1573<br \/>\ninfo@hangarbicocca.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u201911 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta &#8220;This Will Not End Well&#8221;, la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. 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