
{"id":76482,"date":"2025-10-08T19:44:39","date_gmt":"2025-10-08T17:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76482"},"modified":"2025-10-08T19:44:39","modified_gmt":"2025-10-08T17:44:39","slug":"palazzo-reale-milano-art-from-inside","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76482\/arte\/palazzo-reale-milano-art-from-inside.html","title":{"rendered":"Palazzo Reale, Milano ART FROM INSIDE"},"content":{"rendered":"<p>A Palazzo Reale di Milano la mostra multimediale di Fondazione Bracco svela<br \/>\ncosa si nasconde dietro ai capolavori dell\u2019arte del \u2018400-\u2018700.<br \/>\nGrazie alle pi\u00f9 avanzate tecnologie, l\u2019esposizione racconta il percorso creativo dei grandi maestri, dal pensiero iniziale dell\u2019opera alla versione finale attraverso pentimenti, modifiche e rifacimenti.<\/p>\n<p>ART FROM INSIDE.<br \/>\nCAPOLAVORI SVELATI TRA ARTE E SCIENZA<\/p>\n<p>Palazzo Reale, Milano<br \/>\ndal 9 ottobre 2025 al 6 gennaio 2026<\/p>\n<p>ingresso gratuito<\/p>\n<p>a cura di Fondazione Bracco<br \/>\ncon la consulenza scientifica di Isabella Castiglioni e Stefano Zuffi<\/p>\n<p>Che cosa si nasconde \u2018dentro\u2019 un&#8217;opera d&#8217;arte?<\/p>\n<p>La mostra \u201cArt from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza\u201d, progetto culturale multidisciplinare ideato da Fondazione Bracco e presentato per la prima volta in un grande contesto espositivo come Palazzo Reale di Milano, a partire dal 9 ottobre 2025 fino al 6 gennaio 2026, propone al visitatore una domanda solo apparentemente semplice, ma che apre a un intero universo: cosa si cela dietro &#8211; e dentro &#8211; un\u2019opera d\u2019arte? Un mondo di ricerca, restauro, tutela e valorizzazione, aspetti fondamentali e spesso invisibili, su cui raramente il pubblico \u00e8 invitato a riflettere.<\/p>\n<p>La mostra \u201cArt from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza\u201d, promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Fondazione Bracco, in collaborazione con 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, \u00e8 un progetto innovativo che coniuga arte, ricerca e alta divulgazione. Il progetto si avvale della consulenza scientifica del team coordinato da Isabella Castiglioni, Professoressa Ordinaria di Fisica Applicata presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca, Direttore scientifico Centro Diagnostico Italiano-CDI, e dello storico dell\u2019arte Stefano Zuffi.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio affascinante nell\u2019arte tra Quattrocento e Settecento, svelando &#8211; grazie ad analisi diagnostiche non invasive e a riproduzioni in scala 1:1 &#8211; gli strati nascosti di nove capolavori, attraverso un racconto immersivo e multimediale.<\/p>\n<p>In questo dialogo tra arte e scienza, la tecnologia si fa strumento di lettura e meraviglia, permettendo di accedere a dimensioni normalmente non visibili. Da Beato Angelico a Piero della Francesca, da Piero del Pollaiolo al leonardesco Giovanni Antonio Boltraffio, fino a Caravaggio, Giovanna Garzoni &#8211; artista tra le maggiori del suo secolo &#8211; e a un prezioso violino settecentesco di Lorenzo Storioni, l\u2019esposizione propone un pantheon di maestri che hanno segnato la storia dell\u2019arte italiana, ora indagati da una prospettiva inedita.<\/p>\n<p>Grazie a un\u2019accurata indagine scientifica, ogni opera rivela una &#8220;vita segreta\u201d: decisioni nascoste, pentimenti, cambi di committenza, variazioni compositive e stratificazioni tecniche. Tutti elementi che sfuggono all\u2019osservazione diretta, ma che emergono grazie al contributo delle pi\u00f9 avanzate tecnologie diagnostiche. Dove si fermano gli occhi del restauratore e dello storico dell\u2019arte interviene oggi la scienza \u2013 svelando ci\u00f2 che per secoli \u00e8 rimasto celato sotto la superficie. Una radicale e avvincente immersione nel processo creativo degli artisti.<\/p>\n<p>Fondazione Bracco, corporate foundation del Gruppo Bracco \u2013 azienda leader globale nel campo della diagnostica per immagini e dei mezzi di contrasto, da anni valorizza l\u2019applicazione delle tecniche di imaging non invasivo allo studio e alla conservazione delle opere d\u2019arte. Progetti di ricerca, convegni divulgativi, iniziative espositive di alto valore culturale \u2013 come questa mostra \u2013 testimoniano un impegno concreto a favore del connubio tra scienza e patrimonio storico-artistico.<\/p>\n<p>La diagnostica per immagini, nata in ambito medico per analizzare lo stato di salute dell\u2019organismo umano, \u00e8 ormai riconosciuta come uno strumento prezioso di conoscenza anche in campo artistico. Le indagini scientifiche offrono infatti una straordinaria opportunit\u00e0 per comprendere in profondit\u00e0 le modalit\u00e0 operative degli artisti, le tecniche impiegate, i materiali utilizzati e le fasi di realizzazione delle opere. Questa mostra nasce proprio con l\u2019obiettivo di raccontare al grande pubblico i progressi raggiunti da anni di studi diagnostici sostenuti da Fondazione Bracco.<\/p>\n<p>\u201cLa mostra \u2018Art from Inside\u2019 rappresenta una straordinaria sintesi tra arte e scienza, due linguaggi fondamentali che, quando si incontrano, generano conoscenza, stupore e cittadinanza culturale. Siamo orgogliosi di ospitare a Palazzo Reale un progetto che, grazie all\u2019impegno di Fondazione Bracco e alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e centri di ricerca d\u2019eccellenza, racconta al grande pubblico il dietro le quinte della creazione artistica: non solo il capolavoro finito, ma anche il processo, il dubbio, l\u2019evoluzione tecnica e materica dell\u2019opera &#8211; dichiara l&#8217;assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Milano investe da anni nella cultura come motore di innovazione, accessibilit\u00e0 e formazione. Questa mostra, gratuita e pensata anche per le giovani generazioni, \u00e8 un esempio virtuoso di come l\u2019interdisciplinarit\u00e0 possa aprire nuove strade di conoscenza e di futuro. Invito tutte e tutti a lasciarsi guidare in questo viaggio immersivo tra pigmenti, raggi X e visioni creative: ne usciremo con uno sguardo pi\u00f9 ricco e consapevole sull\u2019arte e sul mondo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer noi l\u2019arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e il bello che, da sempre, accende il desiderio degli uomini\u201d, afferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco e del Gruppo Bracco. \u201cCon questa mostra a Palazzo Reale sottolineiamo egregiamente il valore delle tecniche di imaging diagnostico, di cui siamo leader nel mondo, per valorizzare il nostro straordinario patrimonio culturale. Il visitatore verificher\u00e0 concretamente che le tecnologie per la cura del corpo umano sono anche preziosi strumenti per prendersi cura delle opere d\u2019arte, del loro restauro e della loro conservazione. [\u2026] Con questo progetto interdisciplinare offriamo al grande pubblico e in particolare ai pi\u00f9 giovani l\u2019opportunit\u00e0 di accedere a dimensioni normalmente invisibili, sotterranee, ma fondamentali. Per questo abbiamo voluto rendere la visita gratuita e aperta a tutti: se la conoscenza diventa un patrimonio condiviso genera un impatto profondo e duraturo nella comunit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl progetto scientifico \u00e8 un esempio di cross-fertilization tra discipline diverse ma affini, opera di un team di ricercatori di eccellenza dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano, dello spin-off universitario IUSS-Pavia DeepTrace Technologies e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale\u201d, commenta la Prof.ssa Isabella Castiglioni. \u201cLe tecniche di diagnostica per immagini utilizzate per le ricerche sfruttano l\u2019interazione della radiazione con la materia biologica per fornire informazioni invisibili agli esperti sul metodo di creazione e sullo stato di conservazione dei dipinti, consentendoci di studiarli senza manipolarli e senza effettuare prelievi.\u201d<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 dunque un progetto divulgativo a ingresso gratuito, dal forte valore civico, pensato per tutte le persone che si avvicinano all\u2019arte con curiosit\u00e0 e spirito critico. Al tempo stesso, intende accendere i riflettori sul mondo della formazione e sulle nuove opportunit\u00e0 professionali che emergono dall\u2019incontro tra saperi scientifici e umanistici.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo dimostra infatti come il lavoro congiunto tra esperti in medicina radiodiagnostica e specialisti in storia dell\u2019arte e restauro possa offrire nuovi strumenti di lettura anche per capolavori apparentemente gi\u00e0 noti in ogni dettaglio. \u00c8 un esempio concreto di interdisciplinarit\u00e0 applicata al patrimonio culturale.<\/p>\n<p>Proprio per questo, uno degli obiettivi della mostra \u00e8 coinvolgere studenti e studentesse di scuole di ogni ordine e grado, stimolando l\u2019interesse verso le discipline STEM applicate ai beni culturali e aprendo scenari professionali innovativi in cui tecnologia, scienza e arte si incontrano al servizio della conoscenza e della conservazione.<\/p>\n<p>IL PERCORSO DI MOSTRA.<\/p>\n<p>Il percorso della mostra \u2013 dopo un focus introduttivo &#8211; si snoda lungo otto sale multimediali, che analizzano altrettanti capolavori attraverso riproduzioni in scala 1:1 dell\u2019originale.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 una mostra senza oggetti \u2018fisici\u2019 \u2013 ricorda lo storico dell\u2019arte Stefano Zuffi &#8211; ma \u00e8 una mostra che restituisce alle opere d\u2019arte la loro essenza di oggetti materiali, con tutte le peculiarit\u00e0 e anche le problematiche degli oggetti fisici. La loro concretezza non toglie niente alla bellezza idealizzata dell\u2019opera creativa del genio, ma non \u00e8 eterna, deve essere tutelata, protetta, difesa. Le opere d\u2019arte non sono immagini, sono oggetti\u201d.<\/p>\n<p>In quanto oggetto materiale, un&#8217;opera \u00e8 una combinazione di particolari elementi che la rendono unica, \u00e8 disegnata e dipinta con diversi pigmenti e leganti, ha uno specifico supporto, \u00e8 realizzata con una determinata tecnica. L\u2019opera d\u2019arte \u00e8 tale non solo nel risultato visibile e ammirabile da chi la osserva, ma anche perch\u00e9 il processo che ha portato al prodotto finale \u00e8 il frutto di una conoscenza artistica e di una maestria tecnica, di competenze specialistiche. In un mondo fatto di pixel, ci stiamo fin troppo abituando a pensare all\u2019opera d\u2019arte solo come a un\u2019immagine intangibile, quando invece questa \u00e8 essenza fisica e materica inscindibile.<br \/>\nPer ogni opera la mostra racconta le analisi diagnostiche per immagini che hanno contribuito a implementare le informazioni sulla stessa e sul suo processo di creazione.<\/p>\n<p>Si va dal preziosissimo mobile dipinto Primo scomparto dell\u2019Armadio degli Argenti (1450 circa) del Beato Angelico al San Nicola da Tolentino (1469 circa) di Piero della Francesca, dal Ritratto di giovane donna (1470-75) di Piero del Pollaiolo alla Madonna della rosa (1490 circa) di Giovanni Antonio Boltraffio. Cento anni dopo Caravaggio dipinse La buona ventura (post luglio 1597) e Riposo durante la fuga in Egitto (primavera 1597), per poi arrivare ai due ritratti secenteschi di Giovanna Garzoni, Ritratto di Carlo Emanuele I di Savoia e Ritratto di Emanuele Filiberto di Savoia (1632-1637).<\/p>\n<p>La scelta di utilizzare come immagine guida della mostra Ritratto di Carlo Emanuele I di Savoia\u200b, un dipinto ad opera di Giovanna Garzoni, una delle pochissime artiste affermate nel Seicento, \u00e8 frutto di una decisione consapevole e programmatica. In un\u2019epoca in cui la pittura era considerata una professione quasi esclusivamente maschile, l\u2019artista riusc\u00ec con determinazione e talento a conquistare riconoscimento e committenze importanti.<\/p>\n<p>\u201cAnche in questo, l\u2019esposizione rende visibile ci\u00f2 che spesso \u00e8 rimasto invisibile: l\u2019autorialit\u00e0 femminile, troppo a lungo sottovalutata, negata o dimenticata\u201d sottolinea Diana Bracco. \u201cScegliere un\u2019opera di Giovanna Garzoni come simbolo della mostra significa anche restituire voce a una donna che, in un\u2019epoca ostile, ha saputo imporsi con forza e rigore. \u00c8 un omaggio alla libert\u00e0 creativa e un riconoscimento al lavoro di questa straordinaria artista, in linea con l\u2019impegno di Fondazione Bracco di valorizzare le competenze femminili, dare spazio a nuove prospettive e promuovere una cultura della parit\u00e0 anche attraverso i linguaggi dell\u2019arte e della scienza\u201d.<\/p>\n<p>LE TECNICHE DI IMAGING DIAGNOSTICO RACCONTATE IN MOSTRA.<\/p>\n<p>La scelta operata da Bracco e raccontata in questa mostra \u00e8 quella di spiegare al pubblico che esiste un approccio, tutto italiano, di diagnostica per immagini non invasiva &#8211; e gi\u00e0 ampiamente utilizzata quotidianamente in medicina sulle persone &#8211; che pu\u00f2 dare risultati straordinari anche se applicata sui dipinti, fornendo informazioni assolutamente complementari allo studio tradizionale delle opere d\u2019arte effettuato dall\u2019esperto e storico dell\u2019arte. Le stesse tecniche diagnostiche sono spesso utilizzate in modo complementare tra di loro, con l\u2019obiettivo di fornire il maggior numero di dati di interesse scientifico intrecciabili in un unico, grande tessuto informativo che arricchisce enormemente la storia dell\u2019opera analizzata.<\/p>\n<p>Al valore aggiunto della non invasivit\u00e0 degli strumenti adottati si unisce anche il fatto che tutte queste tecniche \u2013 se non si considera la TAC &#8211; prevedono la possibilit\u00e0 di evitare la movimentazione dell\u2019opera d\u2019arte dal suo luogo di custodia, il che ne tutela la conservazione e limita al minimo i rischi legati al trasporto o all\u2019esposizione ad altri ambienti meno controllati.<\/p>\n<p>Ma quali sono le tecniche di imaging diagnostico utilizzate per l\u2019analisi approfondita delle opere raccontate in mostra?<br \/>\nOgni materiale &#8211; dal supporto ligneo o su tela ai materiali di preparazione del dipinto, alla tavolozza di colori, alle lacche e vernici &#8211; reagisce in maniera diversa a un fascio di onde elettromagnetiche, che sono alla base della diagnostica per immagini.<br \/>\nEcco dunque che se si sottopone l\u2019opera a un fascio di raggi X &#8211; esattamente come succede con una normale radiografia o una TAC a cui spesso nella vita quotidiana siamo sottoposti per esaminare il nostro stato di salute interno \u2013 ne vediamo in profondit\u00e0 \u2018l\u2019interno\u2019.<br \/>\nOltre ai raggi X, anche i raggi infrarossi possono essere utilizzati per studiare i dipinti. Questi raggi riescono a penetrare i diversi strati di colore in modo non invasivo ma molto efficace. Ogni tipo di pigmento reagisce in modo diverso alla luce infrarossa, permettendo cos\u00ec di scoprire cosa si nasconde sotto la superficie del dipinto.<\/p>\n<p>Non sono solo gli infrarossi a dare informazioni utili. Anche i raggi ultravioletti sono preziosi: grazie alla loro particolare lunghezza d\u2019onda, possono aiutare a distinguere tra pigmenti di origine organica (come quelli ottenuti da insetti o piante) e inorganica (come quelli a base di metalli). Sia i raggi infrarossi che UV possono rivelare il disegno preparatorio sottostante, mettendo in luce pentimenti o ripensamenti dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Infine, esistono tecniche ancora pi\u00f9 precise come l\u2019imaging iperspettrale e le analisi spettrali puntuali. Questi metodi analizzano la luce riflessa da zone molto piccole del dipinto, stimolando direttamente gli atomi dei pigmenti. In questo modo si ottiene una sorta di \u201cmappa dei colori\u201d basata sulla composizione chimica dei materiali usati.<\/p>\n<p>Tutte queste analisi spettrali forniscono dunque allo storico dell\u2019arte informazioni essenziali e complementari allo studio del colore &#8211; ma anche dei leganti, delle lumeggiature, delle vernici qualora siano presenti &#8211; perch\u00e9 consegnano allo studioso una mappa estremamente pi\u00f9 approfondita e oggettiva della tavolozza usata dall\u2019artista, e di conseguenza rivelano anche la maestria con cui gli artisti sapevano trattare il colore e conoscere la provenienza geografica e la reperibilit\u00e0 dei pigmenti, padroneggiare le tecniche di preparazione di un supporto, svelarne il disegno preparatorio, se presente oppure no, come era solito fare Caravaggio. Una miniera di informazioni oggettive a cui si aggiungono anche informazioni sulle vicissitudini e gli eventuali \u2018incidenti\u2019, sullo stato di conservazione e lo scorrere del tempo a cui un\u2019antica opera d\u2019arte \u00e8 giocoforza sottoposta.<\/p>\n<p>In definitiva, una vera e propria \u2018anamnesi\u2019 medica, una raccolta di informazioni estremamente puntuale sulla storia clinica di un\u2019opera d\u2019arte o di un manufatto antico, a cui lo storico dell\u2019arte oggi pu\u00f2 attingere, grazie alla scienza e alla tecnologia.   <\/p>\n<p>La mostra \u00e8 dunque un progetto espositivo che coinvolge s\u00ec l\u2019esperto d\u2019arte e l\u2019addetto ai lavori spiegando che esiste un modo diverso e complementare di fare ricerca, ma si rivolge anche e soprattutto al grande pubblico e ai pi\u00f9 giovani, in un&#8217;esperienza che fonde meraviglia, conoscenza e scoperta.<\/p>\n<p>Un percorso immersivo e coinvolgente dove la scienza dialoga con l\u2019arte e ogni tela diventa un documento vivente da decifrare. Un&#8217;occasione straordinaria per ritrovarsi idealmente nelle botteghe dei grandi maestri e osservare con occhi nuovi il gesto creativo, i dettagli nascosti e l\u2019anima pi\u00f9 profonda delle opere.<\/p>\n<p>Il catalogo \u201cArt from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza\u201d, edito da 24 ORE Cultura, sar\u00e0 disponibile nelle librerie e online.<\/p>\n<p>Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano<\/p>\n<p>  Dal 9 ottobre 2025 al 6 gennaio 2026<\/p>\n<p>ORARI  marted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica 10-19:30; gioved\u00ec 10-22:30; luned\u00ec chiuso. Ultimo ingresso un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n<p>INGRESSO LIBERO<\/p>\n<p>INFORMAZIONI palazzorealemilano.it; www.fondazionebracco.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Palazzo Reale di Milano la mostra multimediale di Fondazione Bracco svela cosa si nasconde dietro ai capolavori dell\u2019arte del \u2018400-\u2018700. 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