
{"id":76463,"date":"2025-10-06T15:53:09","date_gmt":"2025-10-06T13:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76463"},"modified":"2025-10-06T15:53:09","modified_gmt":"2025-10-06T13:53:09","slug":"museo-nazionale-scienza-e-tecnologia-manlio-villoresi-mimmo-dabbrescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76463\/arte\/museo-nazionale-scienza-e-tecnologia-manlio-villoresi-mimmo-dabbrescia.html","title":{"rendered":"Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Manlio Villoresi Mimmo Dabbrescia"},"content":{"rendered":"<p>Lo sguardo dentro, lo sguardo fuori\u2026 lo sguardo dove?<br \/>\ncon le opere di Manlio Villoresi e Mimmo Dabbrescia<br \/>\nSala Conte Biancamano<br \/>\nMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia<br \/>\n(con ingresso da Via Olona 6 &#8211; Milano)<\/p>\n<p>Lo sguardo dentro, lo sguardo fuori&#8230;lo sguardo dove?\u201d \u00e8 il titolo di una sorprendente<br \/>\nmostra dedicata a Manlio Villoresi e a Mimmo Dabbrescia. Ottanta opere dei due<br \/>\ngrandi fotografi saranno esposte al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia (ingresso<br \/>\nda Via Olona 6) dal 4 ottobre al 26 ottobre 2025.<br \/>\nDue forme narrative diverse, due artisti che non si sono mai conosciuti, ma che qui si<br \/>\nincontrano in un dialogo continuo grazie ai ritratti fotografici che sono il loro tratto comune,<br \/>\nseppure con prospettive differenti. Se Villoresi ha un rapporto intenso con il soggetto<br \/>\nfotografato, con uno sguardo \u201cdentro\u201d, Dabbrescia invece lascia che i suoi soggetti<br \/>\nguardino altrove, per dare spazio anche al \u201cfuori.&#8221;<br \/>\nCuratori della mostra sono Andrea Ciresola, restauratore di beni culturali, artista, scrittore<br \/>\ne blogger e Carola Annoni di Gussola esperta e consulente d\u2019arte della Fondazione<br \/>\nVilloresi Poggi. La postfazione del catalogo \u201cManlio e Mimmo, convergenze parallele\u201d \u00e8<br \/>\nfirmata da Giovanna Calvenzi, giornalista e photo editor. Organizzatrice della mostra \u00e8 la<br \/>\nFondazione Villoresi Poggi con il supporto di Musei in Comune di Roma, Museo di<br \/>\nRoma e Art D2 modern and contemporary art.<br \/>\nChi \u00e8 Manlio Villoresi<br \/>\nManlio Villoresi (1891-1976), dopo l\u2019apprendistato a Citt\u00e0 di Castello (PG) nello studio di<br \/>\nfotografo del padre, si trasferisce a Roma dove apre il suo studio e si fa presto conoscere,<br \/>\ndiventando il fotografo prescelto dagli artisti e dai protagonisti della buona societ\u00e0 romana.<br \/>\nTra gli anni 1920 e 1940, nel suo studio (prima in piazza Barberini 12, poi in via Vittorio<br \/>\nVeneto 96) sono transitate personalit\u00e0 della cultura, attori cinematografici, musicisti e<br \/>\ncantanti lirici, ma anche esponenti dell&#8221;aristocrazia, protagonisti dello sport e della politica.<br \/>\nNel 1925 Manlio fu nominato da Vittorio Emanuele III Cavaliere Ufficiale dell&#8221;Ordine della<br \/>\nCorona d&#8221;Italia e dieci anni dopo Commendatore. Alla sua morte lascia una collezione di<br \/>\n1570 lastre di vetro alla gelatina bromuro d&#8221;argento, formato 13&#215;18, all&#8221;Archivio fotografico<br \/>\ndel Museo di Roma.<br \/>\nChi \u00e8 Mimmo Dabbrescia<br \/>\nMimmo (Domenico) Dabbrescia, pugliese di Barletta, dove \u00e8 nato nel 1938, milanese di<br \/>\nadozione, inizia la sua carriera con Fedele Toscani (padre di Oliviero Toscani) e vanta il<br \/>\nprimato di essere stato il pi\u00f9 giovane fotogiornalista assunto al Corriere della Sera, l\u00ec<br \/>\nchiamato da Dino Buzzati e da Alfredo Pigna. Ha lavorato anche per la Domenica del<br \/>\nCorriere e per la nascente Amica, per poi aprire una sua agenzia fotografica. Ha girato il<br \/>\nmondo realizzando reportages dagli Stati Uniti all&#8221;Urss al Canada. Negli anni Sessanta e<br \/>\nSettanta ritrae i Beatles, Joe Cocker, Clint Eastwood, Liz Taylor e Richard Burton, ma<br \/>\nanche Eugenio Montale e Dino Buzzati. Ha pubblicato diversi libri fotografici con<br \/>\npersonaggi del calibro di Dal\u00ec, Guttuso, De Chirico, Baj, Music, Hartung, Migneco, Dova,<br \/>\nSassu e Salvatore Fiume. A met\u00e0 degli anni Settanta fonda con Bruna Coradini la casa<br \/>\neditrice Edizioni Brixia e la rivista Prospettive d\u2019arte, specializzata in arte, cultura e<br \/>\nfotografia, che diriger\u00e0 per quasi venti anni.<br \/>\nLe opere esposte<br \/>\nSono tanti i personaggi ritratti nelle 80 opere scelte e ora esposte al Museo Nazionale<br \/>\nScienza e Tecnologia.<br \/>\nTra questi, per quanto riguarda Mimmo Dabbrescia, ci sono Fabrizio De Andr\u00e9, Mina,<br \/>\nFrancis Bacon, Eugenio Montale, Clint Eastwood, Salvador Dal\u00ec, Lucio Dalla, Giorgio de<br \/>\nChirico, Dino Buzzati, C\u00e9sar (C\u00e9sar Baldaccini), Valentino, Carlos Santana.<br \/>\nManlio Villoresi firma invece, fra gli altri, i ritratti di Anna Magnani, Vittorio Gassman,<br \/>\nAldo Di Lazzaro, Maria Mercader, Massimo Girotti, Isa Barsizza, Eleonora Duse, Franca<br \/>\nFaldini, Domenico Modugno, Dina Sassoli, Gigi Villoresi.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 la decisione di rubare gli sguardi, la figura, l&#8221;intimit\u00e0 che determina la vertigine di certe<br \/>\nimmagini dei fotografi. Qui l&#8221;intermediazione non esiste perch\u00e9 non esiste interlocutore, il<br \/>\ncorpo del soggetto, anche quando \u00e8 solido, composto, precisato, sembra esprimere un<br \/>\nnon detto molto chiaro e cerca anche di descriverlo a parole. L&#8221;unico modo sembra far<br \/>\nricorso a degli ossimori\u201d, commenta Andrea Ciresola.<br \/>\n\u201cQuesta mostra racconta anche l\u2019evoluzione della fotografia nell\u2019arco di due terzi di secolo:<br \/>\ndal rigore e dall\u2019arte dell\u2019atelier fotografico di Manlio Villoresi, dove il ritratto diventa icona<br \/>\naurea, fino alla dimensione pi\u00f9 dinamica e libera di Mimmo Dabbrescia, che porta<br \/>\nl\u2019obiettivo nelle strade del mondo, trasformando i volti in espressioni di glamour e di<br \/>\ncontemporaneit\u00e0. Due visioni apparentemente lontane, che in realt\u00e0 dialogano fra loro<br \/>\ncome momenti complementari di una stessa storia: quella di un linguaggio in continua<br \/>\ntrasformazione, capace di riflettere lo spirito del tempo e di lasciarci una memoria viva, ma<br \/>\nanche sul modo in cui scegliamo di guardare la realt\u00e0\u201d, sottolinea Carola Annoni di<br \/>\nGussola.<br \/>\n\u201cNella sequenza ritmata dagli sguardi nasce un racconto di volti intensi che i due autori<br \/>\ncertamente non hanno previsto: Villoresi sembra preferire lo sguardo !dentro\u201d, che<br \/>\nsuggerisce una relazione intensa fra fotografo e fotografato; Dabbrescia preferisce che il<br \/>\nsuo soggetto guardi !fuori\u201d in modo da poterlo raccontare quasi a sua insaputa, mentre<br \/>\nosserva l\u2019ambiente che lo circonda\u201d. spiega Giovanna Calvenzi nella sua postfazione.<br \/>\n\u201cUn\u2019occasione unica per raccontare l\u2019evoluzione della fotografia, dagli scatti in studio di un<br \/>\ngrande fotografo della mondanit\u00e0 romana come Manlio Villoresi, alla fotografia con mezzi<br \/>\npi\u00f9 moderni e dinamici. Ci\u00f2 mi ha permesso di viaggiare e di fotografare personaggi della<br \/>\nvita politica e dell\u2019attualit\u00e0 dell\u2019epoca oltre che artisti e cantanti, soprattutto questi ultimi<br \/>\npotendoli ritrarre nelle loro abitazioni, studi e all\u2019aperto, durante i loro viaggi e tourn\u00e9e in<br \/>\ngiro per il mondo. Come Manlio con il suo studio e salotto annesso come luogo d\u2019incontro<br \/>\ne feste per i suoi clienti e amici, cosi io con la mia macchina fotografica ho raccontato nei<br \/>\nmiei servizi gli aspetti pi\u00f9 personali e umani dei personaggi incontranti nei miei 50 anni di<br \/>\ncarriera fotografica\u201d, evidenzia Mimmo Dabbrescia.<br \/>\n\u201cLa Fondazione Villoresi Poggi \u2013 promotrice della mostra &#8211; \u00e8 impegnata nel preservare e<br \/>\ntramandare la memoria degli antenati dei fondatori Giuseppe Villoresi e Piergiovanni Poggi<br \/>\nche hanno contribuito al progresso sportivo, scientifico e culturale del nostro Paese. Tra<br \/>\nquesti, Manlio Villoresi rappresenta un protagonista silenzioso ma incisivo della cultura e<br \/>\ndell\u2019arte italiana. La sua eleganza, discreta e mai ostentata, era una forma di rispetto:<br \/>\nverso s\u00e9 stesso, verso gli altri e verso il tempo. In un\u2019epoca che spesso privilegia il rumore<br \/>\ne l\u2019apparenza, il suo esempio dimostra come la vera forza risieda nella misura, nella<br \/>\nsobriet\u00e0 e nella capacit\u00e0 di lasciare tracce profonde senza bisogno di clamore. In questa<br \/>\nprospettiva si colloca anche il lavoro di ricerca e di narrazione che sto portando avanti con<br \/>\nun romanzo storico a lui dedicato, attualmente in fase di ultimazione, per offrire uno<br \/>\nsguardo pi\u00f9 ampio sulla sua figura e sulla sua eredit\u00e0\u201d, racconta Valerio Villoresi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sguardo dentro, lo sguardo fuori\u2026 lo sguardo dove? con le opere di Manlio Villoresi e Mimmo Dabbrescia Sala Conte Biancamano Museo Nazionale Scienza e Tecnologia (con ingresso da Via Olona 6 &#8211; Milano) Lo sguardo dentro, lo sguardo fuori&#8230;lo sguardo dove?\u201d \u00e8 il titolo di una sorprendente mostra dedicata a Manlio Villoresi e a &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76463\/arte\/museo-nazionale-scienza-e-tecnologia-manlio-villoresi-mimmo-dabbrescia.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Manlio Villoresi Mimmo Dabbrescia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76464,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[27010,27011,25911],"class_list":["post-76463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-manlio-villoresi","tag-mimmo-dabbrescia","tag-museo-nazionale-scienza-e-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76463"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76465,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76463\/revisions\/76465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}