
{"id":76445,"date":"2025-10-01T17:52:15","date_gmt":"2025-10-01T15:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76445"},"modified":"2025-10-01T17:52:15","modified_gmt":"2025-10-01T15:52:15","slug":"pirelli-hangarbicocca-milano-yuko-mohri-entanglements","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76445\/arte\/pirelli-hangarbicocca-milano-yuko-mohri-entanglements.html","title":{"rendered":"Pirelli HangarBicocca Milano Yuko Mohri  \u201cEntanglements\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Sino all\u201911 gennaio 2026 Pirelli HangarBicocca presenta \u201cEntanglements\u201d, la mostra personale di Yuko Mohri, artista giapponese, da sempre interessata alla natura trasformativa degli elementi quotidiani e organici per produrre cambiamenti visivi e sonori e portare all\u2019attenzione del pubblico, con labili assemblaggi e sistemi interconnessi, temi fondamentali legati all\u2019ambiente e alla coesistenza sociale, come sfide globali della nostra societ\u00e0. <\/p>\n<p>Conosciuta per i suoi intricati e originali assemblaggi recentemente presentati in Italia alla 60. Biennale di Venezia (2024), all\u2019interno del Padiglione del Giappone, Yuko Mohri (Kanagawa, Japan, 1980; vive e lavora a Tokyo) crea sculture cinetiche site-specific che incorporano oggetti trovati e di uso quotidiano, attingendo dall\u2019esperienza di Marcel Duchamp (1887-1968), o strumenti musicali da lei rimaneggiati che vengono connessi a circuiti elettronici in risposta a fenomeni impercettibili, transitori ed effimeri quali gravit\u00e0, magnetismo, calore e umidit\u00e0. Questi elementi ambientali casuali e instabili, nello specifico aria, polvere, detriti e temperatura, plasmano le sue composizioni facendole diventare degli ecosistemi organici, all\u2019interno dei quali \u00e8 centrale la componente sonora.<\/p>\n<p>Mohri ha conseguito un percorso di studi interdisciplinare nell\u2019ambito delle arti figurative alla Tokyo University of the Arts e fin da subito il suo lavoro si \u00e8 distinto per il rapporto con il suono e la musica. Durante gli anni universitari faceva infatti parte di una band punk chiamata \u201cSisforsound\u201d, che ha influenzato radicalmente il suo approccio all\u2019arte. Percependo labili i confini tra il mondo visivo e quello acustico, spesso smonta e riassembla strumenti musicali e oggetti elettronici per creare le sue opere d\u2019arte. Influenzata dal movimento Fluxus degli anni sessanta e dalla musica sperimentale, si avvicina anche al lavoro di John Cage (1912-1992) creando con le sue opere una commistione tra arti visive e musica di ricerca e portando nuove prospettive e modi di interagire con il mondo circostante.<\/p>\n<p>In Pirelli HangarBicocca esporr\u00e0 opere realizzate dalla met\u00e0 degli anni duemila fino ai progetti pi\u00f9 recenti, che l\u2019artista aggiorna e sviluppa continuamente modificandoli nel tempo e adattandoli allo spazio in cui vengono presentati. Come racconta l\u2019artista, \u201cPercepisco le mie installazioni come uno spazio organico, contorto e intrecciato attraverso le parole chiave: &#8216;errore&#8217;, &#8216;improvvisazione&#8217; e &#8216;feedback&#8217;\u201d. L\u2019artista ha inoltre una sofisticata capacit\u00e0 di rendere accessibili mondi spesso percepiti di nicchia quali la musica sperimentale e l\u2019arte contemporanea, introducendo elementi familiari della quotidianit\u00e0 e di uso domestico come utensili da cucina e guanti per lavare, talvolta in modo ludico, con cui il pubblico si pu\u00f2 rapportare. Grazie ai materiali da lei impiegati, Mohri riesce ad introdurre un\u2019ironia sottile e una dimensione giocosa quasi nascosta, attingendo ai suoi riferimenti culturali (anche provenienti dalla filosofia e dalla cultura pop), iconografici e sonori (dall\u2019arte cinetica alle sperimentazioni sul suono).<\/p>\n<p>La mostra \u201cEntanglements\u201d, a cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todol\u00ed, \u00e8 la pi\u00f9 estesa mostra personale di Yuko Mohri mai realizzata in Europa. Il titolo, letteralmente \u201cintrecci, grovigli\u201d, evoca i legami invisibili e le interazioni complesse che esistono e sussistono tra oggetti, forze, suoni e persone. La mostra esplora dunque come ogni elemento presente appartenga a un sistema interconnesso in cui niente agisce indipendentemente e tutto \u00e8 parte di una grande rete di relazioni in continua evoluzione. Le sue sculture mostrano, con delicati equilibri, la complessit\u00e0 latente delle strutture naturali e artificiali che compongono il mondo e rivelano il costante flusso di energia che ci circonda.<\/p>\n<p>La mostra in Pirelli HangarBicocca presenter\u00e0 un nucleo di opere appartenenti a diversi suoi corpus di lavori riconfigurate dall\u2019artista per rispondere alle condizioni uniche dello spazio dello Shed. Come spiega Yuko Mohri, \u201cRealizzo le mie opere in modo improvvisato. Non ho la visione di un&#8217;intera scultura fin dall&#8217;inizio. Voglio sempre valorizzare l&#8217;ispirazione ricevuta dal luogo e dall&#8217;incontro con esso\u201d. L\u2019artista giapponese creer\u00e0 un\u2019unica scenografia visiva e sonora attraverso una programmazione imprevedibile delle opere presenti per dare vita a un\u2019esperienza collettiva, cinetica e acustica per i visitatori. L\u2019idea guida di ciascuna installazione risiede in un elemento che svolge il ruolo di forza motrice per innescare e attivare un particolare circuito dinamico. In Flutter (2018), ad esempio, il fulcro dell\u2019opera \u00e8 un acquario al cui interno sono posti sensori che captano la luce e l\u2019ombra naturalmente create dai movimenti dei pesci e delle alghe che, a loro volta, diventano stimoli per gli altri elementi che compongono il sistema interdipendente. Il lavoro prende ispirazione dagli esperimenti sonori di John Cage quali Water Walk (1952) e Variation VII (1966), cos\u00ec come da Video Fish (1975) di Nam June Paik (1932-2006).<\/p>\n<p>Ispirandosi all\u2019ambito musicale, Mohri realizza anche Piano Solo: Belle-\u00cele (2021-24) in cui l\u2019elemento centrale \u00e8 un pianoforte modificato e programmato per suonare \u201cda solo\u201d. Il lavoro nasce dall\u2019impossibilit\u00e0 di collaborare, come l\u2019artista spesso fa, con musicisti durante la pandemia da Covid. Ritiratasi in una foresta, l\u2019artista vive un momento di riconnessione con la natura e ne registra i suoni: il cinguettio degli uccelli, il fruscio del ruscello, il vento tra le foglie. La natura diventa essa stessa performer e i suoni registrati vengono convertiti e utilizzati come input per il pianoforte che li traduce in composizione musicale. Attingendo dalla tradizione figurativa &#8211; il titolo infatti richiama Belle-\u00cele, luogo in cui Claude Monet (1840-1926) realizz\u00f2 la sua prima serie di dipinti &#8211; Mohri proietta un video della cima di quel dirupo riproducendone i suoni che l\u00ec ha registrato, con lo stesso intento della furniture music ideata dal musicista Erik Satie (1866-1925). Secondo questo concetto, la musica assume il ruolo di elemento ambientale, al pari dell\u2019arredamento, e non richiede un ascolto attivo, rompendo cos\u00ec con la tradizione concertistica e con la centralit\u00e0 dell\u2019opera musicale come oggetto estetico.<\/p>\n<p>Presentata per la prima volta al di fuori del Giappone, You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave (2018) \u00e8 un\u2019esperienza immersiva in cui suono, luce e movimento si intrecciano in una coreografia ipnotica. L\u2019elemento centrale \u00e8 una scala a chiocciola rotante e sospesa che introduce un aspetto scultoreo e allo stesso tempo dinamico richiamando il fenomeno astronomico e sociologico del pianeta che gira intorno a un\u2019asse. Attorno, quattro casse distorcono il suono ampliandolo come megafoni e facendolo riecheggiare in tutto lo spazio. Due archetti elettrici (E-bow) svolgono il ruolo di fonti sonore facendo vibrare delle corde per creare diverse armonie e orchestrare suono e luce in un flusso ritmico e cadenzato grazie a un sistema computerizzato. Il titolo deriva da una frase del rivoluzionario francese Louis-Auguste Blanqui (1805-1881), estratta dalla sua opera scientifico-filosofica \u201cL\u2019eternit\u00e0 viene dagli astri\u201d (1872), che affascin\u00f2 particolarmente il filosofo tedesco Walter Benjamin (1892-1940). La cosmologia scritta dal rivoluzionario negli ultimi anni della sua vita trascorsi in prigionia richiama l\u2019idea di circolarit\u00e0, chiave nella pratica artistica di Mohri. In questo spazio, aria e vibrazione, suono e rotazione, rivoluzione e desiderio di una nuova societ\u00e0, e movimento cosmico coesistono in un\u2019unica immagine.<\/p>\n<p>La mostra includer\u00e0 anche la celebre serie Decomposition (2021-in corso), presentata nel Padiglione del Giappone alla 60. Biennale di Venezia insieme a Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky): Variations (2018-in corso). Il primo gruppo di lavori ha come soggetto il decadimento organico, che l\u2019artista riesce a trasformare in un sistema vivo fatto di suono e luce. Mohri connette della frutta a device elettronici tramite degli elettrodi. In questo modo i frutti, marcendo e perdendo acqua, generano elettricit\u00e0 che, a sua volta, attiva composizioni sonore e controlla il dimmeraggio della luce. Queste variazioni dipendono dal livello di decomposizione e di idratazione della frutta diventando segnali udibili e visibili della natura mutabile dell\u2019opera. Il titolo richiama il termine opposto, \u201ccomposizione\u201d, utilizzato nell\u2019ambito musicale, centrale nella ricerca dell\u2019artista. Completano l\u2019installazione amplificatori, casse e mobili vintage che rievocano l\u2019atmosfera della natura morta rinascimentale attingendo ancora una volta alla formazione dell\u2019artista nelle arti figurative. Invece, Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky): Variations (2018-in corso) nasce come una serie fotografica in cui Mohri ritraeva i modi artigianali e le soluzioni creative con cui il personale copriva delle perdite d\u2019acqua nella metropolitana di Tokyo. Ispirandosi a questa contingenza, l\u2019artista realizza successivamente opere cinetiche con oggetti casalinghi come ombrelli, pentole, spolverini, spesso da lei rimaneggiati, suggerendo la fascinazione dell\u2019artista per il Do It Yourself. Crea dunque perdite d\u2019acqua artificiali con una pompa e un sistema elaborato per catturare e riciclare l\u2019acqua che cade dal soffitto, ispirandosi ai metodi improvvisati che osservava mettere in atto nel contesto urbano giapponese e ripropone l\u2019idea di un circuito, di un sistema di forze invisibili interconnesso che collega gli oggetti.<\/p>\n<p>Infine, I\/O (2011 \u2013 in corso), con riferimento ai termini Input e Output, rappresenta un ecosistema organico il cui movimento e forma saranno determinati dalle condizioni dello spazio espositivo dello Shed, introducendo cos\u00ec un aspetto di casualit\u00e0. Rotoli di carta sospesi al soffitto raccolgono delicatamente da terra polvere e altri detriti che vengono successivamente letti da uno scanner e convertiti in segnali elettrici che provocano il movimento di lampadine, strumenti e utensili. Il rimando alla partitura musicale si esplicita nelle tracce che l\u2019ambiente lascia sulla carta le quali, una volta \u201csuonate\u201d, producono determinate reazioni imprevedibili.<\/p>\n<p>L\u2019artista<\/p>\n<p>Le opere di Mohri sono state esposte presso numerose istituzioni di primo piano, quali National Museum of Modern and Contemporary Art, Korea (MMCA), Seoul (2025); Artizon Museum, Tokyo (2024-25); Aranya Art Center, Hebei (2024); Atelier Nord, Oslo (2021); Japan House S\u00e3o Paulo (2021); Ginza Sony Park, Tokyo (2020); Camden Arts Centre, Londra (2018); Towada Art Center, Aomori (2018-19); National Museum of Modern Art, Kyoto (2018); Museum of Contemporary Art Tokyo (2012).<\/p>\n<p>L\u2019artista ha rappresentato il Giappone alla 60. Biennale di Venezia (2024) e ha anche partecipato a numerose mostre collettive, fra cui Gwangju Biennale (2023); Biennale di Sydney (2022); Asian Art Biennial, Taichung (2021); Bienal de S\u00e3o Paulo (2021); Glasgow international (2021); Tai Kwun Contemporary, Hong Kong (2021); Palais de Tokyo, Paris (2018); Asia Pacific Triennial of Contemporary Art, Brisbane (2018); Centre Pompidou-Metz (2017); Biennale de Lyon (2017); Kochi-Muziris Biennale (2016); Yokohama Triennale, Kanagawa (2014).<\/p>\n<p>Catalogo<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 accompagnata dalla monografia pi\u00f9 completa finora realizzata sulla pratica artistica di Yuko Mohri, che raggruppa un gruppo di critici d&#8217;arte e studiosi internazionali che hanno seguito da vicino la sua carriera. La pubblicazione comprender\u00e0 un testo del critico d\u2019arte Ryo Sawayama che offre una panoramica del lavoro dell&#8217;artista, un saggio del curatore Martin Clark e un contributo del curatore Diego Sileo. Una selezione di scritti della stessa Mohri aggiunger\u00e0 una prospettiva personale sul suo rapporto con il suono e un testo dei curatori della mostra approfondir\u00e0 il progetto espositivo di Pirelli HangarBicocca. Inoltre, verr\u00e0 sviluppato appositamente per questa occasione un glossario dedicato ai temi chiave esplorati dall&#8217;artista nella sua pratica, che offre un nuovo strumento interpretativo per comprendere il linguaggio in evoluzione di Mohri. Infine, il catalogo includer\u00e0 un manga Sh\u014djo creato da Ran Kurumi che illustrer\u00e0 il percorso artistico di Yuko Mohri.<\/p>\n<p>Public Program<\/p>\n<p>Il Public Program dedicato alla mostra \u201cEntanglements\u201d presenter\u00e0 il 2 ottobre 2025 una performance dal vivo in cui la musicista giapponese Eiko Ishibashi e il musicista e producer americano Jim O\u2019Rourke attiveranno, insieme a Yuko Mohri, le opere dell\u2019artista in mostra nello Shed di Pirelli HangarBicocca.<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca \u00e8 una fondazione no profit dedicata alla produzione e alla promozione dell\u2019arte contemporanea, voluta e sostenuta da Pirelli. Fondata nel 2004, Pirelli HangarBicocca \u00e8 oggi un\u2019istituzione di riferimento per la comunit\u00e0 dell\u2019arte internazionale, per i cittadini e per il territorio. Realt\u00e0 museale totalmente gratuita, accessibile e aperta, \u00e8 un luogo di sperimentazione, ricerca e divulgazione in cui l\u2019arte \u00e8 lo spunto di riflessione sui temi pi\u00f9 attuali della cultura e della societ\u00e0 contemporanea. Le attivit\u00e0, rivolte a un\u2019audience ampia ed eterogenea, comprendono un calendario di importanti mostre personali di artisti italiani e internazionali, un programma multidisciplinare di eventi collaterali e di approfondimento, un\u2019attivit\u00e0 editoriale scientifica e divulgativa, proposte educative e di formazione. Il dialogo tra pubblico e arte \u00e8 inoltre favorito dalla presenza costante, negli spazi espositivi, di uno staff di mediatori museali. A partire dal 2012 la direzione artistica \u00e8 affidata a Vicente Todol\u00ed. Ospitato in un edificio ex industriale, un tempo sede di una fabbrica per la costruzione di locomotive, Pirelli HangarBicocca ha una superficie di 15.000 metri quadrati ed \u00e8 uno degli spazi espositivi a sviluppo orizzontale pi\u00f9 ampi d\u2019Europa. L\u2019area espositiva comprende gli spazi di Shed e Navate, dedicati a ospitare mostre temporanee, e l\u2019opera permanente di Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, monumentale installazione costituita da sette torri in cemento armato divenuta una delle opere pi\u00f9 iconiche della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>Informazioni sulla mostra<\/p>\n<p>Pirelli HangarBicocca<\/p>\n<p>Yuko Mohri<\/p>\n<p>\u201cEntanglements\u201d<\/p>\n<p>A cura di<br \/>\nFiammetta Griccioli e Vicente Todol\u00ed<\/p>\n<p>Organizzata da<br \/>\nPirelli HangarBicocca<\/p>\n<p>Date della mostra<br \/>\n18 settembre 2025 \u2013 11 gennaio 2026<\/p>\n<p>Via Chiese 2, Milano<\/p>\n<p>Orario di apertura<br \/>\nGioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica<br \/>\n10.30-20.30<\/p>\n<p>Ingresso Gratuito<\/p>\n<p>Catalogo Marsilio Editori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sino all\u201911 gennaio 2026 Pirelli HangarBicocca presenta \u201cEntanglements\u201d, la mostra personale di Yuko Mohri, artista giapponese, da sempre interessata alla natura trasformativa degli elementi quotidiani e organici per produrre cambiamenti visivi e sonori e portare all\u2019attenzione del pubblico, con labili assemblaggi e sistemi interconnessi, temi fondamentali legati all\u2019ambiente e alla coesistenza sociale, come sfide globali &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76445\/arte\/pirelli-hangarbicocca-milano-yuko-mohri-entanglements.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Pirelli HangarBicocca Milano Yuko Mohri  \u201cEntanglements\u201d<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76446,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17,17737,26995,26996],"class_list":["post-76445","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-milano","tag-pirelli-hangarbicocca","tag-yuko-mohri","tag-entanglements"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76445"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76445\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76447,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76445\/revisions\/76447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}