
{"id":76276,"date":"2025-09-08T11:08:36","date_gmt":"2025-09-08T09:08:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76276"},"modified":"2025-09-08T11:08:36","modified_gmt":"2025-09-08T09:08:36","slug":"milano-citta-che-sale-fabbrica-del-vapore-sala-delle-colonne-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76276\/arte\/milano-citta-che-sale-fabbrica-del-vapore-sala-delle-colonne-milano.html","title":{"rendered":"MILANO CITT\u00c0 CHE SALE Fabbrica del Vapore Sala delle Colonne  Milano"},"content":{"rendered":"<table class=\"x_text_block x_block-7\" role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"x_pad\">\n<div>\n<div class=\"\">\n<p><strong data-olk-copy-source=\"MessageBody\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-76277\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/09\/02_autoritratto-di-Albe-Steiner-Milano-1942-387x400.jpeg\" alt=\"\" width=\"387\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/09\/02_autoritratto-di-Albe-Steiner-Milano-1942-387x400.jpeg 387w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/09\/02_autoritratto-di-Albe-Steiner-Milano-1942-291x300.jpeg 291w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/09\/02_autoritratto-di-Albe-Steiner-Milano-1942-768x793.jpeg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/09\/02_autoritratto-di-Albe-Steiner-Milano-1942.jpeg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/>MILANO CITT\u00c0 CHE SALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima mostra a episodi<\/strong><\/p>\n<p><strong>che si pu\u00f2 vedere anche con la telepresenza robotica<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Scalpendi<\/strong><\/p>\n<p><strong>TERZO EPISODIO<\/strong><\/p>\n<p><strong><span class=\"marktur0xjmqe\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">8<\/span>\u00a0\u2013 28\u00a0<span class=\"markjovic9h4c\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">settembre<\/span>\u00a0<\/strong><strong>2025<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Licalbe Steiner. Ricerche<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>a cura di Giovanni Baule e Anna Steiner<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabbrica del Vapore \u2013 Sala delle Colonne<\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dall\u2019<span class=\"marktur0xjmqe\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">8<\/span>\u00a0al 28\u00a0<span class=\"markjovic9h4c\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">settembre<\/span>\u00a02025<\/strong>,\u00a0<strong>presso la Fabbrica del Vapore \u2013 Sala delle Colonne di Milano, andr\u00e0 in scena il terzo episodio della mostra\u00a0<\/strong>\u201c<strong>Milano citt\u00e0 che sale\u201d,\u00a0<\/strong><strong><em>Licalbe Steiner. Ricerche,\u00a0<\/em><\/strong><strong>a cura di Giovanni Baule e Anna Steiner.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong>Milano citt\u00e0 che sale\u201d \u00e8\u00a0<\/strong>la prima mostra a episodi, ideata e curata da Scalpendi, che vuole celebrare lo spirito creativo, culturale e progettuale della citt\u00e0 di Milano. Fino al 18 gennaio 2026, Fabbrica del Vapore ospita un viaggio articolato in sette esposizioni della durata di 21 giorni ciascuna, che raccontano \u2013 attraverso figure e movimenti emblematici dal secondo dopoguerra a oggi \u2013 l\u2019identit\u00e0 dinamica e internazionale del capoluogo lombardo.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Rendendo omaggio a protagonisti come Elio Vittorini, Giovanni Testori, Albe Steiner, il Laboratorio di comunicazione militante, la Milanottanta, Paolo Rosa e Luisa Spinatelli, la mostra mette in luce l\u2019intreccio tra arte, cultura, editoria, teatro e impresa che ha reso Milano un punto di riferimento in tutta Europa.<\/p>\n<p>Questo nuovo format espositivo ispirato alla serialit\u00e0 di letteratura e serie TV costruisce cos\u00ec una narrazione a tappe capace di fidelizzare il pubblico, coinvolgendo una platea ampia, trasversale e curiosa. Ogni mostra si concentra infatti su una declinazione unica del tema generale, creando al contempo un dialogo continuo e coerente tra tutte le parti.<\/p>\n<p>Ma non solo, l\u2019innovazione di questa particolare tipologia di mostra risiede anche nell\u2019impiego della Telepresenza Robotica, una tecnologia all\u2019avanguardia che, grazie al corpo robotico Double 3, permette a chi la utilizza di essere presente in tre dimensioni, in tempo reale e a distanza, ovunque nel mondo. A differenza delle tradizionali visite virtuali, la telepresenza robotica offre al visitatore un\u2019esperienza completamente interattiva e proattiva: \u00e8 il soggetto stesso a decidere come muoversi all\u2019interno dell\u2019ambiente espositivo, scegliendo la propria prospettiva e creando un percorso personalizzato.<\/p>\n<p><strong>Il terzo episodio in programma dall\u2019<span class=\"marktur0xjmqe\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">8<\/span>\u00a0al 28\u00a0<span class=\"markjovic9h4c\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">settembre<\/span>\u00a02025 si intitola\u00a0<em>Licalbe Steiner. Ricerche,\u00a0<\/em>a cura di Giovanni Baule e Anna Steiner ed \u00e8 realizzato in collaborazione con Archivio Studio Origoni Steiner.<\/strong><\/p>\n<p>Figlio di Fosca Titta e Emerico Steiner, e nipote del celebre Giacomo Matteotti, Albe Steiner \u00e8 una figura chiave della grafica e del design italiano del Novecento. Dopo il diploma in ragioneria, sceglie di dedicarsi allo studio del design, approfondendo il Costruttivismo sovietico di El Lisitzkij, il Bauhaus e l\u2019astrattismo italiano, accostandosi contemporaneamente a pittura e fotografia con collaborazioni allo Studio Boggeri. La sua prima mostra grafica si tiene nel 1940 alla VII Triennale di Milano.<\/p>\n<p>Negli anni della guerra, Steiner si avvicina al Partito Comunista Italiano e, insieme alla moglie Lica, sua compagna di vita e arte, entra in contatto con importanti intellettuali come Salvatore Di Benedetto ed Elio Vittorini. Lica, che condivide con Albe impegno politico e culturale, gioca un ruolo fondamentale nel sostegno e nella partecipazione alle attivit\u00e0 clandestine di propaganda e informazione. Durante la Resistenza, Albe combatte nelle file del battaglione Valdossola, perdendo il fratello Mino deportato a Mauthausen.<\/p>\n<p>Dopo la Liberazione, Steiner entra come grafico nella redazione de Il Politecnico di Einaudi, diretto da Vittorini, distinguendosi per scelte innovative che rinnovano la grafica editoriale con richiami alle avanguardie russe e l\u2019introduzione del fumetto. Con Vittorini realizza la collana \u201cPolitecnico biblioteca\u201d (1946-1949), punto di riferimento culturale del dopoguerra.<\/p>\n<p>Dal 1946 al 1948, Steiner vive in Messico con la famiglia e l\u2019architetto Hannes Meyer, collaborando alla campagna nazionale di alfabetizzazione e al Taller de gr\u00e1fica popular, dove lavora con artisti come Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros.<\/p>\n<p>Tornato in Italia, continua la sua attivit\u00e0 di grafico e docente, collaborando con importanti riviste (Domus, Metron), editori (Feltrinelli, Einaudi) e giornali di sinistra (l\u2019Unit\u00e0, Rinascita). Negli anni Cinquanta \u00e8 art director della Rinascente, tra i promotori della mostra da cui nasce il Premio Compasso d\u2019Oro, e insegna in diverse istituzioni, dall\u2019Umanitaria all\u2019ISIA di Urbino e agli istituti d\u2019arte di Parma, Roma e Firenze.<\/p>\n<p>Nel 1963 disegna il logotipo della Coop per il primo magazzino a libero servizio di Reggio Emilia. Collabora con Rai, Piccolo Teatro, Triennale di Milano e la Biennale di Venezia, e progetta il Museo al Deportato politico e razziale di Carpi, inaugurato nel 1973.<\/p>\n<p>Albe Steiner \u00e8 stato socio fondatore dell\u2019Associazione per il Disegno Industriale e membro dell\u2019Alliance Graphique Internationale.<\/p>\n<p>La moglie Lica, figura imprescindibile nella vita e nell\u2019opera di Albe, ha continuato a portare avanti la sua eredit\u00e0 artistica e culturale dopo la sua morte, avvenuta nel 1974 in Sicilia. Scomparsa nel 2008, Lica ha rappresentato non solo una compagna fedele, ma anche una preziosa custode e interprete dell\u2019opera di Steiner, insieme alla figlia Anna e al genero Franco Origoni.<\/p>\n<p>Sulla tomba di Albe a Mergozzo, un blocco di granito recita: \u00abAlbe Steiner, partigiano\u00bb, memoria indelebile di un uomo che ha lasciato un segno profondo nel design, nella cultura e nella storia italiana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO CITT\u00c0 CHE SALE La prima mostra a episodi che si pu\u00f2 vedere anche con la telepresenza robotica A cura di Scalpendi TERZO EPISODIO 8\u00a0\u2013 28\u00a0settembre\u00a02025 Licalbe Steiner. 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