
{"id":76136,"date":"2025-05-27T18:24:10","date_gmt":"2025-05-27T16:24:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=76136"},"modified":"2025-05-27T18:24:10","modified_gmt":"2025-05-27T16:24:10","slug":"animati-god-human-animal-machine-mufoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/76136\/arte\/animati-god-human-animal-machine-mufoco.html","title":{"rendered":"\u201cANIMATI. God, Human, Animal, Machine\u201d Mufoco"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-76137\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7-320x400.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7-320x400.jpg 320w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/05\/78e6fbad-0f09-440e-9d61-0f1522cf6eb7.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/>\u201cANIMATI. God, Human, Animal, Machine\u201d. Per la prima volta in Italia, l\u2019archivio fotografico di un museo pubblico viene esplorato attraverso la computer vision dell\u2019AI. Un dialogo tra arte e intelligenza artificialeprende forma al Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo. La mostra \u00e8 visitabile fino a fine agosto. \u201cANIMATI. God, Human, Animal. Machine\u201d nasce da un\u2019idea del presidente del Mufoco Davide Rondoni, a cura di Chiara Bardelli Nonino, con il contributo di Emanuele Amighetti art director e l\u2019artista visivo Giacomo Mercuriali.<\/p>\n<p>\u00abOggi cosa si intende per essere umano? E io che sono?\u201d\u00bb si chiede Davide Rondoni, che chiarisce \u00abLa mostra \u201cANIMATI\u201d rilancia queste domande, le amplifica, le urge. Non le lascia tacere nel brusio. Perch\u00e9 dalla risposta che ognuno offre a tali domande (e la si offre anche senza pensarci nella pratica morale della vita) dipende tutto il nostro sguardo al mondo e a noi stessi\u00bb. Un esperimento pionieristico in cui l\u2019intelligenza artificiale viene applicata al processo curatoriale, dialogando con uno dei pi\u00f9 importanti archivi fotografici pubblici italiani. La rete neurale CLIP di Open-AI ha analizzato il patrimonio del MUFOCO, interrogandolo con parole chiave radicali e universali: coscienza, anima, morte, nascita, conflitto, famiglia. Attraverso un motore di ricerca locale creato ad hoc per la mostra, l\u2019algoritmo seleziona le immagini rispondendo a query che ruotano attorno alla domanda: cosa significa essere umani oggi, nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale? Il risultato \u00e8 una nuova forma di curatela \u201caumentata\u201d, dove l\u2019intelligenza artificiale partecipa attivamente all\u2019interpretazione iconografica.<\/p>\n<p>La mostra propone 137 immagini di 77 autori italiani e internazionali: da Gabriele Basilico, Lisetta Carmi a Mimmo e Franceso Jodice, da G\u00fcnter Brus a Bernard Plossu.<\/p>\n<p>Si afferma cos\u00ec una nuova forma di curatela \u201caumentata\u201d, in cui l&#8217;intelligenza artificiale non si limita a collaborare, ma partecipa attivamente al processo di interpretazione iconografica, generando un inedito cortocircuito tra umano e macchina. CLIP ha &#8220;osservato&#8221; e analizzato un dataset di oltre 12.000 immagini, rappresentative delle oltre 60000 catalogate e digitalizzate dell\u2019archivio del museo, che conta ormai oltre 2 milioni di fotografie, permettendo di indagare come l&#8217;AI possa interpretare e catalogare contenuti visivi in relazione a concetti astratti e soggettivi.<\/p>\n<p>\u00abLe immagini che sono state scelte e messe in mostra sono quelle che hanno mostrato una contraddizione o un&#8217;affinit\u00e0 evidente tra la domanda \u2013 query &#8211; e il risultato, un\u2019interpretazione sorprendente o sorprendentemente sbagliata da parte dello sguardo algoritmico. Che hanno messo a nudo vulnerabilit\u00e0, bias e problematiche legate al tema della mostra \u2013 la nostra umanit\u00e0\u00bb, spiega la curatrice, Chiara Bardelli Nonino.<\/p>\n<p>Per i visitatori della mostra, un elemento di sorpresa rimane: il display allestitivo rivela infatti le parole chiave che hanno guidato la selezione delle opere, ma l\u2019associazione delle query con le immagini in mostra \u00e8 lasciata all\u2019interpretazione del pubblico. Questa dinamica simula l&#8217;esperienza quotidiana di imbattersi in innumerevoli immagini, spesso decontestualizzate, in un flusso continuo e inatteso come lo scroll infinito dei nostri schermi.<\/p>\n<p>Ad arricchire l\u2019esperienza della mostra, in esposizione \u201c67 Days, 364 Hours, 21.840 Minutes, 163.350 Vectors\u201d, l\u2019installazione di lunga durata dell\u2019artista visivo Giacomo Mercuriali, composta da 163.350 immagini generate tramite intelligenza artificiale, ciascuna mostrata in proiezione per esattamente 8 secondi. Ogni immagine \u00e8 visibile una sola volta. Il numero totale di immagini corrisponde al tempo complessivo di apertura al pubblico.<\/p>\n<p>\u201cANIMATI. God, Human, Animal, Machine\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 di una mostra: \u00e8 un laboratorio aperto sul senso delle immagini nell\u2019era algoritmica, un invito a riconsiderare la fotografia non solo come documento o arte, ma come specchio delle nostre domande pi\u00f9 profonde. In un mondo in cui le macchine imparano a vedere, il gesto umano dell\u2019osservare assume un valore nuovo. Una riflessione urgente e poetica sul nostro tempo, sul confine tra naturale e artificiale, tra ci\u00f2 che siamo stati e ci\u00f2 che stiamo diventando.<\/p>\n<p>Tutte le opere in mostra sono conservate nella collezione del Museo di Fotografia Contemporanea nei fondi di propriet\u00e0 del Museo di Fotografia Contemporanea, di Regione Lombardia, Direzione Generale Cultura, Archivio di Etnografia e Storia Sociale e di Citt\u00e0 metropolitana di Milano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cANIMATI. God, Human, Animal, Machine\u201d. Per la prima volta in Italia, l\u2019archivio fotografico di un museo pubblico viene esplorato attraverso la computer vision dell\u2019AI. Un dialogo tra arte e intelligenza artificialeprende forma al Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo. La mostra \u00e8 visitabile fino a fine agosto. \u201cANIMATI. 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