
{"id":758,"date":"2009-06-15T19:22:54","date_gmt":"2009-06-15T17:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=758"},"modified":"2009-06-15T19:22:54","modified_gmt":"2009-06-15T17:22:54","slug":"presentazione-del-premio-mediterraneo-e-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/758\/enogastronomia\/presentazione-del-premio-mediterraneo-e-vincitori.html","title":{"rendered":"PRESENTAZIONE DEL PREMIO MEDITERRANEO E VINCITORI"},"content":{"rendered":"<p>La quarta edizione del Premio Mediterraneo cade nell\u2019anno della crisi economica mondiale. I fratelli Nicola e Pietro Silveri e la loro Rusticanella di Jesi, ci hanno pensato un po\u2019 sopra prima di decidere se fosse il caso di sospendere l\u2019iniziativa facendola slittare di un anno. Ma poi \u00e8 prevalso il principio che, di fronte alla crisi, bisognava non fermarsi. Perch\u00e9 \u00e8 un po\u2019 come quando un organismo viene scosso dalla febbre (che \u00e8 un segno di crisi): che si fa, ci si abbandona e si d\u00e0 termine allo svolgimento delle funzioni vitali? Sarebbe una scelta arrendevole, di morte. Anzi. Ed \u00e8 proprio in questa congiunzione \u201canzi\u201d che \u00e8 racchiuso lo scatto di volont\u00e0 e di determinazione dei fratelli Silveri. I quali si sono detti: \u201cIn ogni caso, avanti tutta!\u201d. Nel momento in cui si interrogavano se sospendere o meno la manifestazione, la crisi era nel pieno della sua virulenza. Oggi, alla soglia della quarta edizione del Premio e alla nona dell\u2019Antologia Enogastronomica (di cui il Mediterraneo \u00e8 una costola nobile), mentre se ne stanno concludendo i preparativi, arrivano i primi timidi segnali di risposta che l\u2019economia vera incomincia a dare a quella virtuale, vera responsabile del disastro planetario. L\u2019organismo mostra di reagire e la febbre pu\u00f2 essere sconfitta. Noi diamo il nostro piccolo contributo, per quel che possiamo, rispondendo, come sempre facciamo, al pessimismo della ragione con l\u2019ottimismo della volont\u00e0. Secondo consuetudine, il Premio intende offrire riconoscimenti a quanti, nel settore ampio dell\u2019enogastronomia, in qualsivoglia veste, abbiano dato esempi di intelligenza, di innovazione ( sia pur nel rispetto dei fondamenti della tradizione), di seriet\u00e0: dall\u2019ambito della produzione, a quello della comunicazione, della tecnica esecutiva e cos\u00ec via. Per rimanere fedeli al connotato dell\u2019internazionalit\u00e0 (anzi, della mediterraneit\u00e0, lo ripetiamo ancora una volta, non intesa in senso geografico ma in quello pi\u00f9 ampio ed articolato dell\u2019ottica geo-culturale), quest\u2019anno uno dei premiati \u00e8 uno chef italiano che si \u00e8 distinto quale pioniere della conoscenza della gastronomia italiana in Russia. Marco Iachetta \u00e8 stato, infatti, uno dei primi a credere che i modelli italiani del mangiar bene e del bere meglio avrebbero potuto riscuotere successo nel grande paese eurasiatico. La costanza \u2013 sua e di altri preveggenti come lui \u2013 \u00e8 stata premiata. Oggi, infatti, nelle due pi\u00f9 importanti citt\u00e0 della Federazione Russa, Mosca e San Pietroburgo, la ristorazione italiana \u00e8 molto sviluppata e, soprattutto, straordinariamente apprezzata. Attraverso essa i nostri ottimi cuochi veicolano il modello esistenziale nazionale (considerato che l\u2019enogastronomia \u00e8 un eccezionale mezzo di trasferimento dei connotati culturali da un popolo all\u2019altro). Pensiamo per un attimo a quanto sconfinato sia il territorio della Federazione Russa, dall\u2019Europa all\u2019Asia, per capire quanto ancora si possa fare per incrementare vieppi\u00f9 la conoscenza del nostro modo di approcciare la vita attraverso le modalit\u00e0 del mangiare e del bere. Per cui ci permettiamo di dare un consiglio, di offrire uno sprone nonch\u00e9 un augurio ai nostri giovani e preparati chef: avanti, ragazzi, perch\u00e9 l\u2019est pu\u00f2 continuare ad essere, per voi, un\u2019ottima prospettiva di lavoro. Aggiungiamo per\u00f2, sommessamente ma decisamente, una raccomandazione: purch\u00e9 siate sempre lo specchio fedele dell\u2019autentica tradizione culinaria del vostro paese di origine, senza infingimenti n\u00e9 sotterfugi, nel rispetto pieno di quella dimensione di civilt\u00e0 che l\u2019enogastronomia italiana ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta sia nella storia sia nella contemporaneit\u00e0.<br \/>\nArmando Ginesi  critico d\u2019arte<br \/>\nVINCITORI 4\u00b0 EDIZIONE<br \/>\nCategoria: politica<br \/>\nGIAN MARIO SPACCA. \u201cPer avere, nel ruolo di amministratore e di politico, indirizzato la sua azione di es pansione delle peculiarit\u00e0 regionali marchigiane in diverse aree del mondo, con particolare attenzione alle iniziative create per lo svolgimento e lo sviluppo delle qualit\u00e0 enogastronomiche eccellenti  del territorio\u201d.<br \/>\nCategoria: giornalismo ed editoria<br \/>\nELSA MAZZOLINI \u201c Per avere diffuso, attraverso l\u2019attivit\u00e0 giornalistica, editoriale e di organizzazione di eventi, seriamente professati, la cultura della qualit\u00e0 enogastronomica quale valore da perseguire  per non smarrire le connotazioni fondanti della nostra civile tradizione e delle radici profonde della mediterraneit\u00e0\u201d.<br \/>\nCategoria: ristorazione<br \/>\nMARCO IACHETTA \u201c Per avere agito da ambasciatore della cucina italiana in territorio russo giungendo, tra i primi, da contribuire efficacemente al successo della nostra ristorazione a Mosca, ottenendo apprezzamenti e riconoscimenti anche dai vertici istituzionali della Federazione Russa e per continuare, ora, la stessa promozione in territorio ucraino, precisamente a Kiev\u201d.<br \/>\nCategoria: impresa<br \/>\nPASTIFICIO ANTONIO MARELLA \u201cPer avere mantenuto l\u2019antica tecnica artigianale di esecuzione delle paste ed averne, al tempo stesso, perfezionato le metodiche onde ottenere un prodotto con assenza quasi totale di impurit\u00e0\u201d  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quarta edizione del Premio Mediterraneo cade nell\u2019anno della crisi economica mondiale. 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