
{"id":75770,"date":"2025-02-15T20:25:09","date_gmt":"2025-02-15T18:25:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=75770"},"modified":"2025-02-15T20:25:09","modified_gmt":"2025-02-15T18:25:09","slug":"a-palazzo-reale-mostra-casorati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75770\/arte\/a-palazzo-reale-mostra-casorati.html","title":{"rendered":"A PALAZZO REALE MOSTRA &#8220;CASORATI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-75771\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/881-1024-344x400.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/881-1024-344x400.jpg 344w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/881-1024-258x300.jpg 258w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/881-1024-768x893.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/881-1024.jpg 881w\" sizes=\"auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/>Il Comune di Milano e Marsilio Arte presentano una delle pi\u00f9 ampie e complete retrospettive dedicate a Felice\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0(Novara, 1883 \u2013 Torino, 1963), straordinario artista italiano che torna a Milano a Palazzo Reale dal 15 febbraio al 29 giugno 2025, dopo 35 anni dall\u2019ultima mostra datata 1990. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con l\u2019Archivio\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, la mostra \u00e8 curata da Giorgina Bertolino, Fernando Mazzocca e Francesco Poli, tra i maggiori studiosi dell\u2019opera\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">casorati<\/span>ana.<\/p>\n<p>\u201cDopo 35 anni, Milano torna a celebrare l&#8217;originalit\u00e0 di Felice\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0con una grande antologica a Palazzo Reale, in cui accogliamo anche numerosi capolavori gi\u00e0 esposti alla Biennale di Venezia del 1952 \u2013 osserva l&#8217;assessore alla Cultura Tommaso Sacchi \u2013.\u00a0 Un\u2019esposizione che offre l\u2019opportunit\u00e0 di riscoprire un artista unico, indipendente e poliedrico, che si \u00e8 avvicinato all&#8217;arte inizialmente con la musica, poi attivo come scultore, scenografo e costumista per il teatro d\u2019opera. Un percorso affascinante che invita il pubblico a immergersi nell\u2019arte di un maestro capace di attraversare generi e tecniche con ineguagliabile sensibilit\u00e0 e profondit\u00e0 espressiva\u201d.<\/p>\n<p>Il legame storico tra l\u2019artista e la citt\u00e0 di Milano \u00e8 uno dei temi che attraversano la mostra ed \u00e8 approfondito tra le pagine del catalogo edito da Marsilio Arte. Nel corso della sua lunga carriera,\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0ha attribuito una funzione strategica a Milano, prima citt\u00e0 in Italia a dotarsi di un moderno sistema e mercato dell\u2019arte, riconoscendo alle sue rassegne degli anni Venti lo spazio strategico per un confronto diretto con le ricerche artistiche pi\u00f9 aggiornate.<\/p>\n<p>\u201c<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u201d a Palazzo Reale propone una rilettura complessiva del lavoro dell\u2019artista, ripercorrendo in ordine cronologico attraverso 14 sale le diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi nei primi anni del Novecento fino agli anni Cinquanta.<br \/>\nSono oltre cento le opere presentate per l\u2019occasione, tra dipinti su tela e tavola, sculture, opere grafiche della stagione simbolista, bozzetti per scenografie di opere realizzate per il Teatro alla Scala, tutte di assoluto rilievo e raffinata qualit\u00e0, selezionate per la loro esemplare storia espositiva. I prestiti provengono da prestigiose raccolte private e da importanti collezioni pubbliche, tra le quali in particolare la GAM \u2013 Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dove \u00e8 conservata la pi\u00f9 importante e ricca collezione museale di opere di\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna Ca&#8217; Pesaro di Venezia, il Museo del Novecento di Milano, il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Galleria d\u2019Arte Moderna di Genova, la Galleria d&#8217;Arte Moderna Achille Forti di Verona, e il Museo Revoltella \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna di Trieste. Cardine del progetto \u00e8 la stretta collaborazione con l\u2019Archivio\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, che ha assicurato il supporto scientifico e la consultazione e condivisione dei materiali documentari storici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-75772\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/834-1024-326x400.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/834-1024-326x400.jpg 326w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/834-1024-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/834-1024-768x943.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2025\/02\/834-1024.jpg 834w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/>Come osservano i curatori, \u201cla retrospettiva \u00e8 stata pensata per trasportare i visitatori all\u2019interno dell\u2019universo poetico di\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, invitandoli a immergersi nei suoi ambienti (gli interni e lo studio, teatro concettuale della sua intera poetica), conducendoli tra le figure pensose e malinconiche, emblemi riflessivi di un\u2019umanit\u00e0 partecipe e di una profonda filosofia esistenziale. Le sale di Palazzo Reale costituiscono il contesto aulico perfetto per ricostruire la dimensione silenziosa, fatta di pause, contrappunti e vuoti, emanata dalle opere stesse\u201d.<br \/>\nLa narrazione segue l\u2019intera cronologia dell\u2019arte di Felice\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, documentando l\u2019avvicendarsi delle fonti di ispirazione e degli stili, dal verismo al simbolismo, dal neoclassicismo al realismo magico, dalla fase pi\u00f9 espressionista orientata dalle deformazioni picassiane sino al ritorno al sintetismo e alle stesure \u00e0 plat, caratteristiche della produzione di fine carriera.<\/p>\n<p>Il percorso si apre con le prime opere connotate da uno spiccato realismo, tra le quali il celebre Ritratto della sorella Elvira del 1907 (collezione privata) o Le ereditiere del Mart di Rovereto del 1910. Un focus importante \u00e8 dedicato agli anni trascorsi a Verona, dove l\u2019artista si trasferisce con la famiglia nel 1911. In questa citt\u00e0 inizia la sua stagione simbolista e secessionista, alimentata dal confronto con la vicina Venezia, dove\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0frequenta Ca\u2019 Pesaro, allestisce la sua prima mostra personale nel 1913 e conosce Gino Rossi, Arturo Martini, Ubaldo Oppi, Teodoro Wolf Ferrari.<\/p>\n<p>La mostra propone alcuni dei maggiori capolavori dell\u2019autore con il ciclo delle Grandi tempere e registra l\u2019evoluzione dello stile e del linguaggio dopo il definitivo trasferimento a Torino, a seguito della tragica morte del padre. Qui, nel 1919, Felice\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0si stabilisce nella casa-studio dove vivr\u00e0 per tutta la vita. Per la prima volta dal 1964, vengono accostati in un trittico ideale tre importanti dipinti caratterizzati da una dimensione spaziale nuda e desolata e un senso metafisico di inquietante solitudine: Una Donna (o l\u2019Attesa, 1919, collezione privata), Un uomo (o Uomo delle botti, 1919-20) e Bambina (o Ragazza con scodella, 1919), entrambi della collezione della GAM \u2013 Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino. La sezione \u00e8 completata dall\u2019imponente e maestosa Colazione (Castello di Rivoli \u2013 Museo d\u2019Arte Contemporanea. Collezione Cerruti), che ritrae una famiglia di sole donne, forse orfane o vedove di guerra, a riassumere lo stato emotivo e psicologico di\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>, intonato al senso di lutto che pervade i primi anni del dopoguerra.<\/p>\n<p>Aprono gli anni Venti i capolavori La donna e l\u2019armatura del 1921 (GAM Torino) e Silvana Cenni del 1922 (collezione privata), icona metafisica ispirata alla misura classica quattrocentesca e alle pale d\u2019altare di Piero della Francesca.<br \/>\nRisale a questo periodo la collaborazione di\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0con Riccardo Gualino, collezionista, mecenate e imprenditore, per il quale l\u2019artista dipinge i ritratti di famiglia e progetta, insieme all\u2019architetto Alberto Sartoris, il piccolo teatro privato nella loro residenza torinese. Il sodalizio \u00e8 ricostruito in mostra dai tre ritratti Gualino, dal ritratto di Alfredo Casella (collezione privata), compositore e pianista, direttore di alcuni concerti nel teatrino torinese, e delle danzatrici Raja e Bella Markman, protagoniste con Cesarina Gualino, delle esibizioni di danza libera sotto i fregi\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">casorati<\/span>ani del teatrino, documentati dai bassorilievi Donna con arco, L\u2019incontro con la musica, Donna seduta con scodella (collezione privata).<\/p>\n<p>Nel 1924\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0partecipa con una mostra personale alla Biennale di Venezia, un importante momento di riconoscimento e celebrit\u00e0: delle quattordici opere esposte allora, sette sono riproposte in mostra. Oltre ai tre ritratti Gualino, sono esposti, nella sala dedicata: Meriggio del 1923 (Museo Revoltella \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna, Trieste), Natura morta con manichini del 1924 (Museo Novecento, Milano), Ritratto di Hena Rigotti (GAM, Torino) e Duplice ritratto (collezione privata). A partire dalla met\u00e0 degli anni Venti,\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0sviluppa il tema delle Conversazioni, un ciclo ideale inaugurato dalla celeberrima e tuttora intrigante Conversazione platonica del 1925 (collezione privata). Il dipinto, nel quale accanto a un sensuale nudo femminile disteso, siede un uomo con un cappello nero (\u00e8 l\u2019architetto e amico Alberto Sartoris), fu protagonista di un lungo tour espositivo con l\u2019esordio alla Prima mostra del Novecento italiano a Milano nel 1926 e tappe a Dresda (1926), a Ginevra, Zurigo e Pittsburgh (1927), a New York (1928) e all\u2019Expo di Barcellona (1929), dove fu premiato con una medaglia d\u2019oro.<\/p>\n<p>In mostra si potr\u00e0 ammirare dopo molti anni lo straordinario dipinto Annunciazione del 1927, proveniente da una collezione privata: scelto dall\u2019artista per le esposizioni d\u2019arte italiana del 1927 al Mus\u00e9e Rath di Ginevra e poi alla Kunsthaus di Zurigo, torna oggi visibile al grande pubblico. Nell\u2019atmosfera rarefatta e sospesa di un interno,\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0costruisce una scena intima in cui il divino traspare dalla specularit\u00e0 e dalle simmetrie attraverso l&#8217;inconciliabilit\u00e0 degli opposti: la luce naturalissima e la geometria complessa ed enigmatica dello spazio. Reinserito per la prima volta in un\u2019antologica, il dipinto segna un episodio essenziale entro l\u2019arco dell\u2019itinerario\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">casorati<\/span>ano.<\/p>\n<p>Sul finire del decennio, l\u2019arte di\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0\u00e8 segnata da una svolta in chiave anticlassica, testimoniata in mostra dalle composizioni di una serie di meravigliose nature morte. La pittura si apre al paesaggio, accostato nel dialogo tra interno ed esterno nella poetica Daphne a Pavarolo del 1934 (GAM Torino). Nasce ora il ciclo di dipinti di fanciulle degli anni Trenta e Quaranta, tra i quali Donne in barca del 1933 (Galleria d&#8217;Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza) e Le sorelle Pontorno del 1937 (Unicredit ArtCollection), entrambi caratterizzati da una donna che allatta, immersa in atmosfere sospese e intime.<\/p>\n<p>Gli ultimi anni sono documentati da nature morte, nelle quali torna il tema antico delle uova (insegna di quel \u00abNumerus, Mensura, Pondus\u00bb che \u00e8 il motto araldico dell\u2019arte\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">casorati<\/span>ana) e del cimiero \u2013 con Natura morta con l&#8217;elmo (1947, GAM Torino), Uova e limoni (1950, GAM Torino) Uova su fondo rosso (1953, collezione privata) \u2013 e nuovi soggetti come Eclissi di luna (1949, collezione privata) e Paralleli (1949, Collezione Regione Autonoma Valle d\u2019Aosta).<\/p>\n<p>Da sempre appassionato di musica, Felice\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>\u00a0non fu solo un eccezionale pittore e un appassionato pianista ma anche scenografo, al lavoro, tra gli anni Trenta e i Cinquanta, per il Maggio Musicale Fiorentino, l\u2019Opera di Roma e la Scala di Milano. Proprio dagli Archivi storici della Scala provengono numerosi dei suoi bozzetti, realizzati per opere come Le Baccanti e Fidelio, o per balletti su musiche di Petrassi o de Falla: un nucleo che, a chiusura della mostra, consentir\u00e0 di conoscere anche questo versante dell\u2019attivit\u00e0 di un artista rigoroso e poliedrico.<\/p>\n<p>L\u2019antologica \u00e8 accompagnata da un ampio catalogo edito da Marsilio Arte con i saggi dei curatori.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con l\u2019Archivio\u00a0<span class=\"mark8o9xleb9s\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Casorati<\/span>. Sponsor BPER Banca; partner tecnico ATM, con il supporto di Coop Lombardia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Comune di Milano e Marsilio Arte presentano una delle pi\u00f9 ampie e complete retrospettive dedicate a Felice\u00a0Casorati\u00a0(Novara, 1883 \u2013 Torino, 1963), straordinario artista italiano che torna a Milano a Palazzo Reale dal 15 febbraio al 29 giugno 2025, dopo 35 anni dall\u2019ultima mostra datata 1990. 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