
{"id":75624,"date":"2025-01-29T23:57:07","date_gmt":"2025-01-29T21:57:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=75624"},"modified":"2025-01-29T23:57:07","modified_gmt":"2025-01-29T21:57:07","slug":"museo-della-permanente-guglielmo-spotorno-larte-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75624\/arte\/museo-della-permanente-guglielmo-spotorno-larte-della-vita.html","title":{"rendered":"Museo della Permanente GUGLIELMO SPOTORNO. L\u2019ARTE DELLA VITA"},"content":{"rendered":"<p>GUGLIELMO SPOTORNO. L\u2019ARTE DELLA VITA<\/p>\n<p>a cura di Giovanni Gazzaneo e Flavia Motolese<\/p>\n<p>Apertura al pubblico 30 gennaio &#8211; 9 febbraio 2025.<\/p>\n<p>Orari: tutti i giorni, compresi i festivi, 10-18.30. Ingresso libero<\/p>\n<p>Quando una vita diventa arte e l\u2019arte diventa vita? In tanti artisti vita e opere non sono tutt\u2019uno. In Guglielmo Spotorno vita e arte sono inscindibili. Pescatore, pittore, poeta, imprenditore, collezionista, filosofo, giornalista&#8230; Tante vite che trovano nella sua pittura, nei suoi colori carichi di luce, il naturale esito e il felice intreccio creativo. Non si pu\u00f2 comprendere la sua arte se non si conosce l\u2019uomo, la sua storia. E la sua terza mostra al Museo della Permanente, che sente un po\u2019 come la sua casa, vuole raccontare questo: il percorso artistico di Spotorno attraverso i principali cicli e una quarantina dei suoi dipinti pi\u00f9 significativi. Un percorso cominciato prestissimo, oltre settant\u2019anni fa, quando a dodici anni con il disegno Incubo vince il primo premio alla \u201cMostra Artistica Internazionale della Scuola\u201d, grazie a uno stile del tutto originale. Invitato a Roma per il ritiro del premio viene notato da Federico Fellini che lo vuole conoscere. Grazie ai suoi genitori \u2013 Franco, imprenditore e collezionista, ed Enrica, gallerista e scultrice \u2013 il mondo dell\u2019arte \u00e8 da sempre il suo mondo, anche grazie alla frequentazione di grandi protagonisti del Novecento come Sutherland e Matta, Guerreschi e Ferroni, Jorn e Lam, Baj e Casorati.<\/p>\n<p>Scrive il curatore Giovanni Gazzaneo: \u00abIn Guglielmo vince la vita, la sete di orizzonti, la sete di conoscenza, la voglia di creare, il desiderio di mettersi alla prova, di superare il limite. Non la sfida per il gusto della sfida, ma la sfida per il gusto di andare oltre, di vedere cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 profondo, di pi\u00f9 vero, di pi\u00f9 interessante, di pi\u00f9 amabile. Nella sua ricerca creativa ha sete di abbracciare tutto, dalla Genesi al mondo globalizzato [\u2026] Che siano fiori recisi o il mare della sua Liguria, lo sguardo che contempla la natura \u00e8 sempre uno sguardo pieno di meraviglia. Guglielmo non si lascia catturare dal dettaglio e non si sofferma sul dettaglio. Abbraccia la realt\u00e0 come ha vissuto la vita: ci si tuffa dentro. La vive toccandola, assaporandola, odorandola, amandola. Non conosce vie di mezzo: in quello che fa, in quello che vede, in quello che pensa, in quello che dipinge c\u2019\u00e8 sempre tutto s\u00e9 stesso. Niente di meno dell\u2019intera esistenza. L\u2019immagine traspare nel dialogo serrato tra il racconto che scaturisce dalla realt\u00e0 vissuta e la potenza inesauribile e senza confini della fantasia e del sogno, tra luce e tenebra, conoscenza e mistero\u00bb.<\/p>\n<p>Per il cardinale Jos\u00e9 Tolentino de Mendon\u00e7a, prefetto del Dicastero per la Cultura e l\u2019Educazione \u00abMolte delle opere di Spotorno si concentrano su simboli che evocano caos e inquietudine: onde agitate, citt\u00e0 desolate, cieli oscuri. La sua scelta di rappresentare il mondo naturale e il contesto urbano come luoghi di conflitto suggerisce un\u2019anima in perenne lotta con s\u00e9 stessa e con le circostanze esterne. Questi elementi non sono mai meramente descrittivi; piuttosto, fungono da specchi emotivi attraverso i quali l\u2019artista esplora le tensioni. Del resto, la vita si srotola come una domanda insistente, ed \u00e8 nella vulnerabilit\u00e0 che cerchiamo un senso. Le sue tele sono caratterizzate da un uso vibrante del colore, dove tonalit\u00e0 di bianco, giallo e blu si intrecciano per formare composizioni che suggeriscono una sensazione di speranza e di elevazione. La lotta tra chiarore e oscurit\u00e0 richiama il tema della creazione e della redenzione. Alcune tele sono dominate da pennellate di colore chiaro, bianco o giallo, che emergono da un fondo nero, creando un senso di lotta e speranza\u00bb.<\/p>\n<p>Per Flavia Motolese, curatrice della mostra: \u00abIl suo stile si fa sempre pi\u00f9 simbolico, i colori intensi creano giochi di forme che oscillano tra geometrie e biomorfismo, che si trasformano fluidamente facendo perdere i contorni alla realt\u00e0 e acquistare significato all\u2019astrazione. In quest\u2019intersezione tra Surrealismo ed Espressionismo astratto, esplora le complessit\u00e0 dell\u2019esperienza umana nel tempo e fuori dal tempo. Dal subconscio individuale all\u2019inconscio collettivo, l\u2019esigenza di vedere dentro se stessi coincide con quella di indagare la societ\u00e0 contemporanea e cos\u00ec, all\u2019inizio degli Anni Duemila, nasce il ciclo delle \u201cCitt\u00e0 umanizzate\u201d, che sono forse la sua intuizione pi\u00f9 originale e potente. In queste opere provocatorie, l\u2019artista mostra le<\/p>\n<p>drammatiche contraddizioni della societ\u00e0 contemporanea, lasciando che siano gli edifici dei paesaggi urbani a parlare al posto degli abitanti. I dipinti immaginano le citt\u00e0 dall\u2019alto: luoghi in cui dolore e quotidianit\u00e0 sembrano intrecciarsi nella solitudine della vita metropolitana, trasformandosi in gabbie che deprivano le persone della loro umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Stefano Zuffi, critico e storico dell\u2019arte, ci presenta Armonia e silenzio, l\u2019opera \u201cguida\u201d della mostra della Permanente: \u00abTela dopo tela, serie dopo serie entriamo nell\u2019armonia tonale cercata e trovata da Spotorno: Armonia e silenzio \u00e8 il titolo del quadro in cui compaiono arcane forme celesti. \u00c8 l\u2019opera che l\u2019artista considera \u201cil pi\u00f9 importante che ho dipinto\u201d. \u00c8 una lettura intima della realt\u00e0 affidata ad accenni, a tratti lievi, ad accordi di colori e di segni. Una tessitura in cui evocazione onirica, allusione, fantasia, impressione, realt\u00e0 si fondono insieme. Le forme spuntano, sbocciano, fermentano, si incontrano, sembrano volersi incastrare ma poi si dividono di nuovo, come per una necessit\u00e0 biologica di vita, di riproduzione, di movimento\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abI miei quadri parlano per me \u2013 afferma Guglielmo Spotorno \u2013. Sono la mia vita inquieta, che ha sempre fatto troppe domande a s\u00e9 stessa e a chi ha incontrato. Sono l\u2019occhio che spia in molte direzioni. La coerenza abita nei colori che amo, e che dialogano nel loro incidere la tela. Il nero e il bianco si danno reciproca energia. Anche se non si vedono nei quadri, in realt\u00e0 nero e bianco ci sono. Poli opposti di un\u2019inquietudine che avevo fin da bambino. Non stavo mai fermo, volevo sempre guardare oltre\u00bb.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata dalla monografia Guglielmo Spotorno. L\u2019arte della vita. Saggi del cardinale Jos\u00e9 Tolentino de Mendon\u00e7a, Stefano Zuffi, e dei curatori della mostra. 320 pagine, edizioni Crocevia<\/p>\n<p>Societ\u00e0 per le Belle Arti ed Esposizione Permanente<\/p>\n<p>via Filippo Turati 34, 20121 Milano<\/p>\n<p>Tel. 02 6551445<\/p>\n<p>www.lapermanente.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GUGLIELMO SPOTORNO. L\u2019ARTE DELLA VITA a cura di Giovanni Gazzaneo e Flavia Motolese Apertura al pubblico 30 gennaio &#8211; 9 febbraio 2025. Orari: tutti i giorni, compresi i festivi, 10-18.30. Ingresso libero Quando una vita diventa arte e l\u2019arte diventa vita? In tanti artisti vita e opere non sono tutt\u2019uno. In Guglielmo Spotorno vita e &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75624\/arte\/museo-della-permanente-guglielmo-spotorno-larte-della-vita.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Museo della Permanente GUGLIELMO SPOTORNO. 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