
{"id":75115,"date":"2024-11-13T20:47:32","date_gmt":"2024-11-13T18:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=75115"},"modified":"2024-11-13T20:47:32","modified_gmt":"2024-11-13T18:47:32","slug":"palazzo-marino-la-grande-mostra-di-natale-in-sala-alessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75115\/arte\/palazzo-marino-la-grande-mostra-di-natale-in-sala-alessi.html","title":{"rendered":"PALAZZO MARINO. LA GRANDE MOSTRA DI NATALE IN SALA ALESSI"},"content":{"rendered":"<p>PALAZZO MARINO.<br \/>\nLA GRANDE MOSTRA DI NATALE IN SALA ALESSI<br \/>\nIl progetto di mostra si estende anche ai borghi storici<br \/>\npresenti negli otto municipi cittadini<\/p>\n<p>Torna dal 4 dicembre la grande mostra di Natale a Palazzo Marino, l\u2019appuntamento ormai tradizionale con la grande arte italiana e internazionale che ogni anno regala ai milanesi un\u2019esposizione straordinaria, gratuita e allestita in Sala Alessi, il grande e storico salone di rappresentanza del Comune di Milano.<br \/>\nPer tutte le feste e fino al 12 gennaio 2025, i milanesi e i sempre pi\u00f9 numerosi turisti potranno ammirare un grande capolavoro del Rinascimento italiano ed europeo: La Madonna con il bambino e i santi Simone e Giuda, nota come \u201cLa Madonna di San Simone\u201d di Federico Barocci, una grande pala d\u2019altare proveniente dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.<br \/>\nRealizzata dal grande pittore urbinate tra il 1566 e il 1567, la pala monumentale (realizzata in olio su tela e su carta, cm 283&#215;190) \u00e8 stata una dei protagonisti della grande retrospettiva dedicata a Barocci al Palazzo Ducale di Urbino, dal 19 giugno al 6 ottobre scorso, e costituisce uno dei capolavori della Collezione della Galleria Nazionale delle Marche.<\/p>\n<p>Federico Fiori detto Barocci (Urbino, 1533 \u2013 1612) \u00e8 erede diretto del classicismo di Raffaello (Urbino, 1483 \u2013 Roma, 1520) e la sua opera chiude idealmente la grande stagione rinascimentale e, allo stesso tempo, quella altrettanto straordinaria del ducato di Montefeltro, dominata artisticamente da nomi che hanno fatto la storia dell\u2019arte come Piero della Francesca e Donato Bramante.<\/p>\n<p>Definito dal Vasari \u201cgiovane di grande aspettazione\u201d, fin da subito Barocci viene presentato come il nuovo Sanzio, tornato a riportare la gloria alla citt\u00e0 ducale; ma, mentre Raffaello imbocca giovanissimo la via per Roma, Federico Barocci a trent\u2019anni, dopo importanti soggiorni e commissioni a Roma, compie la scelta, inconsueta all\u2019epoca, di restare nella sua citt\u00e0 natale, lontana dai grandi centri culturali. Ci\u00f2 nonostante, Barocci diviene interlocutore di papi, sovrani e imperatori, anche grazie alla mediazione del suo signore e amico, il duca di Urbino Francesco Maria II della Rovere. Diventa anche uno dei pittori prediletti da Federico Borromeo, cardinale e arcivescovo di Milano dal 1595, la cui passione per l\u2019arte lo port\u00f2 a rivolgersi a numerosi artisti stranieri per arricchire la sua collezione, contribuendo a fare di Milano una citt\u00e0 inclusiva e aperta all\u2019arte internazionale: ecco perch\u00e9 acquist\u00f2 all\u2019inizio del Seicento una splendida \u201cNativit\u00e0\u201d di Barocci, che si pu\u00f2 ammirare oggi alla Pinacoteca Ambrosiana.<\/p>\n<p>Il percorso artistico di Federico Barocci viene definito, attraverso quasi sei decenni di attivit\u00e0, dalle sue pale d\u2019altare. Per il periodo storico, il numero delle pale realizzate da Barocci \u00e8 \u201cassolutamente eccezionale\u201d, considerando anche il fatto che esse rappresentano la stragrande maggioranza della sua produzione artistica. Barocci ha in realt\u00e0 eseguito anche affreschi, opere religiose, alcuni splendidi ritratti e un unico dipinto profano, ma \u00e8 la trentina di pale d\u2019altare a definire il profilo del suo lavoro.<\/p>\n<p>Realizzata intorno al 1567, \u201cla Madonna di San Simone\u201d sovrastava l\u2019altare della settima cappella della chiesa urbinate di San Francesco. La tela rappresenta San Giuda Taddeo, identificato con l\u2019alabarda del suo martirio, alla destra della Madonna; San Simone, riconoscibile grazie alla sega usata dai suoi aguzzini per ucciderlo; e alla sinistra del gruppo principale la Vergine col Bambino. Straordinaria \u00e8 la capacit\u00e0 del Barocci di evocare la tenerezza umana \u2013 appresa soprattutto da Correggio, in particolar modo nella figura della Vergine che insegna a suo figlio a leggere. Oltre ai soggetti sacri, appaiono in fondo a destra anche i ritratti dei committenti, donatori dell\u2019opera alla Chiesa, i quali esprimono una grande vivida partecipazione alla scena sacra, simbolo di una devozione personale e collettiva.<\/p>\n<p>I curatori dell\u2019esposizione a Palazzo Marino, Luigi Gallo e Anna Maria Ambrosini Massari \u2013 gli stessi della grande monografica organizzata dal Palazzo Ducale di Urbino \u2013 affermano che \u201cl\u2019opera in mostra a Milano, citt\u00e0 con la quale l\u2019artista ha intrattenuto importanti e continuativi rapporti per alcune opere, in particolare per la Fabbrica del Duomo, \u00e8 un apice della prima maturit\u00e0 di Federico, al centro della costruzione del suo personalissimo stile, pieno di un dinamismo interno tutto emozionale, modulato con colori sensitivi, per intonare, francescanamente, un cantico all\u2019armonia del creato: uomini, piante, animali. (\u2026) Un\u2019opera che parla al cuore, che tocca le corde affettive, che ci coinvolge con la sua impetuosa dolcezza, la sua amorevole gentilezza\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 arricchita da un prezioso disegno autografo di Barocci, proveniente dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, preparatorio per una figura di devota nella pala della \u201cMadonna del Popolo\u201d, dipinto oggi conservato agli Uffizi. Realizzato tra il 1575 e il 1579, il foglio offre la possibilit\u00e0 di immergersi nel processo creativo di Barocci, scoprendo le tecniche e i segreti dietro la realizzazione di uno dei suoi capolavori pi\u00f9 ammirati. Si tratta infatti del frammento di un grande cartone, disegnato a carboncino e a gessetto bianco, dove i contorni della figura sono incisi con uno stilo per il ricalco della composizione direttamente sulla pala. Ora il disegno verr\u00e0 esposto a Palazzo Marino, a pochi passi dal Palazzo Belgioioso, dove era conservato dalla fine del Settecento e fino al 1943, anno in cui fu donato alle collezioni civiche milanesi.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento scenografico \u00e8 ideato dall\u2019architetto Franco Achilli (collaboratore architetto Valerio Rigamonti) con le illustrazioni di Carlo Stanga. Il progetto grafico \u00e8 a cura di Paola Pellizzi.<\/p>\n<p>Dal 14 dicembre al 5 gennaio, grazie all\u2019iniziativa Natale nei Borghi, promossa e organizzata in collaborazione con l\u2019Associazione Antichi Borghi Milanesi, sar\u00e0 possibile partecipare a visite guidate gratuite organizzate in 18 siti individuati all\u2019interno dei nove Municipi cittadini che permetteranno di scoprire tesori architettonici e artistici diffusi sul territorio milanese. <\/p>\n<p>La mostra \u201cFederico Barocci, La Madonna di San Simone\u201d \u00e8 promossa e prodotta dal Comune di Milano grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, partner istituzionale che da anni, insieme al sostegno di Rinascente, affianca l\u2019Amministrazione in questo progetto annuale. La mostra \u00e8 curata da Luigi Gallo e Anna Maria Ambrosini Massari, mentre l\u2019organizzazione \u00e8 affidata a Civita Mostre e Musei.  Accompagna la mostra un catalogo edito da Skira Editore.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 a ingresso libero ed \u00e8 aperta tutti i giorni dal 4 dicembre al 12 gennaio 2025. I visitatori saranno accolti da storici dell\u2019arte, coordinati da Civita, che li accompagneranno in gruppi con visite guidate gratuite.  <\/p>\n<p>Orari di apertura al pubblico<br \/>\nTutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00<br \/>\n(ultimo ingresso mezz\u2019ora prima della chiusura)<br \/>\nChiusure anticipate \u2013 aperture posticipate<br \/>\n7 dicembre chiusura ore 12.00 (ultimo ingresso alle ore 11.30)<br \/>\n24 e 31 dicembre 2024 chiusura ore 18.00<br \/>\n(ultimo ingresso mezz\u2019ora prima della chiusura)<br \/>\nFestivit\u00e0<br \/>\n8, 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)<br \/>\n25 dicembre aperti dalle 14,30 alle ore 18,30<br \/>\n(ultimo ingresso mezz\u2019ora prima della chiusura)<\/p>\n<p>Info mostra<br \/>\nTel. 800167619<br \/>\nwww.comune.milano.it\/mostrapalazzomarino<br \/>\nserviziculturali@civita.art<br \/>\nPrenotazioni possibili solo per le scuole<\/p>\n<p>Info Natale nei Borghi<br \/>\nnataleneiborghi@civita.art<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALAZZO MARINO. 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