
{"id":75094,"date":"2024-11-12T00:32:11","date_gmt":"2024-11-11T22:32:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=75094"},"modified":"2024-11-12T00:32:11","modified_gmt":"2024-11-11T22:32:11","slug":"teatro-menotti-moro-i-55-giorni-che-cambiarono-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75094\/teatro\/teatro-menotti-moro-i-55-giorni-che-cambiarono-litalia.html","title":{"rendered":"TEATRO MENOTTI MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L&#8217;ITALIA"},"content":{"rendered":"<p>TEATRO MENOTTI<br \/>\n12 e 13 novembre<\/p>\n<p>MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L&#8217;ITALIA<\/p>\n<p>ULDERICO PESCE<\/p>\n<p>Scritto da Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato interpretato e diretto da Ulderico Pesce<\/p>\n<p>Produzione Centro Mediterraneo Delle Arti<\/p>\n<p>\u201cNon l\u2019hanno ucciso solo le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi anche dallo Stato.\u201d<\/p>\n<p>Questa frase \u00e8 il fulcro dell\u2019azione scenica ed \u00e8 documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo in scena al Menotto il 12 e 13 novembre compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verit\u00e0 terribili che sono rimaste nascoste per quarant\u2019anni. Il titolo dello spettacolo \u00e8 \u201cmoro\u201d con la \u201cm\u201d minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c\u2019\u00e8 la radice del verbo \u201cmorire\u201d. Come se la \u201cmorte\u201d di Aldo Moro fosse stata \u201cscritta\u201d, fosse cio\u00e8 necessaria per bloccare il dialogo con i socialcomunisti assecondando i desideri dei conservatori statunitensi e dei grandi petrolieri americani in Italia rappresentati da Giulio Andreotti e Francesco Cossiga che, dopo la morte di Moro, ebbero una folgorante carriera e condannarono l\u2019Italia alla \u201csudditanza\u201d agli USA. Moro sente che uomini di primo piano del suo stesso partito \u201cassecondano\u201d la sua morte trincerati dietro \u201cla ragion di Stato\u201d e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da leit motive dello spettacolo: \u201cIl mio sangue ricadr\u00e0 su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino n\u00e9 Autorit\u00e0 dello Stato, n\u00e9 uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore\u201d.<\/p>\n<p>IL RACCONTO SCENICO<\/p>\n<p>Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riusc\u00ec a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e casualmente, grazie al vecchio televisore Mivar, vide l\u2019immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l\u2019orologio della Cresima. Questa \u00e8 l\u2019immagine emblematica che ricorre pi\u00f9 volte nelle video proiezioni, questa immagine \u00e8 la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Imposimato titolare del processo al quale<\/p>\n<p>chiede di sapere la verit\u00e0. Sar\u00e0 il rapporto tra Ciro e il giudice, strutturato su questo forte desiderio di verit\u00e0, a rendere chiaro al pubblico che la morte di Moro e dei giovani membri della scorta furono \u00e8 \u201cassecondata\u201d dai pi\u00f9 alti esponenti dello Stato italiano con la collaborazione dei Servizi segreti americani.<\/p>\n<p>Nello spettacolo assume una funzione altrettanto importante l\u2019incontro e l\u2019amicizia tra Ciro Iozzino e Adriana, la sorella del poliziotto Francesco Zizzi, altro membro della scorta di Moro, proveniente da Fasano in provincia di Brindisi, che quella mattina del 16 marzo era al suo primo giorno di lavoro sostituendo la guardia titolare che la sera prima, \u201cstranamente\u201d, era stata mandata in ferie. Francesco, diventato da poco poliziotto, aveva una grande passione per la chitarra e cantava le canzoni di Domenico Modugno, pugliese come lui e come lo stesso Aldo Moro che, in macchina, quella mattina, affrontava gli ultimi giorni della sua vita, ascoltando Zizzi che cantava \u201cLa Lontananza\u201d di Modugno.<\/p>\n<p>L\u2019ingenuit\u00e0 e la leggerezza dei membri della scorta irrobustiscono la disperata determinazione di Ciro Iozzino nella ricerca della verit\u00e0. Questa ricerca lo porter\u00e0 di fronte a molte \u201cstranezze\u201d portate avanti da statisti come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Tra le \u201cstranezze\u201d scoperte e denunciate da Ciro Iozzino nello spettacolo ne ricordiamo alcune: in genere un\u2019ora dopo il rapimento di una persona le indagini venivano assegnate, come stabilito dal Codice di procedura penale, al giudice istruttore che a Roma, il giorno in cui avvenne la strage, era Ferdinando Imposimato. Invece le indagini, trasgredendo il Codice, rimangono nelle mani della Procura della Repubblica di Roma che le affida al giudice Imposimato solo il 18 maggio 1978 quando Aldo Moro \u00e8 gi\u00e0 stato ucciso da nove giorni.<\/p>\n<p>Le \u201cstranezze\u201d denunciate nello spettacolo continuano. Il 31 gennaio del 1978, circa due mesi prima del rapimento Moro, nasce l\u2019UCIGOS, un organismo di polizia speciale che va a lavorare alle dipendenze del Ministro dell\u2019Interno che all\u2019epoca era Francesco Cossiga. La famiglia di Iozzino non si spiega come mai nasca una squadra speciale di polizia investigativa senza l\u2019autonomia che la Costituzione gli affida perch\u00e9 alle strette dipendenze di un ministero.<\/p>\n<p>Qualche mese prima della strage di via Fani accade una cosa ancora pi\u00f9 inspiegabile, viene smantellato l\u2019Ispettorato antiterrorismo diretto da Santillo che aveva raggiunto risultati eccellenti contro i terroristi e contro la Loggia Massonica P2. Fatto fuori Santillo e la sua \u201csquadra\u201d, a indagare sul terrorismo, prima del rapimento di Moro, rimaneva solo l\u2019UCIGOS, che era alle strette dipendenze del ministro Cossiga.<\/p>\n<p>Chi aveva interessi a cancellare la squadra antiterrorismo di Santillo per fondare una polizia alle strette dipendenze di Cossiga? \u2013si chiede Ciro Iozzino. Altra terribile verit\u00e0 scoperta da Ciro e denunciata nello spettacolo \u00e8 quella secondo la quale uomini dell\u2019UCIGOS ad agosto del 1978 erano gi\u00e0 stati in via Montalcini n. 8, la prigione di Moro e che il quadro generale dei fatti fosse chiaro a pezzi dello Stato gi\u00e0 allora.<\/p>\n<p>La denuncia finale che Ciro Iozzino fa nello spettacolo, e che allontana ogni dubbio sulla partecipazione dello Stato alla condanna a morte di Moro, suffragata da documenti, riguarda le rivelazioni di Pieczenik, un esperto di terrorismo mandato segretamente in Italia dal governo USA per la gestione del caso Moro. Pieczenik fa delle rivelazioni di cui \u00e8 in possesso il giudice Imposimato e che riportiamo in parte, che diventano un momento importante dello spettacolo e, nel contempo, la rivelazione finale della verit\u00e0 sui mandanti dell\u2019assassinio di Moro: \u201cQuando Moro ha fatto capire attraverso le sue lettere che era sul punto di rivelare dei segreti<\/p>\n<p>di Stato e di fare i nomi di coloro che quei segreti detenevano, in quel momento mi sono girato verso Cossiga dicendogli che ci trovavamo a un bivio: se Moro potesse continuare a vivere o dovesse morire con le sue rivelazioni. La decisione di far uccidere Moro non \u00e8 stata una decisione presa alla leggera. La decisione finale \u00e8 stata di Cossiga, e presumo anche di Andreotti: Moro doveva morire.\u201d<\/p>\n<p>Note di regia<\/p>\n<p>\u201cUn altro spettacolo su Moro? Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9.\u201d -direte. Avete ragione. Pi\u00f9 che di spettacoli sul caso Moro c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di sapere la verit\u00e0 sulla sua morte. Questo nostro lavoro vuole prima di tutto contribuire alla scoperta della verit\u00e0 e alla sua divulgazione. \u00c8 un po\u2019 altezzoso il fine ma le scoperte del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, fino all\u2019assassinio del fratello Franco, vanno verso la costruzione di una chiara verit\u00e0: \u201cMoro doveva morire\u201d, era utile bloccare la sua apertura alla sinistra.<\/p>\n<p>Le nuove rivelazioni del giudice Imposimato rappresentano la base contenutistica del testo dove per\u00f2 le scoperte del giudice, sono intrecciate con la vita di Iozzino e Zizzi, due membri della scorta. Raffaele Iozzino era il poliziotto che riusc\u00ec a sparare due colpi contro i terroristi. Francesco Zizzi, era poliziotto ma soprattutto grande chitarrista e cantante di piano bar. Era al suo primo giorno di lavoro avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico. Nelle parole e nelle azioni di Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, protagonista dello spettacolo, abbiamo voluto descrivere le ansie e la disperazione di un ragazzo del sud a cui \u201cdistruggono\u201d la famiglia. Con la figura della mamma di Raffaele, continuamente evocata, abbiamo voluto far parlare la disperazione di una mamma che non riesce a darsi pace, una mamma che vede il figlio partire per servire lo Stato e che rimane ad aspettare la verit\u00e0 da pi\u00f9 di trent\u2019anni. Nello stesso tempo crediamo che questo lavoro contribuisca ad informare sulle \u201ccolpe\u201d di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che \u201cnon hanno voluto salvare Moro\u201d.<\/p>\n<p>Ulderico Pesce<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEATRO MENOTTI 12 e 13 novembre MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L&#8217;ITALIA ULDERICO PESCE Scritto da Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato interpretato e diretto da Ulderico Pesce Produzione Centro Mediterraneo Delle Arti \u201cNon l\u2019hanno ucciso solo le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/75094\/teatro\/teatro-menotti-moro-i-55-giorni-che-cambiarono-litalia.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">TEATRO MENOTTI MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L&#8217;ITALIA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[26597,14500,7382,17909],"class_list":["post-75094","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teatro","tag-ferdinando-imposimato","tag-moro","tag-teatro-menotti","tag-ulderico-pesce"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75095,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75094\/revisions\/75095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}